Skip navigation.

Giovanni Pivetta è nato a Feltre il 15 febbraio 1917. Fin da ragazzo dimostra attitudini per il disegno. Mentre frequenta il ginnasio, segue dei corsi tenuti dal pittore Santi che lo sprona a continuare. Così, con tre personali, espone i suoi primi paesaggi a Fiera di Primiero.

A 17 anni va a Venezia per frequentare il liceo artistico. Qui incontra Saetti con il quale però fatica a legare. La sua esuberanza giovanile ed una diversa concezione politica (siamo in pieno regime) non si conciliano con il temperamento più accomodante del maestro.
Si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove apprende la tecnica dell’affresco con Maioli, di cui diventa amico. Con Mario e Guido De Longhi, con Scarpa, con Tito e con lo stesso Maioli forma un gruppo di artisti che lavorerà a lungo per la Compagnia dei grandi alberghi di Venezia. Tra il 1936 e il 1937 prende parte al restauro della Fenice di cui, poi, curerà anche alcune scenografie.

Sul finire degli anni 30, ai Littoriali di Palermo, un suo lavoro conquista il secondo premio, dopo Annigoni.

Sempre su segnalazioni di Maioli, lavora a Venezia da Poli per il quale creerà modelli di marionette in stucco. In quegli anni espone anche alla Bevilacqua La Masa.

Con Guidi, Fortuni, Saetti, Maioli fa parte del sindacato degli artisti di Venezia, incominciando così a frequentare anche De Chirico, De Pisis e Cesetti.

E’ a Venezia che trova il terreno fertile per la sua formazione artistica ed è proprio qui, in questo ambiente, che incontra Lina Brotto, dalla quale avrà due figlie, Marina e Daniela. Un sodalizio che dura fino al 74, anno in cui lei muore a Castelluccio di Porretta Terme. Subito dopo la morte della moglie, Pivetta torna definitivamente a Feltre dove vive la figlia Daniela. Qui conosce Luisa Cerni che lo accompagnerà per il resto della sua vita.

Ritornando a Feltre spera di concretizzare una sua idea coltivata da tempo: un laboratorio di maioliche che avrebbe potuto coinvolgere diversi giovani ma, suo malgrado, il progetto si insabbia.

A Feltre riprende a dipingere, lavora e produce molto ma, per scelta, le sue personali sono rare, rarissime. I suoi lavori si possono ammirare nella sala consigliare del Municipio di Pedavena, all’ospedale civile di Feltre, in diverse chiese e conventi, oltre che in edifici privati.

Ama isolarsi nel suo studio in via Paradiso 32, nella Feltre vecchia, dove lavora fino all’ultimo giorno: il 19 maggio 2001.

Daniela Pivetta Bonan