Pagina aggiornata il 30 giugno 2009
CIRCOLO ARTISTICO "M. MORALES"
di Belluno
Presidenza Francesca Lauria Pinter :
via Rosselli, 16 32100 Belluno
Tel e fax 0437949345 - franziskapinter@alice.it
Presentazione della collettiva d'estate a Tai di Cadore
a cura di Francesca Lauria Pinter
Analisi critica delle opere
… Con la premessa che – per dirla con De Kooning - l’arte è un modo di pensare e quindi la tela diviene pensiero ed immaginario ma anche grammatica e sintassi del linguaggio che modulano le differenze, ha proposto la lettura di opere astratte in cui l’ardita semplificazione delle forme si risolve in spianate e richiami di colore ( De Nardi), in brani di realtà modificata in seducenti sintesi di linee e scansioni cromatiche articolate in modo essenziale (Silvia Infranco del gruppo giovani del Circolo), in dosati cromatismi che innervano la superficie per divenire suggestiva metafora (Colle), in fluidi rossi verso la centralità di un nucleo vibrante come centro di forza del pensiero (Bristot), in tracce stagionali armoniose in cui il gesto si piega all’idea per tradursi in reticolo (Reffo), nella materia che concede le sue possibilità comunicative in epifania tra il sensibile ed il razionale segnata da luce e significato (Casellato), nelle soluzioni geometriche raffinate, a ricerca dell’arte primitiva, che si risolvono in strutture lineari e semplici affidate ai valori espressivi del colore (S. Brancher), nella confluenza con l’informale in cui la materia si pone a servizio del gesto per rilevare la forza dell’evento(Salvadori).
Nel 1891, al Salon du Champ du Mars di Parigi, la ceramica assurge al ruolo di arte con pittura, scultura ed architettura: quella di D’Alberto Case è il risultato di un continuo lavoro in cui la tecnica è in felice connubio con la fantasia cosicché forme e cromatismi trovano soluzioni sempre diverse ma sempre a lei riconducibili. Nei bassorilievi la traccia del visibile vuole mantenere il fascino della storia nel dialogo con il presente.
L’interpretazione delle fiabe è opera di Barbara Brancher – del gruppo giovani del Circolo-che colpisce per simpatia ed immaginazione e che, con costante impegno, rafforza le capacità di sintesi negli andamenti lineari delicati e nei cromatismi di armonioso effetto.
Il paesaggio è nerbo generatore di esperienze che, con diversa cadenza espressiva e sen- sibilità, si propongono come singole voci di un coro che canta la ricchezza naturalistica dell’ambiente. Lia Mezzomo ne moltiplica la bellezza in quello scorrere luminoso, intenso e caldo di fiori che coinvolge ed affascina lo sguardo e che comunica l’intensità, l’autenticità e la delicatezza del sentire dell’autrice. Le armonie di Chiarello, gioco di contrasti, si consumano in tratti sicuri ed in cromatismi di grande effetto, sempre pretesto e rivelazione di autentica cultura artistica e di amore per la terra in cui vive e per quella, così ricca di profumi e di colori, lontana da tempo. Il calore del Sud coinvolge anche F. Pinter che propone i grigi colorati delle agavi mediterranee e le pulsioni cromatiche delle barche dell’Ionio. Accamilesi (socio onorario del Circolo) armonizza spazi e cromatismi nello stile del sentimento, fedele alla propria autonomia, poesia del colore. La neve diviene contenitore di luminosa sensibilità nelle forme e nelle cromie delicate per Lidia Reffo, mentre per Maria Turra risolve la poesia delle notti, avvolte nel buio di un cromatismo che trova la propria luminosità nella luce lunare. Se Laura Ripoli trova forza nello spessore dei colori puri che nei contrasti trovano la soluzione per spazi, forme e luci di un momento d’inverno coinvolgente , il post-espressionismo di Gastone D’Incà, pur vigoroso e cromaticamente acceso, rimane duttile ed obbediente alla sicura pennellata che bene orchestra l’insieme aperto allo stupore ed all’emozione. Sempre il rosso, lucente per S. Bristot , spezzato da gialli e da cromie d’arancio che favoriscono l’effetto ottico a favore di movimento e luminosità. Luigino Mezzomo rivive sempre in maniera personale i momenti d’ambiente che rende luminosi e dosati per disegno e senso cromatico, per quella particolare dialettica di sensi e sentimento che ha con la natura.
La grana delicata favorisce la serenità dell’atmosfera in un momento di primaverile dolcezza reso con equilibrio di colori e di forme che liberano piacevoli sensazioni: è l’opera di Turrin Opalio Berta. Gino Mellere (socio onorario ) propone una chiara visione d’insieme resa con nitida cristallografia istituita da ampie e delicate gradazioni di colore su cui poggiano forme geometrizzanti nel filone di Feininger. Gli acquerelli di Ivonne Elmetti permettono di contemplare la bellezza della natura nella silente chiarità, nella leggerezza delle graduali, trasparenti variegazioni luminose a segno di delicato e raffinato sentire. Tutto porta il segno di un’intensa energia che infonde vitalità all’espressione di un reale ( il rustico) vissuto nell’avventura del sentimento e nella capacità di costruzione e di tecnica che si avvale del segno sicuro e del guazzo che rende luminoso e trasparente l’insieme: è Olga Riva Piller.
Calabrò (socio onorario) esprime come sempre un elogio all’ambiente con fantasia e capacità costruttiva in felice connubio e rivela una particolare e coinvolgente poietica. Maldonado Tinoco propone due incisioni a conferma della sua accademica formazione e della personale interpretazione; l’opera in olio, che accompagna la forma sottile della tavolozza, è espressione della originalità e del sentimento sempre partecipativo che accompagna il suo pensiero per concludersi in delicate immagini che sono la poesia della libertà, del gioco e della chiarezza.
Silvana De Cassai, di Agordo, si rivolge spesso al mondo animale che profondamente ama e di cui coglie la genuinità dei comportamenti avvalendosi di gamme cromatiche d’effetto e di linee che favoriscono l’interpretazione del momento. Selezionata nel Concorso “Fiori,frutta,animali” indetto dalla Galleria La Saletta di Lignano Sabbiadoro in questo mese di giugno, ha vinto il terzo premio. Di particolare e raffinato tratto il lavoro di Diego Lazzarin (dalla foto alla grafica) che si avvale della sua sensibilità per rendere in modo originale i chiaro –scuri dei brani di quel patrimonio artistico ed antropologico di montagna che gli è particolarmente caro .
Il ritratto, forse la categoria pittorica meno casuale, deve rivelare le intime pulsioni esistenziali: Evelina Reolon lo tratta con la tecnica dell‘acquerello con tocco delicato e libertà cromatica che danno risalto all’espressione del personaggio. Anche Chiarello lo propone con la forza del colore ad olio che sostiene quell’aria di complicità della giovane, invito alla preziosità delle forme e dei profumi di intenso agrume.
Francesca Lauria Pinter