L'eternità e un giorno
Grecia 1998, di Theo Angelopoulos,
con Bruno Ganz, Isabelle Renauld, Fabrizio Bentivoglio, 132 min.
Palma d'oro a Cannes, 1998.
Un anziano scrittore malato (Bruno Ganz) ed un bambino albanese emigrato
clandestino in Grecia (Achileas Skevis) si incontrano per caso e nel
sentimento che nasce tra loro cercano la forza di affrontare il destino
che li aspetta. Un film dalla trama semplicissima, che devia appena
dalla linearità con la storia nella storia del poeta italiano
(Fabrizio Bentivoglio).
Quanto dura il domani? E' questa la domanda a cui il titolo del film
risponde: il domani dura un'eternita' e un giorno. Meno "difficile" rispetto alle altre opere del regista greco, questo film comunica allo
spettatore un profondo senso della vita.
Traboccante di immagini allegoriche ed accompagnato dalla suggestiva
colonna sonora di Eleni Karaindrou, il film e' una riflessione poetica
sui temi del tempo, dell'amore e del viaggio, sia come metafora che
come realta' concreta. Molto commovente la scena del rito funebre che
i piccoli immigrati clandestini dedicano al compagno morto: sembra di
essere di fronte al coro di una tragedia greca. Un'opera di una sobria
bellezza visiva, che affronta in modo convincente tematiche esistenziali,
prendendo spunto da personaggi indimenticabili. Il coinvolgimento e'
assicurato.
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Theo Angelopouolos
Sceneggiatura: Tonino Guerra, Theo Angelopoulos
Fotografia: Yorgos Arvanitis, Andreas Sinanos
Prodotto da: Greek Film Center, Paradis Intermedias, Classic, Luce, Rai
(FRANCIA, GRECIA, ITALIA, 1998)
Durata: 134'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE