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6a Stagione di Prosa a Feltre
COMUNICATO STAMPA

IL 28 NOVEMBRE “LA BOTTEGA DEL CAFFE’” RIVIVE I NOSTRI GIORNI
Il secondo appuntamento del calendario feltrino, con  la trasposizione
nel presente del classico goldoniano, porterà sul palco uno scorcio di realtà

FELTRE – Il 28 novembre, il cartellone della 6a Stagione di Prosa a Feltre - organizzata dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese con il contributo della Fondazione Teatri delle Dolomiti e la collaborazione dell’Associazione “Il Fondaco per Feltre” -   propone una rilettura ed una trasposizione nel presente del classico goldoniano “La bottega del caffè”,  che la compagnia GANK ha voluto ribattezzare con l’estensione “Il night della carne”.   
Scritta nel 1750, racconta “in diretta” da una piazzetta di Venezia la vita delle persone che si raccolgono intorno a tre botteghe: «quella di mezzo ad uso di caffè; quella alla diritta, di parrucchiere e barbiere; quella alla sinistra ad uso di giuoco, o sia di biscazza». Ed è, appunto, in questo spazio sospeso tra la realtà e il teatro, che la commedia disegna i personaggi: avventori, gestori delle attività, giocatori, caratteri universali, umani, verosimili o forse veri.
Ecco quindi che la scena non è altro che uno scorcio di realtà portato in teatro: vizi, colpe, virtù e passioni muovono e animano le creature che popolano la piazzetta, racchiudendo in un unico sguardo ingenuità e malvagità, speranze e furore.
Così, il caffettiere Ridolfo prende a cuore sia la sorte del giovane mercante di stoffe Eugenio, che da tempo frequenta assiduamente la casa da gioco di Pandolfo, sia quella di sua moglie Vittoria, che cerca invano di farlo recedere da quel vizio dispendioso. Come sovente accade in Goldoni, questo nucleo narrativo centrale si allarga con la torinese Placida che, travestita da pellegrina, va in cerca del marito Flaminio, e il nobile e prepotente don Marzio, napoletano ambiguo e chiacchierone, che prova piacere nell’ostacolare il desiderio delle due donne di ricondurre sulla retta via i loro mariti. Il lieto fine è inevitabile, ma prima di giungere a questo esito, Goldoni trova modo ancora una volta di accompagnare gli spettatori lungo il complesso e contraddittorio sentiero dei sentimenti umani, facendo in modo che questo percorso acquisti vitalità grazie all’arte del teatro.
La Compagnia Gank, dopo aver affrontato lo scorso anno La scelta del Mazziere di Patrick Marber in cui, in una simile ambientazione – un ristorante -, personaggi che ricordano quelli descritti da Goldoni “lottano” fra loro, ha deciso di misurarsi con il parallelo settecentesco, ponendosi come sfida il reinventare quella piazza, quelle botteghe e quelle anime cercando di rifuggire le forme stereotipate della commedia settecentesca ma tenendo conto dell’imprescindibile arte e leggerezza goldoniana.
Invitiamo gli interessati a prenotare un posto contattando il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, P.zza Mazzini, 18/b - 32100 Belluno, Tel. e Fax 0437-948911,
info@ccsb.it, www.circoloculturaestampabellunese.it.

28 novembre
Compagnia GANK
Teatro Stabile di Genova
Festival Teatrale di Borgo Verezzi
“La bottega del caffè. Il night della carne”
da Carlo Goldoni
con Lisa GALANTINI, ALBERTO GIUSTA, ANTONIO ZAVATTERI e aldo ottobrino
regia di Antonio Zavatteri

Prezzi: intero € 19,00 – ridotto € 17,00
Per informazioni e prenotazioni: Circolo Cultura e Stampa Bellunese, P.zza Mazzini, 18/b - 32100 Belluno, Tel. e Fax 0437-948911, info@ccsb.it, www.circoloculturaestampabellunese.it
Prevendita e ritiro prenotazioni: il giorno dello spettacolo, al botteghino dell’Auditorium, dalle 18.30 alle 20.30.

NOTE DI REGIA
LA BOTTEGA DEL CAFFÈ è una delle più celebri opere di Carlo Goldoni, scritta nel 1750 sviluppando un tema già esposto in precedenza come intermezzo musicato e che ebbe già allora un così grande successo da meritarsi un ampliamento a commedia in tre atti.
Il commediografo veneziano disegna una piazzetta dove fa vivere tre botteghe, “quella di mezzo ad uso di caffè; quella alla diritta, di parrucchiere e barbiere; quella alla sinistra ad uso di giuoco, o sia di biscazza” e vari meravigliosi personaggi, avventori, gestori delle attività, giocatori, caratteri universali, umani, verosimili e forse veri.

Come sostiene lo stesso Goldoni nelle sue Memorie, prevenendo eventuali critiche alla mancata unità d’azione, la sua intenzione non era di voler rappresentare una vicenda ben precisa, ma di voler dipingere una piazzetta di Venezia e la vita delle persone che gravitavano intorno ad essa. Ed ecco quindi che tutta la scena non è altro che uno scorcio di realtà portato in teatro.
Il vizio e la colpa, la virtù e le passioni muovono e animano queste creature che racchiudono in loro ingenuità e malvagità, speranze e furore.

Dopo aver affrontato lo scorso anno La scelta del Mazziere di Patrick Marber in cui in una simile ambientazione (un ristorante) “lottano” personaggi che ci ricordano quelli descritti da Goldoni, ci è venuta la curiosità di affrontare il parallelo settecentesco, e la nostra compagnia ci sembrava perfetta per poter affrontare questo capolavoro.

Reinventare quella piazza, quelle botteghe e quelle anime cercando di rifuggire le forme stereotipate della commedia settecentesca ma tenendo conto dell’imprescindibile arte e leggerezza goldoniana, è la nostra sfida, continuando la nostra ricerca di forme poco legate all’idea di teatro (cosiddetto) di Regia  e che spende grande attenzione nei confronti dell’accadimento, del “gioco attoriale” e di una  relazione viva tra gli interpreti.

Antonio Zavatteri

 








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