Pagina aggiornata il 12 maggio 2009
MOSTRE
Andrea Brustolon
“Essendo stato fraudato da troppo ingrato silenzio finora un sì bel nome, e un così distinto operare”
(Leopoldo Cicognara - Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia sino al secolo XIX, 1824)
“IL MICHELANGELO DEL LEGNO” FINALMENTE CELEBRATO IN UNA GRANDE MOSTRA
Venerdì 15 maggio ore 18.00
Sala Cultura Pietro Alverà - Palazzo del Comune, L.go Poste
Il genio di Andrea Brustolon rivive nel suo territorio
INCONTRO PUBBLICO
La grande mostra di Belluno
e il Tabernacolo della Chiesa Parrocchiale di Cortina
Interveranno:
Paola Valle, assessore alla Cultura del Comune di Cortina
Maria Grazia Passuello, assessore alla Cultura del Comune di Belluno
Marta Mazza, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso

L’arte straordinaria di Andrea Brustolon è disseminata nel bellunese - territorio che costituisce in tal senso un vero e proprio museo all’aperto - e anche la “perla delle Dolomiti”
conserva importanti testimonianze dell’opera del “Michelangelo del legno”: in particolare Cortina vanta l’importante altare ligneo della parrocchiale dedicata ai Santi Filippo e Giacomo
e soprattutto lo straordinario tabernacolo, riportato allo splendore d’un tempo grazie ad un accurato restauro voluto da Anna Maria Spiazzi, soprintendente BSAE per le Province di Venezia,
Belluno, Padova e Treviso, e condotto presso il laboratorio della Soprintendenza di Verona.
Dello splendido manufatto realizzato da Brustolon nel 1700 circa, dell’arte innovativa del grande protagonista del barocco veneziano e dell’affascinante mostra allestita da Mario Botta
a Palazzo Crepadona a Belluno - mostra in cui il tabernacolo è esposto al pubblico per la prima volta dopo l’intervento conservativo – parleranno in un incontro pubblico,
venerdì 15 maggio alle ore 18.00 nella Sala Cultura Pietro Alverà del Palazzo del Comune di Cortina d'Ampezzo,
gli Assessori alla Cultura del Comune di Cortina Paola Valle e del Comune di Belluno Maria Grazia Passuello e la storica dell’arte Marta Mazza, funzionario di zona per la Soprintendenza.
Tra il 1685 e il 1732, con la collaborazione della sua bottega, Brustolon realizza opere su committenze che gli pervengono dalla città di Belluno e Feltre ma anche dalla regole montane
e da comunità parrocchiali. Andrea rinnova allora completamente, in netta cesura con la cultura figurativa locale, il gusto e il sistema delle immagini sacre, immettendo nel territorio il nuovo, il “moderno”
appreso a Venezia grazie alla presenza in laguna Filippo Parodi e profondamente permeato della magniloquenza, fasto e splendore della cultura barocca romana.
Il restauro del tabernacolo ha permesso di ricostruire le vicende di questa complessa e meravigliosa macchina barocca che ha subito, dopo a sua realizzazione, profondi stravolgimenti (ridotto in altezza,
modificato nella cromia, alterato con l’inserimento forzato di un Bambino troppo grande al centro sopra i cherubini ecc.) ma che nonostante ciò mostra la grandezza dell’arte del Brustolon.
Una nuova lettura diacronica dell’intero complesso – altare e tabernacolo - commissionato dall’attivissimo parroco Giovanni Paolo Zandonella, permette infatti di restituirgli un ruolo primario
nel corpus delle opere sacre di Andrea Brustolon, che alla fine del XVII secolo e tutt’al più agli inizi del secolo successivo concepisce un insieme che per dimensione, complessità architettonica,
e ricchezza scultorea era forse il suo manufatto sacro più impegnativo fino a quel momento.
La mostra a Palazzo Crepadona con oltre 150 opere di Brustolon e di artisti a lui coevi, a mostrare il dialogo tra scultura e pittura, curata da Anna Maria Spiazzi in collaborazione con Giovanna Galasso,
e organizzata da Villaggio Globale International - promossa dal Comune di Belluno con la Soprintendenza per i BSAE per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, la Regione del Veneto, la Provincia di Belluno,
la Diocesi di Belluno-Feltre, con il fondamentale sostegno della Fondazione Cariverona - resterà aperta fino al 12 luglio.
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Ufficio stampa
Villaggio Globale International
Antonella Lacchin - Rachele Gibin
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