Tesori d'arte nelle chiese dell'Alto Bellunese

Tesori d'arte nelle chiese dell'Alto Bellunese

«Il cofanetto racchiude i volumi su: Vigo di Cadore, Comelico e Sappada, Val di Zoldo e Agordino»
Da Lorenzago a Roma con la valigia piena di Tesori. Papa Benedetto XVI ha mostrato di gradire il cofanetto omaggiatogli all’arrivo in Cadore.
Vi sono raccolti i quattro volumi editi da Provincia di Belluno Editore con il progetto “Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese”, ed è quindi credibile che se non ha avuto il tempo di sfogliarne le pagine, gli resti il desiderio una volta in Vaticano di tornare idealmente ai luoghi della sua vacanza.
Con dovizia di illustrazioni a corredo dei testi, vi sono infatti “raccontati“ i risultati del prezioso lavoro di recupero e restauro svolto nell’ultimo decennio da studiosi, tecnici e maestranze sull’edificato ecclesiastico dell’Alto Bellunese.
Con i libri del cofanetto, l’area della provincia più propriamente dolomitica, gode così di un unicum editoriale privilegiato che risponde ad almeno due esigenze: provare che attorno ad un progetto “forte”, dal messaggio intenso e socialmente radicato, vari soggetti pubblici e privati potevano perseguire insieme un medesimo obiettivo; riuscire a comunicare l’arte con i canoni accademici dell’estetica e della tecnica del restauro, contestualmente a quelli del significato teologico, per rendere pieno il godimento dell’opera e del suo contesto.

Vigo di Cadore, curato da Rita Bernini, è un volume dal taglio storico antropologico su di un luogo dai profondi legami storici e culturali esistenti fra il Cadore, la Carnia e il Friuli. La stratificazione del tempo e delle forme devozionali si “leggono” attraverso gli affreschi dei “pittori vaganti”, le tele di scuola tizianesca, gli altari lignei. Straordinari i cicli di affreschi nelle chiese di Santa Margherita in Salagona (secoli XIII-XIV) e di Sant’Orsola (secolo XIV) dov’è presente anche un sontuoso esemplare di flugelaltar, opera di M. Parth (1475-1551). Confinanti con Austria ed Alto-Adige, Comelico e Sappada sono secolarmente noti quali luoghi di transito, passaggio di pellegrini ma anche da artisti e costruttori. Il volume motiva perché l’appartenenza alla Diocesi di Aquileia giustifichi, in terra di legnami pregiati, le architetture in pietra di fattura friulana. Mastro Ruopel “de Carnia” ne è il testimone più noto e, assieme a Gianfrancesco da Tolmezzo, affrescatore dell’abside di San Nicolò, lasciano un marchio indelebile nel 4-500 comeliano. Testimonianza eccelsa del ‘700 è il policromo altare ligneo dell’Addolorata nella chiesa di Dosoledo, opera della piena maturità dello scultore Andrea Brustolon. Il volume è curato da Marta Mazza.
Il libro Val di Zoldo, curato da Monica Pregnolato, si apre con l’inquadramento storico-geografico della valle e con la particolare incidenza socio-economica esercitata dai notai tra il XIV e il XVIII secolo. Una parte specifica è dedicata all’architettura delle chiese ed alle decorazioni parietali interne ed esterne della Pieve di San Floriano. Tre i saggi dedicati allo scultore zoldano Andrea Brustolon ed al suo altare delle Anime purganti, cui seguono i contributi sulla tradizione scultorea in valle. Capitoli specifici riguardano i flugelaltar, gli ovali del Guardi in san Tiziano di Goima, i paliotti di cuoio dorato, il cimitero dell’Addolorata a Forno di Zoldo ed il canto “patriarchino”.
Infine l’Agordino,che data la vastità ed eterogeneità dell’area, mischia contributi di specialisti di storia dell’arte con altri più legati al contesto devozionale, ambientale e della tradizione locale. Ai saggi sui cicli di affreschi – dal cinquecentesco Paris Bordon di San Simon di Vallada all’ottocentesco Giovanni De Min dell’arcidiaconale di Agordo - e sull’altaristica, piuttosto che sull’oreficeria e gli arredi sacri, s’affiancano le ricerche sugli organi storici, sugli archivi parrocchiali, sulla comunità mineraria e sulle vie di collegamento. Uno spazio particolare è riservato all’opera a soggetto religioso dello scultore falcadino Augusto Murer. La monografia è curata da Monica Pregnolato.
La lettura dei quattro volumi del cofanetto, rende quindi possibili gli approfondimenti o la ricerca di conferme, agevola approcci o aggiornamenti sulle vicende sociali e religiose, sulle interrelazioni territoriali e sulle contaminazioni artistiche, di una zona d’Italia da sempre terra di confine che ora, dopo Papa Giovanni Paolo II, può vantare anche l’entusiasta e sincero apprezzamento di Benedetto XVI.

Il cofanetto è in vendita presso il Servizio cultura della Provincia ed è acquistabile anche on line sulla paginae-commerce del sito della provincia. Il prezzo di lancio è di € 80,00 aniché € 100,00.

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