BILANCIO INIZIALE TURISMO
Quando la montagna torna a vivere
Passi tedeschi sull'Alta Via, la stagione è partita a rilento
di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, 3 luglio 2005)
L'«Alta Via numero 1» da Braies al Nevegal, parte della
più lunga «Marienplatz - Marcus Platz» è solcata
ormai da passi tedeschi. Finita la stagione d'oro? Vediamo come vanno
le cose in questo inizio di stagione nei rifugi posti al termine della
Via. Concordano tutti i gestori: la variabilità delle presenze
dipende sempre molto dalle previsioni meteorologiche. Il Pian de Fontana
ha aperto da una ventina di giorni, dopo aver completato l'installazione
di alcuni pannelli fotovoltaici. E' una tappa quasi obbligata per chi,
proveniendo dal Pramper ed in possesso delle attrezzature, decide di
non scendere a valle ma di raggiungere il Settimo. «La maggiornaza
di quelli che salgono sullo Schiara sono tedeschi. Sono tenaci; se piove
si fermano ma poi approfittano anche di mezza giornata per proseguire
- racconta Antonio, gestore da quattro anni- dipende comunque moltissimo
dalle previsioni del tempo. La settimana scorsa sono passati quattro
americani, un po' inusuale dato che loro arrivano tardi. Ad agosto pernottano
da me anche fino a quindici persone».
Chi arriva qui dalla pianura (Conegliano e Vittorio Veneto soprattutto)
sono piuttosto escursionisti della domenica, arrivano la mattina e ripartono
la sera. La maggior parte dei turisti arriva nei mesi di luglio e di
agosto; in questo periodo sono talmente pochi che i quattro americani
passati al Pian de Fontana sono stati notati anche al Rifugio Settimo
Alpini: «Solo una decina di persone impegnate nell'Alta Via sono
passate da quando abbiamo aperto - racconta la moglie del gestore Giuseppe
Pierantoni, da quattro anni alla gestione del Settimo - La domenica
ne abbiamo di più, ma chi arriva fin quassù, con alle
spalle vari giorni in quota, deve essere munito di attrezzature per
la ferrata, altrimenti scende al Bianchet».
Ma al Bianchet calma piatta: «Non vediamo nessuno, solo quelli
che salgono dalla statale per la gita domenicale», racconta il
gestore. Se in pochi arrivano al Settimo, sono ancora meno quelli che
raggiungono il vero termine dell'Alta Via, il Col Visentin.
Se piove, infatti, si fermano a Belluno. «Abbiamo la prenotazione
di una ventina di persone che arriveranno dopo il 18 luglio - racconta
Graziella che con Giovanni Del Vesco gestisce da dodici anni il rifugio
- ma non è possibile fare il paragone con gli anni passati, anche
meno di una decina, quando potevo arrivare a vedere 450 persone percorrevano
la Monaco-Venezia (MarienPlatz-MarcusPlatz).
I tedeschi sono la maggioranza, ma ci sono anche belgi e francesi. Sempre
più spesso sono giovani che si spostano da soli. Come un ragazzo
di diciotto anni di Colonia, l'anno scorso, la cui mamma mi ha chiamato
per avvisarmi del suo passaggio».
In tanti, soprattutto chi gestisce esercizi commerciali, sembrano non
avere dubbi in proposito: i bellunesi preferiscono il mare.