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Pagina aggiornata il 01 settembre 2011
NewsComunicato Stampa n. 17-2011 della Fondazione per l'Università e l'Alta Cultura in provincia di Belluno
Università IUAV di Venezia e Fondazione per l'Università e l'Alta Cultura in provincia di Belluno presentano la International Summer School 2011 «Land use and climate change: adaptation strategies for mountain areas», coordinata dal prof. Francesco Musco (26 settembre – 6 ottobre 2011).
Una scuola per il territorio bellunese Feltre, 26 settembre 2011 - La scuola estiva «Land use and climate change: adaptation strategies for mountain areas» si pone come obiettivo principale l’orientamento della pianificazione urbana, territoriale e ambientale all’adattamento delle comunità locali ai cambiamenti climatici in corso nelle aree montane, contribuendo alla formazione di esperti in progettazione e pianificazione ambientale. Durante la scuola, le cui lezioni frontali e laboratori si svolgeranno al Campus universitario feltrino di Borgo Ruga, verranno forniti elementi conoscitivi in merito al processo ed identificati approcci di mitigazione e contenimento a scala vasta, cercando di rispondere all'insieme di domande che deriva dai cambiamenti climatici. Al di là della ciclicità dei fenomeni metereologici, gli effetti di questi cambiamenti sono già evidenti nei paesaggi collinari e montani, nei problemi di gestione integrata del ciclo delle acque con impatti sulla qualità della vita e la competizione fra ambiti insediativi. Queste domande generano inedite spinte nella direzione dell’aggiornamento delle strategie di adattamento, mitigazione e contenimento, con interessanti esperienze di pianificazione integrata. Un laboratorio internazionale per le Alpi bellunesi Lo scorso anno accademico la Commissione Europea aveva permesso di organizzare a Feltre una scuola internazionale a Feltre con l’erogazione di un contributo specifico per la mobilità e la gestione delle attività di didattica e tutoraggio, parzialmente cofinanziate dalla Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura. Università Iuav e Fondazione per l’Università hanno riproposto anche quest’anno la scuola internazionale (che si svolge in lingua inglese) per permettere a studenti di discipline affini (architettura, pianificazione territoriale, geografia, scienze ambientali, architettura del paesaggio) di rispondere congiuntamente ad alcune domande chiave: come può il territorio bellunese rispondere con gli opportuni adattamenti territoriali agli scenari di clima che cambia? In che modo le città e i paesi medio-piccoli della provincia possono rispondere a questa sfida? Qual è il ruolo del Parco delle Dolomiti Bellunesi? E quello delle associazioni di categoria legate al mondo del turismo? Lo scorso anno alcuni amministratori locali hanno segnalato la necessità di fornire gli uffici tecnici dei comuni e della provincia di linee guida, strumenti di valutazione specifica perchè possano operare adeguatamente nell’ottica del cambiamento climatico. ***************************************************** Scheda del corso I cambiamenti climatici richiedono una sostanziale modifica degli approcci alla pianificazione della città e del territorio. Da tempo è in corso un aggiornamento della manualistica accompagnato da importanti innovazioni giuridiche e strumentali. Numerose sono anche le esperienze in corso in molti paesi supportato dall’impegno delle comunità e da nuove consapevolezza delle pubbliche amministrazioni e dei principali soggetti economici. In Italia, e nel Veneto in particolare, le esperienze sono ancora limitate e preliminare risulta la loro traduzione in norme, processi e strumenti adeguati. I governi e le amministrazioni locali, le organizzazioni internazionali e la comunità scientifica necessitano di informazioni aggiornate sulle condizioni degli ambienti di montagna per potere sviluppare le opportune strategie per rallentare il trend del riscaldamento globale o almeno mitigarne gli effetti più rilevanti e avviare le opportune politiche di adattamento nei casi di irreversibilità. La montagna costituisce una straordinaria piattaforma per monitorare il cambiamento climatico e i suoi effetti. Le aree montane possono essere considerate rappresentative di un'area vasta che solo teoricamente risulta ancora incontaminata; inoltre le montagne influenzano il clima locale e globale, sebbene il loro ruolo in tal senso non sia sempre compreso fino in fondo. Solo un monitoraggio ambientale accurato può ampliare la conoscenza dei fenomeni in corso ma, soprattutto, aiutare nella definizione delle politiche per la conservazione degli habiat e per uno sviluppo sostenibile dei sistemi montani.
Principali temi delle lezioni e del laboratorio - Cambiamenti climatici e aree montane. Principali indicatori e trend; - La percezione del cambiamento climatico nelle Dolomiti bellunesi e feltrine; - Cambiamento climatico e turismo montano. Dinamiche relative alla domanda e all’offerta. Effetti economici e sociali; - Mobilità sostenibile per le aree montane - Strategie di adattamento e mitigazione. Introduzione a strategie e strumenti di pianificazione nel cambiamento climatico. Esperienze nell’arco alpino La scuola si svolgerà per 11 giorni complessivi. Le prime 5 giornate saranno dedicate alle lezioni frontali, le successive 5 ad un’attività di laboratorio per l’elaborazione di un documento strategico e di progetto per il territorio bellunese. In particolare gli studenti saranno chiamati ad elaborare un manuale/prontuario di soluzioni ad uso degli uffici tecnici degli enti locali, del Parco delle Dolomiti Bellunesi e della Provincia di Belluno che coprano, tra gli altri, i seguenti aspetti:- indicazioni di tecnica e pianificazione urbanistica a livello dei PAT e PATI elaborati dai comuni; - indicazioni per la gestione delle attività turistiche, in particolare le stazioni sciistiche invernali e i luoghi di accoglienza (malghe, rifugi, etc.); - progetti ed iniziative in risposta ad esigenze del territorio (emerse negli incontri con gli attori locali) - indicazioni per il monitoraggio dei cambiamenti dell’ambiente alpino Il lavoro sarà condotto con la collaborazione costante dei soggetti locali che saranno coinvolti in una fase preliminare della scuola, al fine di creare interesse ed aspettative da parte del territorio stesso. La scuola è organizzata in lezioni frontali e laboratorio dal 26 Settembre al 6 Ottobre 2011.Docenti (lista provvisoria): Roberto Barbiero, Osservatorio Clima Trentino Virginio Bettini, Iuav Vanni Bulgarelli, Coordinamento Nazionale Agende 21 Locali Luca Cetara, Accademia Europea di Bolzano Francesco Musco, Iuav Davide Ferro, Iuav Silvia dalla Costa, Iuav Silvio Nocera, Iuav Silvia Verones, Università di Trento Valter Bonan, Federparchi Pedro Rogrigues, UTL Lisboa Sergi Nuss, Universitat de Girona Francesco Pastrorelli, CIPRA Italia
Tutor Silvia Santato
La scuola fornisce 6 CFU crediti universitari europei agli studenti partecipanti. Università Popolare di BellunoNemmeno l’estate più vacanziera ferma l’attivismo dell’Università Popolare di Belluno. Luglio, Agosto e Settembre, vengono anzi “sfruttati” per approfondire sul campo ed arricchire l’attività didattica svolta in aula. Sotto la guida della professoressa Attilia Troian, lo scorso 22 luglio il pullman Auser dell’Università ha fatto rotta verso il vicino Trentino. Prima tappa il MART di Rovereto, arcinota sede di mostre d’altissimo livello progettata dall’archistar Botta, per la visita dedicata agli oltre settanta capolavori provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi e rappresentativi del più entusiasmante periodo della ricerca pittorica tra Ottocento e Novecento. Come rinunciare poi ad una visita al vicino Castel Beseno! È la più grande struttura fortificata del Trentino – Alto Adige, le cui notizie certe risalgono al XII secolo. La struttura di forma ellittica, restaurata nella seconda metà del XX secolo, copre tutta la sommità di una collina, consentendo ai visitatori a strapiombo sul sottostante Rio cavallo, una vista incomparabile sulla vallata. E così, ancora entusiasti di questa esperienza, dopodomani venerdì 19 agosto, il pullman carico di “universitari” Auser, partirà di buonora da Belluno alla volta di Caldaro, percorrendo un itinerario che può dirsi “inebriante”. Siamo infatti sulla “strada del vino”, in provincia di Bolzano, dove il paesaggio naturale alterna colline solcate da filari ordinati di viti, a boschi ed ulivi. Non manca neppure il lago balneabile e solcato da vele e qua e là bei borghi come quello di san Paolo dov’è prevista la sosta per la visita all’antichissima “Cattedrale nei campi”. Successivamente la comitiva farà tappa a Nalles, il “paese delle rose”, che è praticamente circondato da castelli sorti sui colli e i monti attorno, cui i gitanti dedicheranno un vero e proprio tour. Altra meta irrinunciabile sulla strada per la vicina Merano, traguardo dell’intenso programma approntato dall’Università, sarà la Parrocchiale di Terlano, coi suoi splendidi affreschi del XIV secolo. Il gran finale della giornata, si terrà quindi ai giardini di Castel Trauttmansdorff. Adagiati ai margini orientali della città di Merano, costituiscono la meta turistica più amata dell’Alto Adige, destando ammirazione fra i visitatori per la varietà dell’offerta naturalistica: 12 ettari suddivisi in più di ottanta ambienti botanici, con piante originarie di ogni angolo del mondo. Ciò non bastasse, al centro dei Giardini si erge il possente castello, residenza signorile con una storia lunga sette secoli e sede dal 2003 del primo museo dell’arco alpino dedicato alla storia del turismo. Intanto, l’inarrestabile Università popolare di Belluno, sta già pensando a settembre: trasferta in Germania per la visita ad Ulm, città natale di Einstein, dove troneggia la gotica cattedrale dall’imponente torre centrale. Ma questa è un’altra storia.
L’assessore regionale ai Trasporti a fune Oscar De Bona, di concerto con la collega alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione Elena Donazzan, ha ottenuto l’ok dalla giunta del Veneto, che come primo stralcio ha impegnato 100 mila euro, per attivare un percorso di formazione innovativo rivolto alle figure che operano nell’ambito del settore funiviario e delle aree sciabili attrezzate. Si tratta di uno specifico programma per preparare personale competente per svolgere attività di sicurezza e soccorso sulle piste e sugli impianti di risalita. Venezia, 26 marzo 2010 COMUNICATO STAMPA Nuovo tentativo di scippo delle Tre Cime di Lavaredo
«L’indignazione che ho colto tra gli amministratori pubblici e i cittadini di Auronzo di Cadore è anche la mia. Sono anch’io in prima linea per protestare contro l’ultima trovata proveniente dall’Alto Adige: la Provincia autonoma di Bolzano ha deciso, con tanto di delibera, di cambiare la denominazione del “Parco naturale Dolomiti di Sesto” con quella di “Parco naturale delle Tre Cime” ». 25 marzo 2010 Venezia, 22 dicembre 2009 Tre milioni e mezzo per altrettanti progetti a valenza turistica Al Comune di Lozzo di Cadore è stato assegnato il contributo di 1.477.500 euro per la realizzazione della “Traversata del Centro Cadore”, il progetto di promozione turistica per il recupero e la valorizzazione di itinerari a fondovalle con la messa in rete dei luoghi di eccellenza paesaggistica, storico-culturale e naturalistica. Candidatura di Cortina ai Mondiali 2015 «Sono pienamente d’accordo con il presidente Galan – sottolinea l’assessore De Bona - quando sostiene che dopo Bormio 2005, dopo le olimpiadi di Torino del 2006, è la volta del Veneto per ospitare i Campionati mondiali di sci alpino del 2015. Cortina d’Ampezzo costituirebbe senza dubbio la sede ideale per un evento di questa portata. Essendo definita a proposito la “regina delle Dolomiti”, ha tutto ciò che serve per rappresentare il Veneto e l’Italia in tutto il mondo. E’ un centro turistico attrezzato e incastonato in un ambiente naturale di rara bellezza». Venezia, 18 agosto 2009 COMUNICATO STAMPA Contributi a favore dei veneti all’estero - Feltrino Il governo veneto, su proposta dell’assessore alle Politiche dei Flussi migratori, Oscar De Bona, ha approvato interventi economici a sostegno di progetti e iniziative finalizzati a conservare vigoroso il legame con gli emigrati veneti e i loro discendenti all’estero. La Regione infatti, sostiene iniziative promosse da associazioni, enti locali e istituzioni che hanno sede sia in Veneto e sia nei Paesi ove vivono e operano i nostri corregionali. Venezia, 6 agosto 2009
COMUNICATO STAMPA Lavori per un milione di euro nel bacino del torrente Brente I lavori nel bacino del torrente Brente, in Sinistra Piave, procedono a pieno ritmo e dovrebbero concludersi entro questo autunno. Si tratta di un’operazione da un milione di euro affidata al Servizio forestale regionale di Belluno. Essa ha previsto interventi di natura ambientale e di valorizzazione e protezione della fauna ittica. Oscar De Bona a Domodossola per la conferenza
Oscar De Bona, presidente della Consulta Stato Regioni dell’Arco alpino, domani (venerdì 17 aprile), partecipa in rappresentanza della Regione Veneto alla conferenza tematica su “La cooperazione transfrontaliera tra le aree protette alpine” che si svolge a Domodossola. Venezia, 13 marzo 2009 Nell’isola di San Servolo il 4. Meeting dei Giovani veneti nel mondoRitorna in Veneto, precisamente a Venezia nell’isola di San Servolo, il Meeting dei giovani veneti nel mondo. La data dell’incontro del Coordinamento regionale e del Comitato giovani veneti all’estero è fissata dal 21 al 28 giungo prossimo. «Dopo l’esperienza alquanto positiva registrata la scorsa estate a Motevideo in Uruguay – riferisce l’assessore ai Flussi migratori, Oscar De Bona - ci aspetta una settimana densa di iniziative e ricca di proposte. I nostri giovani veneti e oriundi veneti che partecipano alle attività associative nei rispettivi paesi di residenza sono sempre più motivati a mantenere il rapporto tra le numerose comunità venete nel mondo. E il convegno a cadenza annuale offre loro una ragione in più per operare allo scopo di rinforzare questo spirito di appartenenza alla “terra madre”. Appare pertanto opportuno, in attesa anche di un probabile futuro riconoscimento a livello normativo, dare spazio a queste entità associative giovanili e testimonianze spontanee proseguendo nel programma di incontri che ho inteso avviare nel 2006». Il primo Meeting dei giovani veneti nel mondo si è tenuto a Rovigo e il secondo nel 2007 e Belluno. Ma è stato quello dell’anno scorso a Montevideo che ha palesato con forza la dimensione dell’attaccamento alla terra d’origine anche da parte delle nuove generazioni. «A questo terzo incontro mondiale della gioventù veneta, che è il primo tenutosi all’estero – precisa De Bona - hanno partecipato, tra gli altri, oltre 100 giovani oriundi veneti provenienti dai Paesi del Sudamerica i quali si sono fatti carico delle spese di viaggio pur di raggiungere i coetanei nella capitale dell’Uruguay. E’ stata un’esperienza indimenticabile. E proprio a motivo della qualificata e sentita partecipazione giovanile a Montevideo, nonché per il livello della presenza di istituzioni locali e delle rappresentanze diplomatiche italiane, la Regione del Veneto ha preso atto dell’importanza del ruolo assunto dai nostri giovani, siano essi residenti in Veneto oppure all’estero, riproponendo questo quarto appuntamento nella città di Venezia». Per l’organizzazione del Meeting nell’isola di San Servolo l’assessorato ai Flussi migratori si avvale della collaborazione dell'associazione Veneziani nel mondo, del Casinò municipale, del Comune e della Provincia di Venezia. Venezia, 19 febbraio 2009 Presentato a Venezia “BLU COBALTO”, interessante rassegna d’arte contemporaneaL’assessore De Bona: «Un valido contenitore dove si valorizza la cultura e l’arte made in Veneto». «L’idea è quella di presentare a tutti l’esistenza nel territorio veneto di una giovane e singolare realtà associativa culturale e artistica. Giovane, perché ha pochi anni di vita. Singolare, perché è costituita da più associazioni con uguali intenti e con medesimo spirito, alle quali possono aggiungersi via via tante altre: nel Veneto, nel resto del Paese e oltre i confini nazionali». |
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