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Speranza per il tumore al seno, farmaco aumenta al 70 per cento la sopravvivenza delle giovani

Una nuova speranza per le donne giovani, in premenopausa, con tumore al seno in stato avanzato viene dal congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in corso a Chicago dove sono stati presentati i risultati di uno studio pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine.

NICLA PANCIERA         La STAMPA SALUTE  Pubblicato il 01/06/2019

 

LO STUDIO. La molecola in questione si chiama ribociclib e, aggiunta alla terapia endocrina standard, ha dimostrato di aumentare significativamente la sopravvivenza. Lo studio di fase III MONALEESA-7 è stato condotto su un campione di 672 pazienti seguite da circa tre anni. «Lo studio è stato specificatamente disegnato per valutare l’efficacia e la tollerabilità di una combinazione di terapie ormonali in donne giovani. A tre anni e mezzo di follow-up, il 70% di donne trattate con la nuova molecola è ancora vivo rispetto al 46% delle donne trattate con terapia ormonale standard – spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli – Un risultato mai visto, importante per gli oncologi ma soprattutto per le pazienti». «Il cancro del seno avanzato - afferma l’esperto Asco Harold Burstein - può essere molto aggressivo ed è la principale causa di morte per cancro tra le donne tra 20 e 59 anni di età. È dunque incoraggiante vedere una terapia mirata che aumenta significativamente la sopravvivenza per le donne più giovani con questa malattia».

I DATI. In Italia, il 10% dei 52mila nuovi casi l’anno di tumore al seno è in donne in premenopausa con meno di 50 anni. Una percentuale che è in crescita per tante ragioni che gli specialisti stanno ancora indagando: negli Usa, tra le donne tra 20 e 39 anni la malattia è aumentata del 2% tra il 1978 ed il 2008 e in Italia la situazione è simile, confermano gli oncologi italiani presenti a Chicago. Inoltre, delle 37mila donne con una diagnosi di cancro al seno metastatico, 3700 sono giovani. «Di queste, è eleggibile al nuovo trattamento quel 70% che ha una forma chiamata ormonopositiva» spiega Lucia Del Mastro, responsabile Breast Unit dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Non solo la quantità ma anche «la qualità della vita di queste pazienti giovani con tumore aggressivo è di primaria importanza. La nuova terapia è ben tollerata e con pochi effetti collaterali». Oltre ad assumere le compresse, le donne devono solo eseguire regolari esami di monitoraggio: «Un controllo ematologico, per via del rischio di un lieve abbassamento dei globuli bianchi, e il controllo dell’elettrocardiogramma» spiega De Laurentis, che ribadisce l’entusiasmo per un risultato destinato a cambiare la pratica clinica.

L’ITALIA. «Oltre ad essere stati il paese che ha reclutato il maggior numero di donne, il nostro ruolo è centrale anche per quanto riguarda l’applicazione della cura – annuncia la Del Mastro – Sono in corso studi tutti italiani volti a capire quali sono i meccanismi e le caratteristiche biologiche del tumore utili per identificare le pazienti che più di altre potranno beneficiare di questo trattamento»·

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