L'orage rompu di Jacqueline Harpman
Quante
volte ci è capitato di fantasticare durante un viaggio in treno
sulla persona seduta proprio di fronte a noi? Uno sguardo, un sorriso
che innescano una catena di pensieri e fantasie, bruscamente interrotte
dall’arresto del treno. Per poi ritornare a casa, al consueto
e al conosciuto, alle paure non confessate e alle mascherate rinunce.
L’Orage rompu è un libro che si fa leggere tutto
d’un fiato. Un incontro casuale sul treno Paris-Bruxelles, l’occasione
per un têt-à-têt tra Cornélie, di
ritorno dal funerale del suo ex-marito, e Henri, uomo sposato e padre
di famiglia. Sembrerebbe che lo spazio tra Parigi e Bruxelles non debba
mai finire, che per una volta sia possibile seguire la propria inclinazione
fino in fondo. I due si parlano, si raccontano, si svelano, stupefatti
di scoprirsi fatti l’uno per l’altro. Fino a che punto è
possibile dare ascolto alle passioni del momento? Se è vero che
il tempo uccide le passioni, dobbiamo fare altrettanto? È mancanza
di coraggio? Vigliaccheria?
Anche se alcuni non troveranno risposta nel testo, la Harpman si conferma
lucida analizzatrice dell’animo umano ed esperta navigatrice delle
sue pieghe remote.
Jacqueline Harpman,
L’Orage rompu,
Ed. Grasset Paris 1998.
(non disponibile inversione italiana)
Scrittrice e psicanalista belga, vive a Bruxelles.
Ha vinto il premio Medici nel 1996 per “Orlanda”; ha già pubblicato
molti romanzi.
Brève Arcadie (Julliard, 1959); L'apparition des esprits
(Julliard, 1960; rééd. Ancrage, 1999); Les Astronautes (1962,
livret d’oratorio); Les bons sauvages (Julliard, 1966; rééd.
Labor, 1992); La mémoire trouble (Gallimard, 1987); La
fille démantelée (Stock, 1990; rééd. Babel, 1994); La plage
d'Ostende (Stock, 1991; rééd. Poche); La lucarne (Stock,
1992); Le bonheur dans le crime (Stock, 1993; rééd. Labor,
1999); Moi qui n'ai pas connu les hommes (Stock, 1995; rééd.
Poche); Orlanda (Grasset, 1996; rééd. Poche); L'orage rompu
(Grasset, 1998); Dieu et moi (Mille et une nuits, 1999); Récits
de la Dernière année (Grasset, 2000); Le véritable amour
(Ancrage, 2000); La vieille dame et moi (Le Grand Miroir, 2001);
En quarantaine (Mille et une nuits, 2001); La dormition
des amants (Grasset, 2002); Le passage des éphémères (Grasset,
2004). Collaborations à La Revue belge de psychanalyse.