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SANTUARIO DELLA MADONNA DI PARE’


Santuario della Madonna di ParčPanorama sulla valbelluna dal Santuario di Parè

La denominazione trae origine dall’appellativo mariano “Dei Parens”, cioè: Maria genitrice di Dio.
Le fonti ecclesiastiche attestano l’esistenza del piccolo santuario a partire dal 1519, ma è pressoché certo che l’epoca di fondazione vada fatta risalire quanto meno al secolo precedente.
Forse a causa della particolare ubicazione in una zona piuttosto decentrata, il luogo di culto non era oggetto di frequenti attenzioni.
Già nel 1598, il vescovo di Belluno, Luigi Lollino, aveva deplorato il cattivo stato di conservazione dell’edificio, ma nessun intervento di rilievo venne eseguito nel ‘600 e nel ‘700, cosicché all’inizio del XIX secolo il degrado delle strutture appariva ormai insostenibile.
Finalmente, nel 1842, la chiesa venne restaurata ed ampliata, assumendo l’attuale aspetto.
Al termine dei lavori il pittore bellunese Girolamo Moech (1792-1857) eseguì la decorazione a tempera della navata e del presbiterio, raffigurandovi diverse scene sacre.
La pala d’altare del 1776 venne dipinta da Antonio Gabrieli (1694-1789), seguace provinciale dei fratelli Guardi.
In origine, l’affluenza dei fedeli era limitata al 2 luglio, ricorrenza della Madonna di Parè, dopo la realizzazione della Via Crucis si estese anche al periodo quaresimale, assumendo durante la Settimana Santa particolare rilevanza, quando i pellegrini giungevano dalla città di Belluno e da molte altre zone della vallata.
Il santuario era anche frequentato da alcuni eremiti; in particolare viene ricordato un certo Giacomo Tison, che si rese benemerito raccogliendo le elemosine per i lavori di restauro del 1842.
Un disegno di Osvaldo Monti lo ritrae vestito con una sorta di saio sul quale era cucita l’immagine di una conchiglia, simbolo dei pellegrini.
La presenza di simili personaggi, venerati dalla popolazione per il loro ascetico stile di vita, ha ispirato anche uno strano racconto, sospeso fra leggenda e realtà.
Il protagonista è un eremita del luogo, che avrebbe intrapreso un pellegrinaggio in Terra Santa.
Dopo quattordici anni di viaggio a piedi rientrò a Madonna di Parè, ma ebbe la sgradita sorpresa di trovare il suo tugurio occupato da un secondo eremita, che rifiutò ogni possibile forma di convivenza, costringendo il primo a partire nuovamente, senza mai più dare alcuna notizia di sé.
(Piccoli itinerari della Sinistra Piave in Valbelluna)

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