Feltre si guarda allo specchio in due grandi mostre: dalla ricostruzione del 1511 alle visioni di Tita Rossi.
Feltre, 21 giugno 2006
Il grande appuntamento estivo promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Feltre, con il determinante contributo della Regione Veneto, sarà rappresentato da mostre, dislocate nel Castello e a Palazzo Zucco, in Via Luzzo, concerti ed incontri, raccolti sotto il titolo ‘Feltre, immagine e memoria’, la cui inaugurazione è prevista per sabato 24 giugno, alle ore 18.00, nella corte del Castello.
Lo spunto per una ricognizione sull’identità attuale e storica di Feltre è stato fornito dal materiale fotografico raccolto da Tita Rossi, con il quale è stato recentemente stampato un ponderoso volume realizzato da Agorà libreria editrice.
Rossi ha immortalato una serie di ritratti inediti della città, colti nell’evolversi della sua immagine nel tempo, dandone una sintetica narrazione della sua storia e vita culturale, nonché del modo con il quale la stessa interagisce con l’evoluzione della società civile.
L’esposizione al Castello è denominata ‘Feltre, immagine e memoria di una città’ e le foto di Rossi sono commentate da materiali iconografici e storici che testimoniano il lento, continuo mutare delle quinte urbane pur nella persistenza percepita. Da questa emerge che la parte più antica continua ad estraniarsi nel suo orgoglioso isolamento da quella che vive ai suoi piedi ed è silenziosa, come testimoniano le foto esposte, e poco frequentata, come appare dalle clips filmate che le accompagnano. Ne esce una città che vive nel quotidiano di genti lontane anche al di fuori di sé: lo testimonia l’esistenza delle numerose Vie Feltre sparse un po’ ovunque e che, sempre nei filmati, propongono brani di vita di una Feltre immaginaria e lontana.
L’altra mostra, a Palazzo Zucco, invece, ospita, per la prima volta, documenti di grande importanza raccolti assieme per la prima volta, che testimoniano la rinascita della città dopo la distruzione del 1510. Fra questi, lo strumentario di regolamentazione dell’attività edilizia contenuto negli Statuti ed i disegni conservati all’Archivio di Stato di Venezia inerenti le fabbriche urbane. Inoltre, la grande, splendida veduta della città di Feltre di Domenico Falce, datata 1667, proveniente dalla collezione Guiotto Zugni Tauro De Mezzan, esposta eccezionalmente, testimonia il compimento della imponente opera di ricostruzione.
La seconda parte di questa mostra è dedicata all’evoluzione dell’immagine urbana nelle antiche stampe. Le molte rappresentazioni sono direttamente proporzionali all’importanza che Feltre assunse nel corso dei secoli, in quanto il disegno garantiva la trasmissione a distanza della sua essenza e diventava anche un atto di celebrazione di chi aveva contribuito a perpetuarne la forma e la vita economica e sociale.