1) Il primo studio sistematico
sull’esodo in terra italiana è la tesi di laurea di M. Broz,
Profughi trentini in Italia durante la
prima guerra mondiale 1915-1918,
Facoltà di Lettere e Filosofia, Università agli studi di Verona, a. a. 1990-1991; sull’esodo in
Austria gli studi furono iniziati da D. Leoni e C. Zadra (a cura di), La
città di legno. Profughi
trentini in Austria (1915-1918), Trento 1981. Per altre indicazioni vedasi
le prime quattro note del saggio di Paolo Malni
presentato in questo seminario con il titolo Profughi italiani in Austria: una storia dei vinti, una storia del
Novecento.
2) Vedasi tra l’altro i due
volumi n. 4 e n. 5 nella collana Scritture
di guerra, Museo Storico in Trento – Museo Storico Italiano della Guerra, Trento-Rovereto 1996, dedicati interamente a diari e
memorie di profughe.
3) Il testo di
Antonietta Angela Bonatti Procura è riportato
in Scritture di guerra n. 5, a cura
di Q. Antonelli, D. Leoni, A. Miorelli,
G. Pontalti, Trento-Rovereto
1996, pp. 18-19. La citazione da noi fatta è la parafrasi che i curatori hanno
accompagnato all’originale, essendo la scrittura di Antonietta
Angela di difficile comprensione sia per l’uso predominante del dialetto, sia
perché non rispetta i confini delle parole.
4) M. Moiola,
La guerra mondiale del 1914 fino al 1918
e … la vita nelle baracche in Mitterndorf, in Scritture di guerra n. 5, cit., p. 112.
5) Per i profughi trentini
alloggiati negli accampamenti di Mitterndorf e Braunau richiamiamo il volume già citato La città di legno; per i profughi del
Litorale Adriatico ricoverati a Pottendorf e Wagna vedasi lo studio di P. Malni,
Fuggiaschi. Il campo
profughi di Wagna 1915-1918, S. Canziano d’Isonzo 1998.
6) A. Bravo, Simboli del materno, in Donne e
uomini nelle guerre mondiali, a cura di A. Bravo, Bari 1991, pp. 103-115.
7) Il passo è la conclusione di
un lungo componimento in versi di Elena Caracristi di Borgo Sacco (Rovereto), dal titolo Descrizione del viaggio da Rovereto a Mitterndorf dal 29/5- 1/6 1915, pubblicato in Scritture di guerra n. 5, cit., pp.
53-57, insieme ad altri brani molto scherzosi sulle
drammatiche vicende della vita nel campo.
8) A. M. Broz, [Memoria],
in Scritture di guerra n. 4, a cura
di Q. Antonelli, M. B. Marzoni,
G. Pontalti, Trento-Rovereto 1996,
p. 58.
9) Ivi,
pp. 56-57.
10) Sul sistema di accoglienza
dei profughi trentini in Italia e sulle denunce a tale riguardo, vedasi tra
l’altro L. Palla, Il Trentino orientale e
la Grande Guerra. Combattenti, internati, profughi di Valsugana, Primiero e
Tesino (1914-1920), Trento 1994, pp. 173-194.
11) Sono passi tratti dalla testimonianza orale di Teresa Palla (1904-2003),
riportata in L. Palla, Fra realtà e mito.
La Grande Guerra nelle valli ladine, Milano 1991, p. 119.
12) A. Parisi
Bruseghini, Una
madre al calvario!,
in Scritture di guerra n. 4, cit., p.
184.
13) Testimonianza di M.
Maddalena Valentini (1915), riportata in L. Palla, Fra realtà e mito, cit.,
p. 124.
14) L’originale del diario di Anna Menestrina (1883-1964) è
depositato presso l’Archivio della Scrittura popolare del Museo Storico in
Trento. Il documento è stato oggetto della tesi di laurea di C. Delibori, La guerra di Anna Menestrina: eventi bellici
e vita quotidiana in un diario femminile trentino, Facoltà di Lettere e
Filosofia, Università agli Studi di Verona, a. a. 1996/97.
15) L’esperienza di Maria Piasente, nata nel 1906, di Casteltesino,
è riportata in L. Palla, Il Trentino
orientale, cit., pp. 203-206.
16) Testimonianza orale di
Caterina Federa, nata nel 1902, di Livinallongo,
riportata in L. Palla, Fra realtà e mito,
cit., p. 385.
17) A. Bravo, Simboli del materno, cit., p. 127.