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E’ il tempo de “ La Net Comunicazione politica”...

Tutti su Facebook, Twitter e Youtube venerdì 2 marzo alle ore 18 e 15 L’autore Francesco Pira, protagonista del 6° appuntamento del percorso letterario nel mondo della comunicazione “Un libro, un tema, un’idea” afferma: “I social network sono utilizzati dal 58% dei politici italiani e in prevalenza dagli under 30. A tutti i livelli, politica locale, regionale, nazionale, la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo nella costruzione della partecipazione. I nostri leader e dirigenti non sono abituati ad essere uno dei nodi e non più una fonte utile per i giornalisti”

“La net Comunicazione Politica” quella che nasce e vive sul Web è l’argomento del libro scritto dal sociologo Francesco Pira edito da Franco Angeli e protagonista del 6° appuntamento del percorso letterario nel mondo della comunicazione “Un libro, un tema, un’idea” organizzato a Belluno nella libreria MondoLibri di Via Mezzaterra venerdì 2 marzo alle ore 18 e 15 dal Direttivo Triveneto della Ferpi e dall’Associazione Italiana comunicatori pubblici.

Già il sottotitolo da una prima risposta sul contenuto: “Partiti, movimenti, cittadini-elettori nell’era dei social network”.

Nel nostro paese i social network sono utilizzati dal 58% dei politici italiani e in prevalenza da giovani politici under 30.  Sottolinea l’autore: “Se i social network sembrano essere più graditi ai nostri politici tanto che un parlamentare su tre è presente su Facebook, il modo con il quale si relazionano o per meglio dire non si relazionano resta il punto centrale”.

Secondo Francesco Pira: “a tutti i livelli, politica locale, regionale, nazionale, la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo che sarebbe il suo naturale, per la costruzione della partecipazione, discussione e rafforzamento, del consenso nel tempo. Per la nostra politica è difficile pensare di entrare nella logica della comunicazione in rete, dove non si è più fonte  (soprattutto per i giornalisti) ma uno dei nodi”.

E mentre negli Stati Uniti i dati della ricerca Pew Internet rileva come l’11% ha scoperto sui social network per chi avevano votato gli amici, il 9% ha ricevuto informazioni sul candidato o sulla campagna elettorale che interessava, il 7% è diventato amico di un candidato ed il 7% si è unito ad un gruppo politico e l’1% ha usato Twitter per seguire i risultati elettorali in Italia siamo lontani da questi numeri.

Oltre il 60% dei Deputati e Senatori (secondo le ricerca esaminate nel libro) hanno attivato uno strumento di comunicazione on line. Tra i sindaci il 62%. Ma i dati non devono farci illudere, secondo Pira: “la politica italiana non ha fatto propri i nuovi strumenti e modelli relazionali. Sono ancora tante le ombre”.

 
Ed anche il Regno Unito ha compreso l’importanza dei social network durante le ultime elezioni nazionali del 2010. Tanto che la Commissione elettorale ha deciso di non affidarsi solo ai soliti depliant e alle cassette della posta lanciando un messaggio su Facebbok ai ventitre milioni di utenti britannici invitandoli a non disertare le urne. E lo stesso  Presidente Usa Barack Obama per lanciare la sua candidatura per le Presidenziali 2012 ha scelto ancora una volta il messaggio senza mediazioni, inviando ai suoi sostenitori  che si erano registrati nella campagna elettorale scorsa un video via sms e  e-mail in pieno stile viral marketing.

Ma nelle conclusioni l’autore spiega quale è lo scenario attuale e quello possibile.

Per Pira: “La Rete non attira la politica ma piuttosto l’antipolitica. Il rapporto di leader e partiti con il web, al momento, è quello di un gioco che non determina con certezza consensi. E quindi l’intero eventuale utilizzo va discusso, ri-discusso, capito e ponderato.

Come in quel vecchio film della commedia italiana “Tenente pigliamocela con comodo”, i politici italiani e i loro collaboratori muovono timidi passi, perché l’Italia non è l’America e perché nonostante gli italiani connessi su Facebook siano 20 milioni, di cui molti under 18, e quelli che utilizzano la rete, appena la metà della popolazione.
Quindi conta di più la televisione, incidono maggiormente i giornali sull’opinione pubblica, è opportuno fare un lavoro sulle radio.

In pochi hanno compreso che i social network sono utili se fanno parte di una comunicazione integrata e quindi sono parte importante della strategia, al pari di altri mezzi. Ma soprattutto è necessario ritrovare l’etica della politica, uscire dalle logiche della politica scandalistica, dal linguaggio populista per approdare ad un modello comunicativo relazionale, nel quale ai messaggi siano consequenziali gli atti. Certamente il tutto organizzato all’interno di una strategia comunicativa ben progettata”.

 
Francesco Pira, insegna teoria e tecniche delle relazioni pubbliche e comunicazione delle organizzazioni complesse nel Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine dove è ricercatore in  sociologia dei processi culturali e comunicativi, presso il Dipartimento di Scienze Umane .  Giornalista e Consigliere Nazionale dell’Associazione italiana della Comunicazione Pubblica. Per la Franco Angeli ha pubblicato Di fronte al cittadino (2000), La nuova comunicazione politica (2004-2007)con L. Gaudiano, Come comunicare il sociale (2005), e con V. Marrali Infanzia, media e nuove tecnologie (2007), Come dire qualcosa di sinistra- Da Blair a Obama, dalla Terza Via al Presidente Youtube (2009)

A condurre l’intervista sarà Filippo Nani – delegato Triveneto FERPI

 L'evento ha il patrocinio e il sostegno di Provincia di Belluno, Comune di Belluno, Confindustria Belluno Dolomiti, UAPI, APPIA, Confcommercio, Ordine dei Giornalisti del Veneto, Librerie MondoLibri, Flashfactory e Maxima srl.

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