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Le poesie di Serena Dal Borgo

 

Di seguito alcune poesie tratte da: Se la luna, in novepernove, A. Tarantola editore, 2003

- A mio padre
- intanto aspetto
- londra. tra i fumi gentili.
- Sera di luna oggi
- Tu lì disteso

A mio padre

1
Luigi il tuo nome.
Di famiglia dei Bet
dei Iovanet. Figlio
di Leto. Luigi, padre
di una figlia serena.
Luigi detto Jìjo.
Luigi – mio padre -
inchinato col viso
proteso verso il figlio
disteso sul prato. Ferito.
Luigi con gli occhi
di pianto. Rotondi.
Uno sguardo di dolore.
Non parli,
corri alla rianimazione.
Non dici è morto
per la moto. Corri
ogni giorno a vedere
se si muove. Luigi
con i baffi rossi
di fuoco. Luigi
figlio di Maria,
detta la Beta. Padre di Piero.
Marito di Elsa. Luigi
che guardi Mirco e
fatichi a capire che
è lui il figlio ferito,
malato, colpito.

2
Padre infelice,
lacrimi al funerale
di Augusto il padre
di Alberto. E lo pensi,
Augusto, girare
con la sua moto degli anni ’50.
Persona distinta, nobile.
Aveva sposato la Maddalena,
ora ricordata dalla pronipote,
la figlia di Barbara. Maddalena
la tedesca, che un giorno
mi aveva donato le riviste
tedesche dove erano
nascoste pene gigantesche.


3
E tu Luigi fragile di pianto,
ti nascondi dietro
la dura prepotenza di chi
vuole comandare. Tu Luigi
che ti sei lasciato i fili d’erba,
divenuti fili di fieno, nel fienile
posto vicino alla tua casa. Tu che
in Tisurazza corri al pozzo
posto sotto la strada sterrata.
Tu bambino che nascondi
lo sguardo nel pozzo della luna.
E pianti alberi di ogni specie.
il melo e il melograno.
l’acero e l’alloro.
il nocciolo e il nespolo.
Pianti il gelso nero e rosa
che ci lascia la scia di seta
e ci canta dei bachi orientali
e ci macchia le labbra di nero.
E pianti la betulla. Bianca.
Alta. Slanciata.
Per me foglia-betulla.
Per te padre, legno, terra.

^




intanto aspetto
la luna uscire.
con me.
lei dal cielo
io dalla neve.
uscire. cristallina.
Trasparente.
Lucente.
di pelle - di luce.

e aspetto te.
lì.
alla solita ora.
per una pizza.
per un bacio.
per un blu disteso.
aspetto alle tre.
alle dieci.
alle ventitrè.
lì. te.

^



londra. tra i fumi gentili.
e il silenzio delle sirene.
Londra, per gli amici
lunga – inglese - lontana.
Michelle, the girl,
cerca tra treni. vaga.
si allontana.
michelle l'allegra fontana.
sgorga di gioia. zampilla
colori. diventa rainbow.
allora volteggia nel cielo
disteso. nel cielo di
carta. è verde, è rosa,
è blu come sposa.
a londra esplode
l'azzurro di cielo
e
michelle
inciampa in punta
di luna.
precipita lieve
come fiocco di neve.
si posa leggera come
piuma di vento.
si posa su mano.
si posa tra ciglia.
si posa da me.

^



Sera di luna oggi

tra luce e buio.
come linea. come volto.
come falco lanciato.
di miele. di maggio.
di giugno.
di luglio.

Lieve.

leggera, di notte.
di giorno. Luna, di sera.
luna leggera. Ti do
la mia mano.
Mi dai la tua mano.
Uniti andiamo per cieli
leggeri, per cieli di terra
con pelle d’ardesia.

^

Tu lì, disteso
(Trilogia di sonetti imperfetti)

I
Tu lì, disteso sul prato del vento
a lasciarmi il tuo respiro, ala bianca
e sottile di allodola piumata.
Mentre mani, mentre suoni s’alzano

s’involano, s’impiumano. A sognare
a giocare come formiche nere
in lunghe distese. Mentre occhi verdi,
e mani e vento e noi e verdi locuste

sul prato a pelle, su foglie rugiada
di pianto, sul cielo antico di sole.
Noi lì, a dire l’amore lontano

lasciato sulla mano dei petali,
sulle gocce di rugiada velata,
sulla voce sospinta sino a sera.


II
Come se per loro fosse facile
lasciare tutta la felicità
finire tutto il tremore del prato.
Come se fosse facile lasciare

la tua scia di seta arancio fulgente,
come se io e tu non fossimo un unico:
noi vogliamo, noi desideriamo, noi
amiamo. Come se tutti fossero

ora partiti verso il nostro centro
di clandestino amore sopra Foran.
Dove sulla pelle luna d’amante

si legge, si annusa, si annida, si alza
il vento delle siepi, dei silenzi
e dei mille petali caduti in noi.

III
E i lauzengiers non capiscono che
per lingua feriscono il nostro amore
il nostro fin’amor che rende caldo
il fuoco, il sole, la neve e la linea

del colle e del vento e del maggio a prato
alato di giallo tarassacato.
Non sanno loro che noi distesi in blu -
come petali, come piume a neve,

o più semplicemente come amanti -
voliamo, sogniamo, cantiamo come
allodole, alte e dolenti d’amore.

^

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