Dummy Title /belluno-dolomiti/ 2020-07-12T20:35:54+02:00 http://example.comnews-6492.atom Interventi in montagna - 2020-07-10T18:18:03+02:00 2020-07-10T18:19:16+02:00 Belluno, 10 - 07 - 20


Attorno alle 14 l'elicottero del Suem di Pievedi Cadore è volato a Canale d'Agordo, dove, lungo il sentiero numero 754 verso Pian di Costa, una donna, che si trovava con altre persone, aveva accusato un malore in località Pausa del Meo. Dopo aver geolocalizzato il gruppo, sentito anche il Soccorso alpino della Val Biois pronto a intervenire, l'eliambulanza ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Prestate le prime cure, G.P., 74 anni, di Spinea (VE), è stata imbarellata e issata a bordo per essere trasportata all'ospedale di Belluno per le verifiche del caso. Alle 14.30 circa, un escursionista che stava percorrendo la ferrata del Marmol sulla Schiara ha contattato il 118 dopo aver sentito nelle vicinanze il rumore di una scarica di sassi e delle urla. Sul posto è stato inviato l'elicottero di Treviso emergenza. L'equipaggio ha così verificato che le grida provenivano da persone sfiorate dai sassi, ma che fortunatamente stavano bene. L'allarme è quindi rientrato. Allertato anche il Soccorso alpino di Belluno. Attorno alla stessa ora si è mossa una squadra del Sagf di Cortina in aiuto di una donna bloccata da una crisi di panico nelle Gallerie del Lagazuoi. Raggiunta dai soccorritori K.M., 29 anni, di Campo Tures (BZ), è stata tranquillizzata e accompagnata lungo il percorso. Alle 14.45 è scattato l'allarme per una turista veneziana, C.P., 52 anni, di Ceggia, che scendendo dal Rifugio Fonda Savio sul sentiero numero 115 si era procurata la sospetta distorsione di un ginocchio. La donna è stata presa in carico dall'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e portata all'ospedale di Belluno. Pronto per eventuale collaborazione anche personale del Sagf. Prima delle 15 una diciannovenne di Ravenna si è sentita poco bene nei pressi del Rifugio Vandelli. Imbarcata dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stata accompagnata al pronto soccorso di Pieve.

http://example.comnews-6491.atom Recupero in Rifugio - 2020-07-08T10:39:00+02:00 2020-07-10T10:40:52+02:00 Val di Zoldo (BL), 08 - 07 - 20


Alle 12.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volata al Rifugio Sora 'l Sass per un'escursionista arrivata dopo essersi infortunata nei paraggi. La donna D.C., 73 anni, di Conegliano (TV), che si trovava col marito e si era procurata un probabile trauma alla caviglia, è stata medicata e trasportata all'ospedale di Belluno. 

http://example.comnews-6489.atom Escursionisti recuperati in Val Giralba - 2020-07-08T10:33:00+02:00 2020-07-10T10:34:41+02:00 Auronzo di Cadore (BL), 08 - 07 - 20


Ieri sera attorno alle 23 il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato per una coppia in difficoltà in Val Giralba. Dopo un giro sotto le Tre Cime infatti, l'uomo e la donna, quarantenni di Parma, al momento di rientrare dal Rifugio Auronzo per la Val Giralba, avevano sbagliato traccia, probabilemente seguendo un vecchio tracciato Gps, ed erano finiti lungo il torrente più in basso bloccandosi tra due cascatelle. Contattati telefonicamente, dal loro racconto i soccorritori hanno capito dove si trovavano e in breve li hanno individuati e raggiunti. Una volta con loro, la squadra li ha riportati sul sentiero e riaccompagnati a valle. Presente anche il Sagf di Auronzo. L'intervento si è concluso passata mezzanotte.

http://example.comnews-6435.atom Contro leucemie, linfomi e mieloma, 8 ematologi a disposizione di tutti NICLA PANCIERA 2020-07-08T08:13:00+02:00 2020-07-08T14:39:58+02:00 LA STAMPA 19 Giugno 2020 - TUTTO SALUTE - NICLA PANCIERA


Venerdì 19 i collegamenti tramite numero verde. Domenica 21 la Giornata mondiale. Tutti i successi della ricerca su immunoterapia e CAR-T, tecnologia che riprogramma i linfociti T per combattere il tumore dall'interno

La quindicesima «Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma» che si celebra il 21 giugno ed è stata promossa da AIL Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, serve per la «sensibilizzazione dell’opinione pubblica dell’importanza della ricerca per controllare al meglio le malattie del sangue e arrivare a curare tutti i pazienti» spiega Sergio Amadori, presidente di AIL.

Oltre alle iniziative delle 81 sezioni locali (tutte consultabili www.ail.it), per tutta la giornata di venerdì 19 giugno AIL ha messo a disposizione di tutti i cittadini un numero verde 800.22.65.24, al quale otto ematologi e altri specialisti risponderanno per offrire consigli sulla malattia e sui centri di terapia di tutto il territorio nazionale.

Come in una sorta di staffetta, dalle 8 alle 20, si susseguiranno i seguenti specialisti: 8-9.30 Massimo Offidani degli ospedali riuniti di Ancona; 9.30-11 Maria Teresa Petrucci dell’Umberto clinico I di Roma; 11-12.30 Francesco Buccisano di Tor Vergata di Roma; 12.30-14 Giuseppe Visani dell’Ospedale San Salvatore Muraglia di Pesaro; 14-15.30 Giuseppe Basso dell’oncoematologia pediatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova; 15.30-17 Giorgina Specchia dell’Università di Bari; 17-18.30 Maurizio Martelli dell’Umberto I di Roma; 18.30-20 Fabrizio Pane dell’azienda ospedaliera di Napoli. Il numero verde sarà comunque attivo tutto l'anno, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 17.

La giornata nazionale è anche l’occasione per condividere e confermare i successi della ricerca scientifica legati all’immunoterapia e alla tecnologia CAR-T, tecnologia in grado di riprogrammare i linfociti T in modo che possano combattere il tumore dall'interno. «Consiste in un prelievo di linfociti T che vengono poi ingegnerizzati in laboratorio in modo che siano in grado di fare due cose: riconoscere in modo selettivo le cellule malate e trasmettere al linfocita il segnale di distruggerle. In pratica, tramite un virus non patogeno, viene introdotto nei linfociti T un gene che produce il recettore CAR, che riconosce una proteina espressa sulla superficie delle cellule cancerose. I linfociti, così rimaneggiati e potenziati, vengono re-infusi nel paziente e possono cominciare la loro missione: annientare il tumore» spiega Paolo Corradini, Direttore della Divisione di Ematologia e Trapianto dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Presidente SIE Società Italiana di Ematologia. «La terapia è molto potente, ma comporta alcuni rischi. In particolare, la sindrome da rilascio di citochine, che è provocata da un’eccessiva risposta immunitaria dovuta all’infusione dei linfociti T modificati. Può dare origine a reazioni anche molto violente dell’organismo, che possono essere gestite efficacemente quando i pazienti sono seguiti in centri con grande esperienza clinica. Finora i principali risultati sono stati raggiunti su pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta, il tumore più frequente in età pediatrica, il linfoma diffuso a grandi cellule B e il linfoma mantellare. Inoltre, sono allo studio la leucemia linfatica cronica e il mieloma multiplo». Ad oggi in Italia sono 12 i centri autorizzati per la CAR-T, di cui 3 pediatrici, alcuni sono già attivati e altri lo saranno a breve non appena conclusa la fase di qualificazione prevista dalle autorità regolatorie. Nel nostro Paese, la terapia è approvata per il Linfoma diffuso a grandi cellule B e per il Linfoma mantellare; è ancora in fase di sperimentazione contro il Linfoma follicolare.

I linfomi rappresentano indubbiamente uno degli esempi di neoplasia in cui la moderna onco-ematologia ha ottenuto i migliori risultati terapeutici soprattutto in confronto ad altre neoplasie solide. Si dividono in due grandi categorie: linfoma non Hodgkin (LNH) e il linfoma di Hodgkin (LH). «Nei LNH con l’attuale associazione di immunoterapia (rituximab anticorpo monoclonale diretto contro le cellule B CD20+) e chemioterapia è possibile ottenere delle risposte complete che variano tra il 60-80% dei casi, in considerazione dell’età del paziente e del tipo istologico, che a distanza di anni possono essere considerate delle guarigioni – spiega Maurizio Martelli, Professore ordinario e Direttore UOC Ematologia dell’Azienda Policlinico Umberto 1 / Università Sapienza  Roma  -  Per il LH l’associazione di chemioterapia e radioterapia rappresenta ancora il trattamento standard con una possibilità di guarigione in quasi il 90% dei casi. L’immunoterapia (Brentuximab anticorpo monoclonale diretto contro le cellule CD30+) rappresenta maggiormente la terapia del paziente con LH ricaduto o refrattario al trattamento standard». Allo stato attuale esistono ancora aree terapeutiche che rappresentano un problema non risolto e che si potranno giovare nei prossimi anni di nuovi farmaci biologici e di approcci immunoterapici innovativi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

http://example.comnews-6488.atom Interventi in montagna - 2020-07-07T10:31:00+02:00 2020-07-10T10:33:29+02:00 Belluno, 07 - 07 - 20


Verso le 15 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in prossimità del Lago di Cavia a Falcade, dove un'escursionista di 50 anni, M.C., di Ravenna, che era assieme al marito, si era fatta male a un braccio. Equipe medica e tecnico di elisoccorso sbarcati in hovering hanno prestato assistenza all'infortunata e la hanno imbarcata con un verricello di 5 metri per poi portarla all'ospedale di Agordo. Sul posto anche il Soccorso alpino della Val Biois. I soccorritori di Livinallongo sono invece intervenuti a Porta Vescovo, per una escursionista che aveva riportato un probabile trauma alla caviglia dopo essere scivolata sul sentiero. I soccorritori hanno accompagnato a valle L.B., 71 anni, di Vicenza, che poi si è allontanata autonomamente. Alle 16.50 una squadra del Sagf di Auronzo si è portata a Forcella Lavaredo, sulle Tre Cime, dove una turista tedesca di 52 anni si era procurata un sospetto trauma alla spalla. La donna è stata poi imbarcata dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano per essere trasportata all'ospedale di Brunico.

Due le emergenze rientrate. Una ad Auronzo di Cadore, dove un passante si era imbattuto in un escursionista svenuto che, dopo essersi ripreso, ha rifiutato l'assistenza sanitaria. La seconda a Santo Stefano di Cadore per un cercatore di funghi in ritardo, poi tornato alla macchina quando le squadre del Soccorso alpino della Val Comelico stavano per avviare la ricerca.

http://example.comnews-6487.atom Muore colto da malore - 2020-07-07T10:29:00+02:00 2020-07-10T10:30:57+02:00 Belluno, 07 - 07 - 20


Attorno alle 14.30 la Centrale del 118 è stata allertata da una persona imbattutasi in un uomo a terra esanime, lungo il sentiero sotto la pista che dal Ristoro La Grava porta sul piazzale del Nevegal. Purtroppo il personale medico e il tecnico di elisoccorso sbarcati nelle vicinanze, raggiunto G.M., 77 anni, di Belluno, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso probabilmente dovuto a malore. La salma è stata ricomposta e imbarellata e, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, è stata trasportata dal Soccorso alpino di Belluno e dai Vigili del fuoco fino alla strada per essere affidata al carro funebre. 

http://example.comnews-6486.atom Shock anafilattico in Cansiglio - 2020-07-06T10:28:00+02:00 2020-07-10T10:29:43+02:00 Tambre (BL), 06 - 07 - 20


Attorno alle 19 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Gol club in Cansiglio per un probabile shock anafilattico. Atterrati sul posto, personale medico e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure a G.D.L., 78 anni, di Alpago (BL), per poi caricarlo a bordo e trasportarlo per gli accertamenti del caso all'ospedale di Belluno.

http://example.comnews-6485.atom Malore verso il Vandelli - 2020-07-06T10:25:00+02:00 2020-07-10T10:28:17+02:00 Cortina d'Ampezzo (BL), 06 - 07 - 20


Attorno alle 14.30 la Centrale del 118 è stata allertata da un'escursionista che si era sentita poco bene, salendo con i familliari dal Passo Tre Croci al Rifugio Vandelli. La donna, G.B., 55 anni, di Genova, colta da spossatezza sul pianoro prima delle scalette di ferro, è stata individuata dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e recuperata con un verricello di 10 metri dal tecnico di elisoccorso, per essere poi trasportata con un lieve malore all'ospedale di Pieve di Cadore.

http://example.comnews-6490.atom Interventi in montagna - 2020-07-05T10:34:00+02:00 2020-07-10T10:38:10+02:00 Belluno, 05 - 07 - 20

 

Alle 14 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in Valle di Lamen, a Pedavena, per un parapendio atterrato in modo brusco. Una volta sul posto, personale medico e tecnico di elisoccorso si sono presi cura del pilota, S.D.I., 26 anni, di Fiera di Primiero (TN), per un probabile trauma al bacino e dopo averlo imbarcato lo hanno trasportato all'ospedale di Feltre. Passate le 15.30, l'eliambulanza è stata poi inviata sul Terzo Spigolo della Tofana di Rozes, per un alpinista volato, secondo di cordata, in parete all'altezza della grotta. Il rocciatore, R.M., 56 anni, di Tarcento (UD), che aveva riportato un possibile trauma alla caviglia e alla schiena è stato recuperato dal tecnico di elisoccorso sbarcato in parete con un verricello di 70 metri. L'infortunato è stato poi trasportato all'ospedale di Belluno. I due compagni hanno invece completato la via.

http://example.comnews-6484.atom Interventi in serata a Cortina - 2020-07-05T10:24:00+02:00 2020-07-10T10:25:20+02:00 Cortina d'Ampezzo (BL), 05 - 07 - 20


Ieri attorno alle 20 la Centrale del 118 è stata allertata per 4 escursionisti piemontesi, due uomini e due donne, che, completata la Ferrata Dibona, avevano preso per il rientro un canale non corretto e si erano trovati in difficoltà. Seguendo le indicazioni telefoniche, i quattro sono poi riusciti a scendere autonomamente. Contemporanemente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato a Forcella Casale. Salendo dalla Val Travenanzes lungo il sentiero numero 17 in direzione del Bivacco della Pace per pernottarvi, una coppia era uscita dal sentiero quasi arrivata ed era rimasta bloccata a 2.800 metri di quota. Individuati dell'equipaggio, i due sono stati recuperati con un verricello e trasportati al Passo Falzarego. Verso le 22.30 il Soccorso alpino di Cortina assieme al Sagf si è mobilitato per cercare di risalire alla posizione di due escursionisti polacchi, che erano riusciti a contattare la Centrale operativa del 118 sia di Pieve di Cadore che di Bolzano, dicendo che non sapevano dove si trovavano dopo essere partiti da Rio Gere, dove dovevano tornare. Grazie ai doppi riferimenti ricevuti, i soccorritori hanno confrontato le coordinate ed hanno appurato che la coppia si trovava in realtà a Pra del Vecia, verso Cima Banche. Una squadra è quindi partita, li ha raggiunti sul greto di un torrente e riaccompagnati alla macchina. L'intervento si è concluso verso l'una.

http://example.comnews-6483.atom Intervento sulla Rocca del Garda - 2020-07-05T10:22:00+02:00 2020-07-10T10:31:27+02:00 Verona, 05 - 07 - 20


Alle 4.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona a seguito della segnalazione di un gruppo di ragazzi, il cui amico, un ventenne di Bergamo, era precipitato dalla Rocca del Garda, sul versante che guarda Bardolino. Il giovane era sparito alla loro vista, ma rispondeva che stava bene e non si era fatto niente. Un soccorritore di Affi si è portato sul posto, dove si trovavano già i Vigili del fuoco, mentre un squadra si portava sul posto, e dopo aver attrezzato una sosta per il recupero per contrappeso ha calato un vigile che ha imbragato il ragazzo. Assieme al resto dei soccorritori il giovane, che era caduto per una decina di metri senza fortunatamente riportate conseguenze, è stato riportato su. Sul posto anche i Carabinieri. 

http://example.comnews-6482.atom Due interventi in montagna - 2020-07-04T19:05:00+02:00 2020-07-10T10:19:46+02:00 Belluno, 04 - 07 - 20


Alle 13.40 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Sorgenti del Piave, a Sappada (UD), dove un ciclista era stato colto da malore. Prestate le prime cure all'uomo, R.G., 57 anni, di Chions (PN), l'equipe medica e il tecnico di elisoccorso lo hanno caricato a bordo e trasportato a Belluno per le verifiche del caso. Poco prima delle 16, l'eliambulanza è stata inviata a Livinallongo del Col di Lana, per un uomo caduto dalla propria mountain bike lungo il sentiero non distante dall'Ossario di Passo Pordoi. Sbarcati in hovering nelle vicinanze, i soccorritori hanno immobilizzato la gamba dell'infortunato, R.M., 66 anni, di Bologna, a seguito del possibile trauma riportato. Imbarellato, il biker è stato recuperato con un verricello corto per essere accompagnato all'ospedale di Belluno.

http://example.comnews-6479.atom Riapre al pubblico la Casa dei Tre Oci di Venezia con Jacques Henri Lartigue. L'invenzione della felicità. - 2020-07-04T08:09:16+02:00 2020-07-04T08:22:21+02:00 Sabato 11 luglio, ore 11.00 visita riservata a stampa e istituzioni (accrediti ore 10.45). Dalle 14.00 alle 19.00 apertura al pubblico con ingresso gratuito

Lartigue fece ciò che nessun fotografo aveva fatto prima e che nessuno fece dopo: fotografare la propria vita.
Richard Avedon
 

La Casa dei Tre Oci di Venezia riapre dopo l’emergenza Coronavirus con la più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia, dedicata al fotografo francese Jacques Henri Lartigue (1894-1986).
L’esposizione, inizialmente prevista dal 4 marzo al 12 giugno 2020, ma aperta solo pochi giorni a causa dei provvedimenti per contenere il contagio da Covid-19, si terrà dall’11 luglio 2020 al 10 gennaio 2021. Per celebrare la riapertura, sabato 11 luglio, la mostra sarà aperta con un ingresso gratuito, dalle 14.00 alle 19.00. Nei mesi di luglio e agosto, si potrà visitare la rassegna dal venerdì alla domenica, dalle 11 alle 19, pagando il solo biglietto ridotto speciale (€9,00 anziché 13).

L’invenzione della felicità, curata da Marion Perceval e Charles-Antoine Revol, rispettivamente direttrice e project manager della Donation Jacques Henri Lartigue, e da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci, è organizzata da Civita Tre Venezie e promossa da Fondazione di Venezia, in stretta collaborazione con la Donation Jacques Henri Lartigue di Parigi, con il patrocinio del Ministero della Cultura francese.
 
“Con la riapertura al pubblico della Casa dei Tre Oci la Fondazione di Venezia conferma il suo impegno al fianco della città, dopo la grave crisi generata da Covid-19, per un rilancio internazionale che non può non passare attraverso la cultura – sottolinea il Presidente della Fondazione di Venezia, Michele Bugliesi –. I Tre Oci sono ormai da anni una straordinaria casa della fotografia in cui sono ospitate mostre di grande respiro come questa dedicata a Jacques Henri Lartigue. Poter rendere nuovamente la Casa dei Tre Oci un bene al servizio della città è il segno tangibile della volontà della Fondazione di essere sotto ogni forma attore proattivo per lo sviluppo di Venezia e del suo territorio”.
 
La rassegna presenta 120 immagini, di cui 55 inedite, tutte provenienti dagli album fotografici personali di Lartigue, dei quali saranno esposte alcune pagine in fac-simile. A queste si aggiungono alcuni materiali d’archivio, libri quali il Diary of the Century (pubblicato con il titolo “Instants de ma vie” in francese), riviste dell’epoca, un diaporama con le pagine degli album, tre stereoscopie con immagini che rappresentano paesaggi innevati ed eleganti scenari parigini. Questi documenti ripercorrono la sua intera carriera, dagli esordi dei primi anni del ‘900 fino agli anni ‘80 e ricostruiscono la storia di questo fotografo e la sua riscoperta. Il 1963 è in tale contesto un anno cruciale: John Szarkowski, da poco nominato direttore del dipartimento di fotografia del MoMa – il Museum of Modern Art di New York, espone i suoi lavori al Museo newyorkese, permettendogli di raggiungere il successo quando Lartigue è vicino ormai ai settant’anni. 
 
Il percorso de L’invenzione della felicità si articola intorno a questi grandi momenti di riscoperta dell’opera di Lartigue, a cominciare dalla rassegna del museo newyorkese, durante la quale sono presentati i suoi primi scatti precedenti la Prima Guerra Mondiale, e che fanno di lui l’enfant prodige della fotografia. Ispirato dai giornali e dalle riviste illustrate di quest’epoca, Lartigue s’interessa alla ricca borghesia parigina che si ritrovava ai Grandi premi automobilistici, alle corse ippiche di Auteuil, oltre che agli uomini e alle donne eleganti che le frequentavano.

La ‘parte di mondo’ di Lartigue - scrive Denis Curti nel suo testo in catalogo - è quella di una Parigi ricca e borghese del nouveau siècle, e anche quando l’Europa verrà attraversata dagli orrori delle due guerre mondiali, Lartigue continuerà a preservare la purezza del suo microcosmo fotografico, continuando a fissare sulla pellicola solo ciò che vuole ricordare, conservare. Fermare il tempo, salvare l’attimo dal suo inevitabile passaggio. La fotografia diventa per Lartigue il mezzo per riesumare la vita, per rivivere i momenti felici, ancora e ancora”.
 
A seguito del successo ottenuto con la mostra al MoMa, verso la fine degli anni ‘60, Lartigue incontra Richard Avedon e Hiro, due tra i più influenti fotografi di moda di allora, che si appassionano immediatamente alla sua arte. Avedon, in particolare, gli chiese di scavare nel suo archivio per riportare alla luce alcuni scatti al fine di creare un ‘giornale’ fotografico. La selezione di queste immagini, fatta dallo stesso Avedon e da Bea Feitler, photoeditor di Harper’s magazine, portò alla pubblicazione del volume, nel 1970, Diary of a Century che lo consacrò definitivamente tra i grandi della fotografia del Novecento.
Tuttavia, Lartigue non è più da tempo il fotografo amatoriale di inizio secolo. Dagli anni ‘40 pubblica le sue fotografie su riviste, combinando i suoi incontri mondani e le inquadrature ricercate. Dopo l’approfondimento del periodo della sua riscoperta, le ultime sezioni si concentrano sugli anni ‘70 e ‘80, segnati dalle collaborazioni con il mondo del cinema, dove lavora come fotografo di scena per numerosi film, e della moda. L’occhio di Lartigue, tuttavia, non riuscì mai ad allontanarsi dalla vita di tutti i giorni, immortalando sempre molti dettagli curiosi e carichi d’ironia.
Un interessante focus è inoltre riservato alle memorie che Lartigue scrisse negli anni ‘60 e ‘70, quando inizia a ricomporre i suoi album nei quali aveva raccolto tutti i suoi scatti.
 
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue Marsilio Editori, con una testimonianza di Ferdinando Scianna.
 
In occasione della riapertura, la Casa dei Tre Oci mette a disposizione gratuitamente innovative modalità di fruizione della mostra, perfezionate dalla Fondazione di Venezia in collaborazione con Civita Tre Venezie nel periodo di lockdown nell’ambito del progetto FDVonair. Si tratta di un sistema di particolari QRcode, ovvero codici scansionabili con la fotocamera del proprio cellulare, associati a podcast che consentiranno ai visitatori di approfondire una significativa selezione di immagini attraverso la voce del direttore artistico Denis Curti e di ascoltare la playlist ispirata ai temi del fotografo della felicità.
Dall'11 luglio riapre, inoltre, nelle sale De Maria della Casa dei Tre Oci, la personale di Daniele Duca (Ancona, 1967), dal titolo Da Vicino, che presenta una serie di scatti di oggetti (grucce, penne, trame di tessuti, pasta, peperoni) che, privati del loro contesto, diventano delle nature morte contemporanee. 
 
L'accesso alla Casa dei Tre Oci è contingentato, nel rispetto delle attuali norme sulla sicurezza, con alcune prescrizioni, quali l'uso della mascherina, la distanza di sicurezza di almeno 1 metro, l'obbligo di igienizzarsi le mani all'ingresso e all'interno delle sale espositive, grazie ai dispenser igienizzanti posti in più punti della Casa. 

La Casa dei Tre Oci è un progetto culturale della Fondazione di Venezia e dal 2012 propone grandi mostre fotografiche internazionali. Grazie all’impegno della Fondazione e al supporto organizzativo di Civita Tre Venezie, la Casa, al cui interno sono conservati il Fondo Fotografico De Maria e il Fondo Italo Zannier di proprietà della Fondazione di Venezia, è diventata progressivamente un centro in cui sviluppare e conoscere i linguaggi dell’arte contemporanea. Un Comitato Tecnico composto da rappresentanti della Fondazione e di Civita Tre Venezie, oltre che dal Direttore Artistico, garantisce la qualità della programmazione espositiva e culturale della dimora costruita da Mario De Maria nel 1913.
 

Uffici stampa 
Civita Tre Venezie    Giovanna Ambrosano    +39 041 2725912; +39 338 4546387;    ambrosano@civitatrevenezie.it     www.treoci.org 
 
CLP Relazioni Pubbliche 
Anna Defrancesco    +39 02 36 755 700; +39 349 6107625;    anna.defrancesco@clponline.it    www.clp1968.it 
 
JACQUES HENRI LARTIGUE - L’invenzione della felicità. Fotografie
Casa dei Tre Oci    Fondamenta delle Zitelle, 43, Giudecca, Venezia    11.07.2020 > 10.01.2021    www.treoci.org
Orari: dal venerdì alla domenica dalle 11 alle 19                       
Come raggiungerci:   Vaporetto fermata Zitelle  -  Da Ferrovia - Piazzale Roma  linea 2 o 4.1  -  Da San Marco - San Zaccaria linea 2 o 4.2

http://example.comnews-6478.atom Visit Feltre - La nuove iniziative della Città di Feltre! - 2020-07-03T14:03:20+02:00 2020-07-03T14:28:47+02:00 Scopri cosa offre di nuovo la Città di Feltre!: Totem Card Feltre - Etno Feltre 2020


Totem Card Feltre
Riapre la Torre dell'Orologio e prende il via il circuito TOTEM CARD
Riapre da oggi, 3 luglio, la Torre dell'Orologio, l'antico accesso al castello di Feltre che  oltre ad offrire una inconsueta veduta dall'alto del cuore del Centro Storico, permette, attraverso una multimediale "finestra del tempo", di capire le trasformazioni di Piazza Maggiore e del Castello dall'incendio del 1510 ad oggi.
La torre è inserita nel circuito della TOTEM CARD, in vendita dal 1 luglio al 30 settembre 2020,  che, con un solo biglietto, consente di visitare a condizioni vantaggiose anche i tre musei del Centro Storico (il Museo Civico, la Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda” e il Museo Diocesano Belluno Feltre) e dal 24 luglio anche le ex Prigioni di Palazzo Pretorio.
Un'opportunità unica per fruire del ricco patrimonio storico artistico feltrino con un unico biglietto di ingresso!

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Etno Feltre 2020 - Rassegna di musica etnica a cura di Stolfo Fent
Inizia domenica 5 luglio la rassegna Etno Feltre 2020, organizzata dai locali di Piazzetta Trento e Trieste con la collaborazione del Comune di Feltre, che ci accompagnerà per tutta l'estate: 10 importanti appuntamenti di musica etnica tutte le domenica mattina alle ore 11.30.
La rassegna, curata dal musicista Stolfo Fent, spazia da proposte di musica afro al folk celtico, dalle composizioni di tradizione sefardita a quelle medievali, dalla rumba gitana al canto ancestrale di strumenti primitivi, dalle Dolomiti al Brasile passando per il Mediterraneo. Ogni domenica ci attenderà una carezza sonora e un viaggio! 
Inaugura la rassegna il gruppo MI LINDA DAMA, che propone musica di ispirazione mediterranea, con composizioni proprie e pezzi della tradizione sefardita. Nel 2015 i tre musicisti, Namritha Nori, Giulio Gavardi e Niccolò Giuliani, uniti da un comune amore per le sonorità e le culture mediterranee, danno vita alla band. I canti della diaspora sefardita diventano così l'occasione per una esplorazione e un ri-arrangiamento della tradizione nel segno della fusione, della rinascita e dell'innovazione. Il gruppo si è esibito in più di 100 concerti in tutta Italia e ha all'attivo 2 album.

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http://example.comnews-6477.atom "Bicipolitana" per cambiare la viabilità: la Fiab avvia la petizione - 2020-07-03T10:05:45+02:00 2020-07-03T10:20:23+02:00 Metropolitana di superficie. Se la mobilità deve cambiare, tanto meglio essere protagonisti del cambiamento. E agevolare un approccio più green e smart.


Di seguito l'articolo di Cronaca su NewsInQuota

Redazione  -  30 giugno 2020 - viabilità strade bici bicicletta

Metropolitana di superficie. A pedali. Se la mobilità deve cambiare, tanto meglio essere protagonisti del cambiamento. E agevolare un approccio più green e smart agli spostamenti quotidiani. È la proposta della Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), che porta avanti l’idea della “Bicipolitana”, una metropolitana dedicata alle due ruote. Non solo la propongono, ma la sottopongono al parere dei cittadini, attraverso una petizione popolare. Se le firme raccolte saranno tante, sarà più facile presentarsi a Palazzo Rosso e chiedere all’amministrazione comunale di dare seguito a quanto chiedono i bellunesi. Anche perché gli interventi per realizzare la “Bicipolitana” sono davvero una sciocchezza. «Segnaletica orizzontale per definire le corsie ciclabili - fanno sapere dalla Fiab Belluno -. E misure di moderazione del traffico».

La metropolitana per le due ruote è una rete ciclabile a uso quotidiano, che collega i quartieri cittadini tra loro e con il centro storico, la stazione ferroviaria, l’ospedale, i poli scolastici e i parchi. Può essere realizzata in tempi molto brevi, perché basterebbe collegare tutti gli spezzoni di ciclabili già presenti. In più, la Fiab ha già individuato le linee metropolitane. Tre in tutto. La prima corre in direzione nord-sud, per collegare Salce a Ponte nelle Alpi, con un percorso per via Marisiga, via Feltre e Garibaldi fino al centro storico; e via Cusighe-Fiammoi dall’altra parte. La seconda linea invece porta da Visome al centro storico, e da Cavarzano alle piazze. La terza ha come poli Nogarè, viale Europa e Mussoi. In tutti e tre i casi, con qualche accorgimento (come togliere alcuni stalli di parcheggio a bordo strada, installare cartelli stradali e limiti di velocità) è possibile far partire le corse della “Bicipolitana”.

«Lanciamo una raccolta firme per accompagnare la petizione popolare - concludono dalla Fiab -. Saremo in piazza dei Martiri, sabato mattina (il 4 luglio, ndr) con il nostro gazebo. La petizione può essere sottoscritta anche presso il negozio Tecnografica a Mussoi».

http://example.comnews-6473.atom Circolo Artistico Mario Morales - “Dalle Dolomiti al Sile: luoghi e persone” - Mostra a Treviso - 2020-07-03T09:39:00+02:00 2020-07-03T09:39:34+02:00 Dal 3 al 26 luglio Ca’ Robegan di Treviso ospiterà 115 espositori comprensivi  del Circolo Artistico Morales di Belluno, di Arte Comelico e di “Artisti Trevigiani”


La Mostra “Dalle Dolomiti al Sile: luoghi e persone” è il proseguo di quella organizzata dal Circolo Morales nel 2019  in Auronzo e resa poi itinerante a Longarone e a Limana dal titolo “Dolomiti: un mondo”.

Gode del Patrocinio della Regione, delle Province di Belluno e Treviso, del Comune di Treviso , del Parco Naturale Regionale del Sile e della Fondazione Dolomiti Unesco, di cui il Circolo Morales è socio Sostenitore.

Sono previsti degli Eventi collaterali:
 > il 9/07 conferenza della dott.ssa Valeria Favretto ”Giochi e divertimenti nella Marca gioiosa et amorosa”;
 > il 16/07 “Leggende, mistero e miti delle Dolomiti” a cura di Rosanna Raffaelli Ghedina con proiezione di fotografie di Roberto Ghedina. Presentazione libri  della Casa Editrice  Michael Edizioni Treviso
 > il 23/07 Conferenza della dott.ssa Ombretta Frezza con proiezione di immagini “La rappresentazione del Sile e della campagna trevigiana nell’opera di Beppe Ciardi”

Dal 5 al 26 luglio l’ingresso alla Mostra sarà regolamentato come da disposizioni Ministeriali relative al corona virus.

http://example.comnews-6476.atom Musei della Magnifica Comunità di Cadore aperti tutta l'estate - 2020-07-03T09:27:04+02:00 2020-07-03T09:39:02+02:00 la Magnifica Comunità di Cadore annuncia: Musei aperti d’estate


Da mercoledì 1 luglio e fino al 30 agosto la Casa natale di Tiziano Vecellio e il Museo Archeologico Cadorino saranno visitabili tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
Musei aperti d’estate
: la Magnifica Comunità di Cadore da ieri mercoledì 1 luglio e fino a domenica 30 agosto garantisce l’apertura della Casa natale di Tiziano Vecellio e del Museo Archeologico Cadorino tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Il servizio, reso possibile con la collaborazione della Cooperativa Cadore SCS, sarà assoggettato alle normative per contrastare la diffusione del Covid-19: gli ingressi agli spazi dei singoli musei saranno contingentati e subordinati all’uso della mascherina, l’igienizzazione delle mani e il rispetto della distanza minima di almeno un metro.

Con grande soddisfazione e sacrificio – afferma il presidente della Magnifica Comunità di Cadore Renzo Bortolotsiamo riusciti anche quest’anno a garantire una continuità nel servizio di apertura e fruizione dei nostri musei. Nella difficoltà di gestire le normative per il contenimento del contagio del virus Covid-19, abbiamo trovato una collaborazione con la Cooperativa Sociale Cadore SCS, che ci fornirà il supporto necessario per garantire il servizio nella massima sicurezza”.  

Per informazioni: Rete Museale Cadore Dolomiti, tel. 0435 32262, info@museicadoredolomiti.it

Ufficio stampa
Koiné Comunicazione | Ilaria Tonetto   ilaria@koinecomunicazione.it     mob. 348 82 433 86

http://example.comnews-6474.atom Promossa la 46^Alpe del Nevegal - 2020-07-03T09:13:51+02:00 2020-07-03T09:26:58+02:00 COMUNICATO STAMPA n°1 - 46^Alpe del Nevegal


Promossa la 46^Alpe del Nevegal, a poco più di un mese dal prestigioso appuntamento dell’8 e 9 agosto prossimi sulla “montagna dei Bellunesi”, la Giunta Sportiva ACI ha approvato il nuovo calendario del Campionato Italiano Velocità Montagna 2020. La classica competizione automobilistica, organizzata da Tre Cime Promotor Asd, è stata inserita fra i nove appuntamenti che, quest’anno, concorreranno ad assegnare il titolo tricolore della specialità. Per l’Alpe del Nevegal e il sodalizio presieduto da Achille “Brik” Selvestrel la promozione era nell’aria da tempo, vista la situazione creatasi con lo stop forzato conseguente all’emergenza sanitaria COVID-19; ora, con il via libera di ACI Sport, ha assunto i crismi dell’ufficialità.

Il CIVM 2020 inizierà con la 70^ Trento – Bondone, il 26 luglio. Si sposterà quindi a Belluno, nel fine settimana del 9 agosto, per la 46^ Alpe del Nevegal, che dopo le edizioni 2018 e 2019 si conferma nel calendario tricolore per il terzo anno consecutivo. Due settimane più tardi, il 23 agosto, ci sarà la tappa umbra del 55° Trofeo Luigi Fagioli, a Gubbio; il 30 agosto si svolgerà la 58^ Svolte di Popoli. Gli altri appuntamenti sono previsti il 13 settembre la 59^ Alghero-Scala Piccada; il 4 ottobre la 43^ Cividale - Castelmonte; il 18 ottobre la 62^ Monte Erice, a Trapani; il 25 ottobre la 63^ Salita Monti Iblei, in provincia di Ragusa; chiusura il 15 novembre la 25^ Luzzi – Sambucina, a Cosenza.

La Giunta Sportiva ACI non si è limitata a rimodulare il calendario della maggiore serie tricolore: le nove gare CIVM hanno mantenuto anche la validità per il Trofeo Italiano Velocità Montagna. Inoltre è stato approvato il Trophy Track Climb Mixed, il nuovo trofeo da conquistare tra salita e pista, riservato alle zone Nord, Centro e Sud. Il TTCM è dedicato soprattutto ai piloti che desiderano partecipare agli eventi più vicini e potranno sfidarsi oltre che nella gare di Velocità Montagna della propria zona, anche in gare su pista, sempre con la modalità della partenza singola, che saranno tre per ciascuna zona d’appartenenza.

Nella sede di via Nevegal, 6, l'altra sera, c’è stato un proficuo incontro di lavoro degli organizzatori dell’Alpe del Nevegal, che ha registrato anche la gradita partecipazione del presidente dell’Automobile Club Belluno, Lucio De Mori. Tre Cime Promotor Asd, che nel frattempo ha ottenuto il patrocinio alla competizione da parte della Provincia di Belluno, del CONI e dell’ACI, ha fatto il punto della situazione, in attesa del collaudo del percorso da parte di Veneto Strade, Ente gestore della S.P. 31 “del Nevegal” e proseguito i confronti operativi con i gruppi di collaboratori che garantiranno i servizi: Radio Club Belluno NORE, volontari della Croce Rossa, motociclisti dell’Associazione Grifoni Belluno, che si occuperanno scortare i concorrenti dai paddock alla linea di partenza; Claudio Caldart, responsabile del gruppo che curerà paddock e incolonnamento.

Ufficio Stampa
Roberto Bona    +39 328 7655660    media@trecimepromotor.com

http://example.comnews-6469.atom - 2020-07-02T09:04:42+02:00 2020-07-02T09:14:56+02:00 La mostra "Van Gogh. I colori della vita" si aprirà a Padova, nel Centro San Gaetano, il 10/10. Alcune iniziative speciali, dal 2 all’8/10, prima dell’apertura al pubblico. 


La prima tra queste iniziative speciali ha il sapore dell’assoluta esclusività. Solo quattro visite guidate - le due inaugurali venerdì 2 ottobre e le seconde due sabato 3 ottobre - condotte personalmente da Marco Goldin all’interno delle nove sale espositive di Van Gogh. I colori della vita. Un’occasione irripetibile. Unicamente venti persone per gruppo che si troveranno da sole all’interno dell'intera mostra e per ben due ore. Una visita guidata molto dettagliata della durata di un’ora e mezza, cui seguirà una mezzora finale nella quale il curatore risponderà alle domande dei venti fortunati che saranno riusciti ad acquistare i biglietti messi a disposizione. Alle domande piuttosto che alle richieste di approfondimento davanti alle opere. Sul nostro sito trovate prezzo, orari e caratteristiche di questa visita esclusiva con Marco Goldin.
 
IL 6 LUGLIO CLICCA QUI E ACQUISTA IL BIGLIETTO PER LA VISITA ESCLUSIVA CON MARCO GOLDIN
 
Fin da ora sappiate che gli appuntamenti sono stati fissati per venerdì 2 ottobre alle ore 18 e alle ore 21 e per sabato 3 ottobre sempre alle ore 18 e alle ore 21. Ogni volta per 20 persone soltanto, per un totale quindi di 80.
I biglietti saranno in vendita esclusivamente online sul nostro sito biglietto.lineadombra.it, a partire da lunedì 6 luglio alle ore 9. Ogni persona potrà acquistare al massimo 2 biglietti per singola prenotazione, che sarà possibile effettuare eventualmente una seconda volta. Non mancate quindi di riservare il vostro posto esclusivo il prossimo lunedì 6 luglio dalle ore 9.

L'apertura delle prenotazioni per la mostra è invece fissata per martedì 1 settembre alle ore 9 (call center 0422.429999). Segnate questa data sul vostro calendario. Non mancheremo di farvi vivere questa mostra, nelle condizioni di massima sicurezza, con una passione mai provata prima. Voi e Van Gogh, Van Gogh e voi.

http://example.comnews-6470.atom Dal 6 luglio in vendita solo 80 biglietti per le visite esclusive con Marco Goldin nella grande mostra su Van Gogh a Padova - 2020-07-02T09:04:42+02:00 2020-07-02T09:29:19+02:00 La mostra "Van Gogh. I colori della vita" si aprirà a Padova, nel Centro San Gaetano, il 10/10. Alcune iniziative speciali, dal 2 all’8/10, prima dell’apertura al pubblico. 


La prima tra queste iniziative speciali ha il sapore dell’assoluta esclusività. Solo quattro visite guidate - le due inaugurali venerdì 2 ottobre e le seconde due sabato 3 ottobre - condotte personalmente da Marco Goldin all’interno delle nove sale espositive di Van Gogh. I colori della vita. Un’occasione irripetibile. Unicamente venti persone per gruppo che si troveranno da sole all’interno dell'intera mostra e per ben due ore. Una visita guidata molto dettagliata della durata di un’ora e mezza, cui seguirà una mezzora finale nella quale il curatore risponderà alle domande dei venti fortunati che saranno riusciti ad acquistare i biglietti messi a disposizione. Alle domande piuttosto che alle richieste di approfondimento davanti alle opere. Sul nostro sito trovate prezzo, orari e caratteristiche di questa visita esclusiva con Marco Goldin.
 
IL 6 LUGLIO CLICCA QUI E ACQUISTA IL BIGLIETTO PER LA VISITA ESCLUSIVA CON MARCO GOLDIN
 
Fin da ora sappiate che gli appuntamenti sono stati fissati per venerdì 2 ottobre alle ore 18 e alle ore 21 e per sabato 3 ottobre sempre alle ore 18 e alle ore 21. Ogni volta per 20 persone soltanto, per un totale quindi di 80.
I biglietti saranno in vendita esclusivamente online sul nostro sito biglietto.lineadombra.it, a partire da lunedì 6 luglio alle ore 9. Ogni persona potrà acquistare al massimo 2 biglietti per singola prenotazione, che sarà possibile effettuare eventualmente una seconda volta. Non mancate quindi di riservare il vostro posto esclusivo il prossimo lunedì 6 luglio dalle ore 9.

L'apertura delle prenotazioni per la mostra è invece fissata per martedì 1 settembre alle ore 9 (call center 0422.429999). Segnate questa data sul vostro calendario. Non mancheremo di farvi vivere questa mostra, nelle condizioni di massima sicurezza, con una passione mai provata prima. Voi e Van Gogh, Van Gogh e voi.

http://example.comnews-6468.atom Da sabato 4 luglio Ciclo di visite guidate a partenza fissa. Il Racconto della montagna. Palazzo Sarcinelli, Conegliano - 2020-07-02T08:54:43+02:00 2020-07-02T09:04:17+02:00 Primo appuntamento del ciclo di visite guidate a partenza fissa alla mostra "Il racconto della montagna nella pittura tra ottocento e novecento" 4/7 ore 15.30


Sabato 4 luglio alle ore 15.30 si tiene il primo appuntamento del ciclo di visite guidate a partenza fissa alla mostra Il Racconto della montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento, allestita dal 12 giugno all'8 dicembre al Palazzo Sarcinelli di Conegliano.  
Ogni sabato alle 15.30 le operatrici museali dell’Associazione Aregoladarte e Astarte Servizi culturali condurranno i visitatori lungo lo straordinario percorso che racconta la storia, i personaggi, l'amore per le meravigliose Dolomiti venete e friulane. 

In particolare l'esposizione ricostruisce la fascinazione esplosa tra Ottocento e Novecento per la montagna, come mostrano le prime scalate di alpinisti ed alpiniste, gli interessi della pittura, della pubblicistica, della cartografia, la costituzione dei primi club alpini, nonché mappe, libri e volumi ancora oggi poco noti.
 
Accanto alle tele di Ciardi, Compton, Flumiani, Pellis, Salviati, Sartorelli, la rassegna presenta infatti molte curiosità e approfondimenti inediti. Dal focus sulla trevigiana Irene Pigatti, tra le prime alpiniste donne delle Dolomiti, al ritratto di Giuseppe Mazzotti, instancabile promotore della qualità del turismo trevigiano e della scoperta della montagna, dai primi turisti (inglesi) delle Dolomiti con il libro The Dolomite Mountains al testo, vero e proprio viaggio tra le bellezze italiane, Il Bel Paese di Antonio Stoppani, fino ai preziosi taccuini illustrati dell’artista alpinista triestino Napoleone Cozzi. Non mancano i meravigliosi manifesti pubblicitari della Collezione Salce. 
 
Un vero e proprio viaggio alla scoperta della vita e dei paesaggi  ai piedi e sulla sommità delle nostre vette più note - da Cortina d’Ampezzo ad Agordo, dalle Tre Cime alla Marmolada - osservati attraverso lo sguardo di pittori-scalatori  e di appassionati che li hanno sempre amati.
 
Costo:  euro 15,00 a persona (comprensivo di biglietto di ingresso e visita guidata).

E’ richiesta la prenotazione entro il venerdì precedente al giorno della visita agli indirizzi mail: info@aregoladarte.info   /   info@astartesc.it
Per ulteriori informazioni chiamare i numeri 349.4107020 / 347.6428685 

IL PRIMO APPUNTAMENTO E’ FISSATO PER SABATO 4 LUGLIO ALLE ORE 15.30. 
Numero massimo 15 partecipanti. 
Partecipazione con mascherina. 
Durante il percorso verranno rispettate le norme anti-covid.

Ufficio stampa
Civita Tre Venezie   Giovanna Ambrosano   ambrosano@civitatrevenezie.it, 338 4546387
 
 Il Racconto della Montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento
Palazzo Sarcinelli, Via XX Settembre, 132, Conegliano (TV)    12 giugno > 8 dicembre 2020    www.mostramontagna.it
 
Prenotazioni
Call center +39 0438 1932123   -   prenotazione on line
 
Orari
dal giovedì alla domenica, dalle 11 alle 19. 
Per aggiornamenti e informazioni, consultare il sito

http://example.comnews-6467.atom la newsletter di doppiozero | 30 giugno 2020 - Bob Dylan: Rough and Rowdy Ways - 2020-07-02T08:48:12+02:00 2020-07-02T09:30:31+02:00 Bob Dylan: Modi rozzi e rissosi - di Alessandro Carrera


“Ah, ma allora ero molto più vecchio, sono molto più giovane adesso” cantava Dylan nel 1964, all’età di 23 anni (“Ah, but I was so much older then, I’m younger than that now”). Il dio Crono in persona deve averlo sentito, e ha pensato: “Vuoi sconfiggere me, il signore del tempo, con le tue canzoncine? Bene, allora per te serberò una sorte speciale. Invecchierai come tutti, ma a ritroso. Diventerai così vecchio che ricorderai tutto quello che è accaduto ben prima che tu venissi al mondo. Assisterai alle guerre dei tempi passati, sarai con Giulio Cesare quando ha attraversato il Rubicone e con le donne troiane quando sono state vendute in schiavitù. E dovrai mettere tutto questo nelle tue canzoncine, altri strumenti non ne avrai”.
“Buio non è ancora, ma presto lo sarà” cantava Dylan nel 1997, all’età di 56 anni (“It’s not dark yet, but it’s getting there”), e tutti i critici giù a scrivere che stava meditando sulla sua mortalità. Non era un po’ presto?
Oggi che ne ha 79 e con il suo ultimo album, Rough and Rowdy Ways (Sony), traducibile all’incirca con Modi rozzi e rissosi, è in testa alle classifiche mondiali – per quel che valgono le classifiche – ancora tutti i critici sono lì a scrivere che sta meditando sulla sua mortalità. Mai che gli venga in mente che stia meditando, per dire, anche sulla loro, sulla nostra, quella di tutti, come i poeti hanno sempre fatto. Ma bisogna capirli, i critici: oscuramente avvertono di avere a che fare con qualcuno che ha firmato un contratto esclusivo. Gli scrittori, i pittori, gli attori possono invecchiare gloriosamente, se ne hanno la fortuna, ma uno che scrive canzoni? Uno che è cresciuto quando i suoi compagni d’avventure (Pete Townshend di The Who, ma non solo) proclamavano che preferivano morire piuttosto che diventare vecchi? Come si fa a invecchiare così tanto
Non sono solo sessant’anni che Dylan è in attività. Sono secoli. C’è mai stato un decennio a memoria di generazioni in cui Dylan non fosse da qualche parte a prender nota? Sempre nei primi anni Sessanta, aveva dichiarato che non lo potevano reclutare in nessuna organizzazione politica perché lui, anche se era d’accordo con i loro scopi, “non era in circolazione” (“I’m not around”). Ma in circolazione lo è stato sempre. Non è che per caso fosse davvero presente al discorso di Gettysburg, o quando Enrico V sconfisse i francesi ad Agincourt, o quando Marc’Antonio diede l’ordine di tagliare la testa a Cicerone? Magari dovremmo credergli quando dice, all’ultimo verso di “False Prophet”, “Non mi ricordo quando sono nato e mi sono dimenticato di quando sono morto” (“Can’t remember when I was born and I forgot when I died”).

A suo tempo avevo scritto che con Time Out of Mind Dylan era entrato nel “terzo stile”, lo stile della vecchiaia, quando non t’importa più nulla di quello che il mondo pensa di te, ed è la tua stessa arte il critico più severo. In origine, la definizione era stata creata per il Beethoven degli ultimi quartetti e delle ultime opere per pianoforte. Beethoven è morto a 57 anni. E Bob Dylan? Esiste forse un “quarto stile” che prende forma in Rough and Rowdy Ways, un album che compare dopo otto anni in cui Dylan ha pubblicato “solo” tre raccolte di canzoni classiche americane, reinterpretate molto a modo suo?

Rough and Rowdy Ways non sembra così diverso, formalmente, dagli altri album del “terzo stile”: Time Out of Mind (1997), “Love and Theft” (2001), Modern Times (2006), Together through Life (2009) e Tempest (2012). Ha nove canzoni e 71 minuti di durata (ma l’ultima, “Murder Most Foul”, dura 17 minuti e si riserva l’onore di un secondo CD tutto per sé). Alterna lente ballate e chiassosi blues elettrici, il tutto concluso, prima che inizi “Murder Most Foul”, da una meditazione ironico-paradisiaca di nove minuti e mezzo, “Key West (Philosopher Pirate)” non diversamente da come “Highlands”, altra meditazione paradisiaca di dieci minuti, concludeva Time Out of Mind.
Ma qualcosa di diverso c’è. Rough and Rowdy Ways è la prima raccolta in cui Dylan si prende assolutamente sul serio, più di quanto abbia mai fatto in passato. È anche la sua prima dopo il Premio Nobel del 2016, e del resto Dylan non ha mai nascosto l’ambizione dantesca di essere “sesto fra cotanto senno” (Inferno IV, 102). Nel caso di Dante, lo precedevano Omero, Orazio, Ovidio, Lucano e Virgilio. Ma solo perché Dante non aveva avuto modo di conoscere gli altri compari citati in Rough and Rowdy Ways. Nell’ordine, Walt Whitman, Edgar Allan Poe, Anna Frank, Indiana Jones (che c’è di strano? Anche Dante mescolava personaggi reali e immaginari), i Rolling Stones, William Blake, Beethoven, Chopin, Al Pacino, Marlon Brando, Giulio Cesare, Leon Russell, Liberace, San Giovanni, San Pietro, Freud, Marx (questi ultimi due posti dantescamente all’inferno), Jimmy Reed, Calliope, i generali Sherman, Montgomery, Scott, Zhukov e Patton, Elvis Presley (per la prima volta in vita e in morte sua chiamato solo “Presley”), Martin Luther King, il Presidente William McKinley (anche lui assassinato), Ginsberg, Corso, Kerouac, Louis (Armstrong), Jimmy (Rodgers; il titolo del disco è tratto da una sua canzone), Buddy (Holly), il Presidente Harry Truman e infine il Presidente Kennedy, al quale fa da seguito un tale corteo di nomi e di titoli di brani musicali da tenere occupati i dylanologi per i prossimi dieci anni.
Per inciso: mi sono già occupato delle tre canzoni che Dylan ha fatto uscire in anteprima, fornendo anche le traduzioni: “Murder Most Foul”“I Contain Multitudes” e “False Prophet”, come ho anche trattato dell’arco narrativo di Rough and Rowdy Ways in questo articolo. Qui voglio accennare alla posizione che Rough and Rowdy Ways viene ad occupare nell’opera complessiva di Dylan.

Si dirà: dov’è la novità? Dylan si prende sul serio, molto sul serio, da quando ha esordito. Certo, ma adesso ha completato il quadro, ha realizzato il destino che gli si è delineato in mente dal momento in cui ha imbracciato una chitarra: se il mio destino è scrivere canzoni, deve essersi detto, ebbene, queste canzoni saranno l’arca di Noè, la valle di Giosaffatte in cui chiunque troverà posto accanto a chiunque altro, senza gerarchie di valori né distanze sociali. Quando avevo vent’anni mi avete detto che ero Omero in jeans, lo Shakespeare dei vicoli, il Rimbaud del juke-box? Bene, ora che ho quasi ottant’anni lo sono! Adesso posso invocare Mnemosyne in “Mother of Muses” e dirle che vorrei sposare sua figlia Calliope, la musa della poesia epica, visto che altri pretendenti al momento non ne ha. Adesso posso tirare un colpo di dadi sperando che esca “un numero tra l’uno e il due” come in “My Own Version of You”, e nel frattempo chiedermi: “Che cosa farebbe Giulio Cesare al mio posto?” (“And ask myself what would Julius Caesar do?”). Adesso posso dire come Walt Whitman “io contengo moltitudini”, posso affermare che non sono un falso profeta (magari rispondendo all’allora cardinale Joseph Ratzinger, il quale all’epoca del famoso concerto al Congresso Eucaristico di Bologna del 1997 alla presenza di Papa Giovanni Paolo II aveva sollevato dubbi sull’opportunità di invitare certi pretesi “profeti”).
Da qui nasce lo sconcertante mix di umiltà e arroganza che pervade Rough and Rowdy Ways, più che in album ancora più arroganti, come Slow Train Coming (1979), o più umili (Oh, Mercy, 1989). L’umiltà è tutta nella voce, in melodie difficili per lui da intonare (c’è ahimè una stonatura all’inizio di “Mother of Muses”) ma piene di grazia (“I Made Up My Mind to Give Myself to You” ricorda la Barcarola di Offenbach), e i blues-sipario tra una ballata e l’altra, pur costruiti con formule collaudate, non sono affatto banali. La tessitura musicale è scarna e insieme finissima, ben superiore agli arruffati standard ai quali Dylan ci ha abituato (ascoltate i sognanti accordi iniziali di “Key West” – e aver lavorato per anni sul repertorio di Sinatra sarà pur servito a qualcosa), ma ci sono anche momenti in cui Dylan non sa resistere alla citazione facile o alla battuta da studente che vuol darsi delle arie (è uno dei guai dell’essere autodidatta; una parte di te rimane sempre lo-studente-che-non-è-stato).

Vuoi citare Shakespeare? Benissimo. “Murder most foul” dall’Amleto è perfetto per l’assassinio di Kennedy. Ma perché proprio “l’inverno del nostro scontento” (qui “the winter of my discontent”, in “My Own Version of You”), il primo verso del Riccardo III e il più scontato, l’unico che tutti ricordano (anche Steinbeck nel suo ultimo romanzo)? E davvero vuoi rivolgerti ad Amleto con la domanda da studentello impertinente, “Mi sai dire cosa significa essere o non essere? E non cercare di imbrogliarmi” (“Can you tell me what it means: to be or not to be? You won’t get away with foolin’ me”, sempre da “My Own Version of You”)? Bob, perché non sei un po’ più snob? Ormai te lo puoi permettere. Non è solo che tutti sono ai tuoi piedi; è che ormai la cultura sei tu. Scusa la responsabilità.
Ma sono cadute di tono momentanee. Dylan rimane un maestro di quella che Keats chiamava la “capacità negativa” di alludere senza dire. Un solo esempio, da “Murder Most Foul”: quando Dylan chiede al disc-jokey Wolfman Jack di suonare il blues “Key to the Highway” “for the king on harp” intende “harp” come armonica, e il re all’armonica potrebbe essere Little Walter o Sonny Terry, oppure come arpa, e allora il re all’arpa potrebbe essere Davide o Salomone? Ma noi sappiamo che per Dylan è esattamente la stessa cosa. È riuscito a farcelo capire, che l’armonica di Little Walter e l’arpa di Davide sono la stessa cosa. La luce che ha acceso è questa, ed è così forte che gli occhi non si sono ancora abituati.

http://example.comnews-6466.atom Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti: il Covid-19 non ha frenato la partecipazione, in gara 99 opere - 2020-07-02T08:36:47+02:00 2020-07-02T09:33:06+02:00 Il 30/5 si è chiuso il bando della 38° edizione. Nonostante lo stop imposto dalla pandemia, si registra anche quest’anno un’ottima partecipazione


La maggior parte dei volumi, ben 48, concorre nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, altri 44 sono in gara in “Ecologia e paesaggio” e 6 in “Artigianato di tradizione”.
Buona la risposta anche dagli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, ai quali è dedicato il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, che si articola in una sezione letteraria e una sezione video: alla XIII edizione hanno concorso 28 elaborati.

La trentottesima edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione - viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta” dedicato alla figura e all’opera di Giuseppe Mazzotti, lo scorso 30 maggio ha chiuso i termini di adesione al nuovo bando, registrando un’ottima partecipazione, nonostante lo stop imposto dal Covid-19: le opere inviate sono state 99, provenienti da 51 case editrici. La terna di quest’anno prevede siano in gara le sezioni “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, che registra la maggior adesione con 49 opere, “Ecologia e paesaggio” con 44 volumi e “Artigianato di tradizione” con 6.

L’elenco dei titoli dei libri partecipanti restituisce una visione ampia e poliedrica del Premio, in ideale continuità con l’eclettismo dell’intellettuale trevigiano Giuseppe Mazzotti, una delle personalità di maggiore spicco della cultura veneta e nazionale contemporanea, per 37 anni direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Treviso, alpinista, scrittore, gastronomo, consigliere del Touring Club. La giuria, in particolare, ne sottolinea l’elevata e diffusa qualità, che non renderà semplice la scelta.

Ad esaminare le opere sono chiamati i membri della Giuria, composta da importanti personalità della cultura: Salvatore Giannella, Alessandro Vanoli, Franco Viola e Italo Zandonella Callegher, ai quali si aggiungono quest’anno Margherita Azzi Visentini, già docente di storia dell’architettura al Politecnico di Milano, grande esperta di Andrea Palladio e delle sue opere e già componente della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” fino al 2011, Alessandro Giorgetta, alpinista, geologo, scrittore e direttore editoriale del Cai - Club Alpino Italiano centrale, e Domenico Luciani, architetto e primo direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, ruolo che ha ricoperto per ventidue anni. I vincitori saranno annunciati a fine ottobre.

Il riconoscimento è promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” e ne è main sponsor Intesa Sanpaolo, è patrocinato e sostenuto da Touring Club Italiano, Club Alpino Italiano, Regione del Veneto, Reteventi Provincia di Treviso, Comune di San Polo di Piave, Montura – Tasci s.r.l., Confartigianato del Veneto, Camera di Commercio Treviso - Belluno, Parco Gambrinus, Valcucine – Driade S.p.A. – FontanaArte S.p.A – Toscoquattro S.r.l, Stiga S.p.A.,  Consorzio Tutela Prosecco Doc - Consorzio Vini Venezia, Fondazione “Americo e Vittoria Giol”, Dieffebi S.p.A., Itas Mutua, Federazione Provinciale Coldiretti Treviso, Eclisse S.r.l., Latteria Soligo, Acqua Pejo S.r.l., Greenova Italia S.r.l., Assindustria Veneto Centro, Segmenti S.r.l., Generalvetri S.p.A, Confraternita del Raboso, Magis S.p.A., Umana S.p.A..

Premio Juniores. Soddisfacente anche la risposta degli studenti degli istituti superiori del Triveneto, della Slovenia e della Croazia, ai quali è dedicato il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores, giunto quest’anno alla XIII edizione: per la Sezione letteraria concorrono 15 elaborati, mentre la Sezione video vede in gara 13 lavori.

Per informazioni: Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, tel. 0422 855609 – fax 0422 802070; e-mail info@premiomazzotti.it; www.premiomazzotti.it
Ufficio stampa Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”
Koiné Comunicazione | Ilaria Tonetto    Mob. 348 8243386

http://example.comnews-6465.atom Mostra fotografica di Stefano Tamburlin presso il Centro Culturale Piero Rossi - 2020-07-01T07:50:21+02:00 2020-07-01T07:52:42+02:00 da oggi al 30 luglio

Informiamo che, fino al 30 luglio 2020, sarà possibile visitare presso il Centro Culturale Piero Rossi la mostra fotografica di Stefano Tamburlin, dal titolo "Le quattro stagioni: autunno - inverno".
L'autore, bellunese, da sempre amante della fotografia, collabora con il gruppo fotografico Fotoscriba. Gli scatti esposti sono dedicati ai colori dell'autunno e ai contrasti dell'inverno.
La mostra è visitabile, ad ingresso libero, negli orari di apertura del Centro.

http://example.comnews-6462.atom Fuori strada con la moto da cross - 2020-06-30T07:31:00+02:00 2020-07-01T07:32:50+02:00 Santo Stefano di Cadore (BL), 30 - 06 - 20


Attorno a mezzogiorno l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in Val Visdende dove, mentre con alcuni amici percorreva la Strada delle malghe, un centauro aveva perso il controllo della propria moto da cross, finendo in una scarpata laterale e fermandosi una ventina di metri più sotto. Arrivati tra Casera Antole e Casera Chiastelin, dopo essere stati calati con un verricello di 30 metri, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure all'uomo, un sessantenne tedesco, che era cosciente e lamentava dolori alla colonna. Una volta imbarellato, l'infortunato è stato caricato a bordo, per essere trasportato all'ospedale di Belluno. Sul posto anche una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico che ha aiutato i compagni dell'uomo a recuperare la moto.

http://example.comnews-6463.atom Interventi in montagna - 2020-06-28T07:32:00+02:00 2020-07-01T07:37:22+02:00 Belluno, 28 - 06 - 20


Poco prima delle 13 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Coldai, Val di Zoldo, dove era arrivato un escursionista che si era procurato uno strappo muscolare. Mentre l'equipaggio stava prestando le cure all'uomo S.V., 61 anni, di Rovigo, una donna sul posto, M.R.M., 48 anni, di Pordenone, ha accusato un malore. Entrambi sono stati imbarcati e trasportati all'ospedale di Belluno per le verifiche del caso. Contemporaneamente il Soccorso alpino di Longarone e Belluno sono intervenuti nel comune di Ponte nelle Alpi, sul sentiero che dalla Chiesa di Sant'Andrea porta a Polpet, poiché scendendo con un amico, un'escursionista si era procurata un probabile trauma alla caviglia. I due sanitari della Stazione di Longarone le hanno stabilizzato la gamba e, una volta imbarellata, I.C., 46 anni, di Ponte nelle Alpi (BL), è stata imbarellata e trasportata fino a valle, assicurando il passaggio con corde nei tratti più esposti. La donna si è poi allontanata autonomamente. 

http://example.comnews-6461.atom Intervento sul Piccolo Lagazuoi - 2020-06-28T07:30:00+02:00 2020-07-01T07:31:31+02:00 Cortina d'Ampezzo (BL), 28 - 06 - 20


Nel pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Via del buco sul Piccolo Lagazuoi, dove a un alpinista scivolato in parete era rimasto incastrato un piede, causandogli una storta al ginocchio. Recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 20 metri, l'infortunato, G.F., 59 anni, di Cappella Maggiore (TV), è stato trasportato all'ospedale di Cortina. I compagni hanno proseguito autonomamente. 

http://example.comnews-6458.atom Turismo Mel - "Cammina con me 2020" - 2020-06-27T08:47:00+02:00 2020-07-09T12:05:31+02:00 L'Ufficio  Turistico Valbelluna informa che torna l’appuntamento con “Cammina con me... Viaggi e buoni cammini per grandi esplorazioni”.


Organizzata da Comune di Limana,  associazione “Comitato Frazionale Valmorel Navenze Cros Laste” e dalla FIE con il  coordinamento di Paolo Tormen, l’iniziativa propone
per  l’intera estate camminate nelle nostre splendide Prealpi.

Primo appuntamento: DOMENICA  28 GIUGNO  2020   -  “L A  C O N S A P E V O L E Z Z A  I N  C A M M I N O , S G U A R D I  D A L L E  P R E A L P I”
Camminata  alla scoperta di semplici pratiche di  consapevolezza  con l'insegnante di Yoga e Meditazione Laura Liina  Fantozzi .
Ritrovo:   Melere di Trichiana ore 9.15      -    Camminata media difficoltà     -   Pranzo al sacco - Durata 5h
Per tutte le uscite  è OBBLIGATORIA l’iscrizione  ENTRO IL GIORNO PRECEDENTE L'USCITA  ai numeri :
Frigerio  Eugenio - 347 7619696  -  Tormen Paolo -339 7003364 dopo le 18.00   - Venturin Sergio - 335 7291783   -   www.valmorel.it
Le camminate si svolgono con un  mIn. di 10 e max di 15 persone.
Ricordiamo che, a seguito dell‘emergenza COVID ed in virtù della normativa nazionale e regionale,  i partecipanti dovranno essere muniti di  mascherina e gel  igienizzante per le mani o guanti.
Non é necessario indossare  la mascherina durante il tragitto, ma solo nelle fermate per  le osservazioni.

In foto il programma con i dettagli

Ufficio  Turistico Valbelluna
Piazza Papa Luciani, 3 – 32026 Mel – Borgo Valbelluna (BL)   Tel: +39 0437 544294   E-mail: turismo.mel@borgovalbelluna.bl.

http://example.comnews-6457.atom Fondazione Stěpán Zavřel - Scuola Internazionale d'Illustrazione: i corsi brevi di luglio - 2020-06-27T08:46:00+02:00 2020-06-27T08:48:10+02:00 Newsletter Scuola Internazionale d'Illustrazione di Sarmede I corsi brevi di luglio | Oscar Sabini e Giacomo Bizzai

 
3 – 5 luglio 2020 - Il collage fotografico nell’illustrazione - di Oscar Sabini
Corso per tutti – carta del docente
Centro Sociale di Rugolo, Sarmede
Il valore del collage fotografico
Individuare una tecnica che permetta di rappresentare al meglio personaggi, ambiente, atmosfera è una parte fondamentale nell’interpretazione del testo attraverso l’immagine. La tecnica del collage fotografico si pone con una doppia valenza: da un lato permette di esplorare, durante le fasi di lavoro, alcuni passaggi concettuali che, sul piano della ricerca creativa, ne tracciano con naturalezza il percorso; dall’altro consente di creare immagini utilizzando altre immagini che, non avendo una relazione tra loro, segnano, in fase compositiva, una sottile linea di confine che sta al limite tra ciò che è reale e ciò che invece non lo è.
Il corso è rivolto a docenti di ogni ordine e grado, illustratori, educatori, operatori culturali, psicoterapeuti, arteterapeuti.
È possibile utilizzare la carta del docente.
Per approfondimenti clicca qui

11 – 12 luglio 2020 - A buscare le storie nel bosco - di Giacomo Bizzai
Corso per tutti – carta del docente
Bosco del Cansiglio
Giacomo Bizzai conduce il corso propedeutico di lettura ad alta voce in un luogo speciale, il bosco del Cansiglio, proponendo un’inedita opportunità di formazione.
Immersi nella natura, si farà esperienza della narrazione di storie ambientate nel bosco, luogo per eccellenza dell’immaginario fantastico a cui ognuno può attribuire una memoria.
La bibliografia di lavoro proposta nel corso si inserisce nel più ampio progetto che la Fondazione Štěpán Zavřel sta mettendo a punto in occasione della 38esima edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione Le Immagini della Fantasia di Sàrmede.
La sezione tematica sarà infatti dedicata al bosco e proporrà, attraverso le illustrazioni, un’indagine sui molteplici significati del bosco nella narrazione popolare e letteraria.
Il bosco è luogo di scoperta e di iniziazione, ma è anche luogo di perdita e di oscurità.
È una zona di confine il cui passaggio implica sempre una trasformazione.
Il corso prevede esercizi preparatori per l’uso della voce e del corpo in funzione della lettura (respiro, ritmo, volume, intenzione, espressione) e prove di lettura sui testi scelti dal docente nella prima fase e scelti dai partecipanti nella seconda fase.
Il corso è rivolto a docenti di ogni ordine e grado, lettori volontari, genitori, operatori culturali e offre la possibilità di arricchire le capacità di lettura delle fiabe e dei racconti per bambini e ragazzi.
È possibile utilizzare la carta del docente.
Per approfondimenti clicca qui  

Per informazioni ed iscrizioni cliccare qui
 

Fondazione Stěpán Zavřel, via Marconi 2A—31026 Sàrmede (Treviso, Italy)   T. +39 0438 959582, info@fondazionezavrel.it, www.fondazionezavrel.it

http://example.comnews-6459.atom Georg Baselitz dona alle Gallerie dell'Accademia di Venezia l'importante disegno "Senza titolo - studio da Francesco Pianta" - 2020-06-27T08:20:00+02:00 2020-06-27T08:49:32+02:00 ​​​​​​​Le Gallerie dell'Accademia si arricchiscono di una nuova importante opera grafica, il disegno Senza titolo - studio da Francesco Pianta di Georg Baselitz


Il celebre pittore e scultore tedesco ha deciso di donare il proprio lavoro al museo veneziano. Il disegno era stato esposto per la prima volta in occasione della grande retrospettiva del 2019 dedicata all'artista, Baselitz – Academy, concepita per le Gallerie dell’Accademia e curata da Kosme de Barañano. La donazione testimonia il forte legame di Baselitz con l'antica Istituzione e la città lagunare.
 
L'acquisizione del disegno rappresenta, inoltre, la volontà di dare vita a un “fondo di opere d'arte contemporanea”, che, oltre ad implementare la collezione di disegni novecenteschi del Museo, vuole mettere in relazione il lavoro di importanti artisti contemporanei con la collezione permanente. L’opera di Baselitz entrerà a far parte del Gabinetto di Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia, una delle più prestigiose raccolte di grafica conservata in una collezione pubblica italiana, ricca di 2697 disegni antichi e 1040 stampe e comprendente il ben noto nucleo di lavori di Leonardo da Vinci oltre che capolavori di Raffaello, Michelangelo, Dürer, Tintoretto, Piazzetta, Canaletto e molti altri importanti artisti.
 
“La scelta di aprire le porte delle Gallerie al contemporaneo e lasciarne traccia attraverso uno specifico fondo – osserva Giulio Manieri Elia, Direttore del Museo – dedicato in particolare agli artisti che sono stati e che verranno ospitati dalla nostra Istituzione, si ricollega alle origini del Museo: quando furono fondate circa due secoli fa le Gallerie, animate dallo straordinario dinamismo culturale di Leopoldo Cicognara e Antonio Canova, già miravano a valorizzare la produzione artistica coeva accanto ai capolavori antichi”.
 
Il disegno di Baselitz è stato eseguito nel 1965 a Firenze, nel corso del primo soggiorno in Italia dell'artista, svoltosi per sei mesi presso Villa Romana a Firenze. In questi mesi di cruciale importanza sarebbero nati i primi studi per la fondamentale serie degli Helden (Gli Eroi) ma, prima di conferire una significativa svolta al suo stile, Baselitz aveva realizzato disegni che ancora riflettevano i modi delle opere dei primi anni Sessanta, create sotto l’influsso di Antonin Artaud e nel periodo dei Manifesti Pandemonici (Pandämonische Manifeste).
Il foglio fa parte della serie realizzata d’après gli intagli lignei eseguiti da Francesco Pianta per la Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia tra il 1657 e il 1676. Baselitz non visitò la città lagunare e non vide gli originali di Pianta, ma creò i suoi disegni sulla scorta del volume di Enrico Lacchin (Di Francesco Pianta junior. Bizzarro e capriccioso scultore in legno del barocco veneziano e dei suoi “geroglifici" nella Scuola di San Rocco, Venezia, Libreria Emiliana Editrice, 1930), scovato a Firenze da un antiquario e ancora oggi presente nella sua biblioteca. 
 
Non si tratta di semplici copie ma di libere reinterpretazioni, a proposito delle quali Kosme de Barañano ha scritto: “I disegni che Baselitz realizzò a partire da Pianta nel 1965 sono molto più opere creative e intellettuali che semplici copie. […] Baselitz visualizzava le immagini di Pianta e le trasformava in ritmo. Andò oltre la semplice copia o parafrasi, trasfigurandole in melodiche e spesso astratte curve di inchiostro che evocano quelle mute figure intagliate, nonostante non conservino più alcuna somiglianza con esse”.
 
Oltre alla sua importanza storica e alla notevole qualità estetica, il disegno s’inserisce quindi in una più ampia prospettiva che concepisce il Museo come luogo di incontro e di scambio e intende le mostre non solo in termini di grandi eventi ma quali occasioni di arricchimento per il Museo stesso e per la città.

Venezia, giugno 2020
www.gallerieaccademia.it/
IMMAGINE HD:  https://bit.ly/2A35NRz
 
Ufficio stampa Gallerie dell’Accademia di Venezia
Civita Tre Venezie - Giovanna Ambrosano   ​M + 39 3384546387   E ambrosano@civitatrevenezie.it
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Gallerie dell'Accademia di Venezia
Campo della Carità 1050 - 30123 Venezia   www.gallerieaccademia.it

Orari: da martedì a domenica dalle 8.15 alle 19 .15. Chiuso Lunedì

Come raggiungerci: Vaporetto fermata Accademia
Da Piazzale Roma o Ferrovia linea 1 o 2, direzione Lido, fermata Accademia
Da Piazza San Marco linea 1 o 2, direzione p.le Roma, fermata Accademia