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Pagina aggiornata il 01 settembre 2011

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Comunicato Stampa n. 17-2011 della Fondazione per l'Università e l'Alta Cultura in provincia di Belluno
Università IUAV di Venezia e Fondazione per l'Università e l'Alta Cultura in provincia di Belluno presentano la International Summer School 2011 «Land use and climate change: adaptation strategies for mountain areas», coordinata dal prof. Francesco Musco (26 settembre – 6 ottobre 2011).

Una scuola per il territorio bellunese

Feltre, 26 settembre 2011 - La scuola estiva «Land use and climate change: adaptation strategies for mountain areas» si pone come obiettivo principale l’orientamento della pianificazione urbana, territoriale e ambientale all’adattamento delle comunità locali ai cambiamenti climatici in corso nelle aree montane, contribuendo alla formazione di esperti in progettazione e pianificazione ambientale.

Durante la scuola, le cui lezioni frontali e laboratori si svolgeranno al Campus universitario feltrino di Borgo Ruga, verranno forniti elementi conoscitivi in merito al processo ed identificati approcci di mitigazione e contenimento a scala vasta, cercando di rispondere all'insieme di domande che deriva dai cambiamenti climatici. Al di là della ciclicità dei fenomeni metereologici, gli effetti di questi cambiamenti sono già evidenti nei paesaggi collinari e montani, nei problemi di gestione integrata del ciclo delle acque con impatti sulla qualità della vita e la competizione fra ambiti insediativi. Queste domande generano inedite spinte nella direzione dell’aggiornamento delle strategie di adattamento, mitigazione e contenimento, con interessanti esperienze di pianificazione integrata.

Un laboratorio internazionale per le Alpi bellunesi

Lo scorso anno accademico la Commissione Europea aveva permesso di organizzare a Feltre una scuola internazionale a Feltre con l’erogazione di un contributo specifico per la mobilità e la gestione delle attività di didattica e tutoraggio, parzialmente cofinanziate dalla Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura.

Università Iuav e Fondazione per l’Università hanno riproposto anche quest’anno la scuola internazionale (che si svolge in lingua inglese) per permettere a studenti di discipline affini (architettura, pianificazione territoriale, geografia, scienze ambientali, architettura del paesaggio) di rispondere congiuntamente ad alcune domande chiave: come può il territorio bellunese rispondere con gli opportuni adattamenti territoriali agli scenari di clima che cambia? In che modo le città e i paesi medio-piccoli della provincia possono rispondere a questa sfida? Qual è il ruolo del Parco delle Dolomiti Bellunesi? E quello delle associazioni di categoria legate al mondo del turismo?

Lo scorso anno alcuni amministratori locali hanno segnalato la necessità di fornire gli uffici tecnici dei comuni e della provincia di linee guida, strumenti di valutazione specifica perchè possano operare adeguatamente nell’ottica del cambiamento climatico.

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Scheda del corso

I cambiamenti climatici richiedono una sostanziale modifica degli approcci alla pianificazione della città e del territorio. Da tempo è in corso un aggiornamento della manualistica accompagnato da importanti innovazioni giuridiche e strumentali. Numerose sono anche le esperienze in corso in molti paesi supportato dall’impegno delle comunità e da nuove consapevolezza delle pubbliche amministrazioni e dei principali soggetti economici. In Italia, e nel Veneto in particolare, le esperienze sono ancora limitate e preliminare risulta la loro traduzione in norme, processi e strumenti adeguati. I governi e le amministrazioni locali, le organizzazioni internazionali e la comunità scientifica necessitano di informazioni aggiornate sulle condizioni degli ambienti di montagna per potere sviluppare le opportune strategie per rallentare il trend del riscaldamento globale o almeno mitigarne gli effetti più rilevanti e avviare le opportune politiche di adattamento nei casi di irreversibilità. La montagna costituisce una straordinaria piattaforma per monitorare il cambiamento climatico e i suoi effetti. Le aree montane possono essere considerate rappresentative di un'area vasta che solo teoricamente risulta ancora incontaminata; inoltre le montagne influenzano il clima locale e globale, sebbene il loro ruolo in tal senso non sia sempre compreso fino in fondo. Solo un monitoraggio ambientale accurato può ampliare la conoscenza dei fenomeni in corso ma, soprattutto, aiutare nella definizione delle politiche per la conservazione degli habiat e per uno sviluppo sostenibile dei sistemi montani.

Principali temi delle lezioni e del laboratorio

- Cambiamenti climatici e aree montane. Principali indicatori e trend;

- La percezione del cambiamento climatico nelle Dolomiti bellunesi e feltrine;

- Cambiamento climatico e turismo montano. Dinamiche relative alla domanda e all’offerta. Effetti economici e sociali;

- Mobilità sostenibile per le aree montane

- Strategie di adattamento e mitigazione. Introduzione a strategie e strumenti di pianificazione nel cambiamento climatico. Esperienze nell’arco alpino

La scuola si svolgerà per 11 giorni complessivi. Le prime 5 giornate saranno dedicate alle lezioni frontali, le successive 5 ad un’attività di laboratorio per l’elaborazione di un documento strategico e di progetto per il territorio bellunese.

In particolare gli studenti saranno chiamati ad elaborare un manuale/prontuario di soluzioni ad uso degli uffici tecnici degli enti locali, del Parco delle Dolomiti Bellunesi e della Provincia di Belluno che coprano, tra gli altri, i seguenti aspetti:

- indicazioni di tecnica e pianificazione urbanistica a livello dei PAT e PATI elaborati dai comuni;

- indicazioni per la gestione delle attività turistiche, in particolare le stazioni sciistiche invernali e i luoghi di accoglienza (malghe, rifugi, etc.);

- progetti ed iniziative in risposta ad esigenze del territorio (emerse negli incontri con gli attori locali)

- indicazioni per il monitoraggio dei cambiamenti dell’ambiente alpino

Il lavoro sarà condotto con la collaborazione costante dei soggetti locali che saranno coinvolti in una fase preliminare della scuola, al fine di creare interesse ed aspettative da parte del territorio stesso.

La scuola è organizzata in lezioni frontali e laboratorio dal 26 Settembre al 6 Ottobre 2011.

Docenti (lista provvisoria):

Roberto Barbiero, Osservatorio Clima Trentino

Virginio Bettini, Iuav

Vanni Bulgarelli, Coordinamento Nazionale Agende 21 Locali

Luca Cetara, Accademia Europea di Bolzano

Francesco Musco, Iuav

Davide Ferro, Iuav

Silvia dalla Costa, Iuav

Silvio Nocera, Iuav

Silvia Verones, Università di Trento

Valter Bonan, Federparchi

Pedro Rogrigues, UTL Lisboa

Sergi Nuss, Universitat de Girona

Francesco Pastrorelli, CIPRA Italia

Tutor

Silvia Santato

La scuola fornisce 6 CFU crediti universitari europei agli studenti partecipanti.


Università Popolare di Belluno

Nemmeno l’estate più vacanziera ferma l’attivismo dell’Università Popolare di Belluno. Luglio, Agosto e Settembre, vengono anzi “sfruttati” per approfondire sul campo ed arricchire l’attività didattica svolta in aula. Sotto la guida della professoressa Attilia Troian, lo scorso 22 luglio il pullman Auser dell’Università ha fatto rotta verso il vicino Trentino. Prima tappa il MART di Rovereto, arcinota sede di mostre d’altissimo livello progettata dall’archistar Botta, per la visita dedicata agli oltre settanta capolavori provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi e rappresentativi del più entusiasmante periodo della ricerca pittorica tra Ottocento e Novecento. Come rinunciare poi ad una visita al vicino Castel Beseno! È la più grande struttura fortificata del Trentino – Alto Adige, le cui notizie certe risalgono al XII secolo. La struttura di forma ellittica, restaurata nella seconda metà del XX secolo, copre tutta la sommità di una collina, consentendo ai visitatori a strapiombo sul sottostante Rio cavallo, una vista incomparabile sulla vallata. E così, ancora entusiasti di questa esperienza, dopodomani venerdì 19 agosto, il pullman carico di “universitari” Auser, partirà di buonora da Belluno alla volta di Caldaro, percorrendo un itinerario che può dirsi “inebriante”. Siamo infatti sulla “strada del vino”, in provincia di Bolzano, dove il paesaggio naturale alterna colline solcate da filari ordinati di viti, a boschi ed ulivi. Non manca neppure il lago balneabile e solcato da vele e qua e là bei borghi come quello di san Paolo dov’è prevista la sosta per la visita all’antichissima “Cattedrale nei campi”. Successivamente la comitiva farà tappa a Nalles, il “paese delle rose”, che è praticamente circondato da castelli sorti sui colli e i monti attorno, cui i gitanti dedicheranno un vero e proprio tour. Altra meta irrinunciabile sulla strada per la vicina Merano, traguardo dell’intenso programma approntato dall’Università, sarà la Parrocchiale di Terlano, coi suoi splendidi affreschi del XIV secolo. Il gran  finale della giornata, si terrà quindi ai giardini di Castel Trauttmansdorff. Adagiati ai margini orientali della città di Merano, costituiscono la meta turistica più amata dell’Alto Adige, destando ammirazione fra i visitatori per la varietà dell’offerta naturalistica: 12 ettari suddivisi in più di ottanta ambienti botanici, con piante originarie di ogni angolo del mondo. Ciò non bastasse, al centro dei Giardini si erge il possente castello, residenza signorile con una storia lunga sette secoli e sede dal 2003 del primo museo dell’arco alpino dedicato alla storia del turismo. Intanto, l’inarrestabile Università popolare di Belluno, sta già pensando a settembre: trasferta in Germania per la visita ad Ulm, città natale di Einstein, dove troneggia la gotica cattedrale dall’imponente torre centrale. Ma questa è un’altra storia.
Belluno, 17 agosto 2011


Corsi per la  formazione dei soccorritori sulle piste da sci

 

L’assessore regionale ai Trasporti a fune Oscar De Bona, di concerto con la collega alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione Elena Donazzan, ha ottenuto l’ok dalla giunta del Veneto, che come primo stralcio ha impegnato 100 mila euro, per attivare un percorso di formazione innovativo rivolto alle figure che operano nell’ambito del settore funiviario e delle aree sciabili attrezzate. Si tratta di uno specifico programma per preparare personale competente per svolgere attività di sicurezza e soccorso sulle piste e sugli impianti di risalita.
            «La necessità di garantire adeguati livelli di preparazione per il personale che verrà impiegato per la sicurezza e il soccorso sulle piste da sci – illustra l’assessore De Bona -  rende quanto mai opportuno predisporre dei percorsi formativi calibrati alle esigenze dell’ambiente e delle condizioni in cui tali soggetti si troveranno ad operare. Con questo provvedimento della giunta infatti, si dà seguito alla legge regionale che fa obbligo ai gestori delle aree sciabili attrezzate di assicurare il soccorso ed il trasporto degli infortunati lungo le piste in luoghi accessibili dai più vicini centri di assistenza sanitaria o di pronto soccorso. E’ prevista inoltre la facoltà di nominare un “preposto alla sicurezza dell’area”, figura deputata ad assicurare il coordinamento dell’attuazione e della verifica di tutti gli adempimenti, con particolare attenzione alla manutenzione delle piste, alla loro messa in sicurezza, al controllo della segnaletica e di tutti i dispositivi di prevenzione, alal protezione e sicurezza, compreso il rispetto del regolamento di esercizio e di soccorso».
In questa fase sperimentale di avvio sarà costituito un Gruppo di lavoro che avrà il compito di individuare i contenuti formativi minimi di detti percorsi, che saranno svolti su base volontaria, con l’intento di fornire un’adeguata ed omogenea formazione a quanti operano nel settore.

    Venezia, 26 marzo 2010

COMUNICATO STAMPA

Nuovo tentativo di scippo delle Tre Cime di Lavaredo

 

«L’indignazione che ho colto tra gli amministratori pubblici e i cittadini di Auronzo di Cadore è anche la mia. Sono anch’io in prima linea per protestare contro l’ultima trovata proveniente dall’Alto Adige: la Provincia autonoma di Bolzano ha deciso, con tanto di delibera, di cambiare la denominazione del “Parco naturale Dolomiti di Sesto” con quella di “Parco naturale delle Tre Cime” ».
Lo dice Oscar De Bona che sulla questione è risoluto a non soprassedere. Così come ha già fatto l’amministrazione comunale di Auronzo che, come spiega il consigliere Andrea Quinz, delegato al Piano Neve e braccio destro dell’assessore al Turismo Vittorio Dorigo, ha trasmesso alla Provincia altoatesina e alla Regione Trentino Alto Adige una protesta ufficiale. «Le Tre Cime di Lavaredo – precisa Quinz – sono per il 70 per cento sul territorio auronzano. Ci saremmo aspettati almeno di essere interpellati da Bolzano, visto che si utilizza il nome di queste montagne in gran parte nostre. Solo il Comune di Dobbiaco ci ha contattato per farci una proposta che peraltro non possiamo accettare. Cioè di entrare a far parte di questo parco. Però per noi, appartenenti al territorio veneto, sarebbe stato andare incontro ad ulteriori discriminazioni dal momento che in Alto Adige esistono minori vincoli rispetto al Veneto».
«Siamo alle solite – aggiunge De Bona. - Purtroppo questa è l’ennesima dimostrazione che i nostri vicini altoatesini continuano su una strada che s’allontana dal concetto di collaborazione ribadito anche dal Capo dello Stato proprio ad Auronzo pochi mesi fa. Non sono bastate infatti le raccomandazioni all’unitarietà tra le diverse aree del nostro Paese espresse dal Presidente della Repubblica in occasione della proclamazione delle Dolomiti patrimonio dell’Unersco. Spero solo che la Provincia di Bolzano si ravveda, lasci il nome originale del Parco delle Dolomiti di Sesto e cominci un percorso comune e sereno con le altre realtà territoriali ad essa confinanti. Le prevaricazioni non portano da nessuna parte e fanno solo del male a uno dei territori montani più affascinanti del mondo».

25 marzo 2010
Dalla Segreteria Regione Veneto
Segreteria dell'Assessore oscar De Bona
Un percorso per il nordic walking a San Vito di Cadore

Con un nuovo percorso a San Vito di Cadore si amplia ancor più la mappa del nordic walking, la pratica sportiva che consiste nel camminare in montagna con l’ausilio di bastoncini.
A tale scopo la giunta regionale del Veneto ha concesso a questo Comune della Valle del Boite il contributo di 21 mila euro.
L’iniziativa di creare sulla montagna veneta percorsi per il nordic walking, disciplina nata in Finlandia per gli allenamenti di sci da fondo “a secco”, è stata attivata dall’assessore regionale ai Trasporti a fune, Oscar De Bona, in collaborazione con l’assessore allo Sport e tempo libero, Massimo Giorgetti, allo scopo di rendere fruibili in tutte le stagioni gli impianti di risalita.
Il nordic walking, consiste nel camminare con una precisa tecnica e con l’ausilio di appositi bastoncini lungo tracciati estivi predisposti per questo sport, ma è adatto anche per pedalare su una mountain bike oppure, d’inverno, di procedere con le ciaspe.
Si tratta di discipline che si praticano in quota e quindi per raggiungere i percorsi è pressoché indispensabile far uso degli impianti di risalita. Per questo la Regione ha elaborato e finanziato il progetto “Veneto Top Walk” che ha già reso attivi percorsi attrezzati dove è possibile anche misurare le proprie capacità atletiche e sapere tutto sul percorso effettuato grazie l’impiego di strumentazioni elettroniche.

Venezia, 22 dicembre 2009

Tre milioni e mezzo per altrettanti progetti a valenza turistica

            Al Comune di Lozzo di Cadore è stato assegnato il contributo di 1.477.500 euro per la realizzazione della “Traversata del Centro Cadore”, il progetto di promozione turistica per il recupero e la valorizzazione di itinerari a fondovalle con la messa in rete dei luoghi di eccellenza paesaggistica, storico-culturale e naturalistica.
            Anche al Comune di Colle Santa Lucia 1.477.500 euro per il recupero a scopo turistico culturale della galleria Breda nel sito minerario del “Fusil” e per la realizzazione di un centro per le visite.
            Al Comune di Feltre 575 mila euro per realizzare il progetto pilota di albergo diffuso dal titolo “Feltre. Camere con vista”.  
 «Dopo una lunga fase istruttoria – commenta soddisfatto l’assessore Oscar De Bona - finalmente oggi la giunta veneta, su proposta dei colleghi Isi Coppola e Vendemiano Sartor, ha approvato l’assegnazione di finanziamenti consistenti a favore di progetti importanti presentati da enti pubblici bellunesi. Purtroppo dobbiamo prendere atto del taglio delle risorse dal Fas,  Fondo per le aree sottosviluppate, e della decurtazione di trasferimenti da parte dello Stato dovuta alle calamità verificatesi in Italia. Ma nonostante ciò ben tre iniziative di spessore che possono incidere in maniera significativa nella promozione turistica bellunese hanno raggiunto un punteggio tale da trovare un considerevole sostegno economico regionale».

Candidatura di Cortina ai Mondiali 2015

«Sono pienamente d’accordo con il presidente Galan – sottolinea l’assessore De Bona - quando sostiene che dopo Bormio 2005, dopo le olimpiadi di Torino del 2006, è la volta del Veneto per ospitare i Campionati mondiali di sci alpino del 2015.  Cortina d’Ampezzo costituirebbe senza dubbio la sede ideale per un evento di questa portata. Essendo definita a proposito la “regina delle Dolomiti”, ha tutto ciò che serve per rappresentare il Veneto e l’Italia in tutto il mondo. E’ un centro turistico attrezzato e incastonato in un ambiente naturale di rara bellezza».
Commenta così, Oscar De Bona, il provvedimento varato oggi dalla giunta a sostegno del Comitato promotore della candidatura di Cortina d’Ampezzo per l’assegnazione dei Mondiali di sci alpino 2010. A tale scopo il governo veneto ha impegnato la somma di 100 mila euro che verrà consegnata al Comitato per far fronte alle spese per promuovere la candidatura. La giunta si è impegnata inoltre a sostenere la candidatura di Cortina anche per i Campionati successivi del 2017 nel caso di non assegnazione dell’edizione del 2015.
            «Un Mondiale di sci alpino – dice Oscar De Bona –  rappresenta un’ottima occasione per sistemare infrastrutture stradali e ferroviarie, per ripristinare tutta l’impiantistica invernale e per reperire finanziamenti a favore dei nostri operatori turistici per agevolarli negli interventi strutturali e promozionali in modo da portarli il più possibile sullo stesso piano dei loro colleghi altoatesini».

Venezia, 18 agosto 2009

COMUNICATO STAMPA

Contributi a favore dei veneti all’estero - Feltrino

Il governo veneto, su proposta dell’assessore alle Politiche dei Flussi migratori, Oscar De Bona,  ha approvato interventi economici a sostegno di progetti e iniziative finalizzati a conservare vigoroso il legame con gli emigrati veneti e i loro discendenti all’estero. La Regione infatti, sostiene iniziative promosse da associazioni, enti locali e istituzioni che hanno sede sia in Veneto e sia nei Paesi ove vivono e operano i nostri corregionali.
«Credo si tratti di un atto dovuto – tiene a precisare l’assessore De Bona - nei confronti di queste persone che hanno un profondo senso di appartenenza alla terra d’origine, che hanno dato lustro al Veneto con la loro serietà, laboriosità, tenacia e intelligenza nelle diverse professioni e che hanno creato uno straordinario rapporto culturale ed economico con la madre patria. E’ incredibile come essi mantengano vive e trasmettano di padre in figlio usanze, tradizioni, lingua e conoscenze del paese da cui essi stessi o i loro predecessori sono partiti».
Nel prendere in considerazione, in particolare tra le altre, la zona del Feltrino, la Giunta regionale ha dato l’ok per l’acquisto di 700 copie del cd “Inno a Feltre” predisposto dalla Città di Feltre da divulgare in occasione di incontri con cittadini feltrini e veneti residenti all’estero, per l’importo di 2 mila euro.
Ancora a favore del Comune di Feltre c’è l’acquisto (per l’importo di 800 euro) di 200 copie del volume “Belluno/Brasile e ritorno” di Francesco Gallio. Si tratta della tesi di laurea attraverso la quale Gallio offre uno spaccato delle relazioni commerciali tra il Veneto e il Brasile dove sono perfettamente inseriti migliaia di emigranti veneti.
Dalla libreria editrice Agorà di Feltre figura l’acquisto di 100 copie del volume “Transumanze – sulle tracce degli ultimi pastori del Triveneto” da inviare alle comunità dei corregionali all’estero. L’importo ammonta a 3 mila euro.
Al Comune di Arsiè sono assegnati 2 mila euro a sostegno del programma per il 40. anniversario del monumento alla Madonna degli emigranti di Mellame di Arsiè.
Il Comune di Pedavena è destinatario del contributo di 7 mila euro per sostenere le spese per l’ospitalità di 12 giovani brasiliani di origine veneta provenienti da Rio Grande do Sul.
Al Gruppo folkloristico di Cesiomaggiore sono concessi 13 mila euro quale partecipazione alle spese per iniziative legate al gemellaggio tra i Comuni di Cesiomaggiore e di Aratiba, Brasile. In questo caso il contributo regionale è riservato al quinto incontro di cori italiani della Regione Alto Uruguay del Rio Grande do Sul che si è svolto nel mese di luglio ad Aratiba; la manifestazione si è valsa anche della collaborazione del Comvers.     
Attraverso contributi all’associazione Bellunesi nel Mondo sono finanziate diverse iniziative. Tra queste, ancora in zona feltrina, figura quella in collaborazione con la Famiglia degli ex emigranti di Alano di Piave che ha promosso il progetto per una “biblioteca-angolo lettura” nella Casa delle associazioni di Alano. Lo spazio è riservato per le promozioni di attività culturali e informative sulle problematiche di coloro i quali hanno vissuto l’esperienza del lavoro all’estero, ma anche per creare un punto d’incontro per tutti quelli che intendono approfondire la propria conoscenza in materia. L’importo del contributo è di 5 mila euro.   

Venezia, 6 agosto 2009

 

COMUNICATO STAMPA

Lavori per un milione di euro nel bacino del torrente Brente

I lavori nel  bacino del torrente Brente, in Sinistra Piave, procedono a pieno ritmo e dovrebbero concludersi entro questo autunno. Si tratta di un’operazione da un milione di euro affidata al Servizio forestale regionale di Belluno. Essa ha previsto interventi di natura ambientale e di valorizzazione e protezione della fauna ittica.
Un sopralluogo ai lavori da parte dell’assessore regionale Oscar De Bona è stato fatto anche di recente. De Bona, che ha visitato più volte il cantiere e anche stavolta era accompagnato dal responsabile del Sevizio forestale bellunese, Pierantonio Zanchetta,  ha potuto avere la visione pressoché completa dei lavori eseguiti dalle maestranze del Servizio di Belluno negli ultimi tre anni nel bacino del Brente in comune di Trichiana. Si tratta di opere di grande portata realizzate sia lungo l'asta principale e sia in alcuni sottobacini del corso d'acqua.
Nella parte bassa del torrente Brente sono stati eseguiti interventi di manutenzione a tre grosse briglie realizzate in pietrame e malta tra gli anni 60 e 70. Contemporaneamente si è provveduto al riordino idraulico dell'alveo lungo la parte finale della Valle del Moro nei pressi della strada che conduce al passo San Boldo.
In Val di Cop, dove in passato vi furono sistemazioni idrauliche, è stato necessario realizzare alcune manutenzioni alle briglie esistenti, a muri d'argine e ad una platea nei pressi della vecchia strada che collegava Sant’Antonio di Tortal al passo San Boldo.
 Nella porzione a monte del torrente Brente, a completamento dei grossi interventi di sistemazione idraulica realizzati alcuni anni fa, è stato quindi costruito un guado con una rampa per favorire la risalita dei pesci. Nella medesima area è stata sistemata una frana in sinistra orografica.
Nella frana di Pranolz sono stati completati gli intervanti realizzati di recente con la costruzione, tra l’altro, di trincee drenanti, di canalette per le acque e di opere di consolidamento del corpo di frana con interventi di ingegneria naturalistica.
In Val dei Cop, dove il cantiere è  iniziato da poco, verranno costruite  4 briglie in cemento armato.

Oscar De Bona a Domodossola per la conferenza
sulla cooperazione transfrontaliera delle Alpi

 

            Oscar De Bona, presidente della Consulta Stato Regioni dell’Arco alpino, domani (venerdì 17 aprile), partecipa in rappresentanza della Regione Veneto alla conferenza tematica su “La cooperazione transfrontaliera tra le aree protette alpine” che si svolge a Domodossola.
            Organizzato dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, con il sostegno dell’Università cattolica del Sacro Cuore – Centro studi Val d’Ossola - e dall’Accademia europea di Bolzano, l’incontro ha in programma interventi di spessore sia nelle relazioni tematiche e sia nello svolgimento della tavola rotonda alla quale partecipano l’assessore De Bona per il Veneto, Silvia Jost per l’Ufficio federale dell’Ambiente della Svizzera, Giovanni Vetritto del dipartimento Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Santolini dell’Università di Urbino e Paolo Angelini del ministero dell’Ambiente.
            I temi su cui verterà la conferenza, che vuole porre in primo piano gli aspetti giuridici della cooperazione transfrontaliera tra le aree protette delle Alpi, sono incentri sulle relazioni d’apertura del convegno, quali “L’esperienza dei parchi transfrontalieri Alpi Marittime e Mercantour” di Patrizia Rossi del Parco delle Alpi Marittime; “Gli strumenti tradizionali: un excursus storico” di Enrico Milano dell’Università di Verona, “Il gruppo europeo di cooperazione territoriale” di Gianluca Spinaci del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.

Venezia, 13 marzo 2009

Nell’isola di San Servolo il 4. Meeting dei Giovani veneti nel mondo

Ritorna in Veneto, precisamente a Venezia nell’isola di San Servolo, il Meeting dei giovani veneti nel mondo. La data dell’incontro del Coordinamento regionale e del Comitato giovani veneti all’estero è fissata dal 21 al 28 giungo prossimo. «Dopo l’esperienza alquanto positiva registrata la scorsa estate a Motevideo in Uruguay – riferisce l’assessore ai Flussi migratori, Oscar De Bona - ci aspetta una settimana densa di iniziative e ricca di proposte. I nostri giovani veneti e oriundi veneti che partecipano alle attività associative nei rispettivi paesi di residenza sono sempre più motivati a mantenere il rapporto tra le numerose comunità venete nel mondo. E il convegno a cadenza annuale offre loro una ragione in più per operare allo scopo di rinforzare questo spirito di appartenenza alla “terra madre”. Appare pertanto opportuno, in attesa anche di un probabile futuro riconoscimento a livello normativo, dare spazio a queste entità associative giovanili e testimonianze spontanee proseguendo nel programma di incontri che ho inteso avviare nel 2006». Il primo Meeting dei giovani veneti nel mondo si è tenuto a Rovigo e il secondo nel 2007 e Belluno. Ma è stato quello dell’anno scorso a Montevideo che ha palesato con forza la dimensione dell’attaccamento alla terra d’origine anche da parte delle nuove generazioni. «A questo terzo incontro mondiale della gioventù veneta, che è il primo tenutosi all’estero – precisa De Bona - hanno partecipato, tra gli altri, oltre 100 giovani oriundi veneti provenienti dai Paesi del Sudamerica i quali si sono fatti carico delle spese di viaggio pur di raggiungere i coetanei nella capitale dell’Uruguay. E’ stata un’esperienza indimenticabile. E proprio a motivo della qualificata e sentita partecipazione giovanile a Montevideo, nonché per il livello della presenza di istituzioni locali e delle rappresentanze diplomatiche italiane, la Regione del Veneto ha preso atto dell’importanza del ruolo assunto dai nostri giovani, siano essi residenti in Veneto oppure all’estero, riproponendo questo quarto appuntamento nella città di Venezia». Per l’organizzazione del Meeting nell’isola di San Servolo l’assessorato ai Flussi migratori si avvale della collaborazione dell'associazione Veneziani nel mondo, del Casinò municipale, del Comune e della Provincia di Venezia.

Venezia, 19 febbraio 2009
COMUNICATO STAMPA

Presentato a Venezia “BLU COBALTO”, interessante rassegna d’arte contemporanea

L’assessore De Bona: «Un valido contenitore dove si valorizza la cultura e l’arte made in Veneto».

«L’idea è quella di presentare a tutti l’esistenza nel territorio veneto di una giovane e singolare realtà associativa culturale e artistica. Giovane, perché ha pochi anni di vita. Singolare, perché è costituita da più associazioni con uguali intenti e con medesimo spirito, alle quali possono aggiungersi via via tante altre: nel Veneto, nel resto del Paese e oltre i confini nazionali».
Con queste parole il bellunese Franco Iudica, presidente di “Blu cobalto”, ha presentato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale alla presenza dell’assessore Oscar De Bona, il nuovo catalogo degli artisti 2008.
Si tratta di una vetrina per coloro che operano o intendono operare nel mondo dell'arte, promosso dalla neo-associazione e proposti per favorire e valorizzare l’aggiornamento culturale mediante incontri, dibattiti, mostre, corsi e pubblicazione su riviste specializzate.
In tale contesto, “Blu Cobalto”, ritiene che si debbano favorire, evidenziare e tutelare le doti espressive locali che spesso stentano ad emergere o restano nascoste ed isolate.
A testimoniare il fervore culturale della nostra regione, sono proprio i numeri. Nel giro di pochissimo, l’associazione ha richiamato al suo interno già cinquecento associazioni culturali presenti in Veneto. E dal suo nome, “Blu Cobalto”, prende il titolo il catalogo, dove sono presenti ben 165 autori di spiccata e sensibile personalità creativa, in rappresentanza dei sodalizi  che per primi hanno aderito al progetto d’unione, senza rinunciare alla propria identità e autonomia.
«Ciò che emerge – ha spiegato l’assessore regionale Oscar De Bona  - è proprio un contenitore, dove diverse associazioni unite tra loro in una realtà tipica veneta, promuovono e valorizzano la cultura e l’arte. Arte, non intesa solo come immagine, ma come sensazione di vita quotidiana. Tutte percezioni che arricchiscono chi guarda, chi si affaccia anche per la prima volta in questa finestra, di terra, di acqua e di cielo. Nel salotto di “Blu Cobalto” c’è fantasia, ingegno e la capacità di aggregazione dei suoi soci, che guardano avanti con passione nella ricerca continua di nuove e sensazionali forme artistiche».
Nel ricordare poi agli intervenuti la possibilità di estendere l’invito a partecipare alle attività che “Blu Cobalto” intende svolgere anche con i corregionali che risiedono all’estero, Oscar De Bona, ha ricordato che nel mondo ci sono 385 circoli o associazioni venete, ufficialmente riconosciuti dalla Regione del Veneto, che si occupano di cultura.

Segreteria dell’assessore Oscar De Bona

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