Famiglia Rinaldi (bellunesi in Argentina)
Leonardo Rinaldi
Autore di poemi, pittura a olio tradizionale e su pergamene di cuoio,
opere di oreficeria/gioielleria
Dipinti e gioielli
Cittadino italiano ed argentino, discedente di italiani veneti
bellunesi. Nato a Olavarría, Provincia di Buenos Aires, Argentina,
nel 1974.
Scrittore, pittore, gioielliere ed ingegnere.
Nella ricerca per prescindere dai limiti della pittura tradizionale
crea una nuova espressione di pittura ad olio, su pergamene di cuoio.
Le forme libere della sua pittura fanno sentire l´alito degli
esseri chi vivono in un battito estraneo alla nostra dimensione. Riguardo
alla sua opera in poesia, di forte intensità ed espressione
drammatica, questa ha passato le frontiere con la diffusione, la traduzione
e rappresentazione in Argentina e all' estero.
Il libro " Gli occhi dell´ Anima, poemi d’amore
vietato", di recente edizione, raccoglie parte della sua produzione.
Anche, lavora con metalli come argento e oro, per fare disegni di
gioielleria artistica.
La sua opera emerge dallo spirito dell´ uomo che, col pennello
o con la penna, ferisce in forma profonda il marmo sensibile dell´
umano, per scoprirlo vivo.
Poesie
(pubblicate così come le abbiamo ricevute
- traduzione italiana dell'autore)
Poemi del libro "Gli occhi dell´Anima,
poemi d’amore vietato":
Che darei?
Per questi occhi che ti denudano
Per queste mani che ti accarezzano
Per questi passi con cui t´inseguo
Per questa bocca che ti desidera
Mi hai chiesto cosa, per tutto questo
Se non lo avessi, cosa darei?
Per questi occhi, darei le valli
Per queste mani, darei colline
Per questi passi, darei ruscelli
Per questa bocca, la brezza stessa
Del mio impero, del mio tesoro
Per tutto questo, io la darei
Ma se i miei occhi non ti vedessero
Se le mie mani, tu le ignorassi ;
Ma se i miei passi, non ti incontrassero
E le mie labbra non ti baciassero
A nulla servono, non ho dominio
Se non ci fossi, io morirei !
Reo alla liberta´
Conducimi al di là
Dei lontani confini
Che covano il mistero
Della passione eterna
Nascondi i desideri
Miei, dietro gli occhi eterei
Che sciolgono le rocce
E eclissano le stelle
Anche se fisserai
I miei piedi alla terra
E se castigherai
La mia presenza, io vivo
Sarò dietro lo sguardo
Dei tuoi occhi di sogno
Una notte
Sto cercando una notte
Che calmi l´agonía
E sia una, una sola
La tua stella e la mia
E cadano, sconfitte
Le distanze crudeli
Che separano il corpo
Tuo, da chi vuole solo
Darti le sue carezze
Una notte e le labbra
Tue implorino il furore
Delle mie labbra. Notte
Per amarte con furia
Senza misura. Notte
In cui sia tutta mia
Parole vuote
I tuoi occhi, innocenti,
Con i miei s´incrociarono
Si disfece in silenzio
Il tempo, di mille anni
Fuggirono le stelle
Dallo zenit del volto
E non venne la notte
Perché il sole brilló
Traversarono i cieli
Desideri e naufragi
Parole senza fiato
Di un “Ti amo” e “Ti voglio”
Ma i tuoi occhi, innocenti,
Fuggirono dai miei
Castelli
Oggi è morto, oggi è morto
Ma il vento che irrompe
Nel crepitio del silenzio
Non ha preso il castello
Di carte dei miei sogni
Ma il tempo che irrompe
Dall´assetato zenit
Non ha preso il castello
Di sabbia del desiderio
Ma il tempo che passa
Capitano della nave dei sogni,
Ma il tempo che passa
Stella fugace del desiderio
Nel tuo ultimo sguardo
Oggi è morto, oggi è morto.
L´attesa
Torrenti di lava
Essenza di stelle
Sbuffi di vento
E il mio corpo che spera
E eclissan le maree
Che non hanno frontiere
Il faro addormentato
E il mio corpo che spera
Presso l´abisso scuro
Di gigantesche fauci,
Di torrenti di lava
Ed essenza di stelle,
Accadono le ore
E il mio essere spera
Qué daría ?
Por estos ojos, que te desnudan
Por estas manos, que te acarician
Por estos pasos, con que te acecho
Por estos labios, que te codician
dijiste tú, que sin tenerlos
por todos ellos, qué yo daría?
Por esos ojos, daría los valles
Por esas manos, daría colinas
Por esos pasos, aun los riachos
Por esos labios, la brisa misma
de mi imperio, de mi tesoro
por todos ellos, yo lo daría!
Mas si mis ojos, ya no te viesen
Mas si mis manos, tú ignorarías
Mas si mis pasos, no te encontrasen
Y si mis labios, no besarías
ya nada valen, ni tengo imperio
si tú no estás ¡yo moriría!
Reo a la libertad
Llévame aun más allá
de las lejanas fronteras
que guardan el misterio
de la pasión eterna
Confina mis deseos
tras tu mirada etérea
que disuelve las rocas
y eclipsa, las estrellas
Aun si engrillas
mis pies a esta tierra
Aun si castigas
Sin palabras, mi presencia,
no podrás, pues vivo
Tras tu mirada bella
Una noche
Quiero una noche
en que calmes mi agonía
donde sean una sola
tus estrellas y las mías
donde caigan, destrozadas
las distancias, que te aíslan
de mis manos que tan sólo
quieren darte, sus caricias
Una noche en que tus labios
de mis labios, furia pidan
una noche para amarte
con pasión y sin medida
Una noche, sólo pido
en que seas, toda mía
Palabras vacías
Tus ojos sin quererlo
con los míos se cruzaron,
deshízose en silencio
el tiempo, de mil años
Fugaron las estrellas
del cenit de tus labios
y la noche ya no fue,
pues el sol, quedó brillando
Y cruzaron esos cielos
de deseos y naufragios
las palabras sin aliento
de un ¡te quiero!, de un ¡te amo!
Mas tus ojos, sin quererlo
de los míos, se fugaron
Castillos
Hoy, hoy ha muerto
Mas el viento que rompe
en el crujir del silencio,
no ha tomado el castillo,
de nuestros naipes de sueños
Mas el llanto que irrumpe
desde el cenit sediento,
no ha tomado el castillo,
de nuestra arena en deseo
Mas el tiempo que pasa
Capitán de la nave de sueños
Mas el tiempo que pasa
estrella fugaz del deseo
a tu última mirada
hoy, hoy ha muerto
La espera
Torrentes de lava
esencia de estrellas
guijarros de viento,
y mi cuerpo que espera
Y eclipsan los mares
que incontienen fronteras,
el faro dormito
y mi ser que espera
Frente al abismo obscuro
de gigantes fauces sedientas,
de torrentes de lava
y esencia de estrellas,
acontecen las horas
y mi ser, espera
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