Protezione civile pronta tra finzione e relatà
di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi domenica 23 ottobre 2005)
Catastrofi, Piave che straripa e terremoto, ma il vero black out era già arrivato
La provincia è in ginocchio per il succedersi delle catastrofi.
L’emergenza idrica per le continue piogge, l’esondazione
del fiume Piave e anche un forte terremoto con epicentro a Sedico. Ecco
il difficile scenario dell’esercitazione di protezione civile
“Valbelluna 2005” di ieri, che ha interessato tutti i comuni
della provincia da Belluno fino a Quero. Ai vari interventi, si è
aggiunto un imprevisto “reale”: un black-out verso le 8.20
per un inizio di incendio alla centrale Enel di Cavarzano. Quindi, le
attività della giornata sono iniziate con la riunione del Comitato
Coordinamento Soccorsi (Css), presieduto dal prefetto, che ha predisposto
l’immediato trasferimento della sala operativa dalla prefettura
agli edifici della forestale alla Rossa, previsto nella finzione solo
in un secondo tempo.
I
vari soggetti attivi hanno eseguito le operazioni sotto il coordinamento
del responsabile del servizio protezione civile, Ermanno Gaspari, e
sono stati costantemente seguiti grazie alle due riunioni del Css indette
dal prefetto nel corso della mattinata per fare il punto della situazione.
Intanto, a Belluno, il soccorso alpino è riuscito a salvare un
pescatore su un isolotto nel Piave, sempre più minaccioso. Qualche
sventura (come il fallimento del lancio della freccia sull’altra
riva per costruire la teleferica) non ha certo scalfito il morale della
ventina di ragazzi, abituati a gestire con sangue freddo situazioni
di pericolo. Verso le nove e trenta, infatti, il soccorso alpino ha
dovuto effettuare un “reale” intervento in Alpago, per un
ferimento di un cacciatore. Realtà e finzione si sono sovrapposte.
Poco lontano, i volontari Ana hanno preparato un argine artificiale
con sacchetti di sabbia e altri hanno ripulito il greto del fiume dagli
arbusti che ne ostacolavano il defluire. L’acqua continuando a
crescere, le persone scappavano verso la roccaforte del centro storico,
infilando al volo la porta d’accesso alla scala mobile. Ad aiutarle
c’erano le Giubbe Rosse, volontari del soccorso piste in Nevegal,
che hanno bloccato l’entrata da piazza Duomo, invitando tutti
ad uscire in via Sottocastello e soccorrendo un uomo travolto dalla
folla (per fortune, un manichino).
Le piogge torrenziali hanno fatto peggiorare la frana in via Miari.
Alle 11 il traffico viene deviato ma già dopo 15 minuti riapre
il senso unico alternato. Alle 11.58 la strada è riaperta. Emergenza
rientrata.
Il terremoto ha comportato il crollo di parte della piscina e di un
cornicione all’istituto Segato. A Lambioi, sono di nuovo i volontari
del soccorso alpino ad intervenire, portando i feriti fino sulla Panoramica
utilizzando per l’unica manovra di salvataggio tre diverse operazioni.
Con un palo pescante, la barella raggiunge il prato, da dove viene portata
in spalla (metodo “lecchesi”) da due uomini fino a sotto
lo stradone, dove altri soccorritori effettuano il recupero. Infine,
via verso l’ospedale sull’autoambulanza. In Piazza Piloni,
sono all’opera le giubbe rosse e i vigili del fuoco, che ispezionano
l’intero edificio alla ricerca di zone pericolanti.
Per le vie di Borgo Piave, dove le case sono state evacuate (per finta),
vigili, carabinieri e polizia sono impegnati in controlli sulla viabilità
e contro lo sciacallaggio. I tecnici verificano lo stato degli edifici
e ispezionano i ponti. Sono passate meno di cinque ore dal primo allarme
quando, alle 13, è tutto finito.
IL PREFETTO
"Tutti attivati in mezz'ora"
“In trenta minuti le nostre forze sono pronte ad intervenire”.
Queste le parole del prefetto Lorenzo Cernetig al termine
dell’esercitazione Valbelluna 2005 di ieri. ”Le comunicazioni
sono state efficienti, tutto è andato bene, per quello che io
posso sapere al momento”, ha dichiarato.
“Siamo stati colti di sorpresa dal black out delle otto e venti,
ma abbiamo reagito con prontezza, spostando immediatamente la sede operativa
alla Forestale a La Rossa, per un problema di autonomia. Alle nove la
sala è stata attivata e abbiamo iniziato a coordinare i vari
interventi”, racconta Giorgio Squarcina, a pochi minuti dalla
fine dello stato di emergenza. Alle 10.45 si è svolta la prima
riunione del Css, presieduto dal viceprefetto, Francesco Squarcina.
“Abbiamo fatto le prime analisi sulla base delle richieste della
base operativa e sulla relazione dell’ingegnere Ermanno Gaspari”.
“Durante l’intera giornata i vari gruppi sono stati in grado
di risolvere le situazioni di emergenza localmente, senza l’aiuto
di un elicottero. E’ stato effettuato un solo volo di ricognizione
da Belluno fino ad Arsié, poi indietro sorvolando la Pedemontana.
A bordo, un geologo della Provincia, Lucchetta del Genio civile e i
vigili del fuoco”. Questa esercitazione è la quarta in
due anni. Sicuramente l’aspetto principale è quello relativo
alla coesione e il coordinamento tra le varie associazioni, che spesso
operano sole o in coppia.
“Quella di oggi è l’ultima di una serie di quattro
esercitazioni in quattro distinte aree del territorio provinciale”,
spiega Ermanno Gaspari, responsabile del servizio protezione civile
della provincia, “Sarà interessante, quando ricominceremo
il giro, vedere come in ognuna delle quattro zone le competenze e l’affiatamento
siano migliorate nel corso dei due anni”. Notevole l’impegno
dei singoli volontari, dei membri delle istituzioni e di tutti coloro
che hanno preso parte alle attività, come ha riconosciuto il
prefetto. “A loro va tutto il mio ringraziamento”.
Scuola evacuata per un sisma
Quando la terra trema, sono da poco passate le 9.40. E’ una scossa
di terremoto di magnitudo 5.2 della scala Richter, con epicentro a Sedico.
Per i corridoi della scuola elementare di Borgo Piave, suona per tre
volte la campanella e i bambini si mettono al riparo sotto i tavoli.
Segue la tromba, il cui suono significa: ”Sgomberare l’edificio
subito”. Gli ottanta bambini si sono immediatamente diretti in
giardino, guidati da sette adulti, tra insegnanti e bidelli. Non è
mancato il fattore sorpresa, essenziale per poter valutare la prontezza
e la velocità di evacuazione, ma i bambini erano comunque preparati
sul comportamento da adottare in caso di emergenza. Quella di ieri è
stata, infatti, la terza simulazione di terremoto che gli studenti di
Borgo Piave hanno eseguito quest’anno.
A soccorrerli i volontari della Croce Rossa che, dopo aver verificato
l’assenza di feriti, hanno accompagnato i bambini fino alle tende
allestite in via del Piave, dove li attendevano anche più di
una ventina di volontari Ana. Rifocillati con una bevanda calda, hanno
seguito con entusiasmo le spiegazioni di Luigino Dal Molin e degli altri,
relative alle attività di protezione civile svolte. Per finire,
tutti sul pulmino fino in via Col da Ren, per seguire la costruzione
di un tendone, accolti dai vigili del fuoco, soprattutto dal capocuoco.
Soddisfatto il responsabile Roberto Orlich, per il quale tutto si è
svolto al meglio. “Avevamo un piano B per un adeguato ricovero
dei bimbi in caso di pioggia”, ammette.
DATI
- Le simulazioni di dissesto idrogeologico e di un terremoto relative
all’esercitazione “Valbelluna 2005” di ieri ha coinvolto
i 18 Comuni della provincia, da Belluno fino ai confini con le province
di Treviso e Vicenza.
- Attivi, nei vari interventi, protezione civile, Suem, soccorso alpino,
croce rossa, Ana, Giubbe Rosse, vigili del fuoco, corpo forestale, carabinieri,
polizia stradale e municipale, guardia di finanza, Arpav, genio civile,
radioamatori Ari, Pala Alta e Nori.
- Circa cinquecento persone hanno preso parte alle varie operazioni
di coordinamento, recupero, soccorso, controllo sul sciacallaggio, monitoraggio,
ripristino della situazione a emergenza rientrata (verso le ore 13).
- Una decina le scuole della provincia evacuate per il terremoto.
- Questa è la quarta esercitazione in due anni. Le precedenti
hanno interessato le tre aree: Alpago; Centro Cadore- Longarone- Zoldano;
Agordino.