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Pagina aggiornata il 6 febbraio 2008
Fondazione Teatri delle Dolomiti
Teatro Stabile del Veneto - Teatro Stabile di Catania presentano IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare traduzione Masolino D’Amico con Eros Pagni, e con Giovanni Calò, Daniele Gonciaruk, Stefano Scandaletti, Piergiorgio Fasolo, Nunzia Greco, Cosimo Coltraro, Giovanna Mangiù, Enzo Turrin, Giuseppe Infarinato adattamento e regia Luca De Fusco scene Antonio Fiorentino costumi Vera Marzot musiche Antonio Di Pofi luci Emidio Benezzi direzione allestimenti Franco Buzzanca Il regista Luca De Fusco, avvalendosi della traduzione di Masolino D'Amico, racconta gli intrecci de Il mercante di Venezia sullo sfondo di una Serenissima insolita, città di traffici, spie e avventurieri, simile a Hong Kong, in cui rivive il clima esotico da zona di confine che già Shakespeare vi respirava. Scritto tra il 1594 e il 1596, il dramma prende il titolo dal personaggio di Antonio, facoltoso mercante veneziano. Quando, per poter corteggiare la bella e ricca Porzia, l'amico Bassanio gli chiede tremila ducati in prestito, Antonio, poiché ha tutto il suo denaro impegnato in speculazioni oltremare, non esita a rivolgersi all'ebreo usuraio Shylock, il quale chiede in pegno, in caso di insolvenza, una libbra di carne che deve essere tagliata dal corpo del debitore. Intanto il principio dell'interesse cieco fa le sue vittime: giunge notizia del naufragio delle navi di Antonio e l'ebreo immediatamente pretende la sua crudele garanzia. Antonio sembra perduto, ma un giovane avvocato si presenta al doge. Pare inizialmente dar ragione a Shylock che per legge ha diritto alla libbra di carne: quella stessa legge però lo condanna inesorabilmente. Stupisce che a questo punto - ottenuta la dura punizione per Shylock - non cali il sipario: Shakespeare scrive ancora un intero atto, tutto dedicato al mondo di Porzia, all'amore, all'arte. Come una regista ante litteram, Porzia crea disequilibri per restituire poi più chiare stabilità, attraverso guizzi creativi da artista. Ecco allora che l'opera più ambigua di Shakespeare (che coniuga monologhi-culto dell'ideologia antirazzista e dure battute antisemite, atmosfere esotiche e poesia, una cruda raffigurazione dell'usuraio ebreo ed una, altrettanto critica, della comunità veneziana schiava del denaro) si trasforma in un profondo atto d'amore verso la fantasia, la creatività, il teatro. La biglietteria del Teatro Comunale di Belluno è aperta in piazza Vittorio Emanuele II, fino a da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20 (tel. 0437-940349).Si ricorda che è attivo pre tutti gli spettacoli in cartellone il servizio prenotazioni telefoniche al n° 0437-943303, dal martedì al venerdì (esclusi i giorni di apertura biglietteria), dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30. La Fondazione Teatro delle Dolomiti ricorda che è possibile acquistare i biglietti di tutti gli spettacoli della Stagione di Prosa 2007-2008, anche restando comodamente seduto davanti al PC di casa. È infatti sufficiente collegarsi al sito internet www.happyticket.it e selezionare "Belluno" nell'elenco delle città per accedere all'elenco di tutti gli spettacoli in programma al Teatro Comunale di Belluno. È possibile selezionare il proprio posto e procedere al pagamento mediante carta di credito in totale sicurezza: verrà a questo punto recapitata via mail la prenotazione, che la sera dello spettacolo verrà commutata presso la cassa del Teatro nel biglietto, evitando ogni genere di coda. |
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