Restauro chiesa di San Nicolò
Quando tre anni fa “Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese” avviò in Comelico la sua seconda edizione, presentando il ciclo di affreschi quattrocenteschi di Gianfrancesco da Tolmezzo che decorano l’abside della chiesa di San Nicolò, solo l’occhio di qualche addetto ai lavori avrebbe azzardato l’esistenza di decori anche sulle pareti esterne della parrocchiale. Non bastavano infatti gli affreschi visibili allora, come il san Nicolò sulla parete sinistra o l’evanescente san Cristoforo sul lato centrale dell’abside, per suggerire quanto invece le Soprintendenze venete hanno realmente scovato col cantiere portato avanti fra giugno e settembre 2006. Sotto la supervisione della dottoressa Mazza della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropoligico per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso, e dell’architetto Girardini della Soprintendenza Architettonica del Veneto, i restauri hanno infatti portato alla luce l’aspetto originario dell’insieme decorativo, fatto di arcatelle trilobate policrome sul sottotetto, di finti rosoni e di simboli sacri, oltre alla riacquistata luminosità e definizione del grande san Cristoforo col Bambino e del san Nicolò sul lato nord della navata e dell’abside. Gli affreschi di autori ignoti ma riferibili al XV-XVI secolo, sono stati eseguiti con una pregevole tecnica e l’intervento dei restauratori ha potuto limitarsi alla messa in opera di operazioni esclusivamente conservative, restituendo vari elementi che da secoli non si potevano apprezzare. I due esperti delle Soprintendenze, che si sono avvalsi della collaborazione dell’architetto Massimo Casagrande direttore dei lavori e dalla restauratrice Francesca Faleschini, sveleranno venerdì prossimo alle ore 18.00 nella chiesa di San Nicolò Comelico ogni particolare del restauro, resosi possibile dal contributo della Cariverona.
Concluderà degnamente la serata l’atteso concerto offerto dall’Ensamble Rydin di Belluno, praticamente una costola nata da un quartetto di clarinetti costituito nel 1995 dall’insegnante di clarinetto al Conservatorio di Castelfranco Veneto Mirta Tormen. La stessa ha fondato infatti nel 2005 l’”Ensemble Rydin”. Oltre alla Tormen ne fanno parte attualmente Marco Ossi al fagotto e l’altra clarinettista Debora Onagro, fresca protagonista in Spagna, con l’Orchestra di Fiati Liceo Antonio Rosmini di Rovereto, del Certamen Ciudad de Valencia, concorso internazionale per orchestre di fiati secondo in Europa solo al Kerkrade d’Olanda. In San Nicolò venerdì prossimo, l’”Ensemble Rydin” eseguirà musiche di Bach e di Mozart. Di quest’ultimo saranno presentati i “Divertimenti” che sono fra le pagine meno conosciute e anche meno proposte al grande pubblico. Non è possibile definire precisamente il periodo che vide venire alla luce queste piccole perle musicali, in quanto il manoscritto autografo è perduto e Mozart non le ha registrate nel catalogo personale delle sue composizioni che diligentemente annotava. La possibilità di eseguire questi lavori con due clarinetti e fagotto fu introdotta nell’Ottocento.