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Home / articoli / Grande festa per il piccolo mago

IL NATALE ORTODOSSO
Una festa per le badanti ucraine

Ieri cerimonia religiosa e cena nella parrocchia di Loreto

di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, sabato 7 gennaio 2006)

Oggi si festeggia il Natale per le numerose badanti ucraine. Le cerimonie sono iniziate già ieri, giorno della vigilia, nella chiesa di San Rocco con una messa eseguita secondo il rito liturgico ortodosso, celebrata da Padre Marius, polacco, che periodicamente viene fino a Belluno. Il coro “Due colori”, composto da una decina di donne ucraine, alcune delle quali diplomate in musica, ha partecipato con il proprio canto alla liturgia. Una chiesa affollata da un centinaio di persone, tutte straniere, costrette a rimanere a Belluno anche a Natale per motivi di lavoro. Anche durante la vacanze natalizie, infatti, i bellunesi affidano i loro malati e i loro anziani a queste donne, che devono accudirli. La scelta di celebrare entrambe le messe, quella di Natale e della vigilia, risponde anche alle loro esigenze: chi non è potuto esserci ieri, ci sarà oggi. Nella chiesa, anche alcuni italiani, incuriositi dalla bellezza del canto liturgico. “Oggi ci sono persone cattoliche, ortodosse e greco-ortodosse, anche alcuni italiani, e questo è molto bello”, osserva Ivanna Petryna, dell’associazione Ucraina Più.
Dopo la celebrazione, le donne si sono trasferite nella parrocchia di Loreto per consumare insieme la cena: un primo piatto (chiamato Kutia) a base di grano, semi di papavero e noci, simbolo di felicità e ricchezza. A seguire, dodici portate, quanti erano gli apostoli, preparate dalle stesse commensali con alcuni ingredienti fatti arrivare appositamente dall’Ucraina. Tutto secondo la tradizione, che prevede che la celebrazione della vigilia sia seguita dalla cena di Natale con la famiglia. Al termine della cena, consumata attorno al tavolo, sul quale il padre ha posto delle spighe secche di buon augurio, si lasciano durante l’intera notte alcune portate, per dare modo agli spiriti dei propri defunti di venire a cibarsene, ritornando ancora una volta in famiglia. La donna indossa un tipico foulard, sia alle celebrazioni liturgiche che durante il pranzo, e infatti ieri alcune ucraine si sono vestite con abiti tradizionali. Non tutte: anche per loro le tradizioni si stanno via via perdendo. Se la nostalgia di casa si fa sentire, comunque spesso queste donne si trovano a dover combattere su un fronte doppio: da una parte, i pregiudizi degli italiani, che faticano ad accettarle, dall’altro quelli dei loro stessi connazionali rimasti in patria, che spesso le disapprovano, accusandole di abbandonare la loro terra in cerca di un matrimonio vantaggioso. “Questo è frutto di propaganda e di una mentalità arretrata. Oggi le cose stanno cambiando”, e aggiungono con amarezza: “ D’altra parte, il nostro lavoro è stato sempre ignorato e solo l’ultimo presidente ucraino lo ha riconosciuto ufficialmente”.

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