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Libri

Continua la presentazione dei libri scritti dalla prof. Luciana Palla sulle tematiche del mondo ladino dolomitico.


Luciana Palla (a cura di)

Maria Piaz de Pavarin -
Dal Pordoi a Katzenau.
Il racconto di una vita
in val di Fassa
nel primo Novecento

Istitut Cultural Ladin "Majon di Fascegn".
Vigo di Fassa, luglio 2007. pp 190.
Contiene album fotografico e CD.

Riportiamo il comunicato stampa dell'Istitut Cultural Ladin "Majon di Fascegn" del 17 ottobre 2007

Si tratta dell’edizione, in formato cartaceo e
in CD audio, di un documento di straordinario interesse per la conoscenza della storia del Novecento presso le nostra comunità.
Il volume raccoglie la narrazione in prima persona degli eventi vissuti nel corso della Prima guerra mondiale da Maria Piaz de Pavarin, la “mare del Pordoi”, sorella del più famoso Tita Piaz. Con la sua voce, conservata grazie ad una registrazione di oltre due ore realizzata dal nipote Franco negli anni Sessanta, Maria ripercorre il periodo del suo arresto da parte delle autorità austriache e del suo internamento nel campo di Katzenau per aver aiutato due trentini a scappare in Italia per sottrarsi all’obbligo di prestare servizio militare nell’esercito austriaco. Il quadro di quegli anni di sofferenze e patimenti è reso ancor più dettagliato dalle oltre cinquanta lettere che Maria ha inviato dal confino al figlio Francesco, accanto ad altri scritti autobiografici e un’ampia ed interessante sezione fotografica.
La storia di Maria mette in evidenza anche i cambiamenti economici occorsi in Val di Fassa e nelle Dolomiti a partire dall’inizio del Novecento: con il suo coraggio e la sua capacità di leggere ed interpretare gli eventi e di adattarsi alle nuove situazioni, Maria Piaz riuscì ad avviare un’attività turistica destinata, negli anni seguenti, a crescere in dimensione e importanza, e che in breve tempo ha trasformato radicalmente la vita, la struttura sociale e l’economia di questa e di numerose altre valli montane. Una storia “al femminile”, che, come si può leggere nella Prefazione, ci presenta la vita di «una donna e una madre che in una società ancora dominata dagli uomini ha saputo testimoniare la dignità e il valore delle donne, senza chiasso né vanto anticonformista, ma con il coraggio, lo spirito di sacrificio e l’idealismo».
Il volume, quarto titolo della collana “Studi e ricerche”, è curato con passione e competenza dalla studiosa livinallese Luciana Palla, già autrice della pubblicazione su Tita Piaz edita dall’Istituto Ladino lo scorso anno. (eb)


Dopo la corposa ricerca di Luciana Palla su Tita Piaz a confronto con il suo mito, con questa pubblicazione l'Istituto Culturale Ladino aggiunge un ulteriore tassello al mosaico della storia della nostra comunità. Al pari e forse più di suo fratello TIta, Maria Piaz de Pavarin è una figura emblematica del Novecento, secolo durante il quale per Fassa si è compiuta la "grande trasformazione", quel cambiamento profondo e radicale che in breve tempo ha portato in valle il vento della modernizzazione: un nuovo quadro politico istituzionale venuto alla luce con il travaglio delle due guerre mondiali, una nuova economia fatta di benessere e possibilità di sviluppo, una struttura sociale ben diversa da quella delle Régoles e delle piccole comunità agricole di un tempo.

Di questa fase storica Maria Pavarina è stata non solo testimone, ma anche "protagonistà' di primo piano. Lontana dagli eroismi e dalla sete di gloria di Tita, questa piccola donna ha saputo affrontare con lo stesso coraggio una vita difficile di lavoro, sofferenze, sacrifici, per crescere i figli e assicurare loro un futuro, dando così un personale contributo al progresso della sua terra e della sua comunità. Dal Pordoi a Katzenau, nei difficili tempi del conflitto fra i nazionalismi che lacerava la valle, sotto il governo di un regime che stava ormai per arrendersi di fronte al nuovo che avanzava, strappata alla famiglia, lontana dai figli ancora piccoli che avevano bisogno del pane che solo lei poteva procurare: tutto questo ci viene raccontato da Maria stessa, in una lunga registrazione fatta dal nipote Franco negli anni '60, un documento straordinario di "storia vissutà' che ci restituisce ancor oggi, fresca e leggera, "la voce della Mare", la mare del Pordoi.

Una donna e una madre che in una società ancora dominata dagli uomini ha saputo testimoniare la dignità e il valore delle donne, senza chiasso né vanto anticonformista, ma con il coraggio, lo spirito di sacrificio e l'idealismo.

Un forte ringraziamento va a chi ha messo a disposizione i documenti raccolti in questo volume, in primo luogo a Franco Dezulian dal Garber, ma anche a tutti gli altri familiari che hanno dato il loro appono con fotografie, ricordi e informazioni. E naturalmente a Luciana Palla, che anche in questa occasione ha dimostrato preparazione ed entusiasmo nell'assumersi l'incarico complesso e faticoso di dare forma e struttura alla documentazione storica, affinché diventi strumento di conoscenza e riflessione per i lettori di oggi e di domani.
Fabio Chiocchetti
Istitut Cultural Ladin

San Giovanni di fassa 2 luglio 2007

Copertina del libro

Copertina del libro



Maria al Rifugio A. Dal Lago
a Punta Rocca in Marmolada


Maria Piaz de Pavarin

"La mare" sorridente



Maria e Tita Piaz

Maria con il fratello Tita Piaz
nel 1940


Maria Ritratto ad olio

Ritratto de "La mare"
negli anni sessanta

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