Pagina aggiornata il 18 dicembre 2007
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COMUNICATI STAMPA
Franca Visentin è nel consiglio di amministrazione della fondazione per l’alta cultura
Pubblicato il: 27-11-07
E' stata nominata a svolgere il delicato e autorevole ruolo dal Sindaco di Feltre su segnalazione del gruppo consiliare Noifeltre-Lid
Il 3 dicembre prossimo Franca Visentin si insedierà ufficialmente in seno al Consiglio di amministrazione della Fondazione per l’alta cultura che è preposto alla gestione del polo universitario di Belluno e Feltre.
La professoressa Visentin, persona qualificata che si è distinta nell’ambiente scolastico e giornalistico, è stata nominata a svolgere il delicato e autorevole ruolo dal Sindaco di Feltre su segnalazione del gruppo consiliare Noifeltre-Lid.
«Come gruppo – dichiara l’assessore comunale Elio Sacchet – ringraziamo Franca Visentin per aver accettato la nomina e le auguriamo un proficuo lavoro affinché l’università raggiunga quei risultati che Fondazione, Comune, Provincia, Regione e le varie associazioni di categoria auspicano. Università significa programmare corsi di studio che ottengano il risultato di formare i giovani in discipline che abbiano immediato sbocco nel mondo del lavoro e che contribuiscano allo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio feltrino e di tutta la provincia di Belluno. Il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione, guidato dal dott. Adriano Rasi Caldogno, saprà certamente individuare le strategie e i criteri, con le relative risorse, affinché l’università feltrina raggiunga l’obiettivo di centro per studi di alta qualità, in grado di lavorare in stretta sinergia con il mondo economico, la società civile e gli ambienti istituzionali e socio-culturali».
L’assessore Elio Sacchet, i consiglieri Gino Piolo e Giancarlo Vettorel e il coordinatore di Noifeltre Lid Ferruccio Romboletti porgono i migliori auguri di proficuo lavoro alla prof.ssa Franca Visentin.
COMUNICATO STAMPA
c.s. 1 – 18.12.2007
Esito positivo dell’incontro del presidente della Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura in provincia di Belluno, Adriano Rasi, con il presidente Paolo Biasi e con il direttore generale Fausto Sinagra della Fondazione Cariverona, ai quali ha illustrato le schede di presentazione della proposta di due progetti elaborati dal Cda della Fondazione che presiede.
Piena condivisione e grande interesse sono stati manifestati nei confronti dell’attivazione di un progetto multidisciplinare su “Energie rinnovabili e alternative: ipotesi di sviluppo e di diffusione sul territorio” che prevede uno sviluppo complessivo temporale di 24 mesi ed un costo stimabile in euro 660.000 e di un corso di perfezionamento in “Economia e gestione dell’ambiente e del territorio”, della durata di 12 mesi. La realizzazione del Corso prevede la collaborazione con il Parco Dolomiti Bellunesi, l’Università degli studi di Verona, il Centro studi universitario Spera del dipartimento di scienze economiche dell’Università di Verona, e con Apa, Sogin, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.
Si consolida così la collaborazione tra le due Fondazioni che investiranno risorse impegnative, mirate allo sviluppo di una sede universitaria che, nel documento programmatico 2008/2010, elaborato dalla Fondazione per l’Università (particolarmente apprezzato dai due vertici della Fondazione Cariverona, Biasi e Sinagra) evidenzia come la sede di Feltre possa “diventare volano dello sviluppo locale”, andando ad integrare gli indirizzi programmatici esistenti in territorio bellunese ed offrendo risposte soddisfacenti alle attese del contesto locale.
Alla luce degli importanti impegni che la nuova ed arricchita progettualità richiede, nella sua ultima seduta il CdA della Fondazione per l’Università ha rinnovato per ulteriori due anni l’incarico di Direttore a Giovanni Villano e si è proposto di valutare i possibili elementi di potenziamento della struttura stessa e di una nuova organizzazione dei ruoli dei suoi vertici.
Feltre, 12 febbraio 2008
Si trasmette il Comunicato stampa della Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura in provincia di Belluno, ad approfondimento delle notizie apparse sulla stampa odierna, relativamente ai rapporti tra la Fondazione stessa e la IULM.
“Spiace che una collaborazione di 40 anni finisca così, anche se in realtà la Fondazione aveva già disdettato la convenzione nel dicembre 2006.
Ciò nonostante, con lettera inviata il 17 dicembre 2007, la Fondazione aveva dichiarato testualmente: “va da sé che su diverse basi negoziali potranno essere istruite ed impostate nuove modalità di rapporto che, pur valorizzando la pluridecennale e radicata presenza universitaria IULM, dovranno in ogni caso tenere in debita considerazione che, (omissis)… in adesione alle tavole statutarie, la Fondazione non può conformare la propria condotta a riconoscimenti di esclusività o di altri similari prerogative in favore di questo o di quello interlocutore accademico”.
Il rifiuto all’apertura di un dialogo da parte della IULM appartiene alla cronaca di questi giorni.
Doveroso tuttavia sottolineare un aspetto fondamentale (quello economico) del rapporto configuratosi negli ultimi tempi tra le due istituzioni:
- a seguito dell’ulteriore contrazione delle iscrizioni, la IULM presentò, nell’autunno scorso, un preventivo che prevedeva uno squilibrio di 1.380.000 euro, 700.000 coperti dalla Fondazione (come previsto dalla convenzione).
A fronte di questa situazione, lo IULM richiedeva un ulteriore contributo economico di oltre 400.000 euro per ripianare il cospicuo deficit.
La Fondazione non ha potuto accedere alle ulteriori richieste della IULM ma garantirà comunque gli impegni già assunti.
La città di Feltre e la Provincia di Belluno non devono preoccuparsi per il futuro universitario dell’intera area, non dimentichiamo infatti che le prospettive concrete di sviluppo dell’alta formazione universitaria in provincia di Belluno, secondo le indicazioni del programma già approvato, prevedono, peraltro, i corsi estivi dell’Università Ca’ Foscari (iniziativa mai realizzata prima), progetti di ricerca e di corsi di alta formazione in campo ambientale, energetico e del rischio naturale, con gli Atenei di Padova e Verona.
Con l’Ateneo Patavino e con Ca’ Foscari è in corso la predisposizione di nuovi ulteriori progetti che riguardano il settore del turismo e delle aree naturali.
A fronte di una rinuncia che pure dispiace, in un settore che, purtroppo, sta esaurendo la sua forza d’attrazione, c’è un potenziamento in qualità e quantità di proposte formative di livello, elaborate con le tre Università venete di Padova, Venezia Ca’ Foscari e Verona, che di qui al 2010 potranno assicurare un’offerta in linea con la richiesta del territorio.
In breve tempo Feltre vedrà un consolidamento ed un rilancio dell’attività universitaria e potrà usufruire nel territorio di professionalità utili al proprio sviluppo e al proprio futuro.”
Con preghiera di pubblicazione e/o diffusione.
Distinti saluti
Ufficio stampa Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura in provincia di Belluno
Feltre, 12 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA
c.s. 1 – 13.02.2008
Anche le aziende a fianco della di Fondazione per l’Università.
Un segno distintivo che dimostra che anche le imprese cominciano a credere ai programmi formativi erogati dalla Fondazione è l’adesione da parte di alcune realtà produttive del settore dell’occhiale, tra le quali compaiono due colossi come Luxottica e Safilo, e di altre aziende del comparto edilizio, insieme con l’Associazione Industriali e la Camera di Commercio di Belluno.
I motivi che hanno sostenuto questa adesione del mondo economico alla Fondazione sono stati in primo luogo il nuovo modo di approcciarsi agli stakeholders del territorio che la stessa Fondazione ha inaugurato, basato sull’ascolto delle esigenze del mondo economico e sullo sforzo di tradurre queste richieste in un’offerta formativa adeguata. Tale offerta è stata recentemente sintetizzata nel Documento Programmatico 2008-2010 della Fondazione, che contiene le linee di intervento dell’ente a favore di settori ritenuti determinanti per la crescita della Provincia come la gestione dell’ambiente e del turismo, le energie rinnovabili, l’edilizia, le risorse naturali, le geotecnologie, le azioni per i comparti industriali più diffusi ovvero l’occhialeria e il freddo.
Come dichiarato dallo stesso Presidente Rasi in una recente intervista, la Fondazione “si deve impegnare ad attrarre nuova offerta formativa, guardando ad una dimensione ultraprovinciale, ad un bacino potenzialmente del nord-est, valorizzando le particolarità che distinguono la provincia di Belluno (…). Penso sia bene premiare un metodo di lavoro che faccia collaborare insieme risorse umane qualificate e chi è in grado di organizzare un’offerta formativa all’altezza: Università, Centri di ricerca e trasferimento dell’innovazione, Centri di Alta Formazione”.
In questo contesto appare dunque strumentale l’attacco da parte di soggetti che da tempo sono consci della difficoltà di mantenere un’offerta formativa di appeal per il territorio bellunese, come IULM, il cui calo di iscrizioni e di ricadute sul territorio è un dato oggettivamente presente, mentre i costi - in costante aumento - mettono in difficoltà lo stesso Istituto Universitario e di conseguenza anche la Fondazione, che interviene a sanare annualmente parte del deficit accumulato e che ha dovuto fronteggiare un calo delle presenze universitarie a Feltre. A fronte di questa situazione, la Fondazione Università si è trovata in questi mesi a valutare due opzioni: decidere per la chiusura totale delle sue attività, considerata anche la concorrenza dell’offerta didattica, praticamente sulla porta di casa, di realtà come Treviso, Udine, Trento. Oppure invocare la strada della fiducia e del coinvolgimento, innestando una serie di alleanze con gli Atenei Veneti che hanno risposto alla chiamata al fine di rendere Belluno un polo attrattivo per studenti di tutto il triveneto. La stessa proposta di riformulare la propria offerta didattica è stata avanzata anche a IULM, il cui ruolo nel settore della comunicazione e delle lingue straniere non è mai stato misconosciuto: tuttavia era ormai più che evidente che tale offerta andasse riposizionata per poter formare profili professionali necessari per il territorio bellunese e le sue realtà economiche.
Proprio i toni di rottura da parte dei rappresentanti della IULM dimostrano che finalmente si sta facendo sul serio e che vi è in atto un vero cambiamento dopo anni di immobilità. Per questo gli imprenditori si affiancano e sostengono il nuovo indirizzo assunto dalla Fondazione e dal suo Presidente Adriano Rasi Caldogno.
Floriano Pra
Presidente Dolomiticert- Certottica scarl