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"L'INEFFABILE GUSELLA ."
Una mostra di Dall'Olio per il salvataggio della Gusella del Vescovà.
L’ ARTE PER LA GUSELA
Belluno. «L’ineffabile Gusela» è il
titolo della mostra di Dario Dall’Olio stata presente al ristorante De Gusto Dolomiti.
Una ventina di opere realizzate su pietra con tecnica
mista foto-litografica rappresentano quel monumento naturale, ovvero «l’ineffabile
Gusela»,
sottolinea Dall’Olio, «come la definiva Dino Buzzati».
La suggestiva guglia che si erge sulle Dolomiti in queste
giornate limpide di ottobre è ben
visibile perfino dalla terrazza del Danieli di Venezia.
«Del suo stato di salute se ne sono occupati un comitato e la facoltà di
architettura dell’università di Padova, che effettuò alcune
iindagini in loco». La mostra allestita al New Caffi e i proventi della
vendita delle opere sono mirati alla raccolta di fondi destinati a finanziare
la continuazione dei rilevamenti, per la salvezza della Gusela. (rdn)
Il mondo del collezionismo d'arte ha già iniziato positivamente
all'appello dell'artista Dario Dall'Olio nella prenotazione
delle opere litografiche esposte al ristorante De Gusto Dolomiti, in
una mostra realizzata per contribuire alle prossime fasi di studio
del degrado della celebre amata, da Dino Buzzati, guglia dolomitica
la Guselà del Vescovà.
Quest’anno per mancanza di fondi non è stata effettuata la rilevazione
programmata dello stato delle guglia da parte dell’Università di
Padova e con grande rammarico
del Prof Gabriele Targa non si è potuto quindi valutare
gli ulteriori recenti scostamenti.
" La Gusella infatti - precisa
Targa - dai primi rilievi di cinque anni orsono ha mostrato di non essere ferma, ma di scostarsi con
andamento ciclico, sia pur di pochi centimetri da oriente ad
occidente.
Valutare con precisione questo fenomeno consentirebbe di conoscerla meglio. Già di
recente è uscita una tesi universitaria che in convegni internazionale
ha riscosso notevole interesse."
Da oltre un decennio – aggiunge Dall’Olio – abbiamo con un
comitato spontaneo sollevato la questione e contattato Enti e Istituzioni per
una, prima fase di indagini. Il rammarico di sentire che per pochi euro non si
continua la ricerca mi ha sollecitato a realizzare una mostra di opere per l'occasione
con una tecnica inedita della Litografica, che rappresentano l’ardita Guglia
visibile nelle giornate particolarmente serene ad occhio nudo anche da Venezia.
«Le Dolomiti sono una delle cose più belle del creato». Così scrisse
Dino Buzzati, in uno slancio di amore per le sue montagne. Dalla
cresta di Belluno, aggiungeva, «spunta, graziosamente, la
Gusela del Vescovà o ago del Vescovo, cioè una bellissima e arditissima
guglia, monolito di quaranta metri». Che
sia ago di una bussola spirituale, obelisco, dito indice puntato verso
il cielo, enorme fallo in perenne tensione, residuo di un molare millenario,
quella guglia è ancora lì, mentre tutto intorno crollano massi e rocce
sollevando nuvoloni e rombi per ridursi a un misto di macerie, ghiaia
e briciole sul fondovalle. Sono spariti persino gli gnomi che per secoli "garantirono
alle crode la solitudine e la quiete», come raccontò lo stesso Buzzati
in un elzeviro; ma la Gusela è ancora lì, altera e consapevole della
propria fragilità. Oggetto di discussione e di studi realizzati da occhiuti scienziati del
sasso che auscultano il suo cuore, tastano i suoi muscoli, saggiano la
sua tenuta, osservano la lenta apertura di falle e fessure.
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