Gerolamo Segato spirito eclettico, figlio del Settecento.

Gerolamo Segato spirito eclettico, figlio del Settecento

"Cartografo, naturalista, viaggiatore: Girolamo Segato fu veramente spirito eclettico, figlio del Settecento classificatore e razionalista, curioso e dissacratore. Studioso di chimica e di mineralogia, tornò dai suoi viaggi in Egitto con la passione per la mummificazione e con l’ambizione di sfidare il tempo, elaborando una tecnica che consentisse la conservazione dei corpi, dopo la morte.

Questo procedimento di apparente “pietrificazione” è ancora avvolto nel mistero, in quanto egli non volle rivelarne il segreto, nonostante le critiche dei suoi contemporanei ed i numerosi tentativi di imitazione.
Le sue realizzazioni sono oggi raccolte in gran parte nel Museo del Dipartimento di Anatomia, Istologia e Medicina Legale dell’Università degli Studi di Firenze, a cui il Museo di Storia della Scienza di Firenze e il Museo Civico di Belluno hanno affidato la conservazione dei loro reperti."
Informazione prese dal sito:
 "www.unifi.it/unifi/anatistol/anatomia/segato/, dove potete trovare molte foto delle sue pietrificazioni.

"Una brezza antica profumata di conoscenza ha ripreso a soffiare sul Belpaese e a bisbigliare i suoi segreti a Firenze.
(...)
L’espressione di questa rinnovata primavera di sensibilità artistica si è concretizzata il 20 gennaio 2006 nell’incontro preludio dell’inaugurazione della mostra sui reperti di Girolamo Segato, esposti nell’atrio dell’aula Magna di Medicina e Chirurgia.
Nel 1792 Vedana dà i natali a questo personaggio così particolare, (...)
Ma ritornando a noi caro lettore, e soprattutto al nostro Segato, non credere di aver speso male il tuo tempo nel soffermarti in quest’angolo di spazio e tempo, che è presente passato e futuro insieme … sappi che folti gruppi di Giapponesi dipartono dalla loro terra natia giungendo fin qui nel museo anatomico della nostra Università di Firenze per rendere omaggio a questo personaggio così speciale.
Fra questi anche una pop star dalla cresta rossa insieme ad un fortunato manipolo di fans ha compiuto questo viaggio e, data l’occasione, non ha esitato ad improvvisarsi dottore per (si presuppone dato che parlava nel suo idioma asiatico) magnificare il grande Segato! "
Potete leggere l'intero articolo: “Grande miracolo, nuovo Segato sangue di poveri pietrificato” dal sito dell'università di Firenze:
www.med.unifi.it/segreteria/notiziario/anno3n10/manif_scient1.html

"...si cimentò nell'arte di pietrificare i tessuti umani. Una specie di imbalsamazione super, la cui idea gli balenò probabilmente durante un suo viaggio in Egitto fra sfingi, piramidi e faraoni mummificati. Glielo faccio vedere io ai faraoni, avrà detto. E una volta tornato a casa si mise ad armeggiare con filtri ed alambicchi per realizzare il suo sogno. E ci riuscì egregiamente.
Dopo aver esercitato la sua arte su insetti e piccoli animali, Segato si interessò anche dei tessuti umani e come riusciva a ottenere dagli studenti dell'ospedale di Santa Maria Novella qualche "pezzo" di corpo umano, lui lo trasformava in pietra come fosse stato Medusa in persona.

... Tutti i suoi lavori trovarono degna sistemazione nel Museo delle scienze di Firenze, dove gli fu eretta anche una statua. Ma il destino sembrò accanirsi ancora una volta su di lui perché la sua collezione fu spazzata via dalla disastrosa alluvione di Firenze del 1966.
Sic transit gloria mundi. A questo personaggio il Belli dedicò il sonetto 1713 dal titolo "La pietra de carne". In questo dialogo tra coniugi, il marito informa la moglie Vincenza che c’è un tale di nome "Girolimo Segato" che "ha ppijjato/tanti pezzi de carne de perzone,/e ccià ffatto a Bbelluno un tavolone/tutto quanto de màrmoro allustrato". Moglie, continua il marito, perché non ce ne andiamo zitti zitti a Belluno per vedere se questo signore è capace di compiere il miracolo "d’impietritte la lingua uguale ar core?".


Franco Gàbici
Per continuare la lettura -----> La rubrica Bollicine di Franco Gàbici

l Franco Gàbici (Ravenna, 22 maggio 1943). Laureato in fisica, è direttore del Planetario e del Museo di scienze naturali di Ravenna. Giornalista pubblicista, collabora con articoli di scienza e costume ai quotidiani Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno, Avvenire e all'inserto "Tuttoscienze" de La Stampa. E' presidente della sezione ravennate della "Dante Alighieri".

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