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Home / articoli / Grande festa per il piccolo mago

I BORDERLINE AI GIARDINI
Le potreste dei commercianti

"Bisognerebbe togliere le panchine"

Gli esercenti esasperati parlano di manicomi e di occupazioni utili

di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, sabato 6 gennaio 2006)

Una difficile convivenza, quella tra alcuni individui rumorosi, forti bevitori e assidui frequentatori del centro, soprattutto dei suoi bar, e i commercianti che proprio in quelle vie gestiscono le loro attività. Questi ultimi sono preoccupati per una situazione che sarebbe andata peggiorando a partire dall’estate scorsa, quando il disagio creato da pochi individui maleducati si era reso più evidente. Non che siano aumentati di numero, si contano sulla punta delle dita, “ma ora hanno formato una sorta di gruppo. Non sono più singole persone che si ubriacano al bar prima di rientrare a casa la sera”, spiega Andrea Dal Pont, il presidente dalla consulta Ascom, portavoce dei commercianti che minacciano ora di iniziare una raccolta firme per accelerare la risoluzione di quella che è diventata “una situazione difficile e che non dà certo lustro alla nostra città”. Preoccupati sia per l’immagine di Belluno che per i loro affari, alternano momenti in cui prevale il fastidio e l’esasperazione ad altri in cui, tra una parola e l’altra, fa capolino la compassione per chi vive un disagio profondo.
Denunciano come non si tratti unicamente di gestire episodi di ubriachezza, ma il più delle volte di avere a che fare con uomini maleducati, dal linguaggio scurrile, pronti a ribellarsi quando viene negata loro la consumazione alcolica. Chi rompe bicchieri, chi lancia zuccheriere, chi più mansueto rinuncia all’”ombra” e acquista direttamente la bottiglia in negozio. Tutti li conoscono, tutti sanno chi sono, anche le forze dell’ordine.
“Persone del genere sono sempre esistite”, ammettono i baristi con franchezza, “Sono bellunesi che nonostante abbiano un’abitazione spesso vivono come clochards”. Ognuno gestisce la situazione a suo modo: c’è chi non li fa neppure entrare, chi concede loro una singola consumazione e chi offre solo acqua. Il pensiero è rivolto agli altri clienti che, disturbati, potrebbero non tornare più. Qualcuno azzarda:”Potremmo togliere anche noi le panchine dalla piazza”; qualcun altro auspica una riapertura dei manicomi. Ma c’è anche chi pensa che il tenerli occupati in qualche attività utile sarebbe una soluzione migliore.
“Non è che più che per la città, sono in ansia per le loro attività economiche, che magari mancano di attrattiva?”, ribatte Maurizio Busatta, assessore alle Politiche Sociali. “Non capisco come si possa ridurre a una questione di ordine pubblico quello che è un problema sociale. Il Comune e tanti cittadini volontari si impegnano davvero molto con strumenti di sostegno sociale: suggerirei ai commercianti di raccogliere, invece delle firme, alcuni volontari che partecipino alle nostre iniziative per imparare ad affrontare le nuove povertà, in crescita qui come nel resto del Paese”.

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