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Pagina aggiornata il 26 dicembre 2007

Fondazione Teatri delle Dolomiti

teatro comunale - logo

sabato 22 e domenica 23 dicembre 2007
LE VOCI DI DENTRO
di Eduardo De Filippo

Teatro di Roma ed Elledieffe

presentano

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

LE VOCI DI DENTRO

 TARANTELLA IN TRE ATTI

Luca De Filippo

di Eduardo De Filippo

con Luca De Filippo, Gigi Savoia, Antonella Morea,
Marco Manchisi, Carolina Rosi

e con Anna Moriello, Matteo Salsano, Matteo Mauriello,
 Chiara De Crescenzo, Giovanni Allocca,
Giuseppe Rispoli, Stefania Guida

regia Francesco Rosi

scene Enrico Job

costumi Enrico Job e Cristiana Lafayette

luci Stefano Stacchini

aiuto regia Carolina Rosi

È una delle commedie di Eduardo più ricca di simboli e di significati.
Scritta nel 1948 dopo opere come Napoli milionaria e Questi fantasmi, Le voci di dentro si porta dietro gli echi della fine della Seconda Guerra Mondiale. Ne sono testimoni i sogni inquieti raccontati con particolari effetti scenici che acuiscono il senso di mistero e di disorientamento.
Alberto Saporito, il protagonista, ha un incubo, forse una visione: il delitto commesso da una famiglia di tranquilli borghesi, i Cimmaruta, e non esita a denunciarli, tanto ci crede. Gli accusati, invece di proclamarsi estranei al delitto, si sospettano e si accusano a vicenda, arrivando a progettare un delitto vero, per coprirne uno solo immaginato. In questa storia paradossale ci si muove tra sogno e realtà, cosa che, a lungo andare, dà forma a voci che vengono dall'anima. È un invito per ogni essere umano ad ascoltare la propria voce di dentro, la voce della propria coscienza.

Per maggior info: http://www.defilippo.it/

Tratto da http://www.teatroteatro.it/

Recensione

Sospesa tra sogno e realtà, anzi, avviluppata ed irretita tra il piano onirico e quello del reale, Le voci di dentro è tra le commedie di Eduardo più ricche di simboli e significati, un lavoro durante la visione del quale il livello esegetico di chi guarda non può fermarsi alla prima impressione per non rischiare di perdere quella messe di concetti e idee che il grande drammaturgo napoletano ha avuto ben presenti durante la sua scrittura.

Concepita nel 1948 dopo opere come Napoli milionaria, Filumena Marturano e Questi fantasmi, Le voci di dentro si porta ancora dietro gli echi tragici della guerra appena finita. Ne sono testimoni i sogni inquieti che i protagonisti fanno e che ci raccontano all’inizio dell’opera con effetti scenici che acuiscono il senso di mistero e di disorientamento che perdurerà durante tutta la rappresentazione. Infatti, quella che può sembrare una divertente commedia degli equivoci diventa una acuta riflessione sull’uomo e le sue meschinità se invece di ammiccare al pubblico lo si turba.

La regia di Francesco Rosi sembra puntare proprio a questo: non farci dormire sonni tranquilli proprio come i personaggi della commedia. Il deposito di mobilie dei fratelli Saporito, grazie alle ingegnose scenografie di Enrico Job, adorno di cianfrusaglie ma soprattutto di centinaia di sedie una sopra l’altra fino a formare improbabili sghembe cataste, ben rappresenta lo stato d’animo del protagonista Alberto (Luca De Filippo) disorientato e stordito, proprio come quelle vecchie sedie che non si capisce come possano stare in piedi. Disorientato di fronte alla malvagità dei suoi vicini, la famiglia Cimmaruta, che pur di accusarsi l’un l’altro lo sostengono nelle sua assurda denuncia, stordito e amareggiato di fronte alla rapacità del fratello, smarrito di fronte alla morte dello zio Pasquale che aveva smesso di parlare perché ormai nessuno più ascoltava e si esprimeva solo sparando “viezzi”. “L’uomo è libero solo di morire” diceva prima di chiudersi nel suo definitivo silenzio. E così farà, morirà. Ma non prima di aver assistito all’ennesima tragica commedia dell’uomo. Una luce verde ne segnerà la fine, tranquilla.

Una messinscena curata ed attenta, insomma, che nulla lascia al caso ma svolge la trama che rappresenta con la geometria che il suo autore gli ha impresso, in tal modo non tradendolo né reinterpretandolo col rischio di travisarne il messaggio. E tutti gli attori si adeguano a questa virtuosa linea. D’altronde, il lavoro di Eduardo risulta essere così moderno e così universale che basta seguirne con fedeltà il solco tracciato per cogliere con giustezza il bersaglio.

(Daniele Sesti)


La biglietteria del Teatro Comunale di Belluno è aperta in piazza Vittorio Emanuele II, fino a da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20 (tel. 0437-940349).
Si ricorda che è attivo pre tutti gli spettacoli in cartellone il servizio prenotazioni telefoniche al n° 0437-943303, dal martedì al venerdì (esclusi i giorni di apertura biglietteria), dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30.

La Fondazione Teatro delle Dolomiti ricorda che è possibile acquistare i biglietti di tutti gli spettacoli della Stagione di Prosa 2007-2008, anche restando comodamente seduto davanti al PC di casa.
È infatti sufficiente collegarsi al sito internet www.happyticket.it e selezionare "Belluno" nell'elenco delle città per accedere all'elenco di tutti gli spettacoli in programma al Teatro Comunale di Belluno. È possibile selezionare il proprio posto e procedere al pagamento mediante carta di credito in totale sicurezza: verrà a questo punto recapitata via mail la prenotazione, che la sera dello spettacolo verrà commutata presso la cassa del Teatro nel biglietto, evitando ogni genere di coda.



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