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Dopo essersi seriamente leso un ginocchio in una partita di calcio, Feldenkrais seppe che l'intervento chirurgico aveva solo il 50% di probabilità di migliorare la sua situazione e che, se non fosseriuscito,
l'avrebbe costretto su una sedia a rotelle per il resto della
vita.
Non
volendo accettare questa prospettiva, incominciò a studiare anatomia, chinesiologia
e fisiologia che si aggiunsero alle sue conoscenze di meccanica, fisica,
ingegneria elettrica e arti marziali (scrisse diversi libri sullo
judo). Grazie a questo impegno recuperò la maggior parte dei movimenti
del ginocchio, iniziando una ricerca sulle funzioni del corpo umano
destinata a durare per tutta la vita, che lo portò ad elaborare
un metodo pratico di lavoro sul corpo.
I suoi punti di vista sull'ansia, sulla depressione, sull'importanza
della diramazione vestibolare dell'ottavo nervo cranico sono, oggi,
universalmente riconosciuti ed accettati.
A partire dagli anni Settanta, il dottor Feldenkrais insegnò il
suo metodo in tutto il mondo.
Tra i suoi allievi: David Ben Gurion, Margaret Mead, Peter Brook,
Yehudi Menuhin, Leonard Bernstein, Moshe Dayan. Diresse l'Istituto
Feldenkrais di Tel Aviv fino alla morte, nel 1984.
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