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L'Agordino


Itinerario da Belluno al passo Fedàia di 67.6 KM, escluse deviazioni


Zoldo AgordinoSi esce da Belluno sulla strada regionale 203, in direzione di Agordo, e presto si imbocca l'omonimo canale, solcato dalle acque del Cordèvole.
Raggiunta Agordo e la sua conca (km 29.3; possibile deviazione circolare attraverso le forcelle Franche e Aurine, di km 32.5), si prosegue alla volta di Cencenighe (km 10.3), dove si diparte la strada provinciale 346 del Passo di S. Pellegrino, che risale la valle del Biòis, percorribile con una deviazione di km 19.5 fino a Falcade e al passo Valles. Superata Alleghe (km 9), distesa sul suo lago, si giunge a Caprile (km 4), da dove si diparte la deviazione (km 13) per la val Fiorentina, che tocca Colle Santa Lucia e Selva di Cadore. L'itinerario principale prosegue invece lungo la provinciale 641 della val Pettorina e porta in km 15 fino ai 2057 m del passo Fedàia, ai piedi della Marmolada.

 

Il canale di Agordo

Corre incassato tra le pareti dei monti del Sole (m 2069) a ovest e del monte Schiara (m 2565) a est, le cui riserve naturali sono ora comprese nel perimetro del Parco nazionale Dolomiti bellunesi. Si supera, in località Candaten (m 419), una stazione forestale che insiste sul sito di un antico ospizio per viaggiatori, oggi «porta» del parco per chi sceglie di avvicinarlo dalla val Cordèvole (transita da qui l'itinerario tematico pedonale detto Via degli Ospizi, che collega la certosa di Vedana alla valle Imperina). Quando la forra comincia ad aprirsi si è ormai prossimi all'area delle ex miniere di valle Imperina, il cui complesso si scorge sulla sinistra, oltre il letto del fiume .

Le forcelle Franche e Aurine

Poco prima di entrare ad Agordo, in località Ponte Alto una strada sulla sinistra permette di effettuare una digressione circolare, che conduce dapprima nella valle Imperina, in comune di Rivamonte Agordino (m 994, ab. 677), le cui vicende sono da sempre strettamente connesse con quelle delle vicine miniere. Da Rivamonte, attraverso la forcella Franche (m 992), si sconfina sul versante della valle del Mis, che reca evidenti i segni dell'abbandono e della disastrosa alluvione del 1966; proprio per questo tuttavia i suoi villaggi (come Tisèr, dove degna di menzione è la chiesa di S Bartolomeo, di impianto quattrocentesco) hanno mantenuto la loro compagine edilizia tradizionale. Lo stesso si può dire per alcuni degli abitati distribuiti nella conca di Gosaldo (m 1142, ab. 874), come Villa Sant’Andrea, con begli esempi di case rustiche. A Gosaldo, tra i paesi più colpiti dalla tragica alluvione del novembre 1966, spicca il monumento al seggiolaio («caregheta»), uno dei mestieri artigianali più significativi della valle. La località è frequentata per turismo estivo e invernale soprattutto nelle vicinanze di forcella Aurine

di Massimiliano Calligola

tratto da Belluno e provincia - Feltre, Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti bellunesi, Guide d'Italia , Ed.Touring Club Italiano, Milano, 2004.

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