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Lagole, Calalzo di Cadore BL: affiorano non solo nuovi reperti ma anche tracce di strutture in terra e legno

scavi Lagole - 7 ott 2019

Si è conclusa lunedì 7 ottobre la campagna archeologica di Lagole (Calalzo di Cadore, Belluno) con una conferenza stampa svolta sul sito archeologico

La conferenza stampa di presentazione dei risultati della campagna di scavi si è tenuta lunedì 7 ottobre presso il sito archeologico. Hanno relazionato e discusso dei risultati ottenuti:
  Renzo Bortolot, presidente della Magnifica Comunità di Cadore
  Umberto De Menego, assessore ai lavori pubblici del Comune di Calalzo di Cadore
  Roberto Granzotto, consigliere della Fondazione Cariverona
  Giovanna Deppi, presidente del Gruppo Archeologico Cadorino
  Benedetta Prosdocimi, funzionario di zona della Soprintendenza per l’area di Lagole
  Inoltre erano presenti gli archeologi Davide Pacitti e Diego Battiston

Scoperta esattamente 70 anni fa, la zona archeologica ha ancora molto da raccontare. Obiettivo degli scavi condotti quest’estate era comprendere, ricorrendo al metodo stratigrafico, come fosse strutturata l’area e approfondire quale fosse la sua funzione.
Si ipotizza che accanto all’area di culto vi fosse un’area produttiva per gli oggetti votivi.
I circa 70 reperti trovati sono stati portati al Museo archeologico di Pieve di Cadore e una volta analizzati arricchiranno la già ampia esposizione.

Si è conclusa lunedì 7 ottobre la campagna archeologica di Lagole (Calalzo di Cadore, Belluno) avviata lo scorso 26 agosto dalla Magnifica Comunità di Cadore e dal Comune di Calalzo, con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica del Veneto e il sostegno finanziario della Fondazione Cariverona nell’ambito del progetto “Itinerari in rete: per lo sviluppo di un turismo culturale in Cadore”: le moderne tecniche di scavo stratigrafiche hanno permesso di compiere importanti passi avanti rispetto alla precedente campagna degli anni Cinquanta, portando alla luce, esattamente settant’anni dopo la scoperta del sito, tracce di strutture e legno e terra che consentono di ipotizzare che l’area non avesse la sola funzione di luogo di culto.

I primi scavi risalgono al 1949 – 1950 e  hanno permesso di ritrovare centinaia di ex voto, per lo più bronzetti, lamine con cavalli sbalzati, mestolini con il manico inciso, soldati stilizzati. Gli oggetti risalgono al periodo preromano (civiltà paleoveneta) e romano e sono conservati tutti al Museo Archeologico di Pieve di Cadore, che peraltro ha visto un’impennata di visitatori, specialmente nel periodo estivo.

Negli anni Cinquanta vennero raccolti solo i reperti, senza indagare se vi fossero tracce di strutture; oggi invece si scava stratigraficamente e questa tecnica ha permesso agli archeologi di scoprire, oltre ad altri numerosi oggetti (circa una settantina) l’esistenza di resti di strutture in legno e terra. Lo campagna di quest’estate è stata molto difficile a causa della conformazione dello scavo, circa 8 metri per 5, tuttavia è stata molto importante perché apre la via a letture nuove e interessanti: l’analisi dei ritrovamenti sarà fondamentale nel confermare la funzione dell’area e l’ipotesi che accanto all’area adibita al culti vi fosse un’area produttiva di oggetti di culto. Lo studio a cui ora saranno sottoposti i reperti potrà chiarire anche quali furono le fasi di frequentazione del sito.

I circa 70 oggetti rinvenuti a Lagole sono ora stati trasportati al Museo archeologico di Pieve di Cadore, dove, una volta analizzati, studiati e catalogati andranno ad arricchire il patrimonio esposto e il racconto di come venisse vissuta la zona in epoca preromana e romana.

Per informazioni: Magnifica Comunità di Cadore, tel. 0435 32262, email: info@magnificacomunitadocadore.it

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