Eventi, avvenimenti, manifestazioni Belluno e provincia

Animali sospesi e test virtuali La grande sfida del “Muse”

Cinque piani e mega-installazioni: sabato prossimo si inaugura il Museo della Scienza di Trento

A Trento la struttura di 12 mila metri quadrati, progettata da Renzo Piano

nicla panciera
in Tuttoscienze del 24/07/2013

«Attivo, attrattivo e memorabile». Così sarà il nuovo Muse, il Museo della Scienza di Trento, secondo il direttore Michele Lanzinger. Mancano pochi giorni dalla tanto attesa inaugurazione, che inizierà sabato alle 18 e terminerà il giorno dopo. Il conto alla rovescia, iniziato una decina d’anni fa, sta per finire e la struttura da 12 mila metri quadrati, progettata da Renzo Piano e realizzata secondo criteri di eco-compatibilità, è ormai pronta per l’apertura.

Con un profilo che ricorda le vette montuose, l’edificio dalle vetrate trasparenti si compone di cinque piani, più due interrati, che ricreano le diverse altitudini, dove il visitatore affacciandosi su uno spazio aperto centrale ritroverà, sospese nel vuoto, le specie animali tipiche dell’ambiente alpino, dai rapaci ai camosci. «Il Muse combinerà elementi del classico museo della scienza con aspetti tipici dei “science center”, i centri della scienza fioriti in tutta Europa, con i quali siamo già in rete e dai quali abbiamo tratto ispirazione», spiega Lanzinger, alla guida del Museo Tridentino di Scienze Naturali dal 1988, quando al Museo lavoravano 24 persone, quintuplicate in 25 anni. «Continueremo con le attività di conservazione, ricerca e didattica trilingue, ma oltre alle mostre permanenti e temporanee al Muse ci saranno exhibit interattivi e hands-on labs. Siamo una macchina di mediazione culturale e alle nostre competenze si aggiungeranno quelle specifiche degli scienziati dei numerosi istituti di ricerca trentini con cui collaboriamo. Non ci rivolgiamo solo agli adulti, ma anche ai bambini e ai ragazzi, per i quali alla dimensione ludica va affiancato un aspetto di carattere formativo. E nel FabLab sfidiamo i giovani a fabbricare le proprie idee, per promuovere l’innovazione». Un’esperienza - è la promessa - di tipo esteso. «Il Muse non sarà un libro scritto sui muri. Forniremo contenuti e materiali online. I visitatori, muniti di tablet, potranno costruire percorsi personalizzati, aumentando così l’efficacia della visita».

Il Muse e il vicino centro multimediale rientra nel progetto di riconversione di un’area industriale dismessa, a ridosso del centro storico. E’ qui che Piano ha progettato un quartiere residenziale, Le Albere, con un parco pubblico di 5 ettari. «Il Muse sarà quindi un luogo pubblico collettivo, della città e dei cittadini che se ne approprieranno, uno spazio laico da frequentare non solo al termine di una visita, ma in ogni momento della giornata ». Per questo il piano terra e il bar rimarranno aperti oltre l’orario del museo. L’auspicio è quello di favorire un dibattito sui temi decisivi legati alla scienza nella società.  

Inserire un polo culturale in un contesto di riabilitazione industriale non è certo un’idea nuova e un esempio recente è il Museo d’arte contemporanea a Milano Sud, legato all’Expo. E a chi si domanda se convenna investire in cultura va detto che, conti alla mano, la risposta non è così ovvia: il Muse è costato alla Provincia di Trento 70 milioni di euro e il bilancio preconsuntivo del 2012 parla chiaro. Sommando costi di gestione, attività e investimenti, si superano i 19 milioni. Un carico non da poco, se si guarda anche al ridottissimo indice di autofinanziamento del Muse, lontano anni-luce dalle cifre virtuose dei colleghi del Nord, come l’Experimentarium di Copenaghen, tanto per citarne uno. Si può sempre ribattere che la missione etica di un centro dedicato alla scienza non ha prezzo. Ma allora acquisiscono un significato ulteriore le cifre dei visitatori previsti: l’obiettivo dichiarato sono 200 mila persone l’anno e, tuttavia nell’anno della grande mostra «Sapiens», il 2012, il museo non ha superato le 74 mila.

Se quindi il Muse sia un azzardo o una scommessa vincente ancora non è chiaro. Intanto ci si prepara a festeggiare il grande evento. Sarà dedicato alla memoria di un grande personaggio: Margherita Hack.

Utilizzando questo sito web, acconsenti all'utilizzo di cookie cosa sono
menu
menu