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Giovanni Trimeri

Giovanni Trimeri scrive principalmente poesie e brevi storie. Ha pubblicato alcuni volumi e una ventina di plaquette, la maggior parte con opere d’arte originali e a tiratura limitata. Compone testi per teatro di figura, rappresentati in Italia e all’estero.
Si interessa di arte contemporanea ed in particolare di scrittura verbo visiva. Ha partecipato ad esposizioni collettive in Italia, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Dal 1983 al 1993 è stato redattore di Abiti-Lavoro, quaderni di scrittura operaia. Suoi lavori sono presenti in numerose antologie e riviste italiane e straniere.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo i libri per bambini: Cani, gatti e aquiloni. Storie per bimbi cattivi e buoni, Feltre 1988, con illustrazioni di N. Gorza, G. Cecchin, P. Tempera, N. Barp e Ilario Secondo alla scoperta del 2000, illustrato da Lietta Secco, Feltre 1995 e Bibliotecaos, Pasian di Prato 2004, con illustrazioni di Paolo Tempera e Vico Calabrò, e le raccolte di poesie: Il panico dei pollai, Feltre 1991, Un goffo giro di valzer, con riproduzioni di opere scultoree di G. De Nato, Seren del Grappa 1992, Luoghi d’uso, Paisan di Prato 2000, Geografia minima, Casette d’Ete 2002, con un’incisione di Pascual Blanco.


Qui di seguito alcune poesie, parte di una raccolta in corso di predisposizione.

- Trittico per Bruno
- Agli amici andati
- (Ognissanti e oltre)
- Teatrini

 

Trittico per Bruno*

I
Il viso una mappa tracciata
da saliscendi e storte
nel giro del campo ingiallito
dove cadono frutti
ai temporali d'inizio settembre
Andato.
Ha lasciato l'erba sfrontata
a sfibrare le viti già fiacche
per i grappoli e il sole passato
ha lasciato nipoti nottetempo
a scovare segreti
negli angoli di polvere
e scrupoli.

(Sventrati i ricordi
anche vecchia la casa
sul mercato avrà ancora buon gioco.)

Senza piante o filari,
con cemento e cubetti rossastri
livellato il codolà del cortile
diverrà tutto nuovo e pulito
il sepolcro
di una storia familiare venduta.


II (altra casa)
Fragile di fessure
invasa da erbe nemiche
nel buio e nel silenzio
nascoste le fatiche
intime dietro finestre e grate
come intime e pudibonde
sono le gioie passate

ricovero di lucertole
teatro per giochi del sole
nemmeno urla la casa oggi
all'assalto spavaldo della ruspa.

III
A passi stanchi per bande sterrate
con fango e sassi dai carri modellate
mai rette
da pioggia e gelo corrette
sinuose tra i poderi
lasciti rasenti la miseria
strappati e ricuciti abiti
logorati

a passi stanchi de stornelòn
riscrivere la geografia stravolta
dell'infanzia, ancora una volta
per strade sterrate, ammutolite
scene una recita fallita.

*Bruno Visinoni (Rovetta,1946) pittore ed incisore

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Agli amici andati*

Col fiato corto di chi ha urlato
al cielo parole di fuoco
rincorriamo vecchi treni
verso incontri ancora incerti

forse voi ci aspettate
in una stazione di ombre e quiete
riscrivendo le parole
dei giorni che abbiamo amato.

* In ricordo dei poeti Franco Cardinale e Claudio Galuzzi
(edizione Pulcinoelefante, dicembre 2004, con un disegno di Sandro Sardella)

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(Ognissanti e oltre)

I nomi dei santi
erano i nomi dei figli
sequela inviolabile riassunta
in Toni Bepi Nani
( Toni dei Tonet, Bepi de la Bia
e così via)

oggi bisognerebbe riscriverli
tutti i calendari
pur rischiando nuove omissioni
ma che vale? Sotto torchio
comunque i sogni, i nomi
non simboli, forse cenni qui
dove pianti di coccodrillo
nei proclami dell'avido oste
annacquano il vivere

davanti ai marmi ripuliti
i nomi a giudizio
e ancora qualcuno che fa la ruota
con i ricordi la carriera
le dorate amicizie altrove

intanto in un groviglio tutto
il mulinello dei giorni
trascina lontano
(nov.2004)

^


(Teatrini)

Teatrini di Natale abituali
sorrisini e scenografie sbiadite
appena un poco ravvivate
da lezioni di buoni precetti
con tutti quegli ini ini ini
come neve sulla foglia

poi il gran finale promesso
(e che mai mai ripaga)
a voce e a gesti calcolato

l'immancabile consuntivo
già scialacquato

e dopo tanti canti
sento la boca amara*

 

* Biagio Marin

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