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Tesori d’arte delle chiese dell’Alto Bellunese

Mete per una visita organizzata  possono essere le chiese storiche di Lorenzago e di Vigo e la roggia dei Mulini ad acqua di Lozzo. Una miscela di componenti diversi che volutamente amplia la proposta d’itinerario di Tesori d’arte, per dare un’idea della vita devozionale e produttiva delle comunità di montagna. D’altro canto l’acqua, quale elemento di vita ed uso quotidiano, sia domestico che industriale, ebbe una parte significativa fin dagli inizi di Tesori d’arte delle chiese dell’Alto Bellunese.
Nel 2003, infatti, con l’avvio del progetto coordinato dalla Provincia di Belluno, in quel di Vigo di Cadore fu presentata anche la pubblicazione “L’acqua nelle sue forme - lavatoi e fontane del Centro Cadore”. Jolanda Da Deppo ed Elena Favero, attraverso una rigorosa ricerca documentaria, vi tracciavano un percorso alla scoperta dei segni d’acqua. Quasi 50 i manufatti descritti con immagini, schizzi, riproduzioni di progetti originali, che rendono merito all’opera sapiente dell’uomo di montagna sul controllo e la fruizione del prezioso bene naturale.
Da qui l’idea di aggiungere alle chiese storiche, l’area di archeologia industriale di Lozzo, recentemente recuperata. L’architetto Cateria Dal Mas che ne ha curato il progetto di restauro. La visita, comunque, potrebbe iniziare a Lorenzago, uno dei paesi esempio che nell’Alto Bellunese furono interessati dal “famoso” rifabbrico.
Il centro cadorino, formato dai due agglomerati: Villapiccola e Villagrande, nel luglio del 1855 fu martoriato da un terribile incendio che distrusse ben 57 case in legno. La borgata di Villagrande venne quindi ricostruita sulla base di un piano regolatore steso dall’architetto Giuseppe Segusini sul modello di  Torino.
La visita inizierà dalla Madonna della Difesa, nella Borgata di  Villapiccola. La chiesa è cinquecentesca e fu ricostruita e ampliata verso la metà dell’ '800. Custodisce una pregevole predella del 1525, un organo settecentesco del Moscatelli e parti di affreschi attribuiti a Giovanni da Tolmezzo della preesistente chiesetta.
La mattinata si concluderà a Vigo, dove vi è una concentrazione sorprendente d’epoche ed opere d’arte. Al centro dell’interesse saranno naturalmente la chiesa di Santa Margherita in Salagona, edificio forse del 1205, con affreschi bizantinegganti del XIII secolo, la chiesa di Sant'Orsola (XIV secolo) completamente affrescata e con uno splendido altare ligneo del 1475 e la chiesa della Madonna della Difesa, edificata nel 1512, che conserva la pala cinquecentesca Ss. Rocco e Sebastiano di Cesare Vecellio recentissimamente e mirabilmente restaurata.
Il pomeriggio può essere dedicato alla visita della Roggia dei Mulini lungo il rio Rin ed al Museo della Latteria.
La roggia è sicuramente uno degli esempi più interessanti d'archeologia industriale presente sull' intero territorio cadorino
, in quanto vi si possono trovare gran parte delle attività preindustriali legate allo sfruttamento della forza idraulica ed il loro modificarsi nel tempo. La latteria Sociale, invece, raccoglie la storia di un passato agricolo e rurale del territorio dove l'economia di basava principalmente sull'allevamento del bestiame, sulla lavorazione del latte, sull'agricoltura e sul legname. Dagli anni '60-70 l'economia si è trasformata ed il Cadore è diventato una zona industriale con l'occhialeria e ha abbandonato le tradizioni rurali millenarie.
Il Museo si articola in due sezioni: La Latteria e La Monticazione (Storia dell'alpeggio).