Piazza Mazzini

Piazza Mazzini

Il nome medievale di questa parte di Belluno, dove, fino al Seicento dominò alto sulle mura orientali della città, il castello Doglione, era la Contrada della Motta.
"Dell'antico castello Doglione rimane oggi un unico vestigio, nel massiccio torrione rotondo che, nascosto dietro case di nuova costruzione o rimodernate, al di là di un cancello di ferro, è oggi proprietà privata" (Zanenga).
Un tempo la contrada era detta della "Motta", il nome della porta del castello e, in tempi più recenti, dopo la costruzione della chiesa delle Anime Purganti (da parte della Confraternita di S.Giorgio), "piazza dell'Anima".

 

  La piazza é caratterizzata da due portici laterali, ha forma stretta e lunga come da accostamento planimetrico di due rettangoli. Gli edifici che sono alla nostra destra sono sorti addossati alle mura della città e del castello. Il centro della contrada prendeva anche il nome della famiglia Doglioni, che qui svolgeva le proprie attività militari difensive, abitando in abitazioni proprie. Il palazzo in fondo alla piazza, alla nostra sinistra, che fa angolo con Via Rialto è il palazzo Doglioni, ove abitava il capitano delle milizie.

La sua struttura é stata modificata dai numerosi interventi nel corso del tempo; visibili il portico sulla piazza ad ampi archi a tutto sesto su colonne a capitello ionico. Indiscriminati interventi negli anni Sessanta (si veda il cornicione curvo intonacato) hanno danneggiato il bel palazzo. Analogamente, poco inserita nel contesto la recente costruzione sul lato opposto della piazza, fortunatamente poco visibile da via Rialto, in sostituzione di una casa di linee rinascimentali con portici.

Palazzo Minerva


Visitata la Piazza Mazzini, prima di proseguire verso la porta d'accesso alla città, Porta Dojona, diamo uno sguardo al palazzo Minerva. Palazzo neoclassico, costruito verso la fine del Settecento, su progetto dell'architetto Francesco Maria Preti, fu sede dell'Accademia degli Anistamici (i Risorti).
La parte centrale architravata reca la scritta MINERVAE. Nel sottoportico erano murate due lapidi in onore di due pittori bellunesi.

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