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Filiera corta e architettura naturale, ricette anticrisi: il messaggio di ANAB Veneto a “Costruire 2012

Si è chiusa con un grande successo di pubblico la mostra fotografica organizzata alla Fiera di Longarone dall’Associazione Nazionale Architettura Bioecologica. E il convegno organizzato con Mavima-Bautec ha dimostrato che investire su materie prime locali e sulle tecniche di riduzione degli impatti ambientali può aiutare il settore a uscire dalla crisi.

Filiera corta, riduzione dell’impatto ambientale ed edilizia non sono incompatibili. Anzi, applicare all’architettura i principi dell’efficienza energetica e della filiera sostenibile può aiutare il settore a uscire più in fretta dall’attuale fase di stagnazione economica, aprendo nuovi margini di guadagno. Senza contare, ovviamente, i vantaggi prodotti da un effetto positivo sulla qualità della salute dei cittadini e dell’ambiente che li circonda. Sono i messaggi principali inviati dalla mostra e dal convegno organizzati da Anab Veneto durante i due weekend della Fiera “Costruire 2012 – Salone dell’edilizia e dell’abitare”, conclusa ieri a Longarone (Belluno) con un grande successo di pubblico.

Il convegno di sabato scorso, in particolare, ha focalizzato l’attenzione sull’esperienza di Mavima-Bautec, società nata dall’universo ANAB e dal suo percorso formativo, creata da alcuni artigiani e professionisti bellunesi con un obiettivo al tempo stesso nobile e lungimirante: realizzare edifici con il legno proveniente dai boschi delle Dolomiti, certificati secondo lo schema Pefc di gestione forestale sostenibile e realizzati attraverso un innovativo sistema di costruzione: l’uso di XLAM, pannelli lamellari in legno massiccio incollati a strati incrociati per comporre la struttura portante degli edifici.Un’esperienza rivoluzionaria nel panorama dell’edilizia italiana per almeno tre motivi: perché il legno, assai più di altri materiali di costruzione, permette la realizzazione di edifici dalla spiccata efficienza energetica; perché la raccolta e la trasformazione del legno usato da Mavima-Bautec (abete rosso di qualità tecnologica elevata) avviene in un raggio di appena 180 chilometri; perché, soprattutto, nell’acquisto del legname, è stata scelta la via della convenzione con i proprietari forestali. Spiega Virgilio Dal Pan, rappresentante di Mavima-Bautec: “Anziché acquistare il legno attraverso il tradizionale meccanismo delle aste, abbiamo deciso di accordarci con i capifamiglia delle varie frazioni dei Comuni dell’area del Comelico che hanno la proprietà ad uso civico, per comprarlo a un prezzo etico che potesse remunerare adeguatamente gli investimenti fatti nella gestione del bosco e, al tempo stesso, garantire a noi un materiale di prima scelta, avviando una collaborazione duratura”.

La scelta di Mavima-Bautec, ha tra l’altro il grande merito di dimostrare la praticabilità del made in Italy anche nella filiera del legno per l’edilizia: “Saremo felici – prosegue Dal Pan – se altre realtà seguiranno in futuro il nostro esempio e decideranno di investire nel legno italiano. In questo modo si contribuirebbe a riscoprire un eccellente materiale per l’architettura e si trasformerebbero i nostri boschi in straordinarie forme di introito economico (etico e ecologicamente compatibile) per i nostri territori”.

La mostra dedicata all’“Architettura Naturale in Veneto” ha invece mostrato, alle migliaia di visitatori della Fiera, 70 progetti e interventi realizzati nel territorio della regione da professionisti iscritti all’Associazione Nazionale Architettura Bioecologica. Un modo diretto, semplice ed efficace per spiegare i vantaggi contenuti nei progetti che seguono i principi dell’architettura naturale. “Questa espressione – spiega l’ingegner Lorenzo Vittori, segretario nazionale di Anab – identifica perfettamente la mission della nostra associazione: creare un futuro rispettoso dell’ambiente e della salute, attraverso un maggiore utilizzo delle tecniche di risparmio energetico, un uso corretto di materiali naturali e di tecnologie non inquinanti. Per costruire questo futuro, tutti possono dare un grande contributo. Ma è necessario coinvolgere il pubblico dei consumatori e informare meglio gli addetti ai lavori, che sono ancora poco informati sulle tecniche e sui modelli di architettura bioecologica. ”.

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