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Belluno Press - Nuovo ponte sul Piave.

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Ecco il progetto vincitore de “Fhecor Ingenieros Consultores e l’Estudio de Arquitectura Campo Baeza”


“Sarà il ponte più bello del mondo. Un ponte per incorniciare la città” ha detto l’ingegner Alberto Campo Baeza che insieme all’ingegner Josè Romo Martin ha realizzato il progetto. Un ponte dalle linee futuriste, funzionale e ben inserito nel contesto paesaggistico. Queste le peculiarità del nuovo ponte sul Piave che verrà realizzato a Lambioi e che andrà a sostituire definitivamente l’attuale ponte Bailey. La presentazione del progetto vincitore si è tenuta questa mattina, mercoledì 10 giugno, a Belluno, nella Sala Consiglio di Palazzo Rosso. Erano presenti il sindaco, Jacopo Massaro, gli assessori ai lavori pubblici e all’urbanistica, Biagio Giannone e Franco Frison, la presidente provinciale dell’Ordine degli architetti, Fabiola De Battista, e il presidente della Fondazione Architettura Belluno Dolomiti, Angelo Da Frè, i dirigenti dell’amministrazione comunale Carlo Erranti e Marina Rossi. Con l’intervento in videoconferenza dei progettisti vincitori del progetto.

L’opera interamente finanziata dallo Stato avrà un costo di 5.650.000 euro. Oltre ai 120mila euro già stanziati dal Comune di Belluno per il concorso e i 200mila della Regione Veneto. IL progetto vincitore è quello presentato dai professionisti Josè Romo Martin e Alberto Campo Baeza. Considerato che l’attuale ponte Bailey, che era un’opera provvisoria le cui concessioni scadono il 31 dicembre 2023, l’obbiettivo ambizioso sarebbe quello di realizzare il nuovo ponte entro tale data e di rimuovere il vecchio Bailey.  Il prossimo passo, per ora, è quello di contrattualizzare le opere entro settembre 2020.  “Le risorse dello Stato ci sono – ha detto il sindaco Massaro – inoltre l’opera è stata inserita dalla Regione tra quelle ‘Post Vaja’ che beneficeranno del III Fondo cosiddetto ‘opere di resilienza’ perché ritenuta funzionale e necessaria per resistere a fenomeni quali Vaia (in caso di innalzamento delle acque del Piave infatti l’attuale ponte Bailey viene chiuso, come è accaduto durante l’emergenza Vaja, perché non possiede i requisiti di sicurezza). Il nuovo ponte, con le sue gradinate, andrà altresì a valorizzare l’area della sponda sinistra del Piave che sarà oggetto di recupero e riqualificazione. Oggi  – ha concluso Massaro –  oltre agli stanziamenti, abbiamo l’assenso di tutti gli attori in campi”.

“Questo è l’esito di un concorso, il progetto migliore, valutato da una commissione. Un progetto di grande qualità” ha sottolineato l’architetto Franco Frison, assessore all’urbanistica del Comune di Belluno. Positivo anche il commento dell’assessore Biagio Giannone che ha apprezzato come ben si innesti il nuovo manufatto nell’area del Parco di Lambioi. L’architetto Angelo Da Frè, presidente della Fondazione Architettura Belluno Dolomiti, nell’esprimere soddisfazione per la grande qualità del progetto vincitore, ha spiegato come è avvenuta l’aggiudicazione, attraverso una procedura che ha garantito l’anonimato dei partecipanti fino all’ultimo step. La presidente provinciale dell’Ordine degli architetti Fabiola De Battista ha detto che l’opera “rappresenta una porta d’ingresso importante per la città di Belluno” sottolineando altresì come il vecchio Bailey, pur riconoscendone la funzionalità, non sia esteticamente adatto a quel luogo. “Ha vinto uno studio di fama internazionale – ha aggiunto l’architetto De Battista – a conferma che Belluno interessa professionisti che hanno realizzato grandi opere a livello internazionale”. E’ un ponte che unisce le competenze degli architetti sotto il profilo estetico a quelle strutturali degli ingegneri, ha concluso la presidente dell’Ordine degli architetti, e che ha portato ad un eccellente risultato finale.

I progetti presentati, saranno in esposti per una mostra aperta al pubblico.

Il progetto parla spagnolo
Parla spagnolo il progetto del nuovo ponte sul Piave, destinato a sostituire in via definitiva il ponte bailey di Lambioi: anche la seconda fase delle verifiche documentali ha infatti confermato la graduatoria provvisoria che già lo scorso 14 maggio aveva visto riconosciuto come miglior progetto quello elaborato dal raggruppamento temporaneo di progettisti costituito da Fhecor Ingenieros Consultores e l’Estudio de Arquitectura Campo Baeza.
“La Commissione Giudicatrice – si legge come motivazione del riconoscimento – ha apprezzato la proposta progettuale per la capacità di sintesi tra soluzione strutturale e forma architettonica in relazione al paesaggio. Si è ritenuta positiva la scelta di attraversare il fiume senza elementi in alveo, aspetto che garantisce sicurezza idraulica. Positivo il lavoro di interpretazione e di ridisegno delle sponde capace di potenziare i sistemi connettivi tra il fiume e la città, elementi sui quali il progetto dovrà garantire un approfondimento in fase esecutiva”.

Il progetto
«Si tratta di costruire il ponte più bello del mondo nella città più bella del mondo. Una grande sfida da tanti punti di vista»: così descrivono il loro lavoro i professionisti spagnoli. Una sfida vinta, e a illustrarla sono gli stessi progettisti: «Vogliamo ringraziare il Comune di Belluno e la giuria del concorso per questo risultato. – commentano José Romo Martin, ingegnere legale rappresentante di FHECOR, Alberto Campo Baeza, architetto e fondatore di Estudio Campo Baeza, e Leonardo Todisco, ingegnere di FHECOR – È un grande onore e una grande responsabilità, abbiamo fatto grandi sforzi per trovare soluzioni adatte alla specificità della città e dell’area».
Il nuovo ponte sorgerà a una distanza minima dal bailey già esistente, così da minimizzare le modifiche da apportare alla viabilità e da mantenere inalterato il traffico durante la costruzione, mantenendo allo stesso tempo un’adeguata distanza dal «nobile e monumentale» Ponte della Vittoria: «Solo una volta completato il nuovo ponte, si procederà alla rimozione del bailey», spiega Todisco.
Un ponte «rispettoso del contesto storico e naturale», senza elementi vistosi o interferenze con l’alveo del fiume; una struttura però che non vuole passare inosservata, con un unico appoggio inclinato e architettonicamente all’avanguardia.
Il ponte sarà largo complessivamente 14 metri e sarà dotato di due marciapiedi; quello sul lato destro, più ampio, sarà aperto anche al transito ciclabile, mentre sull’altro versante potranno circolare solamente i pedoni.
L’illuminazione del ponte sarà garantita da fasci di luce LED continui, situati nelle anime laterali e nelle barriere per garantire un’adeguata illuminazione tanto della carreggiata quanto dei marciapiedi.
Sulla sponda destra del Piave, ci si propone di realizzare un percorso che unisca il Ponte della Vittoria al parcheggio di Lambioi, mentre sulla sponda sinistra si creerà una nuova zona di sosta, connessa con il Ponte della Vittoria e con la spiaggia di ghiaia anche con la costruzione di una scala di accesso e di un punto belvedere, creando così una «zona giardini non inondabile».
Lo scopo è quello di riqualificare anche queste due aree, permettendo loro di diventare parte integrante e viva della città.

Il futuro del progetto
Entro il 30 settembre, dovrà essere formalizzato l’incarico ai progettisti per la redazione del progetto esecutivo definitivo. La data di fine settembre è vincolata alle tempistiche indicate dalle norme per l’accesso ai fondi statali per la ricostruzione post Vaia.
In attesa del progetto esecutivo, il costo stimato del progetto complessivo è di 5,6 milioni di euro, risorse che verranno ricercate appunto nei fondi “post Vaia”, con la speranza di avere l’opera completa per la fine del 2023, quando cioè scade l’attuale proroga per il ponte bailey.
Nel frattempo, si attendono ulteriori riduzioni delle limitazioni per gli spostamenti e le manifestazioni per organizzare una presentazione pubblica e una mostra dei progetti che hanno partecipato al concorso, come già avvenuto per quello del piazzale della stazione.

Il concorso di progettazione
Venticinque (dei quali uno non ammesso per carenza di elaborati) i progetti che hanno partecipato al concorso di progettazione: da segnalare la partecipazione straniera che, oltre a quella dei professionisti spagnoli, fa registrare anche la presenza di un architetto e di uno studio di ingegneria della Pennsylvania, negli Stati Uniti.
Dall’Italia, significativa la presenza di studi e professionisti veneti, ma non sono mancate proposte dalla Campania, dalla Sardegna, dalla Toscana, dal Lazio, dall’Abruzzo e dalla Lombardia.
Buona anche la presenza bellunese, con una proposta interamente “Made in Belluno”, classificatasi quarta, e altre tre che hanno visto la collaborazione di studi e liberi professionisti bellunesi con altre realtà italiane.

I commenti dei promotori del concorso di progettazione

Le istituzioni
«C’è grande soddisfazione per questo risultato di grande prospettiva per la città. – commenta il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro – Ci sono due aspetti politici che tengo a sottolineare: da un lato, la grande collaborazione tra Comune di Belluno e Regione Veneto, che ha portato all’inserimento della progettazione del nuovo ponte sul Piave tra le opere strategiche di resilienza di protezione civile. Questo ha portato a un finanziamento regionale che, unito a quello comunale, ha consentito di arrivare alle progettazione, necessaria e fondamentale, e mi auguro che questa collaborazione continui poi anche con l’inserimento della realizzazione di quest’opera tra i progetti da inserire, da parte della Regione, nella progettazione post Vaia, per la quale sono a disposizione dei fondi statali».
«Il secondo aspetto – continua Massaro – è l’essere riusciti ad abbinare a una progettazione di altissimo livello, già raggiunta per altre opere di rigenerazione urbana come la scuola Gabelli o il Piazzale della Stazione, la riqualificazione dell’asta del Piave, uno dei punti fermi di questa amministrazione. Nel 2012, quando ci insediammo, ci impegnammo a portare avanti il progetto Reti Ecologiche, che comportò diversi interventi, dalle Fontane di Nogarè al Parco Fluviale di Lambioi; con questo intervento andiamo a intervenire sul Piave, sulla sponda opposta al Parco, creando anche le premesse per un’eccezionale riqualificazione del collegamento tra i comuni di Belluno e Limana».
A ricostruire la storia e l’importanza di un ponte sul Piave nella zona di Lambioi è l’assessore ai lavori pubblici Biagio Giannone: «L’attuale ponte bailey si è rivelato un’importante infrastruttura che, pur nascendo come realtà provvisoria durante la ristrutturazione del ponte degli Alpini, negli anni ha evidenziato la sua strategicità per la connessione con il Castionese e la Sinistra Piave: nell’ottobre 2018, la tempesta Vaia ha fatto comprendere e confermato questa importanza, evidenziando quanto indispensabile sia questa infrastruttura non solo per la città, ma anche per tutta la mobilità Provinciale».
«La necessità di un nuovo Ponte sul Piave era un evidente bisogno che già prima della tempesta Vaia avevamo compreso ed evidenziato, ad esempio con la richiesta nel 2018 di una proroga al 2023 del ponte bailey proprio in attesa di giungere a questa soluzione. – continua Giannone – Ora arriviamo a questo importante passaggio, grazie anche alla collaborazione con la Regione Veneto che ha compreso la strategicità e la necessità dell’opera».
Si è arrivati all’individuazione del progetto tramite un percorso particolare, quello del concorso di progettazione che ha visto protagonisti il Comune di Belluno, la Fondazione Architettura Belluno Dolomiti e l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Belluno: «L’istituto del concorso di progettazione è sempre un momento centrale nei processi di trasformazione di parti importanti del territorio, in quanto con esso viene scelta la migliore idea progettuale tra un ventaglio di soluzioni elaborate da diversi progettisti. – sottolinea l’assessore all’urbanistica, Franco Frison – Il progetto vincitore ha il pregio di spingersi oltre il disegno del ponte e di coinvolgere la sponda sinistra del Piave in una progettazione paesaggistica molto estesa, ricreando una connessione fisica fondamentale con il fiume, cosa che in destra Piave la presenza dell’argine ha impedito. Lo skyline del nuovo ponte è elegante e si inserisce nel contesto con il minimo impatto paesaggistico, in modo rispettoso dei luoghi».
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L’attuale ponte Bailey

La commissione
Un ruolo importante nella promozione, divulgazione e organizzazione è stato ricoperto dalla Fondazione Architettura Belluno Dolomiti e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Belluno: «Da una decina d’anni la Fondazione è impegnata a promuovere il concorso quale strumento privilegiato per gestire le trasformazioni del nostro territorio, annoverando al suo attivo una quindicina di bandi. – spiega il presidente della Fondazione, Angelo Da Frè – L’utilizzo della piattaforma informatica ConcorsiAWN, messa a disposizione dal Consiglio Nazionale degli Architetti, permette lo svolgimento di tutta la procedura in forma anonima, privilegiando la valutazione dei progetti rispetto ai loro autori, che vengono individuati solo alla fine del procedimento. Lo svolgimento in due gradi consente di selezionare le cinque soluzioni più meritevoli e definire la graduatoria finale; la riprova della validità di tale strumento, nel caso specifico, è l’assoluta qualità del progetto premiato. Va dato merito anche all’Amministrazione comunale per aver scelto questa procedura».
«Quando nel 2007 è stato costruito il Ponte Bailey, dopo tanto tempo un secondo collegamento sul Piave dal crollo del ponte Vecchio nel 1917, la trasformazione fu talmente efficace e funzionale che vennero risolti tutti i problemi di viabilità che il Ponte della Vittoria, da solo, non era in grado di risolvere. – evidenzia Fabiola De Battista, presidente provinciale dell’Ordine degli Architetti – Questo cambiamento, diventato così essenziale nella vita di tutti i giorni, ci ha però portati a non vedere cosa quel ponte significava per il Piave, per la città, per i bellunesi e per i turisti: un’importante porta urbana come questa ha finito per essere un ponte provvisorio, formalmente non adeguato alla bellezza del paesaggio che lo ospitava. Oggi un’opera di spessore architettonico elevato come quella che ha vinto questo concorso riuscirà a sviluppare, in tutto il versante di Belluno che guarda verso il Piave, un punto di riferimento per chi a Belluno ci arriva e per chi ci vive, aggiungendo valore all’immagine della città. Il nuovo ponte impreziosirà le viste sulla città e sulla particolare morfologia del Piave, rivitalizzando un’intera area dal punto di vista sociale, economico, ma soprattutto quotidiano».

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