Lorena Ulpiani

Pensieri: di lei hanno detto ... e scritto poesie ispirandosi ai suoi quadri.

Dalla farfalla... alla Madre

Per accompagnare i quadri di Lorena Ulpiani, concepiti come fossero la luce frammentata di un prisma, dove tra le forme emerge nascitura quella della farfalla, simbolo antico del femminile, ho scelto alcune poesie che vi hanno attinenza.
La cosiddetta ‘farfalla’, in posizione verticale, a formare due piramidi congiunte per la punta, è il corpo della dea posto ad esempio (al Louvre qualche esemplare) nei pesi da telaio delle donne mesopotamiche.
Lo stesso simbolo ritroviamo nel Mediterraneo come simbolo della dea fenicia Tanit, ma ancor prima negli affreschi di Çatalhöyük in Anatolia a raffigurare Ana Tanriça, la dea madre anatolica, riprodotta fino ad oggi nei tappeti. Un simbolo rappresentato anche in ciascuna perla di una collana paleoveneta del Museo di Este (Padova) trovata nell’ambiente della dea Reithia, la dea delle acque termali e curative, uno dei cui appellativi è Sainatei, colei che cura. Una particolarità del sito sacro a Reithia è che le lamine votive rinvenute portano dediche firmate in massima parte da donne, quindi un culto principalmente femminile, del parto e della rigenerazione.
Simbolo del tempo che ci è dato, del resto, poiché non sfugge che vi è raffigurata la clessidra, primo strumento di misurazione. Nelle due piramidi congiunte per la punta troviamo anche il simbolo del reciproco specchiarsi dell’alto e del basso, la congiunzione degli opposti. A me piace vedervi una montagna che si riflette nel cielo, come nel rombo vedo una montagna che si specchia in un lago.
La felicità del simbolo sta proprio in questa libertà di cooperare alla sua lettura, di proiettarvi il nostro sentire, di essere lettrici e lettori attivi dell’opera.
In posizione orizzontale, invece, a comporre quella che visivamente è proprio una farfalla – colorato ed effimero soffio di vita, bellezza che emerge dal fecondo buio di un bozzolo – il simbolo si trova, oltre che in vari vasi maltesi, anche ai piedi della grande statua steatopigia, emblema della fecondità femminile, del tempio di Tarxien a La Valletta. Sul piedestallo dove la dea posa i piedi, la farfalla si alterna al simbolo dell’uovo, segno di vita, inizio della vita nelle cosmogonie di diversi popoli, quello pelasgico ad esempio, il mitico popolo del mare mediterraneo.
La farfalla è poi l’ascia bipenne delle caste sacerdotali femminili cretesi, come negli affreschi di Cnosso. Questo simbolo sta emergendo dai quadri di Lorena, come se uscisse dal bozzolo, ma non è un  bozzolo oscuro, stavolta, bensì una forma di vita che si sta delineando all’interno del prisma. Forma sfuggente e mutevole dentro ai colori dei suoi quadri, nei quali invita a cercarla.  Ed è stato particolare ritrovarla, l’ultima volta che ci siamo incontrate con Lorena per un’esplorazione girovaga, nel frammento di fregio rimasto a contornare l’affresco di una Madonna all’esterno della chiesa di San Mamante, luogo di culto dedicato al parto (tuttora frequentato come dimostrano gli ex voto), nei pressi di una fonte d’acqua sacra da secoli cristianizzata, sulla pendice del Nevegal che guarda verso Belluno. Par di percepire che ora in questo territorio chieda d’essere nominata.
I simboli ci chiamano per quanto noi li chiamiamo, fare un incontro come questo è mettere a disposizione di tutte e di tutti spunti che arricchiscono l’immaginario, lo fanno procedere a ritroso nel tempo, lo proiettano in avanti con impercettibili battiti d’ali.

Antonella Barina - (Cortina, 5/2/2011 - Vernice di “Shanti”)


DA: A.BARINA, ‘MATERNO ANCESTRALE’

AH, KEKERÈ(1993)
Ah, Kekerè!
Io cerco la dea che contenga la mia anima
Una dea così grande da abbracciare
i frammenti di me sparsi per il mondo
Io cerco la dea che uccide senza uccidere
La dea mai nata da alcuno che fa nascere
La dea che lascia le sue tracce
ma non è mai passata di là
Io l’ho cercata in forma di serpente
Io l’ho cercata come uccello e pesce
Io l’ho cercata con le sue mille teste
E tutte le volte che l’ho vista mi è sfuggita
Tutte le volte che l’ho udita non l’ho vista
Cerco la dea della forza delle donne
Una dea giusta per i figli e per le figlie
La dea del cielo e della terra
La dea dei quattro elementi
L’orichá del sorriso e della memoria
Cerco la dea che apre il cerchio della storia
 
Ascolta
Non gli astri che ruotano
ma lo spazio infinito
tra loro

DA: A.BARINA, “TURNING , LE CITTÀ DELLA LUNA – UN VIAGGIO IN TURCHIA”

Ana Tanriça
(Ana Tanriça, la dea madre anatolica, uno dei suoi simboli è la 'farfalla' o doppia ascia; Me è invece il nome mesopotamico dei poteri della dea)

Me del terremoto
Me di doppia ascia in armi
Me sul trono di leopardi
Me con la luna e con il toro
Me della fine e del ritorno
e del principio


Poesie di Massimo Deyla dedicate e scelte per Lorena


Mariposa

Mariposa de sueno…
te
paraces a mi alma…
Eres como la noche constelada..
una parabra una
soprisa bastan…
Y estoy alegre alegre de que sea certo que te quero…

Y mi voz te alcanna… simple como una lampara…
Y parece que un beso te
carrare la boca.

(Massimo Deyla dedicata a Lorena)


Odeomeopatica


Stai a cuore agli amici perché digna…
A parola meditata che rispetta,
non invade
e si tinge d’allegria…
Se scompare sotto causa di fatica,
ti dipijngi sulla bocca
il ghiribizzo pazzo schizzo di un sorriso..

Sulla tela il racconto dell’amore
inanellato di colori…
Triangoli di
fiori. Il raccolto su spartito
del fraseggio musicale di geometriche
passioni
in cerchi astrali della sfinge dell’umano improvviso
che
compare sui giornali per un giorno… ma è: Nessuno
Come Ulisse che
ricerca le sirene della fama…
Poi s’incontra col ciclope del silenzio…
e tu guardi
e racconti in cento modi che la vita lunapark…
Musica,
giostra, balaustra sul domani…
Sopraffazione della notte…rigoglio
degli amori
vissuti, goduti, perduti. Gossip.
Malie.Denari.
Coppe.
Spadi… Ironie della sorte… Sei pittora
al romanzo rotocalco della
vita. Oggi!

(Massimo Deyla dedicata a Lorena)

 

Fiori di mare

Fiori…
fiori sparsi a caso non a frastuono
Fiori che hanno un senso
Come il
moto dell’animo
Al quale non puoi dare un ordine
Non quello matematico
almeno.
Si! A caso… il caso del genio pennello
Che sembra disordine…
invece è armonia.

(Massimo Deyla scelta per Lorena)

 

L’origine del
gossip
nel salotto di mia sorella

Tutto chiacchiere e approssimazione

Di linguaggio docenziale di donne
Che tutto mostrano di sapere quando

Bevono un te ad una canasta burracone.
Celluloide di idee fisse.
Impaginazione
Dissacrante a spese Provinciali.
Capelli acconciati con
riflessi fauve.
Dioconsi intellettuali di nuova generazione
Dai vestiti
firmati comprati usati.
Han studiato solo dalle suore.

(Massimo Deyla scelta per Lorena)

 

Di mamma una sola

Quel che gli uomini non sanno
E’
più catastrofico di ciò che
Le donne non dicono…
perché temono di
ucciderne l’orgoglio.
Quel non so che… reato continuato
Che appartiene
alla mondovisione
Di arcicontenti sorrisi patinati
Di convenienza…
sulla perdita sempre in agguato
di una meditata potenza.
Siete voi che
li volete appariscenti
Tutti auto e portafoglio.

(Massimo Deyla scelta per Lorena)

 

De senectute

Ho imparato a stare
All’obbedienza fin da
piccolo
Ora.. l’obbedienza…
deve stare a me!...
Se non perché ho
imparato?

(Massimo Deyla scelta per Lorena)

Massimo Deyla


Colori e geometrie nelle opere di Lorena Ulpiani

Venti tele saranno esposte a febbraio al Miramonti di Cortina

di Cristian Arboit

Geometrie e colori in mostra al Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina con "Shanti", la personale di Lorena Ulpiani, giornalista, marchigiana di origine, padovana d'adozione e ora bellunese. Venti tele nelle quali triangoli, curve e linee giocano addolcite dalla delicatezza dei toni di grigio e delle tinte pastello. Sabato 5 febbraio, alle 17.30, l'inaugurazione in una chiave molto informale. Un momento per parlare di arte, ma anche per giocare con forme e colori fra amici, vecchi e nuovi: in un angolo della sala del caminetto sarà posizionata una tela solo abbozzata sulla quale ciascun ospite potrà lasciare un segno del colore che in quel momento sentirà più suo. Il quadro sarà completato a più mani da pittori presenti e messo in vendita on line. Il ricavato servirà a donare due "mini laboratori di colore": uno ai bimbi dell'asilo di Cortina, l'altro ai piccoli di un asilo all'altro capo del mondo. Fra le particolarità della mostra l'inserimento di alcuni quadri della madre dell'artista, pittrice a sua volta, attiva negli anni Settanta e Ottanta, a sottolineare una continuità interiore seppure in vite molto diverse. E l'abbinamento alle tele di poesie e pensieri ispirati dai quadri stessi ad amici della pittrice: fra loro Massimo Deyla, selezionato fra gli autori in corsa per il premio internazionale di Parma 2011, e Antonella Barina, anche lei giornalista, figura fra le più creative nei circoli veneziani, conosciuta per il rapporto profondo che la lega a Cuba. "Sono cresciuta in mezzo ai colori, tele, anche sculture e ho sempre giocato con i colori. Trasferita a Belluno gli inverni sono diventati lunghi, lunghissimi. E i colori hanno finito per diventare compagni preziosi di tante serate. Poi il contatto casuale con il mondo dell'arte e delle gallerie, locali e nazionali. Qualche mostra collettiva e ora Shanti. Alla quale seguirà un ritorno a Cortina in agosto, un'altra mostra in Umbria in giugno e a fine anno Roma.Insomma, un hobby costodito in casa per tanti anni che di colpo si trova a conoscere il mondo".. "Shanti è nata in una meravigliosa giornata di sole sulla terrazza del Miramonti - racconta la pittrice - A pranzo con un'amica e collega, Nives Milani, e una nuova amica Martina Zanchetta, proprietaria dell'hotel. A scatenare la creatività una frase di Martina: «Voglio che il Miramonti sia la casa degli amici». Una frase che in bocca ad altri probabilmente avrebbe avuto un effetto spot, ma che detta con la carica della sua spontaneità è stata la scintilla della mostra. Da quella frase al concretizzarsi di Shanti è stato un percorso naturale, piacevole, positivo. Che ha già lanciato fili in molte direzioni, mettendo in contatto persone diverse, facendo nascere amicizie. E che spero continui ad essere questo. Un momento di condivisione, autentico e semplice, di un piacere comune».
(Dal Corriere delle Alpi)

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LA MOSTRA

Sabato prossimo la vernice dell’esposizione delle opere di Lorena Ulpiani Geometrie e pastelli all’hotel Miramonti di Cortina
"Shanti": geometrie e colori
in venti tele per chi ama la dolcezza delle tinte pastello, i grigi, e i toni alti dei contrasti con lo spuntare di gialli, rossi e verdi. Il gioco di triangoli, linee e cerchi.La mostra, di Lorena Ulpiani, giornalista del Gazzettino di Belluno, si tiene nelle sale del Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina nel mese di febbraio: sabato 5 la vernice, alle 17.30, con un programma volutamente informale e la realizzazione di una tela a tante mani. Saranno gli ospiti a scegliere i colori in base al loro sentire del momento e i pittori in sala lo finiranno a più mani. Il quadro sarà poi venduto on line e finanzierà due mini laboratori del colore per due asili, uno, quello di Cortina e un secondo all’altro capo del mondo.Fra le particolarità della parte espositiva l’affiancamento ad alcune delle tele di poesie composte da amici della pittrice e ispirate alle tele stesse: fra questi Massimo Deyla, autore di diverse raccolte, invitato al festival di Parma 2011, e Antonella Barina, anche lei giornalista e personalità vivace dei circoli culturali veneziani, conosciuta per il profondo legame che lega le sue opere a Cuba. E l’affiancamento alle opere di Lorena di alcuni quadri di sua madre, Giannamaria Marcantoni, pittrice a sua volta, attiva e quotata negli anni Settanta e Ottanta. Una sorta di continuità nell’amore per il colore e nel sentire pur in due vite totalmente diverse. La mostra resterà aperta sino alla fine di febbraio.
La mostra "Shanti", di Lorena Ulpiani, sarà ammirabile da oggi al Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina d’Ampezzo. Protagonisti saranno le geometrie e i colori: venti tele nelle quali triangoli, curve e linee giocano addolciti dalla delicatezza dei toni di grigio e delle tinte pastello. L’autrice, giornalista de Il Gazzettino, è di origine marchigiana, padovana d'adozione e ora bellunese.
La vernice si terrà oggi alle 17.30. Ma i quadri, nel prestigioso albergo di via Pezié, saranno visibili sino al 28 febbraio.
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(Articolo apparso sulle pagine del Gazzettino sabato 1 febbraio 2011)