Dummy Title /belluno-dolomiti/ 2026-06-19T20:12:36+02:00 http://example.comnews-13727.atom Selezione articoli da Adnkronos - Maturità 2026, tracce di italiano: tema su Assemblea Costituente e il discorso di Saragat, Pavese e Brancati per analisi testo - 2026-06-19T17:51:38+02:00 2026-06-19T17:56:52+02:00 La prima prova propone sette tracce, suddivise in tre tipologie. Protagonista di uno dei temi di attualità un articolo di Wenke Husman. Testo argomentativo su 'Frontiere', spunto da opera sociologo Frank Furedi. Sono quasi 528mila i candidati in tutta Italia

Al via la prima prova della Maturità 2026 oggi, giovedì 18 giugno. Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Mario Calabresi sono alcuni dei protagonisti delle tracce del tema di italiano. Il portale Skuola.net ha pubblicato i diversi argomenti che gli oltre 500mila studenti si trovano ad affrontare nel primo giorno d'esame.

Le tracce
L'analisi del testo di Cesare Pavese è la poesia 'Passerò per Piazza di Spagna', mentre il brano oggetto dell'analisi del testo di Vitaliano Brancati è tratto dall'opera 'I piaceri'.

Uno dei temi di attualità è incentrato su 'Il concetto di fatica', utilizzando come spunto un brano del giornalista Mario Calabresi, tratto dal suo libro 'Alzarsi all'alba', un altro ruota attorno al concetto di 'Incanto'. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, dal titolo 'Funziona a meraviglia', apparso sulla rivista 'Internazionale' nel gennaio 2026.

E ancora, il tema al centro di una delle tracce di testo argomentativo (B1) è l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat. La traccia di testo argomentativo (B2) parte da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da 'Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire'. Che stimola delle riflessioni su storie di creatività scientifica. Mentre la traccia di testo argomentativo (B3) affronta il tema delle 'Frontiere'. Lo spunto di partenza è un passaggio di un'opera del sociologo Frank Furedi, 'I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere'.

La prima prova propone in tutto sette tracce, suddivise in tre tipologie. Per la tipologia A 'Analisi del testo' saranno proposti due testi narrativi o poetici dall'Unità d'Italia a oggi, da affrontare con comprensione, analisi stilistica e riflessione personale. Per la tipologia B ci sarà il 'testo argomentativo' con tre tracce che spazieranno dalla Storia, alla Filosofia, ma anche ambiti artistici, letterari, scientifici, sociali ed economici. Gli studenti dovranno sviluppare una tesi solida e coerente. Con la tipologia C, infine, l''attualità' ci saranno due tracce su temi contemporanei, per far emergere personalità, consapevolezza civica e capacità critica. La prova dura sei ore, con obbligo di permanenza minima di tre. Il punteggio massimo è 20 punti.

I candidati all'esame quest'anno sono 527.747, un dato in aumento dello 0,6% rispetto ai 524.415 del 2025. In particolare, i candidati interni sono 513.738, mentre lo scorso anno erano 511.349 (un aumento dello 0,5%). Gli esterni sono 14.009 rispetto ai 13.066 del 2025 con un aumento del 7,2%.

Meloni: "In bocca la lupo a tutti i maturandi, dimostrate quello che siete"

"Cari maturandi, in bocca al lupo. Ricordatevi tutti i sacrifici che avete fatto per arrivare dove siete, tutte le volte che avete pensato che non ce l'avreste fatta e poi ce l'avete fatta, tutte le volte che siete stati fieri di voi. Fate una sintesi di tutto questo e portatelo con voi all'esame di maturità, dimostrate chi siete". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video messaggio sui social in occasione dell'inizio degli esami di Maturità.

http://example.comnews-13726.atom Selezione articoli da Adnkronos - Maturità 2026, la figlia di Saragat: "Magnifica scelta, suo discorso è ancora attuale" - 2026-06-19T17:48:52+02:00 2026-06-19T17:51:04+02:00 I nipoti del presidente della Repubblica: "Orgogliosi del discorso di nostro nonno"

"È una scelta che mi fa molto piacere, direi una scelta magnifica". Così Ernestina Saragat, 98 anni, figlia dell’ex presidente della Repubblica Giuseppe, commentando con l’Adnkronos la scelta ministeriale di proporre tra le tracce della maturità 2026 nell'ambito della prova di italiano una frase del discorso di insediamento di Giuseppe Saragat alla Costituente, pronunciato il 25 giugno 1946, quando fu eletto presidente dell’Assemblea incaricata di elaborare la nuova Costituzione italiana. "È senz’altro positivo che un discorso così alto e importante di mio padre, pronunciato agli esordi della Repubblica, sia stato portato all’attenzione degli studenti. Il suo messaggio era importante allora e lo è ancora oggi”, ha aggiunto.

“Questa scelta è un grande onore per la nostra famiglia, ne siamo molto felici, anche perché è un testo bello e molto attuale. Siamo orgogliosi del discorso di nostro nonno”, hanno detto all’Adnkronos i nipoti dello statista socialdemocratico Augusto, Giuseppina e Pietro Santacaterina, figli di Ernestina Saragat.

“Questo tema della maturità, speriamo, offra l’opportunità di riscoprire la figura di nostro nonno, che per noi familiari è sempre presente ed è un punto di riferimento - hanno aggiunto i nipoti - Siamo molto contenti e felici di questa scelta anche per nostra madre, che affiancò il padre nelle visite ufficiali dal 1964 al 1971, dato che quando divenne presidente della Repubblica nostra nonna Giuseppina Bollani era già deceduta da oltre tre anni. Nostro nonno è sempre nei nostri pensieri”. (di Paolo Martini)

http://example.comnews-13725.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Feltre, un gelato per realizzare i desideri dei bimbi ammalati - 2026-06-19T17:37:09+02:00 2026-06-19T17:41:31+02:00 La gelateria Gimmy proporrà il 26 e 28 giugno il gusto “Il cuore della Fenice”: i proventi sosterranno l’associazione Sogni Odv

Un gusto di gelato speciale per sostenere l’associazione Sogni Odv, che da oltre vent’anni aiuta i bambini ammalati di tumore a realizzare i loro desideri più grandi.

L’iniziativa che tocca varie località del Veneto ma anche Marche, Abruzzo e Lazio, vede coinvolto anche il Bellunese: sarà la gelateria Gimmy di Feltre, infatti, a proporre dal 26 al 28 giugno il nuovo “Gusto dei Sogni”, un gusto di gelato inedito, frutto dell’incontro tra creatività, emozione e solidarietà.

Il gusto 2026 si chiama “Il cuore della Fenice”, ed è stato ideato insieme da Denis Scomparin, professionista esperto della gelateria contemporanea, e Gioele, un giovane “sognatore” che ha visto realizzato il suo sogno: suonare la batteria su un vero palco e incontrare il suo idolo Jovanotti al Jova Beach Party di Lignano. Con la sua forza e la sua creatività ha voluto realizzare un gustoso gelato a base di yogurt variegato ai frutti di bosco, crumble al burro e stracciatella al cioccolato bianco.

L’incontro tra Denis e Gioele per la creazione del gusto è avvenuto alla gelateria Da Nonna Elsa di Vigodarzere, nel Padovano, che ha aderito alla iniziativa nata per contribuire a trasformare in realtà i sogni dei piccoli che affrontano le cure oncologiche.

All’iniziativa ha dunque aderito per Feltre la gelateria Gimmy, che con Marco Reato è stata più volte protagonista delle competizioni di settore, conquistando in autunno il pass per la finale nazionale della Coppa del mondo di gelateria.  

L’intero ricavato del gusto “Il cuore della Fenice”sarà devoluto all’associazione Sogni Odv di Giavera del Montello per la realizzazione di altri sogni di bambini e ragazzi affetti da patologia oncologica e terminale.

Sogni Odv da vent’anni trasforma desideri in realtà, portando gioia e leggerezza nella vita di bambini, ragazzi e giovani adulti affetti da gravi patologie oncologiche. Sogni ha saputo trasformare la solidarietà in azione concreta, regalando attimi di felicità che diventano linfa vitale per affrontare ogni giorno con più forza, con la determinazione di chi sa che anche un solo sorriso può cambiare il mondo.

http://example.comnews-13724.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Caldo in Veneto, allerta gialla prorogata: temperature elevate almeno fino a lunedì 22 - 2026-06-19T17:32:31+02:00 2026-06-19T17:36:47+02:00 La Protezione Civile mantiene l’allerta gialla per rischio ondate di calore. Temperature elevate e disagio fisico attesi su gran parte del Veneto almeno fino a lunedì, con alcune eccezioni nelle aree montane

L’arrivo dell’anticiclone subtropicale africano porterà nei prossimi giorni un progressivo aumento delle temperature su tutto il Veneto, determinando condizioni di prevalente stabilità atmosferica e una fase di caldo intenso che potrebbe raggiungere il proprio apice tra la metà e la seconda parte della prossima settimana. Saranno comunque possibili locali temporali di calore sulle zone montane nelle ore centrali della giornata, ma senza effetti significativi sull’andamento generale delle temperature.

A conferma della situazione in evoluzione, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato l’allerta gialla per disagio fisico da caldo. La fase di attenzione è stata attivata per la giornata odierna su gran parte del territorio regionale, con esclusione di alcune aree montane, mentre per la giornata di domani l’allerta interesserà l’intero Veneto.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha dichiarato l’allerta gialla (fase di attenzione) per caldo per la giornata di oggi 18 giugno, ad eccezione delle zone Dolomiti orientali, Dolomiti occidentali, Feltrino, Prealpi vicentine Altopiano dei Sette Comuni, Prealpi orientali Baldo e Lessinia settentrionale, Prealpi bellunesi Valbelluna/Feltrino, Alpago Cansiglio, Prealpi trevigiane, e su tutto il territorio regionale domani 19 giugno.

«Ci attende un’ondata di caldo importante, caratterizzata non solo da temperature massime molto elevate, ma anche da valori minimi particolarmente alti durante le ore notturne», dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini.

«È proprio la difficoltà di raffrescamento nelle ore notturne a rappresentare uno degli elementi di maggiore attenzione, perché può aumentare il disagio fisico e rendere più difficile il recupero dell’organismo, soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche».

Le previsioni
Secondo le previsioni, tra venerdì e sabato le temperature minime raggiungeranno valori compresi tra 22 e 24 gradi su gran parte della pianura. Da domenica e almeno fino alla metà della prossima settimana si potranno registrare minime anche di 25-26 gradi. Le temperature massime si manterranno su valori molto elevati, con punte comprese tra 34 e 36 gradi e locali picchi fino a 37 gradi nelle aree interne della regione. Contestualmente crescerà anche il livello di disagio fisico, che potrà raggiungere livelli intensi in molte zone del Veneto.

«Invitiamo tutti i cittadini ad evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, a mantenersi adeguatamente idratati e a prestare particolare attenzione alle persone più fragili e a chi vive da solo», dice Venturini.

L’assessore ricorda inoltre che la Regione del Veneto, attraverso ARPAV, mette a disposizione dei cittadini uno strumento utile e facilmente consultabile per monitorare gli effetti del caldo sul territorio.

«Sul sito di ARPAV è disponibile la mappa dell’Indice di Disagio Fisico, basata sull’indicatore Humidex, che permette di conoscere in tempo reale il livello di afa e di stress termico nelle diverse aree della regione», spiega Venturini. «Grazie a una rappresentazione grafica semplice e immediata, ogni cittadino può verificare le condizioni della propria zona e, attraverso i dati delle singole stazioni, controllare anche l’andamento delle ultime 72 ore, comprendendo se il caldo si sia mantenuto elevato anche durante la notte».

La piattaforma consente infatti di visualizzare le condizioni rilevate dalla rete di monitoraggio regionale attraverso una scala cromatica intuitiva che evidenzia le aree maggiormente interessate dal disagio da calore. Uno strumento particolarmente utile nei periodi caratterizzati da temperature elevate e persistenti.

«Informazione, monitoraggio e comportamenti corretti sono elementi fondamentali per affrontare in sicurezza le ondate di calore, che negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici», conclude l’assessore.

Le analisi storiche della rete di telerilevamento ARPAV, attiva dal 1992, evidenziano infatti come la seconda parte di giugno sia spesso interessata da fasi molto calde. Tra gli anni più significativi si ricordano il 2025, risultato il secondo giugno più caldo dopo il 2003, ma anche il 2022, il 2021, il 2019 e il 2012, tutti caratterizzati da periodi prolungati di temperature sensibilmente superiori alla media stagionale.

http://example.comnews-13723.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Dolomiti Bus: al via anche i servizi estivi per i passi dolomitici e la Val Cordevole - 2026-06-19T17:25:38+02:00 2026-06-19T17:32:02+02:00 Novità assoluta il collegamento Cortina-Passo Giau-Pescul e il nuovo capolinea di Cortina Scuole

Con l'arrivo della stagione estiva e nel quadro del potenziamento dei servizi di mobilità collettiva fino al 9 settembre sono tornati operativi i collegamenti speciali dedicati ai passi dolomitici e alle principali aree di attrazione naturalistica del territorio. Gli interventi programmati da Dolomiti Bus rispondono alla duplice esigenza di garantire il diritto alla mobilità per i residenti e di offrire ai flussi turistici un’alternativa concreta, comoda e a basso impatto ambientale rispetto all'utilizzo del mezzo privato. Tutti i servizi sono inseriti stabilmente nella rete del Trasporto Pubblico Locale e mantengono pertanto la struttura tariffaria ordinaria e i consueti canali di vendita aziendali.

Nell’area di Cortina d’Ampezzo, che vede l’attivazione del nuovo capolinea presso la stazione di Cortina Scuole, il piano di mobilità per i Passi del Cadore registra un significativo incremento della capacità complessiva delle vetture. Le storiche Linee 51, diretta a Passo Tre Croci e Misurina, e 52, diretta a Passo Falzarego, assicureranno una copertura quotidiana e continuativa sette giorni su sette, con frequenze cadenzate nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 18. A completamento dell’offerta nell'area cadorina, viene introdotta la nuova Linea 53 sul percorso Cortina-Passo Giau-Pescul. Tale servizio, istituito per l'estate 2026, prevede una frequenza moderata ma strategica di cinque corse di andata e cinque di ritorno, configurandosi come una novità assoluta per il collegamento diretto tra le valli.

Parallelamente, nel bacino territoriale dell’Alto Cordevole e della Valle del Biois, viene ripristinata la Linea 54 per il collegamento dell'asse Falcade-Alleghe con l'area della Marmolada e del Fedaia. Il servizio extraurbano garantisce la massima capillarità e accessibilità ai residenti e ai visitatori dell'area, connettendo le fermate principali di Falcade, Alleghe, Pian di Fedaia e Rifugio Marmolada alle località intermedie di Caprile, Sottoguda e Malga Ciapela. Il percorso è strutturato per favorire l'intermodalità verso attrattori di rilievo internazionale, quali i Serrai di Sottoguda e l'impianto della Funivia della Marmolada. La Linea 54 opererà stabilmente tutta la settimana, garantendo cinque copie di corse nei giorni feriali e tre copie di corse nei giorni festivi.

L'estensione dei servizi ai passi e l'integrazione tariffaria ordinaria mirano a decongestionare il traffico veicolare sui passi dolomitici, salvaguardando l'ambiente e valorizzando l'economia locale. Inoltre, queste linee contribuiscono a mitigare la cronica problematica della disponibilità di parcheggi nelle aree sommitali dei passi, particolarmente critica durante i periodi di maggiore affluenza turistica, offrendo ai visitatori un'alternativa comoda e sostenibile all'utilizzo dell'auto privata. I titoli di viaggio sono disponibili presso le biglietterie aziendali, le rivendite autorizzate sul territorio e tramite l'applicazione ufficiale di Dolomiti Bus, dove è possibile consultare i quadri orari analitici. Queste linee hanno lo scopo di risolvere la problematica parcheggi ai visitatori che in cima ai passi è sempre un problema.

http://example.comnews-13722.atom VisitFeltre - 2026-06-19T07:23:51+02:00 2026-06-19T17:15:42+02:00 Festa della Musica????Aperitivo ein plein air - Mostra "Evanescenza della memoria" - Laboratori di circo sociale per ragazze/i - Gruppo di Lettura

FESTA DELLA MUSICA: LA VOCE DEI LUOGHI - SABATO 20 GIUGNO 2026 - ORE 21:00 - DUOMO DI FELTRE
La Banda Città di Feltre, diretta da Ivan Villanova, ha organizzato un concerto con l’Ensemble vocale Calycanthus Concentus, diretta da Raffaella Benori, e la partecipazione di Sergio De Pieri all’organo. Saranno eseguite musiche di N. Moretti, A. Lucchesi, D. Zipoli, D. Buxtehude, G. Croce, M. Grancini, A.C. Adam, A. Bruckner, C. Monteverdi, J.S. Bach, G.F. Händel, A. Bruckner, P. Sparke.
Per ulteriori informazioni https://visitfeltre.info/evento/festa-della-musica-3/ - https://www.bandafeltre.it/

APERITIVO EN PLEIN AIR - SABATO 20 GIUGNO 2026 - ORE 17:00 - TORRI DEL CASTELLO
Una vista mozzafiato, un buon calice di vino e una tela bianca: uno speciale pomeriggio d'inizio estate durante il quale dipingere en plein air gustando un aperitivo, immersi nella quiete del cortile del Castello di Feltre. ​Quota di partecipazione: 15,00 euro
Posti limitati, prenotazione obbligatoria entro le 19:00 di venerdì 19 giugno:info.feltre@aqualab.it - 327 256 2682

CIRCUITAZIONI COLLETTIVE: LABORATORI ESPRESSIVI - CIRCO SOCIALE / TEATRO FISICO / PERFORM - ART
 - DA LUNEDÌ 22 GIUGNO A VENERDÌ 26 GIUGNO - DALLE 11:00 ALLE 12:30 - PRA' DEL MORO
Per l’estate 2026, Circuitazioni collettive, il Piano triennale di intervento in materia di Politiche giovanili dell’ATS VEN_02 – Feltre, propone laboratori espressivi di circo sociale, teatro fisico e perform – art, per promuovere lo sviluppo di competenze psico – emotive, socio-relazionali e motorie. A Feltre gli artisti del Circo Patuf proporranno giocoleria e clownerie per farci scoprire il potenziale espressivo attraverso il gioco. Si useranno fazzoletti, palline, cerchi e clave (o triangoli). ​La partecipazione ai laboratori è gratuita per ragazze e ragazzi dai 14 ai 35 anni, previa iscrizione all’indirizzo mail circuitazioni.lab@gmail.com Per informazioni dettagliate sui laboratori e collegamento al modulo di iscrizione, visitare la pagina dedicatahttps://sites.google.com/view/circuitazionilab26/home
Per saperne di più sul Circo Patuf , che sarà a Feltre dal 19 al 28 giugno: https://www.circopatuf.com/

GRUPPO DI LETTURA - VENERDÌ 26 GIUGNO 2026 - ORE 16:00 - POLO BIBLIOTECARIO FELTRINO
Nono appuntamento del Gruppo di Lettura del Polo Bibliotecario Feltrino. Un momento per incontrarsi, conoscersi, condividere emozioni e dare vita a una comunità di lettrici e lettori appassionati. L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Vera Salton.
Per ogni informazione contattare il Polo Bibliotecario Feltrino:0439 885244 – biblioteca@comune.feltre.bl.it

MOSTRA EVANESCENZA DELLA MEMORIA: OPERE DI MICHELA ZASIO - Allestimento dell'Arch. Giuliana Zanella
INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026 - ORE 17:00 - GALLERIA D'ARTE MODERNA "CARLO RIZZARDA". Con l'intervento dello storico e scrittore Matteo Melchiorre e sucessiva visita alla mostra.
Per ulteriori informazioni https://visitfeltre.info/evento/mostra-evanescenza-della-memoria/

MOSTRA TRACCE FRANCESCANE - FINO AL 16 AGOSTO 2026 - GALLERIA D'ARTE MODERNA "CARLO RIZZARDA"
All’interno della rassegna organizzata grazie alla sinergia con la Parrocchia della Concattedrale di Feltre per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la città di Feltre dedica una mostra alla presenza francescana nei nostri territori, intrecciando arte e storia. L’esposizione propone un percorso alla scoperta delle immagini di san Francesco e dei Francescani che ebbero un ruolo importante nella vita, nella religiosità e nella cultura feltrina, con particolare riguardo al beato Bernardino Tomitano.
 Per informazioni: https://visitfeltre.info/evento/mostra-tracce-francescane-2/ - 0439 885242 - museo@comune.feltre.bl.it

PROPOSTE CULTURALI DURANTE LA MOSTRA DELL'ARTIGIANATO ARTISTICO E TRADIZIONALE - DAL 25 AL 28 GIUGNO 2026
Per tutte le informazioni consultare il link https://visitfeltre.info/evento/musei-mostre-ed-eventi-culturali-durante-la-mostra-dellartigianato/Link al sito della Mostra https://www.mostraartigianatofeltre.it/

ANIMA A DUE RUOTE: MOSTRA FOTOGRAFICA - FINO A DOMENICA 21 GIUGNO 2026 - FONDACO DELLE BIADE
Apertura: il sabato e la domenica. Ulteriori informazioni al link  https://www.visitdolomitibellunesi.com/it/eventi/anima-a-due-ruote

DIGITAL VIBES: CORSO GRATUITO DI SOCIAL MARKETING - DAL 22 GIUGNO AL 3 LUGLIO 2026 - DALLE 8:30 ALLE 12:30 - CFS di SEDICO
Corso gratuito rivolto a giovani dai 18 ai 29 anni non occupati e/o studenti. Percorso pratico di 36 ore formative per imparare a creare una social media strategy, produrre contenuti e visual efficaci, gestire campagne pubblicitarie e analizzare i risultati attraverso casi reali.
Finanziato dal progetto GEA 2 – Giovani Energie in Azione, di cui il Comune di Feltre è partner.
Per informazioni: WhatsApp 345 6054072 - formazione.continua@cfsbelluno.it

GALLERIA D'ARTE MODERNA "CARLO RIZZARDA", TEATRO DE LA SENA, TORRI DEL CASTELLO - ORARI FINO AL 30/9/ 2026
>   Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Da mercoledì a domenica e festivi 10:00 - 13:00  |  15:00 - 19:00
>   Teatro de la Sena - Da venerdì a domenica e festivi 10:00 - 13:00  |  15:00 - 19:00 - Teatro de la Sena - Foto di Lorenzo Kleinschmidt
>   Torre del Campanon e Torre dell'Orologio - Sabato, domenica e festivi 10:00 - 13:00  |  15:00 - 19:00
Ingresso con biglietto singolo o con Totem Card Musei o plus.
Per informazioni su visite guidate e ingressi: 0439 885234 o 327 2562682 - info.feltre@aqualab.it
Per maggiori informazioni https://www.visitfeltre.info/luoghi/galleria-darte-moderna-carlo-rizzarda/ - https://www.visitfeltre.info/luoghi/teatro-de-la-sena/ - https://visitfeltre.info/luoghi/torre-dellorologio-e-torre-del-campanon/

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http://example.comnews-13721.atom TIZIANO E IL PAESAGGIO. Inedita mostra sull'innovativo Tiziano/Nella Casa Natale: Paesaggi cadorini, acquerelli di J.Gilbert - 2026-06-19T06:06:49+02:00 2026-06-19T07:53:10+02:00 A Pieve di Cadore, una nuova inedita mostra per continuare a indagare il ruolo innovativo del paesaggio nell’opera di Tiziano, a 450 anni dalla sua morte.

Tiziano/Nella Casa Natale - J.Gilbert, i luoghi delle opere del maestro, gli acquerelli. - Pieve di Cadore (BL)  - Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore - 18 luglio > 18 ottobre

Giungono nella terra natale del pittore tre eccezionali dipinti del Maestro e 30 opere grafiche tratte da suoi disegni o di grandi artisti precursori della nuova sensibilità o eredi dei modelli tizianeschi in tutta Europa: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer, fino a Rembrandt, Watteau e Marco Ricci.
Nella Casa Natale del pittore anche la mostra “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”: il diario di viaggio del letterato e artista inglese alle origini del mito ottocentesco di Tiziano e delle terre dell’artista.
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“Vi ho parlato così tante volte della sua abilità nel fare bene ogni genere di paesaggio e nel renderli così gradevoli e naturali, che si può dire che, a parte Tiziano, non esiste nessun altro pittore che ne abbia creati di paragonabili ai suoi”.
André Félibien scrittore d’arte nella Francia del Re Sole non usa giri di parole nei suoi “Entratiens” (1666 – 1688) per esaltare la qualità della pittura di paesaggio in Tiziano, mentre qualche decennio più tardi Roger de Piles figura centrale del mondo parigino dell’arte, nel lungo capitolo sul tema nel suo “Cours de peinture par principes” - una delle prime trattazioni moderne sulla pittura di paesaggio in Europa (1708) – segnala Tiziano come il migliore tra i maestri nel genere.
Suggestioni, che testimoniano come nel XVIII secolo il grande pittore cadorino fosse ancora ammirato (soprattutto in Francia, ma non solo !) per la resa dei paesaggi e anzi considerato il Maestro da cui imparare.

La mostra “Tiziano e il Paesaggio”, che si tiene a Pieve di Cadore presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore dal 18 luglio al 18 ottobre 2026 è il secondo appuntamento, dopo quello organizzato in occasione delle Olimpiadi Invernali, di un progetto espositivo che nella città natale di Tiziano mira ad approfondire il ruolo innovativo svolto dall’artista nello sviluppo della concezione moderna del paesaggio nell’arte veneta ed europea.
Un progetto promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la collaborazione del Comune di Pieve di Cadore, curato da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa con il supporto del Comitato scientifico della Fondazione e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, punta di diamante delle celebrazioni per i 450°anni della morte del Maestro, “Titianus Cadorinus 1576 - 2026”.

Ricerca scientifica e fascino espositivo (allestimento su progetto di FormaUbis) si uniscono in questa nuova mostra che - dopo la presenza straordinaria a Pieve di Cadore della Pala Gozzi (Ancona, Pinacoteca “F. Podesti”) - porta altri importanti capolavori di Tiziano nella sua terra natale.
Il percorso indagherà infatti le origini culturali e figurative dell’interesse del pittore cadorino per la resa dell’ambiente naturale e l’impatto avuto dai suoi paesaggi sugli artisti europei delle generazioni successive, mettendo in dialogo tre dipinti di Tiziano, prestati eccezionalmente dai Musei Capitolini di Roma (Il Battesimo di Cristo, 1511-1512), dall’Accademia Carrara di Bergamo (Orfeo ed Euridice, 1515 c.) e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia (San Giovanni Battista, 1540 - 1542) e, con oltre trenta tra disegni e xilografie d’epoca di Tiziano e di altri importanti artisti che hanno gettato le basi della nuova sensibilità paesaggistica, o che al grande pittore si sono ispirati: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer, fino a Rembrandt, Watteau e Marco Ricci.

Ad accompagnare la mostra – che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti Unesco, progetto sostenuto e finanziato da Regione del Veneto, Fondo Comuni Confinanti, Provincia di Belluno, Camera di Commercio Treviso Belluno-Dolomiti, D.M.O. Dolomiti Bellunesi, con il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di tanti partner - ci sarà anche un importante catalogo (ZeL
edizioni), realizzato grazie al contributo di Save Venice e di Tavolozza Foundation, con saggi e schede dei curatori, Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, e di Irene Brooke, Beverly Brown, Francesco Di Mauro, Juliette Ferdinand, Peter Lüdemann, Camilla Pietrabissa, Jaco Rutgers, Carolina Trupiano e Matthias Wivel; quindi una fascinosa mostra presso la vicina Casa Natale di Tiziano, di cui si è appena concluso il restauro - “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”- che ci porterà a rivedere i paesaggi di Tiziano con gli occhi e attraverso le opere su carta di un romantico viaggiatore ottocentesco, pittore, scrittore, saggista e fine intellettuale, che in Cadore volle ricercare le fonti d’ispirazione del sommo artista.

Da non perdere infine i tantissimi appuntamenti che rientrano nel programma dell’Estate Tizianesca promossa ormai da ventidue anni dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con la Magnifica Comunità e il Comune di Pieve di Cadore. Quest’anno il progetto - che propone un nuovo modo di vivere la

montagna e i centri minori, valorizzando il dialogo tra arte, paesaggio e comunità nel segno di Tiziano e dei suoi legami con queste aree - conta ben 35 eventi diffusi nel territorio, tra conferenze e incontri con prestigiosi storici e studiosi, concerti di musica classica e visite riservate, coinvolgendo venti località e venticinque luoghi d’arte del Cadore, del bellunese e delle province di Treviso, Venezia e Padova.

IL PERCORSO
Le tre sezioni in cui si articola la mostra mirano a rispondere a tre interrogativi fondamentali per esplorare con un diverso “piglio critico” il tema del paesaggio in Tiziano, senz’altro uno degli aspetti più rilevanti delle poetica del cadorino e fenomeno che ha avuto un impatto enorme nella cultura visiva successiva.
Per capire come il paesaggio contribuisca a definire il significato delle opere tizianesche, sia in pittura che nella grafica, e quali fonti formali possano aver influito nella sua personalissima interpretazione, in apertura della mostra troviamo una selezione di opere che rimandano agli esordi di Tiziano in una Venezia dai forti legami culturali e commerciali con le città dell’Europa settentrionale, e centro nevralgico della nascente industria della stampa.

Nel Battesimo di Cristo dei Musei Capitolini le figure sono armonicamente inserite in un’ambientazione che riveste un ruolo importante: un paesaggio costellato di simboli che arricchiscono semanticamente la scena proprio sopra il committente, il mercante Giovanni Ram, e un borgo con torre cilindrica e il profilo vagamente dolomitico di alcune montagne sullo sfondo; mentre nell’Orfeo ed Euridice di Bergamo (Accademia Carrara) Tiziano pare esplorare altre categorie espressive e di significato, sdoppiando il paesaggio: rassicurante e placido a sinistra, con all’orizzonte una chiesa e il suo campanile, e oscuro e intimidatorio sulla destra, con sullo sfondo la bocca dell’inferno.

Le fonti e il ruolo della pittura nordica sono resi evidenti grazie ad alcune opere di eccezionale rilievo qui esposte, come la Penitenza di San Giovanni Crisostomo di Lucas Cranach prestata dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze - una delle più note e grandi stampe dell’artista e l’unica, tra le nove a bulino da lui realizzate, che  presenti un’ampia scena di paesaggio - e l’incisione, sicuramente nota nella Venezia di inizio XVI secolo, con Sant’Eustachio di Albrecht Dürer del 150: entrambe con una linea di orizzonte alta come quella del dipinto dell’Accademia Carrara, e quest’ultima grande lezione sulla varietà di effetti pittorici ottenibili utilizzando solamente la linea.
D’altra parte che Tiziano traesse ispirazione dalle stampe è testimoniato dalla xilografia in quattro blocchi, disposti su due registri, raffigurante il Sacrificio di Abramo, incisa da Ugo Carpi su disegno di Tiziano nel 1516 circa: una delle immagini (insieme alla Sommersione del Faraone nel Mar Rosso esposta nella precedente mostra) per cui lo stampatore Bernardino Benalio aveva chiesto al Senato di Venezia il privilegio di pubblicazione.

Nella figura del pastore in alto a destra evidente è la citazione del San Giuseppe de La fuga in Egitto di Dürer (anch’essa in prestito dagli Uffizi, parte della celeberrima serie dedicata dall’artista tedesco alla “Vita della Vergine” del 1511), mentre – a dimostrazione che si trattava di una pratica diffusa – notiamo che l’intero gruppo con Sacra Famiglia della stampa dureriana ricompare in controparte nella xilografia, in blocco unico, di analogo soggetto eseguita nel 1535 dal monogrammista DN su disegno di Domenico Campagnola. Qui, peraltro, lo sfondo montuoso appare una citazione quasi palmare dal blocco in alto a sinistra del Sacrificio di Abramo.

Ancora, il diverso peso assegnato al paesaggio all’interno delle opere e dunque il differente apporto semantico alla loro comprensione risulta chiaro nel confronto tra altre due importanti e bellissime opere grafiche: Paesaggio con grande cannone, incisione del 1518 di Albrecht Dürer, e Paesaggio con pastori e famiglia in viaggio di Domenico Campagnola. La prima, con una veduta sullo sfondo di notevole precisione topografica, con la valle del fiume Wiesent e un borgo nei pressi di Norimberga, è un’opera che ebbe enorme importanza, considerata uno dei primi esempi nell’arte occidentale in cui il paesaggio assume il ruolo di co-protagonista; nella seconda invece il paesaggio diventa proprio il reale protagonista, con le figure e il gregge sparso raffigurati su scala ridotta rispetto alla maestosità della natura che li circonda, quasi totalizzante e che richiama l’entroterra veneto.

È questa un’epoca, del resto, di grande fortuna e diffusione dei paesaggi disegnati e incisi grazie a una precisa domanda dei collezionisti che apprezzavano la sperimentazione di nuove tecniche e la capacità degli artisti di rendere il senso di luce e ombra e di descrivere la realtà circostante senza l’ausilio del colore, in opere monocromatiche. Determinante nello sviluppo e nella diffusione di disegni e stampe raffiguranti paesaggi fu l’incontro e la collaborazione tra Tiziano, l’incisore e chierico Giulio Campagnola, di formazione umanistica, e il suo erede artistico Domenico, figlio in realtà di un calzolaio tedesco.

La seconda sezione analizza, anche attraverso questi incontri, l’evoluzione della rappresentazione grafica del paesaggio all’interno dell’entourage tizianesco. Dal precoce disegno del 1510 circa Paesaggio con mulino, Giulio Campagnola sperimenta con la penna nuovi linguaggi espressivi, alternando inclinazione e spessore linee e segni per elementi diversi. Presto Tiziano entra in contatto e comincia a collaborare sia con Giulio che, a partire dalla metà del secondo decennio, con il figlio adottivo Domenico. Spesso gli esercizi grafici di Domenico sono stati scambiati per opere di Tiziano come nel caso del Paesaggio con San Giovannino datato 1525 circa. In questo periodo Tiziano e Domenico gettano le basi per la cristallizzazione di una nuova tipologia che ritroveremo poi rielaborata nei decenni successivi nelle opere del cadorino, come nello scorcio paesaggistico che si apre a fianco della monumentale figura di Giovanni Battista nella tela delle Gallerie dell’Accademia.

Diversi gli esempi di declinazione di questi principi base, in cui l’elemento naturale è componente significativa della composizione. Ne sono esempio due incisioni intagliate probabilmente da Nicolò Boldrini su disegno di Tiziano tra il 1520 e il 1530: San Girolamo in un paesaggio selvaggio e Paesaggio con San Francesco “: ..ogni elemento naturale, dagli alberi alle rocce, dal cielo alla nuvole – scrivono i due curatori nel saggio introduttivo del catalogo - diviene fattore compositivo imprescindibile che influisce sulla percezione dell’opera da parte dello spettatore”.

E poi Albero con due capre di Domenico Campagnola, ma anche le stampe eseguite tra il sesto e il settimo decennio in cui l’elemento naturale la fa ancora da padrona, anche se i temi cambiano: scompare il riferimento bucolico o religioso che lascia il posto a soggetti mitologici e fantasiose re-interpretazioni di note iconografie tizianesche, come l’incisione Diana e Callisto assegnata dal bulino dell’olandese Cornelis Cort o Cadmo e il Drago attribuita invece a Battista Del Moro.

La terza sezione rappresenta forse l’aspetto più innovativo del progetto espositivo “certamente foriero di nuove intuizioni e scoperte – affermano Aikema e Dalla Costa – perché ancora poco investigato”: l’impatto e la fortuna riscosse dalle opere di Tiziano, soprattutto su carta, e della a sua cerchia sulle successive generazioni di artisti, in Veneto e in Italia.

Si aprono nuove vie alle sperimentazioni e nuove occasioni di esportazione di questo approccio al paesaggio come elemento predominante: Girolamo Muziano per esempio, formatosi nella bottega padovana di Domenico Campagnola e poi in laguna, oltre a un peculiare linguaggio che unisce influssi veneziani e tizianeschi a quelli d’oltralpe, darà un contributo fondamentale alla diffusione trasferendosi a Roma.

In ogni caso tra Cinque e Seicento l’eco dei paesaggi tizianeschi si fece sentire anche fuori dai confini italiani.

Per Rembrandt, per esempio, Tiziano rappresentò sempre un punto di riferimento importante tanto sul piano tecnico che tipologico e grande fonte di ispirazione per molte composizioni, tanto che il maestro olandese copiò alcuni disegni del cadorino. In altre circostanze si ispirò direttamente alle invenzioni tizianesche, come mostra la sua nota incisione San Girolamo in un paesaggio italiano esposta in mostra accanto all’altrettanto celebre incisione di Cornelis Cort (da Tiziano) del 1566, il San Girolamo leggente nel deserto.

Le composizioni derivate o ispirate da Tiziano capaci di fungere da modelli per le generazioni successive sono molteplici; uno per tutti in mostra, Paesaggio con suonatore di ghironda e una fanciulla di Domenico Campagnola diviene uno dei più influenti modelli veneziani di questa fattispecie: in primo piano piccole figure e poi l’albero nodoso, quindi il borgo o agglomerato di case e sullo sfondo le montagne.

Proprio questa xilografia fu una delle più imitate, ispirando così artisti di variegata formazione: da Giovanni Francesco Grimaldi, a Marco Ricci, fino a Francis Torond. Cresce lo studio e l’interesse in Europa per il pittore di Pieve di Cadore e il suo innovativo approccio al paesaggio; la diffusione delle stampe, con la pubblicazione di raccolte e volumi, e il collezionismo di disegni contribuiscono a diffondere l’eredità tizianesca. Gli incroci tra artisti, collezionisti, impresari e studiosi moltiplicano dunque le occasioni di conoscenza e studio: pensiamo alla collezione del banchiere Everard Jabach ( 1618 – 1695) poi acquisita dalle collezioni reali e confluita nelle raccolte del Louvre o e a quella del ricco finanziere Pierre Crozat (1661 – 1740) che compera un gran numero disegni e li rende accessibili nel suo cabinet.

L’inventario alla sua morte registra tra gli altri 79 disegni di Tiziano, di cui molti di grande formato e un nucleo di 133 paesaggi di Domenico Campagnola. Tramite questi meccanismi il modello tizianesco e campagnolesco si diffuse tra collezionisti, amateurs, e artisti, contribuendo a consolidare nel mondo il mito di Tiziano.

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http://example.comnews-13719.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Oltre 400 cattedre vuote nel Bellunese, saranno date ai supplenti - 2026-06-18T08:01:31+02:00 2026-06-18T08:10:36+02:00 Questi sono i numeri che la scuola bellunese a settembre dovrà coprire. La sofferenza maggiore è nei comuni delle terre alte

Sono 439  le cattedre vuote che dovranno essere coperte a settembre nel Bellunesecon il ricorso alle supplenze. E la maggior parte, cioè quasi una su tre riguarda un incarico di sostegno.
I numeri, leggermente inferiori rispetto all’anno scorso (erano 500) sono stati pubblicati dall’Ufficio scolastico provinciale al termine delle operazioni di movimento e di trasferimento dei docenti.
A soffrire di più la carenza di insegnanti sono le scuole primarie e le superiori, soprattutto nelle zone più alte della provincia.

I numeri
Nella scuola dell’infanzia
, i posti da coprire saranno 19 di cui 5 riguardano appunto il sostegno psicofisico.
Sono 175, invece, le cattedre da assegnare a settembre nella scuola primaria di cui un’ottantina sono di sostegno, cioè quasi la metà. Non va molto meglio alle medie dove si cercano 47 docenti di cui 22 dedicati al sostegno. Infine, negli istituti superiori le cattedre libere, al termine delle operazioni di trasferimento, sono 174 di cui 44 di sostegno.
Se si analizza dove mancano maggiormente gli insegnanti, si nota che le terre alte, principalmente, sono quelle dove reclutare questi professionisti diventa difficile, ogni anno. Infatti, cominciando dalle scuole dell’infanzia, dei 19 posti, a parte i due all’Ic di Sedico, tutti gli altri 17 riguardano comprensivi tra Val di Zoldo, Cortina, Pieve di Cadore, Santo Stefano, Cencenighe, Alleghe ed Agordo, cioè le terre alte.
Anche alla primaria le cose sono simili se si considera che ben 10 cattedre sono vacanti soltanto a Cortina su 175, 7 mancano in Alpago, 6 a Longarone e 8 a Pieve di Cadore. Fa specie i 10 posti da coprire a Santa Giustina. Questi posti comunque sono relativi a docenti su posti comuni, non di sostegno.
Alle medie quattro posti mancano a Cortina e tre a Ponte nelle Alpi e sono tutte cattedre di sostegno. Infine, alle superiori, la distinzione netta tra terre alte e Valbelluna non è così netta. Anzi, la carenza si divide quasi equamente all’interno della provincia con picchi a Cortina, Pieve, Agordo, Belluno e Feltre, cioè in tutti gli istituti.
Come se non bastasse, però, chi insegnerà alle medie e alle superiori, se non riuscirà ad avere in un’unica classe le 18 ore complete, sarà costretto a dividersi o in altre classi all’interno dello stesso istituto, o tra classi di istituti diversi nello stesso Comune o su Comuni diversi.
«Una situazione incresciosa. Pensiamo a chi ha 60 anni», precisa la segretaria dello Snals di Belluno, Danila Tirabeni, «che dovrà girare come una trottola per tutta la provincia, facendo magari alcune ore a Belluno e altre a Zoldo se si tratta di medie, o anche a Cortina se parliamo di superiori. Senza considerare poi l’impegno da profondere per riunioni, consigli di classe, scrutini su posti diversi. E tutto perché il Ministero non vuole stabilizzare i docenti dopo un tot di anni di servizio».

Sostegno
Per quanto riguarda i posti di sostegno sono oltre 150 quelli da coprire, vale a dire oltre il 34% del totale. Praticamente un posto mancante su tre è di sostegno.

Gli accantonamenti
Ai 439 posti che andranno a supplenza pescando dalle graduatorie provinciali specifiche (Gps), si devono aggiungere anche 81 cattedre ad oggi accantonate per chi è nelle Gps di prima fascia che quindi entrerà in ruolo, o per chi ha superato i vari concorsi del Pnrr. I posti accantonati sono tre alla primaria, 25 alle medie, 57 alle superiori e uno soltanto alla scuola dell’infanzia.

Ufficio scolastico vacante
Sulla vicenda del posto vacante all’ufficio scolastico provinciale, lasciato libero dopo il passaggio del direttore Massimiliano Salvador alla sede di Treviso, Tirabeni parla di «vergogna», soprattutto adesso che il dirigente regionale, Marco Bussetti ha deciso di indire un avviso per trovare un reggente per un anno.
«Perché non potevano fare l’avviso di reggenza per la sede di Treviso, e ci lasciavano il nostro direttore a Belluno?», si chiede la segretaria dello Snals che aggiunge: «È vergognoso il trattamento riservato al territorio bellunese dalla politica. Qui ci daranno un dirigente a scavalco che sarà presente soltanto un giorno o due a settimana, con tutte le difficoltà che ha Belluno con la carenza di personale».

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articolo di Paola Dall’ Anese

http://example.comnews-13718.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Mattarella: l’intelligenza artificiale scaverà un nuovo solco tra ricchi e poveri - 2026-06-18T07:54:56+02:00 2026-06-18T08:01:17+02:00 Il presidente a Venezia: «Si pone il tema delle disuguaglianze a livello nazionale e tra gli Stati. L’AI rappresenta un acceleratore per quanti sono dotati di capitali, risorse energetiche, infrastrutture di competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne è escluso potrà ampliarsi»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il re di Spagna Felipe VI e il presidente del Portogallo António José Seguro si sono riuniti oggi, 17 giugno, alla Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, per il XIX Simposio Cotec Europa. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema “Rethinking Work in the Age of AI: Transformation, Opportunity and Governance”, una riflessione sulle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta producendo nel mondo del lavoro, nell’economia e nelle società europee. Ecco il discorso del presidente.

Nuove opportunità, nuovi rischi
Il tema di questa edizione interpella in profondità le nostre democrazie. L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, lavoriamo e organizziamo la società, incidendo con una velocità senza precedenti su ricerca scientifica, scuola, pubblica amministrazione, accesso ai beni della cultura e dell’informazione.
Questo affascinante strumento offre nuove opportunità per istituzioni, imprese, singole persone; può accrescere la produttività, migliorare i servizi ai cittadini, rendere più efficienti i diversi passaggi. Ma appare pervasiva e suscettibile di incidere sui comportamenti umani, decisamente più di innovazione anche di grande portata intervenute in passato. Si tratta di sviluppi di capacità generative che intervengono direttamente su funzioni di alto contenuto cognitivo, elaborazione di informazione, scrittura, analisi, consulenza, supporto decisionale.

E da quali valori è guidata? Per quali obiettivi è stata programma?
In una società libera il criterio che regola la vita di tutti è quello della responsabilità. Assistiamo a un processo di ridefinizione di compiti, competenze richieste. Pone il tema delle disuguaglianze a livello nazionale e tra gli Stati. L’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore per quanti sono dotati di capitali, risorse energetiche, infrastrutture di competenze avanzate.
Il divario tra chi ne dispone e chi ne è escluso potrà ampliarsi. La concentrazione nelle mani di pochissimi soggetti privati, che stanno invadendo domini fino a ieri deputati dagli Stati, a partire dallo Spazio, sono ora realtà talmente potenti da pretendere di disattendere o travolgere ogni regola. Eppure qualsiasi attività umana sollecita un codice, una grammatica. Si presenta un tema di sovranità su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini. La dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia.
Non dobbiamo demonizzare il cambiamento, ma esaltarne gli immensi effetti positivi, sapendolo sapientemente governare con il fine di tutelare la dignità delle persone e moltiplicare la libertà dei cittadini. Pochi giorni fa, in Spagna, Papa Leone XIV lo ha ricordato: il lavoro deve essere luogo di espressione, relazioni e contributo alla comunità. Oggi il 99% degli utenti è mero esecutore passivo delle tecnologie, ma questa tendenza deve essere invertita: serve rafforzare l’ecosistema dell’innovazione. L’UE deve passare dall’enunciazione di principi alle decisioni concrete. Dobbiamo contribuire a una risposta europea alla trasformazione del lavoro al tempo dell’intelligenza artificiale.

http://example.comnews-13717.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Chiuso il Cammino retico tra Seren e Alano: vandalismi sui segnali - 2026-06-18T07:47:28+02:00 2026-06-18T07:54:51+02:00 L’associazione Carpe Diem sospende temporaneamente la percorribilità del tratto del Gran Giro dei Cammini Retici dopo la rimozione di numerosi cartelli. L’ideatore Francesco De Bortoli denuncia ripetuti atti vandalici e chiede un esposto contro ignoti: «La sicurezza dei camminatori viene prima di tutto»

Interdetta temporaneamente al transito dei viandanti la tappa Seren-Alano di Piave del Gran Giro dei Cammini Retici. L’associazione Carpe Diem e l’ideatore del Progetto Cammino Retico hanno deciso di sospendere la percorrenza in seguito alla manomissione della segnaletica che è stata rimossa dal percorso, compromettendone la sicurezza.

Il comunicato ufficiale
Il comunicato ufficiale è di una settimana fa: «La decisione nasce dall’esigenza di valutare personalmente – e con la massima attenzione – le condizioni attuali del sentiero e dei punti di transito, al fine di mantenere elevati standard per tutti coloro che scelgono di vivere questa straordinaria esperienza trekking. Considerata l’importanza di garantire sicurezza, fruibilità e qualità dell’esperienza, abbiamo ritenuto opportuno effettuare una nuova verifica diretta sull’intero percorso».
Ispezione eseguita dall’ideatore del Cammino Retico, Francesco De Bortoli, che ha constatato che «la segnaletica è stata nuovamente manomessa in più punti» e ha affidato il suo sfogo a un post su Facebook sul profilo social del Cammino Retico.
«Chi ha avuto modo di confrontarsi con me conosce bene la mia ferma posizione sulla sicurezza personale durante il percorso», la sua premessa.

Segnaletica danneggiata
«In questi due anni di attività con le realtà convenzionate al progetto, ho voluto proteggere chi decideva di vivere questa esperienza, segnalando con rigore tutte le criticità riscontrate», ci tiene a precisare. «Purtroppo, in questo arco temporale ho constatato con profondo dispiacere e crescente preoccupazione come in alcune tratte del Cammino la segnaletica fosse stata manomessa, addirittura in maniera insistente», prosegue. «Il 28 novembre 2025, dopo giorni di lavoro intenso per la stesura dettagliata della traccia tra Seren e Alano, ho iniziato la prima percorrenza verificando personalmente la correttezza del tracciato e posizionando la nuova segnaletica», ricorda Francesco De Bortoli. «Nei primi mesi del 2026 ho ripetuto il percorso per l’apertura ufficiale, ma con sgomento ho scoperto che l’80 per cento della segnaletica era stata sottratta o danneggiata».
Dopo averla ricollocata, «sono tornato nuovamente sul posto per valutare la situazione attuale e ciò che temevo si è ripetuto», racconta ancora Francesco De Bortoli. «A questo punto, con grande dolore e amarezza, devo dichiarare il mio ritiro personale dal tentativo di riaprire la percorribilità del Gran Giro dei Cammini Retici. Ho provato fino in fondo perché credo profondamente nel valore culturale e turistico del progetto, ma la sicurezza e il rispetto per chi intraprende questa esperienza devono venire sempre prima di tutto».

La denuncia
Infine, «ho suggerito all’associazione Carpe Diem, che gestisce il progetto, di sporgere denuncia, anche penale considerando l’accaduto, contro ignoti per queste manomissioni reiterate, che possono aver contribuito tragicamente all’incidente di Izzie. È una sede necessaria per tutelare il diritto di tutti a poter camminare in sicurezza», aggiunge l’ideatore del Cammino Retico.
«Il mio cuore è devastato da quanto accaduto. Spero sinceramente che chi ha scelto di manomettere le segnaletiche stia, almeno, confrontandosi con il peso delle conseguenze delle proprie azioni», conclude De Bortoli in riferimento alla tragedia.

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articolo di Raffaele Scottini

http://example.comnews-13716.atom ITSLIQUID - Esponi a Venezia, Roma e Londra questo luglio! - 2026-06-18T07:28:34+02:00 2026-06-18T07:47:18+02:00 ITSLIQUID Group, in collaborazione con ACIT Venezia, è lieta di annunciare il bando di concorso per VISIONS, il terzo appuntamento di ANIMA MUNDI 2026.

BANDO DI CONCORSO - VISIONS: ANIMA MUNDI 2026 - Venezia | 17 > 31 luglio 2026 - Scadenza: 28 giugno 2026

Questa mostra internazionale, in programma dal 17 al 31 luglio 2026, sarà ospitata nel prestigioso Palazzo Albrizzi-Capello del XVI secolo e in altre sedi storiche veneziane e presenterà una selezione esclusiva di talenti provenienti da tutto il mondo, creando un dialogo dinamico tra fotografia, pittura, videoarte, scultura e performance art nel cuore di Venezia, durante la 61a Biennale d'Arte di Venezia.

 

Mentre la città si anima per la Biennale d'Arte di Venezia, ANIMA MUNDI 2026 invita gli artisti a immergersi nella vibrante energia creativa di Venezia. Presentare il proprio lavoro in questo momento eccezionale offre una straordinaria visibilità globale e l'opportunità di entrare in contatto con una comunità artistica internazionale che si riunisce a Venezia da tutto il mondo.

 

Dal 2001, ITSLIQUID Group presenta una selezione di mostre collettive e personali di alta qualità in diverse sedi in tutto il mondo, creando un'occasione unica per scambiare nuove idee e ampliare il dialogo con una rete di professionisti del settore artistico. Rendendo l'arte contemporanea accessibile a tutti.

 

CANDIDATI QUI >>

 

 

http://example.comnews-13720.atom Infortunio sul sentiero della Val d'Arcia - 2026-06-18T06:04:00+02:00 2026-06-19T06:06:34+02:00 Borca di Cadore (BL), 18 - 06 - 26

Attorno alle 12.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del sentiero numero 480 della Val d'Arcia, a seguito della chiamata da parte di due 21enni canadesi, una delle quali lamentava un trauma alla caviglia. Individuate dopo la ricognizione a quota 2.050 metri, le due escursioniste, impegnate in una camminata di più giorni, sono state issate a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 20 metri. Trasportate a Pieve di Cadore, la ragazza infortunata ha però rifiutato l'ospedalizzazione e si è allontanata autonomamente con l'amica.

http://example.comnews-13715.atom Selezione articoli da Adnkronos - Indonesia, morto il 7% degli oranghi di Tapanuli: è la specie più rara al mondo - 2026-06-17T17:16:03+02:00 2026-06-17T17:24:09+02:00 Il ciclone Senyar è stato definito un evento anomalo per la regione, data la sua vicinanza all'equatore

Mille millimetri di pioggia e quattro giorni di buio. A morire sono in 58 e sono le grandi scimmie più rare del pianeta: gli oranghi di Tapanuli. I fatti risalgono a novembre 2025, quando il cielo sopra Sumatra, in Indonesia, non ha versato acqua, ma ha scagliato una sentenza: un muro di pioggia che ha trasformato la foresta in una colata di fango, trascinando nell’abisso l’11% della popolazione locale e il 7% dell’intera specie mondiale.

Mentre il fango soffocava il cuore pulsante dell’ecosistema di Batang Toru, il mondo assisteva, quasi impotente, alla dimostrazione plastica di come la crisi climatica possa annientare decenni di conservazione in meno di una settimana.

Una strage scolpita nel paesaggio
A rilevare la dimensione del fenomeno è un recente studio scientifico pubblicato sulla rivista Current Biology, il quale ha utilizzato dati satellitari provenienti dal Sentinel-2 e dal PlanetScope per mappare l’entità della catastrofe. I ricercatori hanno identificato 50.185 cicatrici da frana provocate dal passaggio del ciclone Senyar. In totale, 8.303 ettari di foresta, pari all’11,7% dell’habitat critico, sono stati cancellati.
Questi smottamenti non sono stati eventi isolati, ma flussi di detriti canalizzati e rapidissimi che non hanno lasciato alcuna via di fuga ai primati. Per un animale specializzato nella vita arborifera, la velocità delle frane ha reso impossibile lo spostamento verso zone sicure; le morti sono avvenute per trauma da caduta degli alberi, sepoltura o annegamento. Le testimonianze dei soccorritori umanitari sono agghiaccianti: in un caso è stato rinvenuto il corpo di un orango con la carne letteralmente strappata dal volto a causa dell’abrasione subita durante il trascinamento tra fango e tronchi.

La firma del riscaldamento globale
Il ciclone Senyar è stato definito un evento anomalo per la regione, data la sua vicinanza all’equatore. Tuttavia, un’analisi condotta dal World Weather Attribution ha confermato che il cambiamento climatico di origine antropica ha giocato un ruolo chiave, aumentando l’intensità di queste piogge estreme in una misura compresa tra il 9% e il 50%.
Questi fenomeni, un tempo considerati “eventi da una volta ogni cent’anni”, stanno diventando più frequenti e violenti a causa dell’aumento delle temperature globali. Le proiezioni per l’Indonesia suggeriscono che la stagione delle piogge nel nord di Sumatra diventerà sempre più umida, portando eventi estremi che supereranno ogni record storico precedente.

Una biologia che non ammette errori
Perché la perdita di 58 individui è così drammatica? L’orango del Tapanuli, identificato come specie a sé solo nel 2017, conta meno di 800 esemplari rimasti al mondo. La loro biologia è tra le più lente del regno animale: le femmine partoriscono solo una volta ogni 6-9 anni.
Modelli matematici di viabilità della popolazione indicano che questa specie non può sopportare una perdita annua superiore all’1% senza scivolare inesorabilmente verso l’estinzione.
Subire una mortalità del 7% (con punte stimate fino all’11% in alcune aree) in un unico evento rappresenta uno choc demografico di proporzioni critiche che potrebbe aver compromesso la stabilità genetica e riproduttiva a lungo termine.

Le conseguenze invisibili: fame e stress
Il disastro non finisce con le frane. I sopravvissuti devono ora navigare in un habitat mutilato. La distruzione della volta forestale ha comportato un aumento dei costi energetici: la frammentazione della foresta costringe gli oranghi a ripetuti movimenti verticali (salire e scendere dai rami interrotti), una delle forme di locomozione più dispendiose per un primate. Molte delle piante di cui si nutrono sono state distrutte o subiranno stress fenologici a causa del terreno saturo d’acqua, riducendo la disponibilità di frutti per gli anni a venire. Inoltre, dislocati dal loro territorio, gli animali potrebbero scendere a terra più frequentemente o avvicinarsi ad aree antropizzate, aumentando il rischio di scontri con le popolazioni umane locali.
In risposta a questa crisi, il governo indonesiano ha decretato la sospensione temporanea delle principali attività industriali nell’area, bloccando progetti minerari, piantagioni di olio di palma e espansioni idroelettriche. Questo stop è considerato essenziale per consentire ai ricercatori di valutare la reale capacità di carico dell’habitat residuo. Gli scienziati e le organizzazioni della società civile chiedono ora che l’ecosistema di Batang Toru venga dichiarato Area Strategica Nazionale, fornendo una base legale più solida per una protezione a lungo termine.

http://example.comnews-13714.atom Selezione articoli da Adnkronos - Maturità, Valditara agli studenti: "E' l'ora di tirare fuori il vostro valore" - 2026-06-17T17:10:51+02:00 2026-06-17T17:15:58+02:00 Il ministro dell'Istruzione del Merito, Giuseppe Valditara, all'Adnkronos: "L'obiettivo del nuovo esame? Valutare le conoscenze ma anche autonomia e grado di responsabilità. Italia prima in Europa per l'Ia nelle scuole". E ai maturandi: "Siate consapevoli dei vostri talenti"

Sono circa 527mila gli studenti pronti ad affrontare quest'anno l'esame di Maturità che quest'anno prenderà il via giovedì 18 giugno alle 8.30 con la prima prova scritta d'italiano. Il giorno successivo, venerdì 19, si svolgerà la seconda prova scritta, diversa in base all'indirizzo di studio, con il latino al liceo classico e matematica allo scientifico. E, a poche ore dall'inizio, il ministro dell'Istruzione del Merito, Giuseppe Valditara, lancia attraverso l'Adnkronos un messaggio ai maturandi e illustra l'obiettivo di questo importante traguardo.

"La Maturità, proprio perché vuole valorizzare i vostri talenti, presuppone che voi, studenti, in modo molto sereno ma anche in modo determinato, siate consapevoli dei vostri talenti e riflettiate su quello che avete imparato, su quello che avete acquisito e su come ciò che avete imparato e acquisito può al meglio valorizzare le vostre abilità, le vostre potenzialità. Valete tanto, è il momento di tirar fuori il vostro valore".

Ministro, un nuovo esame di Maturità quello di quest'anno, con modifiche come quella del colloquio, che sarà costruito attorno a quattro materie individuate dal ministero per ciascun indirizzo di studi, commissioni ridotte a 5 membri e il fondamentale voto in condotta. Qual è l'obiettivo fondamentale di queste novità? - "L'obiettivo della nuova Maturità è la valorizzazione a 360 gradi dei talenti. L'esame è non soltanto un accertamento delle conoscenze acquisite, delle competenze raggiunte, ma appunto la valutazione e promozione della persona dello studente, perché l'obiettivo della scuola, e dobbiamo sempre ricordarlo, è quello di favorire nello studente l'acquisizione della libertà da qualsiasi condizionamento, e cioè libertà da soggezioni, da ideologie, da mode, libertà da qualsiasi dipendenza. Dunque, dobbiamo anche far emergere il grado di autonomia e di responsabilità raggiunte dallo studente".

E la condotta? - "Il comportamento è fondamentale. Se uno studente è bravissimo a tradurre all'impronta un autore latino, un filosofo greco, o a risolvere una difficilissima equazione, ma poi dimostra di non avere alcun rispetto verso gli altri, verso la comunità, verso le regole, verso le cose, vuol dire che non ha raggiunto quel grado di responsabilità, di maturità. Non è un caso, che con il 5 in condotta si viene bocciati e si deve ripetere l'anno".

Viene introdotto l'uso dell'Intelligenza artificiale nelle scuole. A che scopo e con quali strumenti? - "Noi abbiamo fatto un'autentica rivoluzione da questo punto di vista, siamo in Europa il primo paese ad aver affrontato in modo organico il tema dell'Intelligenza artificiale. L'Ia entra nelle scuole sia per rafforzare lo studio delle materie Stem, matematica, fisica, eccetera, sia come materia a sé stante. Entra nelle scuole per la personalizzazione della didattica con la consapevolezza dei rischi, e delle valutazioni etiche ad essa connesse ma anche delle opportunità. Gli strumenti? Niente smartphone, ovvio, si usano computer o tablet, strumenti appropriati".

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articolo di Giselda Curzi

http://example.comnews-13713.atom Selezione articoli da Adnkronos - “Se importi il Terzo mondo, diventi il Terzo mondo”: l’immigrazione secondo Trump e le restrizioni in corso - 2026-06-17T17:02:59+02:00 2026-06-17T17:10:47+02:00 “Purtroppo, se importi persone dai paesi del Terzo mondo, diventi rapidamente un paese del Terzo mondo — e non c’è nulla che tu possa fare per evitarlo”

Lo ha scritto il presidente Usa Donald Trump ieri su Truth, mentre era in volo verso Ginevra per partecipare al G7 di Evian.

Il post utilizza il lessico tipico del commercio internazionale, dove l’Occidente si sente invaso dai prodotti e dalla sovrapproduzione cinese, ma questa volta il soggetto sono gli esseri umani.

Non c’è molto da sorprendersi, tuttavia: Donald Trump ripete la stessa in diverse varianti da mesi. Già ad aprile, la Casa Bianca aveva rilanciato una versione più secca: “If you import The Third World, you become The Third World.” Insomma, non si tratta di una battuta isolata, ma di un piano politico che richiama, tra l’altro, la remigrazione del generale Vannacci in Italia.

È la premessa politica di un’intera architettura di restrizioni migratorie che, nel suo secondo mandato, ha già cambiato le regole di ingresso negli Stati Uniti per decine di paesi e milioni di persone.

Come è nata l’espressione “Terzo mondo”
L’espressione “Terzo mondo” è una formula politica nata durante la Guerra Fredda per indicare i Paesi non allineati, poi scivolata nel linguaggio comune come sinonimo di povertà, instabilità, arretratezza. Trump la usa come etichetta polemica per indicare i Paesi poveri o quelli che considera politicamente pericolosi o inaffidabili: un insieme vago e strumentale che nella sua retorica finisce per includere Asia meridionale, Africa subsahariana, America Latina e Medio Oriente. Lo stesso motivo per cui gli Usa hanno negato il visto a tifosi arrivati negli States per tifare la propria nazionale durante i Mondiali 2026. Il visto è stato negato anche all’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, proprio in virtù della sua nazionalità.
Tre mesi fa, lo stesso tcyoon, parlando degli immigrati, aveva detto: “La loro genetica non è come la tua”, durante una intervista su Fox News. “La loro genetica non è come la tua”: Trump sugli immigrati e cosa dice la scienza
L’idea di fondo è quella del contagio: le persone che vengono da quei paesi porterebbero con sé caratteristiche incompatibili con la tenuta degli Stati Uniti. Non viene detto quali, né servono dettagli, perché la frase si regge su una fallacia logicapiù migranti dai Paesi poveri, meno America. Un pilastro della teoria Maga, che (formalmente) vuole rendere l’America di nuovo grande. E su questa equazione, Trump ha costruito una delle politiche migratorie più restrittive della storia recente degli Stati Uniti.

Le politiche anti-immigrazione di Trump step by step
Le parole si sono rapidamente trasformate in fatti. Spesso, in fatti di cronaca nera dove agenti degli Ice hanno deportato con la forza immigrati (anche) regolari e, nei casi più gravi, ucciso civili innocenti.
Le politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump hanno seguito queste tappe:
– Giugno 2025: il travel ban su 12 Paesi. Donald Trump firma una proclamazione che vieta l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Afghanistan, Myanmar, Chad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen, senza alcuna eccezione. La misura è entrata in vigore il 9 giugno 2025. Ulteriori restrizioni parziali hanno colpito altri sette Paesi, tra cui Cuba, Venezuela e Togo;
– Novembre 2025: la promessa di una pausa permanente. Dopo un attacco a Washington, Trump annuncia che la sua amministrazione lavorerà per sospendere in modo permanente la migrazione da tutti i paesi del Terzo mondo. Lo dice così, su Truth Social: “I will permanently pause migration from all Third World Countries to allow the Us system to fully recover”, ovvero “Sospenderò in modo permanente la migrazione da tutti i Paesi del Terzo mondo per permettere al sistema americano di recuperare pienamente”;
– Dicembre 2025: l’espansione. Il 16 dicembre 2025, la Casa Bianca firma una nuova proclamazione che estende e modifica le restrizioni precedenti. Il totale dei Paesi colpiti, tra divieti totali e parziali, sale a 39, inclusi Burkina Faso, Mali, Niger, Sudan del Sud, Siria e chi viaggia con documenti emessi dall’Autorità Palestinese;
– Maggio 2026: la revisione dei green card. La Casa Bianca ordina la revisione dei titolari di green card provenienti da 19 paesi, tra cui Afghanistan, Cuba, Haiti, Iran, Somalia e Venezuela. Un’estensione della stretta che colpisce persone già legalmente residenti negli Usa.

La logica del declino
Messa insieme, la sequenza delle misure racconta qualcosa di preciso: non una risposta a emergenze specifiche, ma un disegno progressivo che ridefinisce chi può entrare negli Stati Uniti, chi può restare e con quale status. Il criterio non è esclusivamente quello della sicurezza, anche se la sicurezza è sempre l’argomento dichiarato, ma quello dell’origine in sé. Più i paesi di provenienza sono poveri o instabili, più le restrizioni sono severe.
La Casa Bianca descrive queste misure come necessarie per “proteggere gli americani da attori stranieri pericolosi”. Ma la lista dei Paesi colpiti include anche contesti in cui la minaccia alla sicurezza è tutt’altro che dimostrata. Il risultato è che decine di milioni di persone che avrebbero avuto diritto a chiedere un visto di immigrazione si trovano ora davanti a una porta chiusa in quella che fino a qualche anno fa era la patria del “melting pot”.

La migrazione per la demografia Usa
C’è un elemento che il dibattito politico tende a trascurare, ma che è cruciale in ambito demografico: gli Stati Uniti sono uno dei pochi Paesi ad alto reddito che dipende in modo strutturale dall’immigrazione per sostenere la propria crescita demografica (ne parliamo in questo articolo su come sono cambiati gli States dal primo al secondo mandato Trump). Il tasso di natalità americano è sotto il livello di sostituzione da anni: senza flussi migratori, la popolazione in età lavorativa si riduce, il sistema pensionistico si incrina, l’economia rallenta. Il discorso è analogo, ma diverso da quello dell’Italia dove i flussi migratori contengono, ma non annullano, il declino demografico.
Per i Paesi sviluppati, in lotta con la crisi demografica, smettere di accogliere chi viene da altrove non significa diventare più forti. Ma diventare più vecchi. E più soli.

http://example.comnews-13712.atom Alpago, scossa di terremoto di 2,7 gradi Richter - 2026-06-17T16:56:13+02:00 2026-06-17T17:01:01+02:00 Il sisma è stato avvertito anche in Val Belluna, in particolare nel capoluogo. Non si registrano al momento danni

Scossa di terremoto nel pomeriggio di oggi con epicentro in Alpago. Alle 15.02, la terra ha tremato a sette chilometri a sud del Comune con una magnitudo di 2,7 della scala Richter. Il sisma è stato avvertito anche a Belluno. Al momento, non si registrano danni significativi, tanto meno feriti, ma il terremoto è stato sentito chiaramente e qualche telefonata sarebbe arrivata ai vigili del fuoco.

Sono in corso tutte le verifiche necessarie, ma la magnitudo è abbastanza rassicurante, in questo senso.

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articolo di Gigi Sosso

http://example.comnews-13711.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Si amplia l’offerta sanitaria dell’Ulss 1 Dolomiti: arriva la chirurgia pediatrica - 2026-06-17T16:47:48+02:00 2026-06-17T16:56:08+02:00 Firmata la convenzione tra l’azienda bellunese e quella trevigiana. I professionisti del Ca’ Foncello garantiranno una volta al mese interventi sui bambini dai 3 anni in su e due visite. Si abbatteranno così le liste di attesa di un anno

La chirurgia pediatrica sbarca a Belluno. Oggi, martedì 16 giugno 2026, è stata sottoscritta dal commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben e dal dg dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Giancarlo Bizzarri la convenzione per l’attività di Chirurgia pediatrica a Belluno.

A partire dal 22 giugno, all'ospedale San Martino di Belluno sarà avviata, grazie ai professionisti della Chirurgia pediatrica di Treviso, l’attività per bambini dai 3 anni di età. La medicina moderna si orienta sempre più verso un modello organizzativo che privilegia lo spostamento delle competenze professionali piuttosto che dei pazienti: per questo i chirurghi del Ca’ Foncello di Treviso opereranno periodicamente a Belluno, mantenendo l'elevato standard clinico dell’hub trevigiano.

«Questa iniziativa offre una vera "risposta di salute sul territorio". Offrire cure chirurgiche e diagnostiche a livello locale riduce drasticamente i disagi legati ai viaggi per le famiglie (nel solo 2025 circa 55 bambini bellunesi sono stati operati a Treviso). La prossimità dei servizi garantisce una migliore continuità assistenziale, riduce il ricorso a strutture fuori provincia e rafforza il legame di fiducia tra l'ospedale e la comunità», precisano dall’Ulss 1 Dolomiti.

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Il percorso, inoltre, poggia e valorizza le professionalità e le competenze del personale di anestesia e di sala operatoria già presenti nell'ospedale di Belluno. Infatti, negli ospedali dell’Ulss Dolomiti sono garantiti gli interventi pediatrici (circa 500 interventi all’anno) per i traumatismi (ortopedia – circa 120 interventi all’anno tra Belluno, Agordo e Feltre) sopra i 3 anni e gli interventi di otorinolaringoiatria pediatrici, sia a Belluno che a Feltre, (circa 140 a Belluno e 150 a Feltre) oltre a una sessantina di interventi di chirurgia generale sopra i 6 anni.

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Il nuovo servizio è dedicato unicamente agli interventi chirurgici programmati per i bambini sopra i 3 anni che prima dovevano essere centralizzati su Treviso, ed è stato strutturato per accompagnare il bambino e la famiglia in ogni fase: dalla prenotazione  alla visita. L’accesso avviene tramite prescrizione del pediatra di libera scelta o del medico di assistenza primaria per  la prima visita chirurgica. La prenotazione è gestita dalla segreteria del reparto di Pediatria competente per territorio (Belluno o Feltre). Inoltre, i pazienti verranno valutati dall'équipe di chirurghi pediatri dell'Ulss 2. Le visite si svolgeranno a Belluno e, a partire da luglio 2026, sarà attivato un ambulatorio specialistico anche all’Ospedale di Feltre per ampliare l’offerta all’intera area dolomitica. I bambini candidati alla chirurgia effettueranno a Belluno la visita anestesiologica. Il giorno dell'intervento verranno ricoverati direttamente nel reparto di Pediatria e dopo l'operazione, la degenza per le prime 6 ore avverrà in Pediatria. Qui, il piccolo paziente verrà seguito costantemente da infermieri pediatrici, chirurgo e anestesista fino alla valutazione per la dimissione; nei casi in cui le condizioni cliniche o organizzative lo rendano opportuno, potrà essere previsto un pernottamento in Pediatria, con dimissione il giorno successivo.

I primi interventi saranno eseguiti al San Martino lunedì 22 giugno 2026, mentre al pomeriggio inizierà l’attività ambulatoriale con i piccoli pazienti bellunesi già in lista a Treviso.

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A promuovere questa iniziativa sono stati la professoressa Paola Midrio, primario della Chirurgia Pediatrica dell'Ulss 2 di Treviso, e il primario dell’Anestesia di Belluno, SilviaTesser.

«Questa sinergia con l'Ulss 2 ci permette di compiere un ulteriore, fondamentale passo avanti nell’ampliamento dell'offerta sanitaria per le nostre Dolomiti. Portando le eccellenti competenze della chirurgia pediatrica del Ca' Foncello direttamente all'ospedale San Martino, e attivando nuovi ambulatori dedicati sia a Belluno che a Feltre, diamo piena concretezza al nostro modello di cure di prossimità. Il nostro obiettivo è garantire ai piccoli pazienti risposte sanitarie di altissima qualità vicino a casa, evitando alle famiglie il disagio degli spostamenti verso altri poli ospedalieri», commenta il commissario dell’Ulss 1 Giuseppe Dal Ben.

«Questa convenzione rappresenta un passo importante nel percorso di integrazione tra le Aziende sanitarie venete e testimonia concretamente il valore della rete ospedaliera regionale», sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Giancarlo Bizzarri. «L’obiettivo è portare le competenze specialistiche sempre più vicino ai cittadini, garantendo ai bambini e alle loro famiglie la possibilità di accedere a prestazioni chirurgiche e ambulatoriali di elevata qualità senza affrontare spostamenti non necessari. Il Ca’ Foncello continuerà a essere il centro di riferimento per la chirurgia pediatrica ad alta complessità, mettendo però il proprio patrimonio di esperienza e professionalità a disposizione dell’intero territorio veneto».

http://example.comnews-13709.atom Grave incidente alpinistico sul Monte Cornetto - 2026-06-16T16:40:00+02:00 2026-06-17T16:45:46+02:00 Valli del Pasubio (VI), 16 - 06 - 26

Passate da poco le 13, il Soccorso alpino di Schio è stato attivato dalla Centrale del 118, per un alpinista volato durante una scalata sul Monte Cornetto. Il 50enne di Mirano (VE) e un amico erano partiti per salire lo Spigolo Noaro, quando a metà percorso, probabilmente fuori via, lui che era primo di cordata è caduto, precipitando per una quindicina di metri e superando il compagno fermo in sosta sotto di lui. Nell'impatto contro la roccia ha riportato un sospetto grave politrauma. È intervenuto l'elicottero di Verona emergenza, che è riuscito ad avvicinarsi alla parete dal basso, approfittando di un temporaneo varco nelle nuvole. Recuperato dal tecnico di elisoccorso con il verricello, l'infortunato è stato portato fino al Rifugio Balasso, dove l'equipe medica ha provveduto alle cure urgenti. L'uomo è stato poi accompagnato all'ospedale di Vicenza. Una squadra è quindi partita per soccorrere il compagno di cordata rimasto in parete. Fortunatamente in una seconda rotazione l'eliambulanza è riuscita ad imbarcare anche lui. La squadra arrivata all'attacco della via è quindi rientrata.

http://example.comnews-13710.atom Malore sul sentiero - 2026-06-16T16:00:00+02:00 2026-06-17T16:47:40+02:00 Alleghe (BL), 16 - 06 - 26

A seguito dell'attivazione avvenuta attorno alle 15.30, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto lungo l'Alta Via numero 1, per un escursionista colto da malore. Il 19enne canadese, che assieme a un amico stava percorrendo il tratto di sentiero che attraversa la Val Civetta, tra il Rifugio Coldai e il Rifugio Tissi, aveva infatti accusato dolori addominali. Sbarcati in hovering nelle vicinanze tecnico di elisoccorso e medico, sono state subito valutate le sue condizioni. Caricato sulla barella portata nel frattempo dall'infermiere, il giovane è stato verricellato a bordo e trasportato all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso. Il compagno ha proseguito autonomamente.

http://example.comnews-13708.atom Selezione articoli da Adnkronos - Fiammata africana sull'Italia, arriva il caldo record: le previsioni meteo - 2026-06-16T06:16:02+02:00 2026-06-16T06:27:32+02:00 Che tempo farà fino a mercoledì 17 giugno

Caldo record, aria dal deserto e afa intensa: l'Italia si prepara a diventare rovente. L'avanzata di un'alta pressione di matrice nordafricana determinerà infatti nei prossimi giorni un consolidamento della stabilità atmosferica, accompagnato da un progressivo e marcato incremento dei valori termici. E le temperature anomale dureranno a lungo. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 15 giugno, e per i giorni a venire.

La lunga fase bollente, cosa dice l'esperto
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’arrivo di una fase estremamente calda e stabile che ci accompagnerà per lungo tempo. A guidare questa netta svolta è l'espansione verso il Mediterraneo di un potente promontorio anticiclonico di origine subtropicale, il celebre anticiclone africano, pronto a fare da scudo contro le perturbazioni e ad azzerare le piogge su tutto il Paese.

La spinta al caldo record arriverà dalle masse d'aria richiamate direttamente dal deserto sahariano (tra Algeria, Tunisia e Libia). Nel loro viaggio verso l'Italia, queste correnti roventi e secche attraverseranno il Mediterraneo, caricandosi di umidità nei bassi strati. Il cambiamento sarà tangibile già da oggi, lunedì 15 giugno: il sole dominerà ovunque, con massime tra i 28 e i 32°C in pianura padana (Bologna sarà tra le città più calde) ed intorno ai 30°C al Centro Sud e sulle isole. Da segnalare solamente il rischio di qualche veloce acquazzone nella seconda parte di lunedì su Alpi e Prealpi orientali e le vicine pianure del Triveneto.

La vera fiammata africana si consumerà poi da metà della prossima settimana. Da mercoledì 17 in avanti le pianure del Nord e gran parte del Centro-Sud vedranno i termometri superare diffusamente i 35°C, con picchi verso i 39/40°C a Bologna, Firenze, Foggia e nelle aree interne della Sardegna. Sulle coste, invece, l'alto tasso di umidità trasformerà il calore in afa intensa, amplificando la sensazione di disagio soprattutto di notte a causa della totale assenza di vento.

Insomma, detto in parole, prepariamoci alla prima e seria ondata di caldo anomalo di giugno che darà il via all’Estate 2026.

Le previsioni nel dettaglio
>   Lunedì 15. Al Nord: locali temporali su Alpi orientali, soleggiato altrove. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sereno o poco nuvoloso ovunque.
>   Martedì 16. Al Nord: locali rovesci sulle Alpi; sole altrove. Al Centro: sereno, temporali tra Abruzzo e Lazio. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
>   Mercoledì 17. Al Nord: sole e caldo in aumento, qualche temporale in montagna. Al Centro: soleggiato. Al Sud: sole su tutti i settori.
Tendenza: alta pressione subtropicale in deciso rinforzo, caldo e sole su tutta Italia e temporali di calore sulle Alpi.

http://example.comnews-13707.atom Selezione articoli da Adnkronos - Nel mondiale più inquinante, i tifosi giapponesi ripuliscono lo stadio - 2026-06-16T06:07:54+02:00 2026-06-16T06:15:57+02:00 È diventato virale il gesto di civiltà dei tifosi nipponici in quello che è stato definito il "Mondiale più inquinante di sempre"

Sacchetti blu alla mano, armati di pazienza e dedizione, i tifosi giapponesi hanno ripulito lo stadio dopo la partita che ha visto protagonista la loro squadra nazionale. In quello che è già stato ribattezzato come il “Mondiale più inquinante di sempre”, brilla questo gesto di civiltà che arriva da lontano. Fedeli a una tradizione che stupisce il pianeta da quasi trent’anni, i tifosi nipponici hanno trasformato ancora una volta il post-partita in una lezione di ecologia e rispetto.

Un’impronta ecologica senza precedenti
L’edizione 2026 della Coppa del Mondo presenta numeri ambientali drammatici. Si stima che il torneo emetterà tra i 9 e i 15 milioni di tonnellate di Co2 nell’arco di soli 38 giorni. Per dare un’idea della portata, si tratta di una quantità di gas serra pari a quella prodotta da una capitale europea in un anno. Per questo motivo numerosi attivisti ed ecologisti sono in protesta a Città del Messico per chiedere priorità ai diritti umani.Le ragioni di questo inquinamento record risiedono nel fatto che 48 squadre si spostano tra tre nazioni (Stati Uniti, Canada e Messico) attraversando quattro fusi orari diversi. I voli intercontinentali e interni rappresentano circa l’80-90% dell’impronta carbonica totale. Un singolo tifoso che segua la propria nazionale fino alla finale potrebbe generare da solo circa 3,5 tonnellate di Co2, l’equivalente del riscaldamento di una casa media nel Regno Unito per 19 mesi o della produzione di 34.000 sacchetti di plastica.
In una lunga dichiarazione rilasciata alla Bbc, la Fifa ha affermato di riconoscere che l’impatto climatico deve essere preso sul serio e ha accolto con favore “un esame informato”: “La Fifa riconosce inoltre che il trasporto aereo contribuisce in modo significativo all’impatto ambientale complessivo di qualsiasi grande evento, ed è chiaro che la riduzione delle emissioni legate ai voli rappresenta una delle maggiori sfide in termini di sostenibilità per gli organizzatori di grandi eventi”, si legge nella nota. La Fifa ha inoltre affermato che sono in corso iniziative per “promuovere il riciclo e ridurre gli sprechi alimentari nei principali siti dei tornei”, mentre sta per iniziare un’iniziativa di piantumazione di alberi in tutto il Nord America.

Il rito dei sacchetti blu
In questo scenario di inquinamento estremo, i tifosi della “Samurai Blue” hanno rappresentato un’eccezione luminosa. Anche dopo il pareggio per 2-2 contro i Paesi Bassi ad Arlington, in Texas, i giapponesi non hanno abbandonato lo stadio prima di averlo ripulito da cima a fondo. Utilizzando gli stessi sacchetti blu che poco prima sventolavano per festeggiare i gol, hanno raccolto meticolosamente ogni rifiuto lasciato sugli spalti.
Questa pratica non è un evento isolato, ma una tradizione consolidata. La prima volta attirò l’attenzione del mondo durante i Mondiali di Francia del 1998 e ancora oggi continuata in ogni edizione successiva, da quella in Brasile nel 2014 a quella in Qatar nel 2022. Anche i giocatori non sono da meno: è ormai celebre la loro abitudine di lasciare lo spogliatoio immacolato, spesso accompagnato da un biglietto di ringraziamento scritto nella lingua del Paese ospitante.

Le radici di un comportamento esemplare
Ma perché i giapponesi lo fanno? La risposta affonda nelle radici culturali e religiose del Paese.

  1. Educazione scolastica (Gakko Soji): fin dalle scuole elementari, la pulizia rientra tra le mansioni quotidiane degli studenti. Tra una lezione e l’altra, i piccoli giapponesi puliscono personalmente aule, corridoi e persino i bagni, imparando da subito a prendersi la responsabilità degli spazi comuni.
  2. Religione e spiritualità: nel Buddismo Zen, le attività quotidiane come pulire e cucinare sono considerate veri e propri esercizi spirituali al pari della meditazione. Nello Shintoismo, la pulizia è sinonimo di purezza divina; il concetto di kegare (impurità o sporcizia) è visto come qualcosa che può portare danno all’intera società.
  3. Consapevolezza sociale: i giapponesi sono molto attenti alla reputazione collettiva e credono fermamente di non dover arrecare disturbo agli altri trascurando i rifiuti prodotti.

Perché questi tifosi sono un faro di speranza? In un sistema calcistico globale che sembra aver dato priorità assoluta alla finanza e all’intrattenimento, ignorando spesso la crisi climatica, il gesto dei giapponesi ci ricorda la dimensione umana del benessere e dell’innovazione sociale. Sebbene la loro azione individuale non possa compensare le milioni di tonnellate di Co2 emesse dai jet privati e dalle infrastrutture energivore, essa offre un modello di responsabilità personale che sfida l’apatia generale.

http://example.comnews-13706.atom Bloccati dalla neve in cima al Civetta - 2026-06-15T05:48:00+02:00 2026-06-16T05:55:07+02:00 Val di Zoldo (BL), 15 - 06 - 26

Completata la Ferrata degli Alleghesi e arrivati alla croce sulla cima del Civetta, due escursionisti del Regno Unito, pur dotati di ramponi, non si sono sentiti di affrontare il rientro lungo la normale,  coperta di neve marcia. Verso le 13.30 la richiesta di aiuto. Arrivato nelle vicinanze, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato in hovering il tecnico di elisoccorso, che ha provveduto al recupero dei due ragazzi di 18 e 19 anni. Una volta a bordo, gli escursionisti sono stati portati al campo base a Palafavera.

http://example.comnews-13705.atom Escursionisti incrodati in un canale - 2026-06-15T05:46:00+02:00 2026-06-16T05:48:35+02:00 Pieve del Grappa (TV), 15 - 06 - 26

Poco prima delle 13 la Centrale di Treviso ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, per una coppia di escursionisti di Rosà (VI), bloccata in un canale roccioso. I due ragazzi, lei di 19 anni, lui di 24, intenzionati a salire la Ferrata dei Sass Brusai, nell'avvicinarsi all'attacco avevano seguito una traccia sbagliata, ritrovandosi incrodati in una balza rocciosa, incapaci di proseguire. Mentre una squadra si preparava per eventuale supporto a Fietta, l'elicottero di Treviso emergenza ha fatto campo base lasciando attrezzatura ed equipe medica. Salito nel punto indicato dalle coordinate, l'equipaggio ha sorvolato l'area, senza individuare i due ragazzi coperti dalla vegetazione. Ricevendo però dalla Centrale, in contatto telefonico con loro, la conferma che erano nel punto giusto, l'elicottero ha calato con un verricello di 25 metri il tecnico di elisoccorso, un centinaio di metri a monte. Sceso lungo il canale, il soccorritore ha attrezzato una calata di una ventina di metri per superare il tratto più ripido e raggiungerli. Una volta da loro, li ha assicurati e sollevati verso l'alto fino a uno spuntone di roccia, da dove sono stati recuperati sempre con il verricello. I ragazzi sono stati infine trasportati a Fietta e affidati al Soccorso alpino, che li ha riaccompagnati alla loro macchina a San Liberale.

http://example.comnews-13704.atom 1) Recuperati due alpinisti sulla Cima Grande. 2) dal Corriere delle Alpi - Auronzo, due croati incrodati al buio sulle Tre Cime. - 2026-06-15T05:44:00+02:00 2026-06-16T06:04:19+02:00 Auronzo di Cadore (BL), 15 - 06 - 26

1) Recuperati due alpinisti sulla Cima Grande.
Ieri sera verso le 21.30 è scattata l'emergenza, per due alpinisti croati di 35 e 30 anni rimasti incrodati sulla Cima Grande di Lavaredo, incapaci di proseguire nella parte alta dello Spigolo Dibona. I due rocciatori sono stati raggiunti dal tecnico di elisoccorso dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, sbarcato poco distante, e spostati in un punto più agevole per il recupero. Una volta caricati a bordo, gli alpinisti sono stati lasciati al Rifugio Auronzo.

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2) dal Corriere delle Alpi - Auronzo, due croati incrodati al buio sulle Tre Cime
Intervento serata dell’elicottero Aiut Alpin Dolomites sulla Grande  Croati incrodati al buio sulle Tre Cime. Domenica sera, verso le 21.30, è scattata l'emergenza, per due alpinisti croati di 35 e 30 anni rimasti incrodati sulla Cima Grande di Lavaredo, incapaci di proseguire nella parte alta dello Spigolo Dibona. I due rocciatori sono stati raggiunti dal tecnico di elisoccorso dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, sbarcato poco distante, e spostati in un punto più agevole per il recupero. Una volta caricati a bordo, gli alpinisti sono stati lasciati al Rifugio Auronzo.

articolo di Gigi Sosso

 

http://example.comnews-13700.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Meteo, arriva l’anticiclone africano in Veneto: temperature fino a 38 gradi - 2026-06-14T07:35:46+02:00 2026-06-14T07:40:02+02:00 Arriva l’anticiclone africano sull’Italia: tempo stabile e temperature in forte aumento anche in Veneto, con valori oltre la media e picchi fino a 35-40 gradi nella seconda metà della settimana

L’estate è pronta a entrare nella fase più calda con l’espansione dell’alta pressione di origine subtropicale che, nei prossimi giorni, porterà condizioni di stabilità diffusa e un marcato aumento delle temperature su tutta la Penisola.

Secondo iLMeteo.it, già dal weekend si avrà una svolta evidente con cielo perlopiù sereno e valori termici in progressivo rialzo, destinati a collocarsi stabilmente al di sopra delle medie climatiche del periodo.

Alla base del cambiamento c’è l’anticiclone africano, una vasta area di alta pressione che si espande dal Nord Africa verso il Mediterraneo, garantendo tempo stabile e quasi totale assenza di precipitazioni. Le masse d’aria calda, provenienti dal Sahara e dirette verso l’Italia, si caricheranno di umidità attraversando il Mediterraneo, contribuendo a un incremento della percezione del caldo.

Nel dettaglio, tra sabato e domenica le temperature potranno raggiungere i 28-35 gradi al Nord, fino a 30-32 al Centro e intorno ai 30 al Sud e sulle Isole maggiori. Il picco della prima ondata di calore è atteso nella seconda metà della prossima settimana, quando l’anticiclone si rafforzerà ulteriormente.

http://example.comnews-13699.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Vi presento le mie 400 tartarughe - 2026-06-14T07:21:48+02:00 2026-06-14T07:35:30+02:00 L'allevatore dei record: "Vi presento le mie 400 tartarughe". E una di loro fa le uova in diretta

Alimentazione, routine, videosorveglianza h24 delle tartarughe di terra, fino al momento magico della deposizione delle uova che abbiamo avuto la fortuna di poter immortalare in diretta. Ecco l'allevamento amatoriale dei record di Renato Gobbetto alle porte di Treviso: quattrocento tartarughe a spasso per giardino e terrari.
Video di Rubina Bon

http://example.comnews-13698.atom Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Gnocchi con la ricotta, una storia lunga 50 anni - 2026-06-14T07:15:14+02:00 2026-06-14T07:21:45+02:00 La sagra di Sant’Antonio a Rivamonte celebra i pionieri del piatto diventato ora un simbolo. Nel 1976 venne proposta per la prima volta la pietanza per accompagnare la festa religiosa

«Cuocevamo le patate - quelle olandesi “vecchie” - che dovevano essere morbide, senza grumi, le schiacciavamo e aggiungevamo la farina e il sale. Facevamo un uovo, non di più, per un chilo di farina. Poi ci si regolava in base a quanta farina chiedevano le patate: se erano asciutte ne chiamavano meno, altrimenti un po’ di più». Quella che detta Anna è la ricetta per fare gli gnocchi di patate. Niente di originale, niente di diverso da quello che si può leggere in vari libri di cucina. Era d’altronde quella che la Anna, la Arturina, la Beppa, la Rita, la Maria “Pèli”, la Maria “del Titolét”, la Anna “Maestra” avevano imparato dalle loro mamme e dalle loro nonne.

A Rivamonte, da cinquant’anni esatti, “i gnòch co la poìna” (con la ricotta affumicata) sono diventati il simbolo della festa della comunità, della festa di Sant’Antonio. Il 13 giugno. Quel Sant’Antonio che è da Padova, certo, ma che i rivamontesi hanno fatto proprio non temendo confronti. E che da ieri sera festeggiano con la nuova edizione della sagra paesana, che domani vedrà premiare i pionieri di 50 anni fa.

«Lo disse chiaro Agostino quella mattina a zia Livia di Radio Valbelluna», ricorda Rosy, «che è importante Sant’Antonio da Padova, ma che neanche quello da Rivamonte è un coión». Non lo era e non lo è per nessuno di quanti – tantissimi, come dimostra un storica foto del 1893 – venivano e vengono a Rivamonte in occasione della ricorrenza del “santo dei miracoli” per una preghiera e per prendersi i “cordói” benedetti. «Nell’ufficio in cui lavoravo», dice Tiziana, «erano tutti comunisti e sindacalizzati, ma guai se non portavo loro i “cordói de Sant’Antoni”».
In molti, provenendo da altri paesi, chiedevano ospitalità. «Mia mamma Arturina», conferma Renata, «accoglieva gente a dormire». «E la mia», le fa eco Tiziana, «faceva uguale».

Fino al 1975 la sagra di Sant’Antonio nella zona della chiesa era stata solo religiosa: le molteplici messe, la processione con la statua del santo opera del Besarel, il canto dei vespri. Di laico solo il mercato. Le giostre erano a Rosson, nella parte interna del paese: quella a catene dell’Arturo, il tiro a segno dei Rossi. L’attesa dei bambini e dei ragazzi era spasmodica; i ricordi, oggi, ancora nitidi.
«Il primo giro era sempre gratis», dice Rosy all’epoca dodicenne. «Ma ti ricordi?», la guarda Daniela che al tempo, con Renata, aveva sedici anni, «che facevamo da balie alle figlie dei giostrai?». «Eh», ribatte Tiziana che ne aveva due di meno e si portava dietro la sorella Renata di dieci, «con la signora Rossi, quella dal “cocón” sulla testa, eravamo come parenti». Agostino, invece, aveva trent’anni e, come ha poi fatto nel corso della sua vita nel volontariato, provava a guardare un po’ più in là. «Il giorno di Sant’Antonio», dice, «ero là sulla balaustra degli autoscontri e mi dicevo: “Bisogna pensare a qualcosa”». Gli venne in aiuto la sagra di San Tomaso, la prima domenica di settembre dello stesso anno. «C’era un chiosco e davano fuori lo smòrm», ricorda, «ma pure qualche piatto di gnocchi, anche se non con molto successo».

Fatta. Agostino lascia decantare l’idea per tutto l’autunno, tutto l’inverno e parte della primavera. Poi la tira fuori e la condivide. «Avevamo indetto un consiglio della Pro loco nata qualche anno prima per iniziativa di Silvano Sommariva», racconta, «e io, che nel frattempo ne ero diventato presidente, proposi di fare “i gnòch co la poìna” a Sant’Antonio. La risposta fu un po’ freddina. D’altronde erano tempi in cui dappertutto alle sagre si faceva polenta e luganega e basta. Ma insomma riuscii a convincerli». Così nel giugno del 1976 anche Rivamonte scrisse il suo nome nella millenaria storia dello Street Food.

Negli anni d’oro del tendone della sagra che ricopriva buona parte del campo sportivo, i piatti di gnocchi che venivano serviti e consumati ai tavoli nei tre-quattro giorni di festa furono circa 2.800. Nel ‘76 molti molti meno. «Io me la ricordo la gente che li mangiava seduta sul muretto dove oggi c’è la fontana», testimonia la Anna “Maestra”. Il luogo di produzione e distribuzione era infatti la vecchia canonica.

«Da qualche anno», spiega Agostino, «i locali erano rimasti liberi perché il parroco si era trasferito nella nuova Casa della gioventù. Quando seppe dell’idea, perciò, don Luigi ci disse che potevamo andare là».

La documentazione fotografica scarseggia. Le immagini mentali, però, sono molto definite. «Ma vi ricordate?», chiede Rosy alle amiche di sempre, «si entrava lì dove c’era quella porta». «E c’era quella sala dove ci trovavamo a guardare la televisione», parla Daniela. «Una stanza piccola piccola», precisa la Anna “Maestra”. «E c’era quel corridoio in cui non ci si passava neanche e dove ci si urtava a vicenda di continuo: c’è una foto in cui si vede tutto ciò», confermano Tiziana e sua sorella Renata. Ecco, qui, è dove Agostino aveva portato il suo trefuochi e dove le patate, comprate da Franceschini con bottega ad Agordo dove oggi c’è la Cgil, venivano cotte.«Mia mamma si portava la sua pentola a pressione», dice Renata. «E si portavano pure le panère (spianatoie)», aggiunge Rosy. «Qualcuna», puntualizza Agostino, «ce la facemmo fare  anche dal Celeste, il falegname del paese». Qui è dove la ricetta citata da Anna prende forma. Le donne, come le due Anne, Rita, Beppa, le due Marie, impastavano («Mia mamma Beppa», ricorda Agostino, «infilava il dito nella pasta e diceva sì o no»), le ragazze più grandi come Daniela e Renata tagliavano le righe in gnocchi e quelle più piccole come Tiziana, Rosy e Renata li distribuivano. «Li servivamo dalle due finestre che davano su un piccolo prato e avevamo un frigorifero costituito da un mastello d’acqua in cui tenevamo le birre e le bibite».

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articolo di Gianni Santomaso

http://example.comnews-13702.atom Due alpinisti perdono la vita sul Sojo d'Uderle - 2026-06-14T07:04:00+02:00 2026-06-15T07:10:06+02:00 Valli del Pasubio (VI), 14 - 06 - 26

Due giovani alpinisti vicentini hanno perso la vita, precipitando questa mattina dal Sojo d'Uderle sul Pasubio. A dare l'allarme una cordata che ha assistito all'incidente. Attorno alle 11.40 è stato attivato il Soccorso alpino di Schio, che è arrivato alla base della parete assieme al tecnico di elisoccorso e al medico dell'elicottero di Trento, verricellati poco distanti. Constatato il decesso dei due ragazzi, lui del 2000, lei del 2001, l'eliambulanza non ha potuto provvedere al recupero a causa della presenza di nebbia. Le salme sono state imbarellate e trasportate dai soccorritori fino alla strada. I due alpinisti stavano scalando lo Spigolo Boschetti - Zaltron quando sono precipitati per oltre cento metri. Al momento non sono note le cause dell'incidente. 

http://example.comnews-13703.atom Scivola sul sentiero - 2026-06-14T07:03:00+02:00 2026-06-15T07:13:27+02:00 Galzignano Terme (PD), 14 - 06 - 26

Attorno alle 15 il Soccorso alpino di Padova è stato allertato per l'infortunio di una escursionista lungo la pista Blue Moon di Valsanzibio. La 56enne di Conselve, che stava percorrendo il tracciato a piedi assieme al figlio e al marito, messo male un piede, aveva riportato la sospetta frattura di una caviglia. Assistita dal personale sanitario di Pronto Conselve, la donna è stata raggiunta da una squadra, che le ha immobilizzato l'arto, per poi caricarla in barella e trasportarla per un chilometro fino all'ambulanza.

http://example.comnews-13701.atom Cade con la moto in una stradina sterrata - 2026-06-14T07:02:00+02:00 2026-06-15T07:04:09+02:00 Brogliano (VI), 14 - 06 - 26

Ieri attorno alle 19 il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, che si trovava a Campogrosso per un addestramento, è stato attivato dalla Centrale del Suem, a seguito della chiamata ricevuta dalla figlia di un uomo, caduto con la moto in un punto imprecisato tra Quargnenta e Cerealto. Dalle poche informazioni si trovava su una strada bianca e la moto gli era finita sopra le gambe. Risaliti alla zona, grazie anche alla conoscenza del territorio di due soccorritori, le squadre si sono suddivise su due mezzi fuoristrada e hanno iniziato a percorrere il reticolo disegnato dai percorsi sterrati, finché in una stretta stradina a fondo chiuso controllata fino alla fine, mentre si giravano per tornare indietro lo hanno ritrovato. Il 70enne di Arzignano, caduto manovrando per girarsi a sua volta, era ancora sotto la moto, da quasi due ore. I soccorritori lo hanno liberato dal peso e gli hanno prestato prima assistenza, poiché lamentava dolore ai piedi. Caricato in barella, l'infortunato è stato accompagnato fino al rendez vous con l'ambulanza, dove si trovavano anche i Carabinieri, e da lì trasferito all'ospedale di Valdagno. I soccorritori hanno riportato indietro anche la sua moto.