TROFEO DOLOMITENMANN
Staffetta per «Ironmen»
di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, 4 settembre 2005)
BELLUNO. Una scossa di adrenalina per vincere la paura e affrontare
il rischio estremo. Si terrà domenica prossima a Lienz il 18
Trofeo Red Bull Dolomitenmann, un gara sportiva a staffetta alla quale
parteciperanno 110 squadre di 4 uomini ciascuna. Quattro le specialità:
corsa in montagna, con un dislivello di 1700 metri, parapendio, tra
le pareti dolomitiche, kajak, tra le acque impetuose della Drava, e
mountain bike, con un percorso sul tracciato della coppa del mondo e
1300 metri di dislivello in 12 chilometri. Alla gara parteciperanno
grandi campioni, ma non mancheranno feste tra i rifugi, concerti pop
e spaghetti-party come cornice mondana dell'evento, che rientra nel
carnet di appuntamenti che la Provincia di Belluno e l'Osttirol promuovono
congiuntamente. Chi volesse partecipare, si deve rivolgere all'Osttirol
Werbung (+39 4852 65333).
Peccato che per regolamento le donne siano escluse dalla competizione.
«Niente male come passo indietro» commenta Milena Della
Piazza, podista bellunese che partecipa a molte corse in montagna, tra
le quali la famosa «Maratona del cielo» a Corteno (dislivello
2750 metri). «Più di trent'anni fa a Londra le donne erano
state costrette a travestirsi da uomini per poter partecipare alla maratona».
E racconta «Faccio mangiare la polvere a molti atletici giovanotti.
Partecipo a competizioni di corsa in montagna dove il dislivello supera
di molto i 1700 metri previsti dal Dolomitenmann.
Le donne non sono affatto escluse ma gareggiano insieme agli uomini.
Anzi, spesso non vengono fissati orari diversi per la partenza. In media
le prestazioni tra i due sessi differiscono di 15 minuti».
Se non dovesse partecipare alla «Tre Cime Marathon» l'11
settembre, Milena andrebbe a Lienz e «so per certo che, come me,
molte altre donne vorrebbero partecipare e soprattutto sarebbero in
grado di farlo».
Le ali ai piedi per sentirsi liberi
Prestazioni estreme o intimiste, ma sempre un solo feeling
DUE EVENTI, DUE MODI DI VIVERE LA CORSA
Per non diventare la cena di un grosso animale, per non lasciarsi sfuggire
una facile preda, ma anche per sentire il proprio corpo funzionare come
una macchina perfetta, queste sono da sempre le ragioni che hanno spinto
l'uomo a correre. Ma in quanti modi si può declinare il verbo
correre? I patiti delle classifiche si accontentano di conquistare un
posto al sole in graduatoria.
Per altri è un modo come un altro di socializzare. Per altri
ancora, più che una sfida contro il tempo - e il cronometro -
è una sfida con se stessi, per superare i propri limiti. Va di
moda la corsa Zen, che più che corsa è filosofia, è
modo di interpretare il movimento, il vento, il corpo, la natura, il
respiro.
Correre sciolti, ascoltare se stessi.
Oggi c'é chi pratica la corsa per essere in forma, chi per allenarsi
e migliorare le proprie prestazioni, chi per pura passione. Ma a tutti
la corsa regala le stesse sensazioni in termini di percezione del proprio
corpo e del pulsare ininterrotto del mondo circostante. Ma un gesto
naturale come quello di correre può diventare una sfida in certe
situazioni estreme, come correre in alta montagna percorrendo dislivelli
molto accentuati. In questi casi, più che la componente agonistica,
è prevalente quella ludica. Semmai, il confronto è con
la propria capacità di resistenza. Ecco perché nei prossimi
giorni chi vuole ha a disposizione due iniziative esattamente agli antipodi.
La prima è una gara a staffetta nelle Alpi, impresa durissima
e agonistica, da «ironmen». La seconda un «correre
da soli» sentendosi in molti. Anche la classifica sarà
virtuale: basterà comunicare il tempo impiegato, e non ha senso
barare.
UNA CORSA VIRTUALE
«Podisti estinti» per la pace
Una corsa virtuale contro il terrorismo. Ovviamente l'11 settembre.
Non si tratta di un videogioco o di una recente promessa della realtà
virtuale, ma di un'iniziativa della «Società dei Podisti
estinti». La «Drs Italia» è la versione italiana
della «Dead Runners Society», creata negli Stati Uniti
sulla scia del film l'Attimo Fuggente di Peter Weir, nel quale si
parlava di una Dead Poets Society (che é, tra l'altro, il titolo
originale del film), ovvero la Setta dei Poeti Estinti. L'11 settembre
si svolgerà dunque in tutto il mondo la manifestazione podistica
organizzata via Internet e alla quale tutti possono partecipare, indipendentmente
dall'appartenenza ai Podisti Estinti. Da noi, questo evento si sovrapporrà
alla settima edizione del «Trofeo Drs Italia» (patrocinato
dalla rivista mensile «ePodismo» e da «Run The Planet
Italia») e prevede che ogni partecipante percorra 10 chilometri,
senza ulteriori indicazioni riguardo al tempo e al luogo dove effettuare
la corsa. La gara quindi potrà essere effettuata su qualsiasi
terreno (strada, sterrato, pista) e il corridore potrà essere
solo o in compagnia.
Massima libertà, quindi, per tutti i partecipanti che dovranno
limitarsi a segnalare, insieme a dati anagrafici e al luogo prescelto,
anche il tempo effettuato per permettere la compilazione della classifica
finale, che sarà resa nota in internet. Sarà possibile,
inoltre, inviare dei commenti «a caldo» sulla propria esperienza,
resoconti che verranno pubblicati on line (www.runtheplanet.com/drsitaly.htm)
L'11 settembre anche a Belluno, come nel resto del mondo, i podisti
correranno sentendosi, pur nell'eventuale solitudine della corsa, parte
di una grande famiglia in gara per la pace. Un trofeo di corsa che di
questa attività esalta il carattere più affascinante,
la libertà e la totale anarchia di un individuo che conta solo
su se stesso.