Pagina aggiornata il 27febbraio 2008
Stagione di teatro contemporaneo
DOC 2008

PRESENTAZIONE
di Daniela Nicosia
Torna per l’undicesimo anno al Comunale di Belluno, la Stagione di Teatro Doc e declina, quelle scritture della scena contemporanea, in cui si configura una particolare connotazione dell’essere autore. Questo,come in epoca elisabettiana, e ancor più, tende a trasfondere modalità e necessità espressive non solo in relazione alla pagina scritta ma anche in relazione al palcoscenico, che diviene paritario terreno d’azione della scrittura. L’autore scrive sulla scena così come sulla pagina e testimonia in scena il pensiero sotteso alla sua scrittura. Questa pratica non si esaurisce in un puro esercizio di stile, ma vibra di contenuti che, la singolare figura dell’ autore-attore, nella coincidenza delle due funzioni, rivela con maggiore pregnanza e incisività.
Contenuti che spesso traggono spunto dalla contemporaneità, senza per questo farsi cronaca o cadere nell’aneddottica, temi che dal particolare sanno, con l’incisività della poesia, toccare l’universale.
È il caso della scrittura di Spiro Scimoneche, con lo spettacolo Bar, insiemea Francesco Sframeli, torna a Belluno, dopo l’esteso successo, qui ottenuto, con Nunzio, ospitato nella stagione Doc del 2003. Due personaggi di beckettiana memoria, dialogano, nascostinel retro di un bar, in attesa di un domani in cui la solidarietà e l’amore si sostituiscano alla solitudine della sopraffazione e dei soprusi. Un testo, in grado di aprirsi come una ferita, sul mondo di coloro che stanno ai margini, sui mali di un Sud che diviene una lente d’ingrandimento per leggere i mali del mondo, un mondo in cui, in ogni caso, anche dall’angusto angolo di un disadorno retrobottega di provincia, la parola filtra come luce, come speranza, come atto necessario all’uomo per non smarrire la propria umana identità.
Grazie al valore salvifico della parola, così, inferno e paradiso possono essere vicini di casa, come afferma uno dei protagonisti di Viaggiatori di pianura di Gabriele Vacis e Natalino Balasso, spettacolo che, in apertura di Stagione, ci pone di fronte a tre sopravvissuti all’acqua: quella del Polesine, quella dello Tsunami, quella di New Orleans. Nella parola, nella capacità di raccontarsi, sapranno far rivivere chi non c’è più; grazie ad essa, pur nella consapevolezza della precarietà umana, sapranno riemergere, dall’onda che ha sommerso le loro esistenze.
Fragili esistenze umane che a volte la vita travolge: è il caso di Marilyn Monroe, mito suo malgrado,inconsapevole protagonista di un destino tessuto da altri. La scrittura di Michela Marelli e Lucilla Giagnoni, porta nuovamente alla ribalta la figura della famosa diva di Hollywood, sulla cui morte precoce pesa ancora l’ombra del mistero. E lo fa con autentica passione e rispetto, attraverso la rievocazione di scene tratte dal film Quando la moglie è in vacanza, in cui l’attrice interpretava il proprio stesso mito, quello da cui, nelle sua breve esistenza, Marilyn, tra umiliazioni e sofferenze, tentò inutilmente di difendersi…
Nell’ambito del progetto Storie Interrotte,realizzato in collaborazione con Arteven-Circuito Teatrale Regionale, promosso dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico e collegato alla Festa dei Lavoratori, inoltre, la Stagione ospita, fuori abbonamento, il recital con musiche Questi fiori li ho raccolti stamattina che rievoca la figura di Giuseppe Di Vittorio, sindacalista in cui passione civile e senso della storia, si uniscono in difesa dei più deboli.
Queste le voci, le passioni o l’assenza di esse, i sentimenti, che animano la scrittura contemporanea per il teatro che si palesa quale partitura unica in cui parola e scena si fondono, al di là di un generico concetto di rappresentazione, a favore di un essere scenico che sa ancora raccontare il presente…
Daniela Nicosia
Direttore Artistico
fondazioneteatridolomiti@yahoo.it