Lorena Ulpiani

La parola all'artista:

Se avrai un minuto, se vorrai condividere l’emozione di un colore… Se per uno dei quadri sentirai dentro un suono, una vibrazione, un soffio. O magari la voglia di “metterci le mani”. Aggiungere o far sparire un colore. Togliere o mettere una linea… allora sarà valsa la pena. E questo minuto avrà aperto una porta, non importa per dove.
Si possono dire fiumi di parole, lanciare ponti di pensiero. Sottili intellettualismi, giochi. Ma si può anche scegliere il silenzio. Quell’ascolto al quale siamo così poco abituati. E nelle mie tele ho provato a liberare proprio questo… il mio silenzio. Quel sè che passa da vuoto, a suono. Ad armonia. Per tornare al caos, alla distrazione, al desiderio, alla quotidianità. Instancabile lavorio della mente che gira, gira… e cerca. Ma poi torna a fermarsi. Ed è silenzio.

Di me posso dirti che ho 51 anni, formazione storico artistica con un grande amore per la museografia, che sono giornalista, figlia di una pittrice attiva negli anni Settanta/Ottanta. Che sono di origine marchigiana ma vivo in Veneto, divisa tra Padova e Belluno.

Che detesto l’arroganza, la violenza, e non solo quella fisica. Che mi annoia chi ritiene di aver sempre il punto di vista giusto. Chi crede che la competizione sia l’unica espressione di vita che valga la pena, o peggio una condizione inevitabile. Chi si ostina a pretendere reazioni ad azioni che non ne suscitano. E chi per questo crede che “me la tiro”.
Amo le mie contraddizioni e mi piace pensare che siano fonte di crescita anche quando verrebbe più naturale concludere che sono fonte inesauribile di guai. Amo la tranquillità. La dolcezza, l’armonia, la curiosità positiva…

Le mostre

Pur essendo cresciuta fra i colori ho sempre inteso il mio dipingere come un dialogo con me stessa e con gli affetti più cari. Poi nel 2011, dopo qualche collettiva con il Circolo artistico Morales (Belluno), l’incontro con il pubblico nella prima personale, “Shanti” al Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina d’Ampezzo: 22 le opere, olio su tela, esposte per un mese, accompagnate con enorme affetto da tre quadri di mia madre e dalle poesie di Antonella Barina e Massimo Deyla.
Un’avventura nata in modo spontaneo, inatteso, quasi casuale, che mi affascina moltissimo e che prosegue in estate sempre a Cortina e con una nuova mostra e la messa all’asta del quadro realizzato con gli ospiti (istitutuzioni, amici e colleghi) il giorno della vernice di Shanti.
A Calalzo. E con il Circolo Morales nelle collettive di Belluno, Alleghe e Venezia/Mestre.

Entro fine anno seguiranno esposizioni a Padova, Bologna, Roma (dedicata al Miramonti Majestic) e Sondrio (Biennale di Lecce). E in primavera 2012 la prima personale all’estero, in Canada: una mostra in omaggio ai colori e alle decorazioni della cultura dei Cree, popolo nativo del nord del Quebec per il quale ho lavorato oltre 15 anni fa come giornalista e con il quale è rimasta una profonda amicizia. Queste solo per citare le maggiori occasioni di incontro, alle quali se ne aggiungeranno sicuramente altre. Date e luoghi saranno comunicati definiti i programmi degli eventi.