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Masi Simonetti 1969 - 2019. Montagne e montanari: sabato 14.09 una mascherata celebra il pittore della commedia umana e domenica 15 chiude la duplice mostra

la morte del poeta, 1965 olio su tela, 138x 250 Belluno, mus c 001

Per ricordare il pittore cadorino a cinquant’anni dalla sua morte, le vie di Pieve di Cadore si animeranno grazie alla Mascherata per Masi Simonetti

La mascherata è curata da Paola Brolati e Charly Gamba ed è ispirata alle opere e alle performance dell’artista, che è stato attento interprete del cambiamento del rapporto tra uomo e montagna.

L’evento sarà anche occasione per portare attenzione alle 68 opere raccolte dell’esposizione, che si sviluppa tra il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore e la Sala delle esposizioni di Zoppé di Cadore, paese natale dell’artista. I visitatori ad oggi sono stati oltre 2 mila.

Il Cadore festeggia Masi Simonetti* nel modo che più l’artista bellunese avrebbe apprezzato: sabato 14 settembre a Pieve di Cadore (Belluno), alla vigilia della chiusura della duplice mostra Masi Simonetti (1969 - 2019).Montagne e montanaria lui dedicata a Pieve di Cadore e a Zoppè, Paola Brolati e Charly Gamba alle 16.00 daranno il via ad una travolgente “mascherata” ispirata alle opere del pittore, una performance itinerante che svilupperà il tema portante della sua arte, il mutamento del rapporto uomo – montagna.

Simonetti è stato sempre profondamente legato alle proprie origini montanare, esprimendo nelle sue opere narrazioni di vita rurale fin dagli esordi, negli anni Venti. Affinando la qualità pittorica, ha realizzato una serie di opere critiche sul cambiamento del rapporto uomo – montagnaa seguito della modernità che aveva portato profonde trasformazioni sulla tradizione locale. Nelle sue opere, col passare del tempo la figura si trasforma e diventa prima ritagliata, poi con i contorni più evidenziati e spigolosi. Masi Simonetti rappresenta le prime mascherate, una sorta di costruzione teatrale della commedia umana che racconta con una “scrittura” lancinante; proprio questa rappresentazione caratteristica ha ispirato Brolati e Gamba, apprezzati artisti bellunesi che hanno scelto di raccontare la montagna con le parole, i ritmi e i riti che più le appartengono e la rappresentano, quelli dalla tradizione.

L’evento, che fa parte del progetto Itinerari in rete promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e sostenuto dalla Fondazione Cariverona, si inserisce nelle manifestazioni che laMagnifica Comunità di Cadore e il Comune di Zoppè di Cadorehanno dedicatoal pittore cadorino in occasione dei cinquant’anni dalla morte(Zoppè di Cadore, Belluno, 1903 - Parigi, 1969) per riprendere il suo racconto dell’ambiente montano e della gente delle Dolomiti. Perno delle iniziative sono le due esposizioni Masi Simonetti (1969 - 2019).Montagne e montanari, visitabili fino a domenica 15 settembre nel paese natale di Zoppè nella Sala delle esposizioni e a Pieve di Cadore nel Palazzo della Magnifica Comunità: i visitatori sono stati già oltre2000.

Masi Simonetti (1969 - 2019). Montagne e montanari
Pieve di Cadore| Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore - 3 agosto - 15 settembre 2019 - Giorni e orari di apertura: tutti i giorni 10:00 / 12:30; 15:00 / 18:00
Zoppè di Cadore| Sala delle esposizioni - 4 agosto - 15 settembre 2019 - Giorni e orari di apertura: 15:30 / 18:30

Ingresso gratuito

Per informazioni: Magnifica Comunità di Cadore, tel. 0435 32262, email: info@magnificacomunitadocadore.it

* Masi Simonetti nasce nel 1903 a Zoppè di Cadore e, orfano di entrambi i genitori, cresce con lo zio. La passione per la pittura si manifesta presto, quando ancora ragazzo si esercita copiando un quadro attribuito a Tiziano. Nel 1919 si trasferisce a Pavia dove intraprende l’attività di decoratore e poi a Parigi, dove termina il suo apprendistato e si aggiorna sulle ultime tendenze dell'arte contemporanea. Riprende l'attività di decoratore e nel contempo si impegna in una ricerca pittorica che lo porta a sperimentare stili diversi: Impressionismo (1920 - 34) Art Déco, Espressionismo (1934 - 43) Cubismo (1943 - 45). Nel frattempo, dal 1930 al 1947 espone al Salon des Indépendants e realizza le prime personali alla Galerie Carmine nel 1937, alla Galerie Le Niveau nel 1943 e alla Galerie Carpentier nel 1944. Si accosta all'Astrattismo orfico di Robert Delaunay e frequenta dal 1945 al 1948 il circolo artistico della pittrice Sonia Delaunay. Quando nel 1949 ritorna alla figurazione, si sente arricchito da questa esperienza che gli ha fornito “dei nuovi mezzi”. Dal 1946 al 1953 partecipa a varie esposizioni al Salon des Réalités Nouvelles, accanto a nomi celebri come Kandinskij, Arp, Kupka, Mondrian e Delaunay. Nel 1950 fa un viaggio in Italia con l'amico pittore Orazi, per studiare da vicino la grande lezione del Rinascimento. Nel 1952 allestisce una personale alla Galerie Raub di Brest e un'altra nel 1953 alla Galerie Creuze di Parigi. Persuaso definitivamente della necessità del figurativo, dal 1953 in poi soggiorna sempre più a lungo a Zoppè e riscopre il paesaggio, le scene di genere, l'uomo, le maschere, i Cristi. L'impegno tematico si coniuga con un ricerca formale frutto tanto di un arrovellamento continuo quanto di una consumata esperienza. Ancora due personali, al Museo Civico di Belluno nel 1963 e al Circolo Artistico di Cortina nel 1965, poi la malattia e la morte a Parigi il 21 febbraio del 1969.

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