Pagina aggiornata il 17 ottobre 2009
FONDAZIONE TEATRI DELLE DOLOMITI
Stagione 2009-2010 Prosa - Lirica - Danza

PRESENTAZIONE stagione 2009/10
di Daniela Nicosia
Una Stagione innovativa
La Stagione Teatrale del Comunale di Belluno propone quest’anno un variegato ventaglio di spettacoli che oltre alla grande prosa, alterna lirica e danza.
Un cartellone unico, all’insegna della qualità degli interpreti e delle messinscena che, anche in considerazione di una sempre più ampia fruizione da parte di tutti gli spettatori dei differenti generi e delle differenti forme di spettacolo dal vivo, ospiterà a Belluno alcune tra le migliori produzioni nazionali e internazionali di musica, teatro e danza.
In apertura di stagione Rigoletto in forma di concerto, nella magistrale esecuzione dell’Orchestra Filarmonia Veneta, una delle formazioni di maggior rilievo della nostra Regione. L’opera, considerata, insieme a Traviata e Il trovatore, tra i primi capolavori della maturità verdiana - il debutto è infatti del 1851, alla Fenice di Venezia, mentre le altre due sono del 1853 - racchiude in sé tutti i temi cari al compositore: potere, destino, e amore cui si aggiunge quello della deformità fisica e morale dell’uomo. Il Rigoletto, da Le Roi s’amuse di Victor Hugo, fu inizialmente oggetto della censura austriaca, proprio come era accaduto al dramma da cui traeva ispirazione, in quanto mostrava la dissolutezza dei sovrani, facendo allusione al libertinaggio di Francesco I, re di Francia, divenuto poi nell’opera, l’anonimo duca di Mantova protagonista della vicenda, insieme al celebre buffone di corte e a Gilda, sua figlia. L’opera presenta un’intensa tessitura di temi forti quali la passione, la vendetta e l’amor filiale in una perfetta combinazione di ricchezza melodica e potenza drammatica.
Di grande intensità scenica anche il primo spettacolo di prosa Il Vangelo secondo Pilato che affida ad uno straordinario Glauco Mauri la struggente testimonianza delle ultime ore di vita di Gesù. Solo, nel bosco degli Ulivi, consapevole di dover morire il giorno dopo, colui che si è fatto uomo per salvare altri uomini, rivive in maniera appassionata la sua vita, dalla prima infanzia fino alla consapevole necessità del suo sacrificio. Lo spettacolo, è una commossa poesia sull’uomo Gesù, che pone, allo stesso tempo, un interrogativo profondo sul concetto di verità. Nel contrasto tra fede e ragione, incarnato dalla controversa figura di Pilato, nel progressivo percorso di ricerca nella propria coscienza, si giunge allo sgretolamento di ogni certezza, mentre, al di là di ogni convincimento, religione o etnia, solo l’amore si palesa quale unica linfa necessaria alla rinascita dell’uomo.
Alla fragile esistenza umana si ispira anche il primo spettacolo di danza Senza Memoria della coreografa veronese Sisina Augusta, che affida al gesto e all’eloquente sinfonia del silenzio, il deserto della mente legato alla perdita del sé, che solo l’amore sa lenire.
Amore, quale incip, prima parola che genera racconto, anche in quel singolare glossario costituito dai Sillabari di Goffredo Parise da cui trae ispirazione lo spumeggiante spettacolo diPaolo Poli, da tempo assente dalla ribalta bellunese. Cinquantaquattro piccoli gioielli letterari, quelli di Parise, incastonati tra la parola Amore e la parola Solitudine, dizionario dei sentimenti che Paolo Poli, con l’arguzia scenica che gli è propria, rivisita tra canzoni retrò e brillanti, rocamboleschi contrappunti scenici in cui le storie fluiscono lievi, nella semplicità, nello stile lineare e chiaro, nella essenzialità bambina, di chi le ha inventate.
Alla commedia antica si rifà invece, sempre sul versante del teatro leggero, lo spettacolo diGianrico Tedeschi, Metti in salvo il Tesoretto, che rielabora Aulularia di Plauto, la gustosa commedia della pentola d’oro,che un vecchio taccagno custodisce ad ogni costo. Ad accompagnare la festosa messinscena le musiche del CircoBanda in una affascinante baraonda, occasione antica e contemporanea per divertire, divertendosi.
E se sul versante musicale, presso il Teatro Comunale di Treviso, i nostri spettatori potranno assistere all’opera La Vera Costanza di Franz Josef Haydn, per la regia del ben noto regista teatrale Elio de Capitani e l’esecuzione dell’OrquestaEscuela de la Sinfonica de Madrid, frutto di un grande progetto europeo collegato al bicentenario haydniano; poco prima di Natale, al Comunale di Belluno si avvicenderanno, invece, in un prestigioso concerto le voci vincitrici di alcuni tra i più importanti concorsi lirici internazionali. Giovani interpreti di tutto il mondo che eseguiranno arie celebri del repertorio lirico di tutti i tempi.
Alla grande tradizione teatrale ritorneremo invece con Sei personaggi in cerca d’autore per la regia di Giulio Bosetti, un testo questo con cui la scena contemporanea continua a confrontarsi, per quella sua intrinseca capacità di guardare ai temi propri della poetica pirandelliana attraverso il gioco tutto metateatrale dell’essere e dell’apparire. Gioco che, in forma differente e attraverso diverse tematiche esistenziali, è presente anche ne Il Gabbiano di Anton Cechov, che proponiamo nell’intenso allestimento di Marco Bernardi. Nel celebre testo russo di fine ottocento, c’è l’eco di una società in mutamento, un movimento le cui inquietudini si riflettono anche nella tenuta di campagna in cui è ambientata l’azione e dalla quale si sognano possibili vie di fuga, si prefigurano destini, alla quale si torna per poi partire di nuovo, di nuovo in cerca del proprio ruolo nella società.
Il grande tema dell’amore, declinato attraverso la tragedia di Giulietta e Romeo di William Shakespeare, ritorna nell’avvincente messinscena di Ferdinando Bruni, qui è la forza assoluta della passione amorosa dei due giovani a infrangersi contro la rivalità assoluta delle loro famiglie. Solo la morte permetterà al loro grido d’amore di far tacere l’odio, consegnandoli per sempre all’eternità.
Emblema della seduzione amorosa, è invece la figura di Giacomo Casanova evocata, attraverso episodi della sua vita, accompagnati da musiche del settecento, nell’omonimo spettacolo di danza contemporanea, proposto da Ater Balletto, in cui il mito del virtuosismo erotico, viene reinterpretato dal coreografo Eugenio Scigliano quale simbolo di una vita al limite, destinata a incontrare un ineluttabile destino di solitudine.
Passione e sensualità anche in Divino Tango di Adrian Aragon ed Erika Boaglio, in una messinscena struggente in cui ballerini, musicisti e cantanti concorrono ad uno spettacolo di grande impatto emotivo, sulle note più celebri del tango da Gardel a Piazzolla.
Alla riscoperta del repertorio teatrale veneto dei primi novecento, abbiamo inteso rivolgere un pensiero attraverso l’opera di un autore dello spessore di Renato Simoni, che in Tramonto, cesella con assoluta maestria la figura di un uomo ormai in età, destinato, per la prima volta, a fare i conti con se stesso. Mentre è una donna l’assoluta protagonista di un classico quale La Locandiera di Carlo Goldoni che rivive nei panni di Elena Bucci, che ne firma anche la regia, e torna a confrontarsi con l’universo goldoniano dopo Le Smanie per la Villeggiatura che le è valso il premio quale Migliore Spettacolo agli Olimpici del Teatro.
Signora della scena è infine la bravissima Giuliana Loiodice, che ne Le conversazioni di Anna K. di Ugo Chiti, tratto da Le metamorfosi di Franz Kafka, saprà profondere umanità nei confronti del giovane che ha subito una infelice trasformazione, stabilendo con lui, al di là del suo aspetto, al di là della sua diversità, un rapporto tenero e profondo all’insegna del rispetto. Quel rispetto che ci auguriamo, anche grazie al teatro, possa sempre più avere diritto d’esistenza nei giorni del nostro presente.
Fondazione Teatri delle Dolomiti
il Direttore Artistico
Daniela Nicosia
fondazioneteatridolomiti@yahoo.it