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Sebastiano Ricci

 

Riportiamo (col permesso dell'autore) le pagine che il Prof. Augusto Da Ponte ha dedicato al nostro pittore nel suo libro: Belluno. Storia arte cultura civiltà.

Sebastiano Ricci nasce a Belluno nel 1659. Intraprende, giovanissimo, la professione di pittore. Prima è a Venezia alla bottega del Cervelli, successivamente presso il Mazzoni.
Sebastiano proviene da una famiglia di umili origini. Pur dimostrando grandi capacità tecniche, si capisce subito che per l'artista bellunese la pittura è uno strumento per raggiungere le più alte vette della scala sociale che riesce molto presto a conquistare. È proprio grazie ad una serie di conoscenze importanti che Sebastiano ottiene numerosi incarichi. Il primo gli viene affidato a Parma dove lavora con diversi aiuti nel palazzo del Giardino di Parma, quindi a Piacenza dove realizza un affresco e poi a Roma dove dipinge la decorazione del soffitto del palazzo Colonna, trovando dimora presso la famiglia Farnese.

Il carattere piuttosto instabile ed esuberante dell'artista lo porta a spostarsi continuamente da una località all'altra. È quindi a Firenze, a Milano, in Austria, in Germania, in Francia. Si reca anche in Inghilterra, dove lavora con il nipote Marco Ricci. Nel 1716 ritorna definitivamente a Venezia dove muore nel 1734.

È a Belluno verso la fine del Seicento o i primi anni del Settecento per eseguire le decorazioni del palazzo de Bertoldi e successivamente della villa di Belvedere, di cui oggi rimane solo un frammento. Sebastiano Ricci, a Belluno, riceve anche l'incarico dal conte Pietro Fulcis di realizzare tre tele per l'omonima Cappella della Chiesa di S. Pietro. Queste ultime opere dell'artista e soprattutto la pala con la "Conversazione della Madonna con S. Pietro e S. Giovanni Evangelista", segnano il passaggio ad un cromatismo più vivace, con tinte più chiare e vibranti.
Sebastiano Ricci, all'inizio della sua carriera, risente dell'influenza di artisti come i Carracci e il Correggio ed è proteso alla rappresentazione di soggetti di carattere religioso e mitologico di impostazione cinquecentesca.

La conoscenza dell'impostazione scenografica di Piero Da Cortona e la luminosità di Paolo Veronese saranno determinanti per la sua successiva produzione, che gli consentirà di creare una pittura dove l'estro decorativo e la fantasia si mescolano per dare vita a dei lavori di squisita fattura rococò. La tavolozza si arricchisce di una luminosità sempre più intensa, le sue composizioni si fanno sempre più aperte con "l'impennarsi audace delle forme nello spazio". La sua linearità è sempre più dinamica, nervosa, spezzata.

La caduta di fetonte - S. RicciL'opera "La caduta di Fetonte" era collocata sul soffitto di una stanza del palazzo De Bedoldi in Piazza Vittorio Emanuele, assieme ad altri lavori dello stesso artista. In quest'olio Sebastiano Ricci ci racconta il mito di Fetonte che, ottenuto il permesso di guidare il carro del sole, condusse, inesperto della guida, il carro fuori rotta e corse il rischio di incendiare la superficie terrestre. Perciò Zeus lo punì fulminandolo e Fetonte cadde nei pressi della foce dell'attuale fimne Po. In quest'opera sono presenti le caratteristiche fondamentali della maturità di Sebastiano Ricci. Colpisce soprattutto l'effetto scenografico utilizzato per il racconto di un mito classico. La figura di Fetonte, i cavalli, il carro sono tutti clementi rappresentati con grande senso di forza e di potenza, non c'è niente di trascendentale che ricordi la pittura precedente. Le immagini, pur nella massima ricerca formale, vibrano di una luce con continui contrasti chiaroscurali. La contorsione delle figure e i continui richiami luminosi danno una completa sensazione dell'avvenimento: la consapevolezza che tutto stia precipitando rapidamente. "Sebastiano Ricci in quest'opera ha acquisito una scioltissima libertà sintattica, per cui si può dire che questo soffitto costituisca la prima prova veramente barocca del Seicento veneziano".

Opere in provincia di Belluno:

  • Sugli altari della Certosa troviamo due tele di Sebastiano Ricci, "Il battesimo di Gesù" e " Madonna col Bambino tra San Bruno e San Ugo", notevoli per freschezza e grazia di composizione .
  • Testa di Donna, 1718, frammento di affresco, Belluno, Museo civico
  • "Conversazione della Madonna con S. Pietro e S. Giovanni Evangelista"
  • Cappella Fulcis della Chiesa di S. Pietro

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