Katja Dal Bo', realismo e natura morta (still life) in pittura

Dettaglio del dipinto: Rose in mostra (2011), olio su tela, 40x50 cm
Dettaglio del dipinto: Rose in mostra (2011), olio su tela, 40x50 cm

Mi presento

In un’epoca in cui tutto è fretta e velocità e in cui anche l’arte si adegua e cavalca questo incalzare del tempo, spesso traducendosi in gestualità sincopata del segno e talvolta in paradossi incomprensibili di superficialità dichiaratamente ricercati, spesso mi sento smarrita.

In un’epoca in cui nelle arti visive predomina l’immagine rapida “usa e getta” e dove dietro al concetto di sintesi spesso si nasconde quello di approssimazione, perché fare un passo indietro nel tempo e dipingere nature morte realistiche, magari con tecniche pittoriche ormai derise dalla modernità?

Preferisco concedermi tutto il tempo necessario, lusso nella nostra epoca, per analizzare e poi dipingere, velatura dopo velatura, con paziente attenzione artigianale, sottraendomi all’invito della fretta, per precisare sempre meglio un dettaglio ed allontanarmi dalla miopia dell’ambiguità; mi scosto dall’indefinito che spesso è inquietante e per giungere, se possibile, ad una qualche forma di mimesis.

In fondo, dipingo per me stessa, spesso dimentica di ciò che mi circonda e del tempo che passa. Dipingo per il naturale piacere che l’atto creativo mi dà in sè. La pittura è quel gioco che mi rende viva, è il mio balsamo quotidiano. Non ho l’impulso irrazionale di finire in poco tempo un dipinto su cui sto lavorando, anzi! Certo, con le tecniche tradizionali è noioso aspettare che una tela asciughi prima di apporre la mano successiva, ma dipingere, per me, significa anche sapersi controllare quando si hanno degli obiettivi e si vogliono ottenere determinati effetti sulla tela, perché la fretta va a scapito della qualità. Un quadro, per me, è sempre suscettibile a migliorie, e teoricamente il suo perfezionamento è inversamente proporzionale al tempo e soprattutto alla volontà stessa del pittore.

La mia è una ricerca di equilibri formali e cromatici avulsi da qualsiasi ansia moderna. Mi piace l’idea di fermare il tempo attorno ad un oggetto o ad una situazione ricreando ex novo un’atmosfera ideale in cui tutto si armonizzi: dentro la mia tela cerco di ri-creare un mio piccolo rettangolo di ordine scegliendo volutamente di non trasmettere tensioni. Preferisco guardare alle piccole grandi cose che ci circondano, a ciò che di positivo ma spesso dimenticato occupa la nostra vita di tutti i giorni: un oggetto del nostro quotidiano o perfino una foglia secca possono diventare semplici simboli di cultura e natura che si armonizzano. Le mie nature morte, o silenti se si preferisce, le costruisco come fossero delle delicate parentesi emotive; in esse opero in libertà una scelta mia che ritaglio a partire dalla mia sensibilità, consapevole di tutti i limiti che ciò comporta.

29 dicembre 2011, Katja Dal Bò