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Home / articoli / Giornate Mondiali delle Gioventù in Germania

Rientrati ormai tutti i gruppi partiti da Belluno per partecipare alle Giornate Mondiali delle Gioventù in Germania lo scorso fine settimana

Un gemellaggio nel nome della fede
Rimangono nostalgia e fatica: «Ratzinger è un Papa davvero diverso»

Sono stanchi
ma per tutti ne
é valsa la pena

di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, 25 agosto 2005)

Sono ormai tutti di ritorno, i giovani bellunesi che si sono recati a Colonia per la Giornata Mondiale della Gioventù, rientrati a Belluno tra lunedì e ieri. Solo ora la stanchezza fisica si fa sentire, dopo giorni di sforzi e di intense e coinvolgenti esperienze. «Quasi un'ubriacataura, anche per i continui contatti con ragazzi provenienti dal mondo intero» racconta
don Mario Doriguzzi, che ha guidato insieme ad altri cinque giovani preti il gruppo più grande, 3 pulmann e una macchina, per un totale di 170 ragazzi da tutta la diocesi.
«Sono state delle giornate positive e arricchenti, vissute nello spirito di fratellanza e solidarietà reciproca». Peccato per l'organizzazione tedesca, non all'altezza della situazione. «Forse sarebbe bastata un pò di elasticità per gestire una situazione davvero complessa, che invece ha fatti andare tutto in tilt» riflette don Mario, che ha parole affettuose e complimentose per i suoi ragazzi: «Il trovarsi ad affrontare problemi pratici li ha responsabilizzati e loro si sono stati eccezionali, anche nel testimoniare la loro fede».
A questo proposito, Anna Soravia racconta: «I ragazzi di Zulpich, la cittadina a 50 km da Colonia dove alloggiavamo, ci hanno addirittura detto che ci prendevano ad esempio a livello di fede e di preghiera. La loro ospitalità è stata meravigliosa. Alcuni tedeschi dormivano con noi in palestra per aver ceduto ad altri italiani la loro camera». Il legame con i cittadini di Zulpich rimarrà impresso nel cuore dei ragazzi anche se ora prevale una forte nostalgia, conferma don Mario, che non esclude la possibilità di un futuro incontro, con un altro viaggio o un gemellaggio. «Hanno anche organizzato per noi una festa al lago» racconta Francesco de Bon, musicista «per ringraziarli abbiamo preso in mano gli strumenti e suonato pezzi italiani». Francesco, già presente alle GMG di Parigi (1997) e Roma (Duemila), sottolinea una differenza con questa giornata mondiale della gioventù: «A Roma l'esperienza è stata molto più intensa, per quanto le celebrazioni a Colonia siano state più raffinate e curate e le parole di Ratzinger erano cariche di significato e pesate una ad una». Insomma, la differenza con papa Giovanni Paolo II non è passata inosservata. Per Francesco «é stato impressionante come Ratzinger abbia preso in mano con fermezza l'operato di Papa Giovanni Paolo portandolo avanti, però, secondo una più rigorosa interpreretazione della Dottrina della Fede» e continua «Penso anche al dialogo ecumenico tra le varie religioni, verso le quali Benedetto XVI si è dimostrato rispettoso».
I ragazzi non nuovi a questo tipo di eventi sono in grado di darne un giudizio lucido e, per quanto possibile, meno dettato dall'entusiasmo del momento. «Ratzinger sta ora scremando i fedeli, che prima erano stati raccolti dalle grandi doti che solo papa Wojtila, che calamitava le folle, aveva» spiega Federico de Luca, che ha partecipato anche agli incontri di Cestokova (1991) e Loreto (1995) «Ora sta prendendo piede un forte rigore dottrinale che é emerso non solo nei discorsi, ma anche nelle varie celebrazioni, quando ad esempio ci veniva ripetuto che condizione necessaria per accostarsi al sacramento della comunione era seguire i dettami della Chiesa». In questo senso le parole contro la fede fai-da-te e l'invito a riconsiderare il significato di Chiesa e Fede.
Rientrati anche i 24 ragazzidegli Scouts D'Europa, i Rover dei clan di Distretto e le Scolte di Longarone, partiti da Bruxelles per Leuven e, da lì, Colonia. Mario Bianchi ha viaggiato con i salesiani di Venezia: «E' andato tutto bene, eravamo 223 dal Triveneto, 20 egiziani, 2 siriani e un libanese. Per me, é stato essenziale il poter vivere l'esperienza con il gruppo. Non bisogna, infatti, pensare che l'incontro da solo provocasse esaltazione. Solo a Marienfield é stato impresssionante, per le dimensioni e la folla». I ragazzi del Gruppo Neocatecumenale, infine, sono stati gli ultimi a rientare in città. Ora non resta che attendere che le forti emozioni e sensazioni vissute in queste giornate si sedimentino per poter capire quali frutti germoglieranno da questa esperienza.

La «carovana» degli zoldani
Ha raccolto lungo la strada i ragazzi delle gelaterie

Riunire i ragazzi zoldani che rimangono in valle con quelli costretti in Germania, nelle gelaterie di famiglia, durante l'intera stagione estiva. Questo il progetto che don Giuseppe Bernardi di Pieve di Zoldo si é riproposto di realizzare per i suoi ragazzi in occasione delle Giornate Mondiali della Gioventù a Colonia e che é riuscito a portare a termine con successo.
La «carovana», guidata da don Giuseppe e formata da sei ragazzi zoldani, alcuni bellunesi e sei trevisani, per un totale di 27 componenti, è partita da Belluno con la missione di raccogliere lungo la strada Nina, Giulia, Luca, Mirko, Fabio, Paolo e Cristian, gli zoldani desiderosi di vivere l'esperienza di Colonia con i loro compaesani.
Significativo l'itinerario scelto per il viaggio, che ha permesso ai ragazzi di visitare alcune città importanti per la fede, come Augsburg (Augusta), Wurzburg, Limburg, Trier (Treviri), Cochem e Colonia.
«E' stato un itinerario accuratamente studiato» spiega Don Giuseppe, che da maggio ha lavorato all'organizzazione della carovana «Ad Augsburg, splendida cittadina medievale, abbiamo visitato con due guide il quartiere popolare di Fuggerai, costruito nel 1514 da Jakob Fugger interamente per i cattolici poveri. Siamo poi stati a Wurzbug, città alle origini della fede, dove nel 754 morì San Burcardo, monaco irlandese arrivato fin qui a evangelizzare la gente e fatto poi santo da S.Bonifacio». Tappa successiva Limburg, visitata anche grazie all'aiuto di Gianfranco Lazzaris, gelatiere residente, e poi Treviri, città dalla meravigliosa cattedrale gotica che secondo la tradizione costudirebbe la tunica di Gesù.
Poi a Cochen (vicino Coblenza), dove i ragazzi hanno dormito in uno splendido convento, consigliato loro da un altro zoldano gelatiere, Fausto Bortolot di Zoppé. Un viaggio didattico, con tanto di visite guidate, che ha arricchito i giovani permettendo loro di visitare luoghi sconosciuti e ricchi di storia. Ma anche un avvicinamento ideale alla meta finale di Colonia e all'incontro con il Papa.
«Abbiamo ricevuto molteplici dimostrazioni di solidarietà dai gelatieri zoldani incontrati nel nostro cammino» racconta don giuseppe «Livio Campo Bagattin ci ha addirittura ospitati domenica notte a Colonia».
«E' stato molto faticoso per i ragazzi, per le levatacce e i tanti chilometri, ma sicuramente indimenticabile» dice don Giuseppe, le immagini ancora impresse nella mente. «Mi ha stupito l'immenso amore dei govani per il Papa e il loro comportamento disciplinato e rispettoso». Di questo se ne sono accorti in primo luogo i tedeschi stessi, abituati a grandi feste (come il carnevale) con il loro strascico di danni e sporcizie. «C'era una marea di giovani in spostamento. Non riuscivamo a muoverci. Ma tutto è andato benissimo. In molti mi hanno fatto i complimenti per i miei ragazzi».
Già all'indomani del rientro, avvenuto lunedì notte, don Giuseppe ha ricevuto telefonate da parte dei genitori dei ragazzi, a conferma del successo della sua iniziativa.
Ma lui non crede di avere tutto il merito: «Abbiamo sperimentato la provvidenza dell'Eterno Padre in varie occasioni in questo viaggio e
il suo amore continua ad aiutarci».

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