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Oltre le VetteOLTRE LE VETTE
METAFORE, UOMINI, LUOGHI DELLA MONTAGNA


Domenica 14 ottobre 2007

Lo scrittore Davide Sapienza e il film Primavera in Kurdistan chiudono a Belluno la rassegna Oltre le vette

Domenica 14 ottobre sarà lo scrittore Davide Sapienza l’ultimo ospite della rassegna Oltre le vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna, iniziata a Belluno il 29 settembre.
Il pomeriggio alle 17 Sapienza presenterà al pubblico il suo libro La valle di Ognidove, edizioni CDA & Vivalda e sarà una presentazione davvero non convenzionale. Trattandosi infatti di un libro che parla di viaggi e del viaggiare, Sapienza guiderà il pubblico attraverso un percorso cittadino scandito in sette tappe, in ciascuna delle quali una gigantografia offrirà lo spunto per racconti e riflessioni. Davide Sapienza è un noto giornalista e scrittore, molto esperto di temi quali l’Artico americano e le sue popolazioni, il viaggio e il viaggiare, la montagna. Conosciuto studioso e traduttore di Jack London, ha pubblicato articoli e libri su questo importantissimo autore.

La sera alle 21 al Teatro Comunale Oltre le vette chiuderà con uno spettacolo organizzato in collaborazione con il TrentoFilmfestival. Saranno infatti proiettati i film Primavera in Kurdistan, del regista Stefano Savona, e  Coast to Coast “A Piece of my Heart” di Olivier Aubert e Mike Blyth.

Il primo film è uno straordinario documentario che ha conquistato le giurie di molti festival e rassegne cinematografiche e anche la Rai ne ha trasmesso una versione ridotta, qualche sera fa. Fra i riconoscimenti più importanti, il Gran Premio Città di Trento e la Genziana d’oro al TrentoFilmfestival 2007 e il primo premio al CervinoCinemountain International Film Festival 2007. Primavera in Kurdistan è un film duro e difficile, ben lontano dai cliché del cinema di montagna. Anzi le montagne del nord dell’Iraq sono solo uno sfondo, geografico ed esistenziale, per un gruppo di giovani guerriglieri curdi, ragazzi e ragazze , che il regista – da solo, senza nessuna troupe – ha seguito per un mese nel maggio del 2003, dopo la caduta di Saddam Hussein. Questi ragazzi appartengono al PKK, una organizzazione considerata terroristica dai governi turco e americano, e combattono per il riconoscimento dell’identità del popolo curdo, scontrandosi con i militari dell’esercito turco, uno dei più forti e meglio armati del mondo. Durante il viaggio, fatto di lunghe marce tra panorami meravigliosi e incontaminati di montagna, il gruppo passerà qualche giorno in un campo femminile nel quale si preparano le combattenti alla lotta per la libertà. Raggiunto il confine i guerriglieri vanno incontro alla loro guerra e, in molti casi, alla morte. Le ragazze e i ragazzi intervistati (l’età media dei guerriglieri è inferiore ai 25 anni) raccontano liberamente delle difficoltà e delle gioie della loro attuale esistenza in bilico sulle le montagne, delle motivazioni ideali che li hanno spinti a fare questa scelta, del loro recente passato fatto di guerra e di morte, raccontano di cosa significhi per loro uccidere o temere di essere uccisi, di cosa abbia significato perdere i compagni più cari, raccontano della prigione, della paura di diventare anche loro oggetto degli attacchi americani nei giorni della guerra a Saddam (il PKK è infatti inserito dal Dipartimento di Stato USA nella lista delle 30 maggiori organizzazioni terroristiche mondiali). Raccontano infine delle loro aspettative politiche e personali per il futuro.
Queste testimonianze, spesso toccanti dal punto di vista umano, svelano inoltre un quadro culturale e ideologico molto diverso dagli stereotipi veteromarxisti generalmente associati dai media occidentali a questo movimento di liberazione. Gli ideologi di riferimento del movimento non comprendono certamente Mao Tze Tung, Ho Chi Min o Lenin ma piuttosto l’archeologo britannico Gordon Childe, teorico della “Rivoluzione Neolitica” o il filosofo della scienza Paul Feuerabend ma anche Eric Fromm e Simone De Beauvoir.

Il secondo film in programma chiuderà con una nota di bellezza e serenità questa lunga maratona bellunese. Coast to coast “A Piece of my Hearth” è un film straordinario, girato da due “vagabondi dei cieli” che, a bordo dei loro deltaplani a motore, compiono un lungo viaggio in Africa. E’ l’occasione per vedere dall’alto panorami straordinari, con immagini davvero molto belle di savane e lagune popolate di animali, ma anche per incontrare popolazioni e realtà locali che proprio la diversità del mezzo consente di avvicinare in modo inconsueto. E per qualcuno sarà anche l’occasione per un emozionante battesimo del volo. Un film sull’Africa e sul volo, ma anche sull’amicizia e sulla facilità di rapporto fra gli uomini, quando l’approccio è sereno e senza imposizioni culturali o economiche.

L’ingresso alla serata è fuori abbonamento e con ingresso libero.

Continuano intanto fino a domenica sera le mostre di Oltre le vette. Domenica è aperta anche la Mostra mercato del libro di montagna, nella sala a piano terra dell’Auditorium Comunale.

Ulteriori informazioni e il programma completo della rassegna si trovano sul sito www.oltrelevette.it oppure al n. 0437 913282.              

 

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