"Difendiamo la costituzione"
Sta partendo la raccolta di firme per il referendum
di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, 29 dicembre 2005)
Al via le concrete iniziative in difesa della Costituzione italiana,
già annunciate la scorsa primavera, quando il progetto di riforma
non era ancora legge. Partirà, infatti, il 31 dicembre
la lunga marcia per sensibilizzare la popolazione e per raccogliere
le firme per il referendum contro la Riforma della Costituzione,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 18 novembre scorso. Le sezione
di Belluno del Coordinamento nazionale “Salviamo la Costituzione”,
presieduto da Oscar Luigi Scalfaro, costituitasi il 15 marzo scorso
e ufficializzata il 25 aprile, in occasione della visita di Cofferati,
vede impegnate Cgil, Cisl, Uil, Acli, Anpi, Isbrec, Libera, Uds e
varie associazioni e partiti politici, nel promuovere sul territorio
il referendum, tramite la raccolta di firme che partirà l’ultimo
giorno dell’anno.
“Una data simbolo”, spiega il segretario della Cgil Renato
Bressan, “perché il Paese non va in ferie
quando si tratta di salvare la Costituzione da una riforma che fa
regredire l’Italia dal punto di vista civile e democratico”.
Il banchetto, dove potranno firmare tutti gli iscritti alle liste
elettorali della provincia, sarà allestito il 31 dicembre dalle
9 alle 13 in piazza dei Martiri a Belluno, il 10 gennaio in piazza
Isola a Feltre, il 14 in piazza Vittime di via Fani a Cavarzano e
il 18 a Tai di Cadore e ad Agordo, sempre nello stesso orario mattutino.
Altre postazioni verranno allestite entro la data ultima del 17 febbraio
(3 mesi a partire dalla pubblicazione sulla GU) in luoghi cardine
del territorio, come davanti a scuole, ospedali e industrie. Inoltre,
sono già stati inviati ai 69 Comuni della provincia i moduli
per permettere a tutti gli abitanti di poter firmare senza troppi
disagi, semplicemente recandosi nelle segreterie comunali. E’
sufficiente un documento d’identità.
Da quando il progetto di riforma della seconda parte della carta costituzionale
è legge, il comitato promotore bellunese, che pure si era mobilitato
nei mesi scorsi nelle scuole e nel mondo del lavoro, è stato
contattato da molti cittadini interessati all’iniziativa referendaria.
Ci si muove anche contro la malainformazione: “vogliamo
sensibilizzare la popolazione e fornire tutte quelle informazioni
che magari non verranno correttamente trasmesse da certi media”,
spiega Romano Cavagna dell’Associazione Mazziniana. Lo slogan
è: No alle modifiche costituzionali. “No
alle riforme fatte in questo modo, non condivise all’interno
della stessa maggioranza”, precisa Marino Fantino
della Cisl, “che mettono in discussione l’attribuzione
di competenze e danno al premier un enorme potere”. Insomma,
che tradiscono lo spirito della Carta fondamentale redatta dall’assemblea
costituente. Precisa Giorgio Granzotto dell’Anpi:”E’
un referendum confermativo, nessun quorum da raggiungere: bisogna
andare e votare No alla domanda: approvate il testo della legge costituzionale
“Modifiche alla parte II della Costituzione””.