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Home / Arte e Cultura / Circolo Artistico "Mario Morales" / Mostra a Santo Stefano di Cadore
Pagina aggiornata il 14 luglio 2009

Circolo Artistico "MArio Morales"


CIRCOLO ARTISTICO "MARIO MORALES"
di Belluno

Presidenza Francesca Lauria Pinter :
via Rosselli, 16 32100 Belluno
Tel e fax 0437949345 - franziskapinter@alice.it

"ASTRAZIONI E LIRISMO"
Le opere opere di Silvia Infranco e Angelo De Nardi a Santo Stefano di Cadore

Sarà inaugurata sabato 18 luglio nella Sala Consiliare del Municipio di Santo Stefano di Cadore, l’esposizione delle opere di Silvia Infranco e Angelo De Nardi. Organizzata dal Circolo Artistico “M. Morales”,  la mostra “Astrazioni e lirismo”, rimarrà aperta fino al giorno 8 agosto dalle ore 17.00 alle ore 19.30.

Il vernissage è fissato alle ore 17 con un intervento critico della prof.ssa Evelina Reolon.
Infranco e De Nardi sono due artisti dai linguaggi molto diversi, ma accomunati dalla preferenza per un’arte astratta con la quale esprimono il loro mondo spirituale e intellettivo e offrono quei momenti di poesia che solo l’arte riesce a dare.

LOCANDINA INVITO

Silvia Infranco

Nata a Belluno il 5 aprile 1982, vive e lavora a Bologna.
www.silviainfranco.com - Cell. 347 3846582 - silviainfranco@libero.it

“... l’oggetto del dipinto appare disteso in una sorta di immobilità distante in cui si avverte il senso della precarietà di ogni cosa, dell’ora, dei luoghi e degli oggetti e l’urgenza di andare oltre dando forma certa all’attimo percettivo, fissando per sempre un’angolatura della luce che trasforma l’effimero in realtà poetica, in malinconico e duraturo ricordo di sé.(...)” F. Vaccarone

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Angelo De Nardi

Senza titolo - Angelo De Nardi
Nato a Vittorio Veneto il 19 novembre 1947, vive e lavora a Longarone
in v. Rivalta 47.

Tel. 0437 771198 – cell. 392 8425990 – denardiangelo@libero.it

“Il colore irrompe deciso, è totalizzante sulla tela, non ha altri scopi se non quello di assolvere alla funzione attribuitagli dall’autore. Che è quella di avvincere, narrare, convincere chi guarda a concentrarsi proprio “dentro” il colore per cogliere un’idea, un’emozione, una palpitazione d’animo. E’ un colore che non lascia tregua, costringe a pensare e fissa nella mente di chi guarda un frammento del pensiero dell’artista: quanto basta per iniziare a stabilire un rapporto tra i due.”


De Nardi Angelo - senza titoloDe Nardi



PRESENTAZIONE

di Evelina Reolon

“Astrazioni e lirismo” Silvia Infranco e Angelo De Nardi

Il Circolo Artistico “M. Morales” presenta nella Sala Consiliare del Municipio di Santo Stefano di Cadore dal 18 luglio all‘ 8 agosto 2009 le opere di Silvia Infranco e Angelo De Nardi.
Infranco e De Nardi sono due artisti dai linguaggi molto diversi, ma accomunati dalla preferenza per un’arte astratta con la quale esprimono il loro mondo spirituale e intellettivo e offrono quei momenti di poesia che solo l’arte riesce a dare.

Silvia Infranco è una giovane artista, laureata in giurisprudenza, risiede a Sedico, ma vive a Bologna dove studia e lavora.
Fa parte della sezione giovani del Circolo, ha partecipato a numerose collettive ed ad una mostra personale “Racconti di luce” - Rassegna d’arte Belluno al Cubo, 22/26 maggio 2008, nel Palazzo Crepadona.
Ha sempre avuto una forte inclinazione per le belle arti, ama la letteratura e la musica dalle quali trae ispirazione per le sue creazioni pittoriche. Ha cominciato a dedicarsi alla pittura da autodidatta, con passione ed assiduo impegno, durante gli studi universitari. Ha frequentato poi lo studio di Francesco Vaccarone, pittore noto a livello nazionale ed europeo, che pur lasciandola libera nel suo personale linguaggio, l’ha aiutata a prendere consapevolezza del mezzo.
Artista dalla spontanea e libera composizione, mostra un’evoluzione verso soluzioni interessanti nell’uso del colore e nella stesura di una trama geometrica che sostiene i suoi soggetti, frammentati e spezzati. Proprio nella destrutturazione degli oggetti e nella particolare organizzazione geometrica dello spazio, si possono trovare echi della lezione cubista, ma anche richiami all’espressionismo e al decorativismo di Klimt nella scelta dei preziosi colori. L’artista denota nelle sue opere un’estrema versatilità e la capacità di operare sintesi di stili diversi, adoperando tecniche compositive appropriate alle tematiche via via sviluppate.
La sua è una pittura “intellettuale” che prende ispirazione – come l’autrice stessa ammette - da brani di letteratura, di psicologia e dalla musica di Johan Sebastian Bach o Chopin.
Il gioco delle linee e della luce forma architetture e spazi che danno voce all’ineffabile dei concetti filosofici o psicologici (Omaggio a A Lowen e all'identità rinnegata di Narciso), oppure alle magiche e ricche atmosfere dell’opera di V. Hugo. Questi ultimi quadri suggeriscono belle strutture scenografiche.
I suoi fantastici ed enigmatici dipinti richiedono una continua reinterpretazione del soggetto rappresentato: appena si crede di averne decifrato il contenuto, magari guidati dal titolo dell’opera, ci si accorge di un nuovo elemento che mette in discussione il risultato e sollecita una nuova soluzione interpretativa. E’ durante questo esercizio o gioco che entriamo dentro il quadro e , dimentichi di tutto, assaporiamo il messaggio estetico offertoci. I colori usati sono appropriati all’idea e alle emozioni che vuole trasmettere: rossi, arancioni, blu cobalto, viola quando il pathos è forte e sono catturate le sensazioni prodotte dai prodigiosi spettacoli della natura; gialli, ocra e molteplici tonalità di grigio quando la tematica è psicologica. Il colore, declinato in diverse tonalità è un importante legame tra il reale e l’immateriale e costituisce l'esperienza essenziale dell'arte, la vera forza spirituale in grado di trasformare l'atmosfera del dipinto.

Angelo De Nardi, pittore bellunese di adozione (nato a Vittorio Veneto nel 1968 si trasferisce a Longarone dove attualmente vive e lavora), è stato fin da giovanissimo appassionato d‘arte nelle varie forme; oltre quarant’anni fa ha tenuto la sua prima mostra e da allora ha partecipato in provincia e fuori a numerose collettive e personali.
Inizialmente legato al figurativo e ai paesaggi, ha dimostrato presto interesse per la combinazione dei colori ed il loro significato introspettivo. Nei suoi paesaggi con case già si intravedeva la sua esigenza di sintesi cioè semplificazione degli elementi figurativi (case senza finestre) e il suo interesse per la ricerca coloristica, tanto che in una mostra del 1977 a Longarone dal titolo “Arti visive”, si commenta così il suo particolare uso del colore: ”La prevalenza del violetto, abbinato a vari impasti di grigio, dona ai suoi lavori una delicata armonia cromatica, che egli ottiene per istintivo senso pittorico, ma che trova una puntuale giustificazione nella teoria dei colori di Ghoete, secondo cui il viola - essendo il colore dotato di minor luminosità - deve occupare maggior spazio per essere in armonia vitale e dinamica con gli altri colori, mentre il grigio - secondo le teorie di Böhme e di Runge - rappresenta il momento compensativo, neutro e statico”.
L’opera di Afro, importante esponente dell'astrattismo italiano, e la poetica informale lo hanno influenzato alla fine degli anni Settanta, periodo in cui ha fatto parte del gruppo Arte Centro Longarone. Oggi il suo linguaggio pittorico procede verso una completa astrazione con richiami al movimento dello spazialismo; ma la sua pittura mantiene uno stretto legame con la natura, considerata dal pittore “come il punto di partenza per un successivo gioco della fantasia”.
Nella mostra “Astrazioni e lirismo” verrà esposta anche un’opera realizzata dall’artista nel 2003 per la commemorazione della tragedia del Vajont, nella quale linee, forme e colori sono organizzati in uno spazio che sembra dilatarsi oltre i limiti del quadro, partendo da un punto carico di energia che sottende una forza distruttiva, sentita attraverso macchie nere, viola, celesti e racchiuse da linee nere che vanno espandendosi orizzontalmente. Tale tensione emotiva si disperde in tempi e spazi lontani dando il senso della rovinosa caduta dell’acqua.
Nei suoi ultimi quadri crea una nuova dimensione spaziale attraverso l’accostamento di macchie colorate informi, che sono a volte senza contorno ed altre volte graffiate da linee. Egli ricerca una combinazione armoniosa di tonalità e di forme per esprimere la sua poesia interiore e l’ idea della vita. Per De Nardi il momento più delicato dell’operazione artistica è la sua ideazione. Le macchie di colore che vediamo nei suoi quadri possono essere sentite o interpretate in vari modi: come per esempio vortici di luce che percorrono verticalmente o obliquamente lo spazio e sollecitano l’affioramento di fantasmi inconsci che si sciolgono nella tranquillità delle campiture di colore periferico. L’occhio, dopo aver vissuto l’idea del pittore o la propria, si acquieta nell’uniformità periferica delle aree di colore che fanno decantare i dolori e le angosce o le gioie più intime. Il commentatore inutilmente cerca con le parole di spiegare un quadro, al massimo può suggerire una chiave di lettura, perché la fruizione dell’opera d’arte è un fatto personale e soggettivo. L’opera d’arte, soprattutto quella astratta, si completa nel momento in cui lo spettatore con la sua soggettività ed emotività colma o definisce quel “quid” rimasto incompleto nella forma.
Evelina Reolon

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