Dummy Title /belluno-dolomiti/ 2026-04-13T10:32:03+02:00 http://example.comnews-13406.atom Fermiamo l’abbattimento degli alberi di Via Feltre a Belluno - Change.org / Commento di Webdolomiti - 2026-04-13T07:54:05+02:00 2026-04-13T09:24:03+02:00 Webdolomiti riporta questa petizione per dovere di cronaca, ma ritiene opportuno esprimere un suo commento in testa alla comunicazione di Change.org

Webdolomiti:

Ritengo che, le affermazioni nella seguente petizione, dovrebbero essere documentate con il Piano di Interventi Previsti in via Feltre, affinchè il lettore possa valutare pienamente il risultato di tale operazione.
Tra le foto le immagini reali "street view" di via Feltre.

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Change.org:

Il problema - Destinatari: Comune di Belluno, Assessorato all’Ambiente. 
Tra pochi giorni inizieranno i lavori di riqualificazione di Via Feltre a Belluno. Il progetto prevede l’abbattimento di tutti i 147  tigli  del viale. Saranno abbattuti alberi sani e che stanno già vegetando e oggetto di nidificazione, dunque oltre i tempi stabiliti per legge a tutela della riproduzione degli uccelli. /

Chiediamo che questo intervento venga fermato immediatamente.
Il progetto esecutivo ridurrà il numero degli alberi ai lati della strada di circa il 75% rispetto all’attuale, e non risulta corredato dalle perizie agronomiche obbligatorie per legge (sentenza TAR Lombardia 12 aprile 2024, n. 1076) indispensabili per valutare lo stato di salute degli alberi, la loro stabilità, la reale necessità di abbattimento.
Questi alberi non sono semplici elementi decorativi: migliorano l’estetica del viale di accesso alla città, migliorano la qualità dell’aria, proteggono dal rumore, mitigano il caldo delle giornate estive.
Rendono la nostra città più salubre e bella. 
La loro rimozione rappresenterebbe una perdita grave per tutta la comunità.
Per questo chiediamo:
• la sospensione immediata dell’abbattimento;
• la pubblicazione da parte dell’amministrazione comunale delle perizie agronomiche previste dalla legge;
• la ricerca di soluzioni alternative , che pur migliorando la viabilità e l’utilizzo dei marciapiedi, non prevedano una riduzione così drastica del verde pubblico. 
• un maggior coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni.
Belluno ha bisogno di progredire e divenire una città sempre più vivibile e accogliente.
                  Firma anche tu per fermare questo intervento e difendere il verde di Via Feltre.
Riportare una violazione delle politiche

Paola Angoletta - Promotore della petizione

Firmatari recenti:
MIRELLA DA LIO•2 minuti fa
Daniela Di miceli•4 minuti fa
Fausta Marinello•4 minuti fa
elisa cadorin•7 minuti fa
Lucio Da Riz•8 minuti fa
Marta Aggio•9 minuti fa
Martina Passaggi•10 minuti fa
Fabio Mares•12 minuti fa
Moira Formenti•13 minuti fa
Riccardo Dall’Antonia•16 minuti fa
Salvatore Giordano•17 minuti fa
Marina Pertile•18 minuti fa
Maria Rosa Olivotto•19 minuti fa
Federico Bogo•19 minuti fa
Monica De bona•20 minuti fa
cosimo salfi•22 minuti fa
Tiziana Fant•23 minuti fa
Margit Michels Manzotti•24 minuti fa
cecilia pola•24 minuti fa
Luciano Chiappalone•25 minuti fa
MIRELLA DA LIO e altri 19 hanno firmato di recente.

http://example.comnews-13405.atom Pilota di parapendio sospesa a 30 metri da terra - 2026-04-12T07:44:00+02:00 2026-04-13T07:53:58+02:00 Pedavena (BL), 12 - 04 - 26

Il Soccorso alpino di Feltre è intervenuto sul Monte Avena per una pilota di parapendio finita addosso a un albero e rimasta sospesa a 30 metri da terra. Dopo essersi avvicinati con i mezzi fino a località Le Buse, i soccorritori hanno proseguito a piedi una decina di minuti, in direzione del punto indicato dalle coordinate ricevute dalla 26enne di Feltre, che non sembrava aver riportato conseguenze. Individuata la pianta, un soccorritore ne ha risalito il tronco con tecniche di treeclimbing. Raggiunta, assicurata e liberata dai vincoli, la pilota è stata calata al suolo. La squadra ha provveduto anche al recupero della vela. Poiché la ragazza lamentava dolore a una spalla, è stata accompagnata in via precauzionale all'ospedale per gli approfondimenti del caso.

http://example.comnews-13404.atom Incidente con la mountain bike - 2026-04-12T07:43:00+02:00 2026-04-13T07:44:29+02:00 Vittorio Veneto (TV), 12 - 04 - 26

 Verso le 11.30 la Centrale del 118 è stata attivata per un incidente accaduto a un ciclista sopra il Lago Morto. L'uomo, di cui al momento non sono note le generalità, stava percorrendo in mountain bike con altre persone un ampio sentiero, quando è improvvisamente caduto sbattendo a terra il volto. Ricevute le coordinate del luogo, sul posto, dove erano presenti i Vigili del fuoco, è stato inviato l'elicottero di Treviso emergenza, mentre arrivava in supporto anche una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane. L'infortunato, con probabili traumi facciale e cranico, è stato imbarellato e spostato dai soccorritori in un punto maggiormente agevole per il recupero, avvenuto sempre con il verricello. Il biker è stato quindi trasportato in ospedale.

http://example.comnews-13403.atom Malore alla Casera Col Marsang - 2026-04-12T07:41:00+02:00 2026-04-13T07:43:07+02:00 Val di Zoldo (BL), 12 - 04 - 26

L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto alla Casera Col Marsang, a circa 1.290 metri di quota, per una 79enne di San Vendemiano, che si era sentita male. L'eliambulanza ha dapprima sbarcato con un verricello medico e tecnico di elisoccorso, per atterrare subito dopo nelle adiacenze dell'edificio. Controllate le sue condizioni, i soccorritori hanno caricato in barella la donna, per poi trasportarla in elicottero. L'escursionista è stata accompagnata per accertamenti all'ospedale di Belluno.

http://example.comnews-13402.atom Malore sulla ferrata - 2026-04-12T07:40:00+02:00 2026-04-13T07:41:27+02:00 Pieve del Grappa (TV), 12 - 04 - 26

Ricevuta l'attivazione attorno alle 11.40, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in direzione del Monte Grappa, dove un'escursionista era stata colta da malore mentre risaluva la Ferrata dei Sass Brusai a Paderno del Grappa. Individuato il punto, in un tratto facile dell'itinerario attrezzato, con un verricello di 30 metri sono stati calati il tecnico di elisoccorso e il medico, che hanno raggiunto la 40enne di Rovereto, che era agganciata al cavo e si trovava con un gruppo di persone. Valutate le sue condizioni, la donna è stata recuperata e trasportata all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.

http://example.comnews-13401.atom È allarme giovani, il questore di Belluno: «Il disagio aumenta, dobbiamo fare rete» - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-12T07:01:49+02:00 2026-04-12T07:06:08+02:00 Il questore Della Rocca alla festa della polizia chiama istituzioni, famiglie e scuole: «Segnaliamo se qualcosa non va prima che sia troppo tardi»

Occhio ai giovani, soprattutto minori: «Troviamo soluzioni insieme, istituzioni famiglie scuole, intercettiamo i disagi e accogliamo i confronti con i ragazzi, che saranno probabilmente accesi. Ascoltiamo e diamo loro indicazioni, segnalando prima che sia tardi». Rinnova l’appello il questore Roberto Della Rocca al 174° anno di fondazione della polizia, nel salone della prefettura col padrone di casa Roccoberton e il sindaco De Pellegrin, i rappresentanti di procura, tribunale, carabinieri, finanza, esercito, vigili del fuoco, polizia municipale e sindaci.

Lo zoom sul mondo giovanile Della Rocca lo aveva già offerto l’anno scorso, appena tornato in provincia.

Ieri, 10 aprile, ha rinnovato con un accento particolare questo appello alla comunità: è necessario fare rete per intercettare il disagio giovanile che rischia di prorompere anche nel Bellunese. E ha offerto l’esempio dei ragazzi del liceo musicale Renier.

Il caso delle due ragazzine a inizio anno, che avevano disfatto il bar e le vetrate della stazione di Longarone, pare solo la punta dell’iceberg. Ma dal suo osservatorio la polizia sembra intercettare anche altro.

«L’anno scorso avevo fatto un cenno al mondo giovanile e al precipitare degli episodi delittuosi che coinvolgono minori in realtà vicine a noi, con una preoccupazione: si tratta di modalità illecite che hanno una capacità contagiosa rapida, che stanno già interessando la nostra provincia», ha dichiarato un Della Rocca che guarda invece in «termini positivi alla situazione sicurezza in provincia», anche grazie alla rete tra forze dell’ordine, enti, Comuni e le stesse categorie economiche sotto il coordinamento del prefetto.

Fitto anche il rapporto con la cittadinanza: si pensi alle 12.829 chiamate ricevute dall’Ufficio prevenzione, 501 in più del 2024; 7.260 persone in più controllate (il 40%) e quasi 300 interventi in più della sala operativa (3.982).

La polizia scientifica l’anno scorso ha effettuato 27 sopralluoghi in più per accertamenti tecnici rispetto al 2024 e nel 2026 siamo già a 332 fotosegnalamenti e 5 sopralluoghi. Di pari passo la divisione anticrimine (con il dirigente Petrillo) ha registrato un aumento di 214 fogli di via obbligatori e 14 Daspo, otto in più del 2024.

Tutto questo in vista dell’anno olimpico. «Non posso non parlare di Olimpiadi: è andata!

Dapprima la faticosa e complessa attività» di organizzazione, tra videocall, riunioni tavoli tecnici, «affrontando problemi che sembravano irrisolvibili, criticità insormontabili, catastrofi annunciate, negatività riciclabili, critiche e disfattismi. Insomma una bella sfida. Un’avventura iniziata con una problematica logistica – la ricerca degli alloggi per gli aggregati – direi assai preoccupante, che ci ha visti impegnati con Prefettura e Provincia in una rincorsa estenuante con un traguardo che sembrava impossibile da raggiungere».

Un grazie a Camera di commercio e albergatori per le disponibilità e all’«ufficio logistico» per spirito di sacrificio e professionalità.

«È andata in generale molto bene, anzi possiamo dirlo è stato un successo»: sportivo (per le Fiamme Oro) e organizzativo. «Un successo riconosciuto in Italia e soprattutto a livello internazionale, tenendo conto dell’improvviso cambiamento dello scenario internazionale avvenuto alla vigilia delle paralimpiadi».

Non che non ci siano state le “bombe” da disinnescare, ha sottolineato Della Rocca, ma il successo è «perchè non è successo nulla». «Vi ho chiesto tanto» ha chiuso riferendosi al personale (i funzionari e i 277 operatori di questura, commissariato di Cortina e amministrativi) «ma sono consapevole che avete dato di più». Soprattutto alla comunità del Bellunese, perchè «Dietro ogni uniforme c’è una persona».

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articolo di Cristina Contento

http://example.comnews-13400.atom Lo sport paralimpico sotto una nuova luce: “Shapes / Forme Sotto la Stessa Luce” a Milano - Da SegnoOnLine - 2026-04-12T06:54:28+02:00 2026-04-12T07:00:46+02:00 Termina il 7 aprile 2026, negli spazi di Palazzo Lombardia a Milano chiuderà “Shapes / Forme – Sotto la stessa luce”, il progetto fotografico di Jacopo Di Cera a cura di Maria Vittoria Baravelli.

Un’esposizione che affronta il racconto dello sport paralimpico attraverso un linguaggio visivo essenziale, capace di trasformare il gesto atletico in immagine pura. 

Alla base del lavoro di Jacopo Di Cera una scelta precisa, che orienta l’intero percorso. Lo sguardo di Di Cera è spostato verso l’alto, gli atleti sono osservati da una prospettiva zenitale. Da qui i corpi si trasformano in segni, le linee del movimento diventano composizioni e le ombre assumono un ruolo centrale, quasi fossero una seconda presenza che accompagna l’azione. La fotografia si libera così da ogni elemento narrativo superfluo e costruisce una grammatica visiva fatta di forme, ritmo e luce. Le 44 immagini esposte raffigurano altrettanti atleti e restituiscono un panorama completo delle discipline paralimpiche. Il risultato è un insieme coerente, in cui ogni scatto dialoga con l’altro e contribuisce a definire un racconto unitario. Muovendosi nello spazio espositivo, il visitatore attraversa una sequenza di gesti che si susseguono con continuità, come facessero parte di un unico grande movimento.

La luce gioca un ruolo determinante nell’opera di Jacopo Di Cera. E nelle opere in mostra è intensa, diretta, uniforme, e soprattutto contribuisce a creare una superficie visiva che sembra appiattire lo spazio. All’interno di questa apparente omogeneità emergono le ombre, le quali introducono profondità e restituiscono complessità alle figure. È in questo equilibrio che si sviluppa l’intero progetto, tra ciò che si mostra come immediatamente visibile e ciò che si rivela solo dopo uno sguardo più attento.

Il lavoro di Jacopo Di Cera si inserisce all’interno del programma “Campioni Ogni Giorno”, promosso da Procter & Gamble Italia in collaborazione con il Comitato Paralimpico Italiano. Il progetto nasce con l’intento di favorire l’accesso allo sport per le persone con disabilità e di promuovere una cultura più inclusiva. Questa dimensione resta presente ma, nelle intenzioni di Jacopo Di Cera, si traduce in una scelta formale rigorosa, che evita qualsiasi sovrastruttura e lascia spazio alla forza autonoma delle immagini. Nel percorso espositivo è il gesto atletico ad emergere come elemento centrale. Ogni fotografia, infatti, cattura istanti in cui precisione, disciplina e concentrazione sono gli elementi che definiscono l’esperienza sportiva rappresentata, in tutte le sue forme. Il focus viene spostato da Di Cera sulla qualità del movimento, sulla relazione tra corpo e spazio, con l’obiettivo finale che consiste nella costruzione di un equilibrio che si manifesta nell’istante dello scatto.

Accanto alla mostra è stato sviluppato anche un volume fotografico realizzato in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato Italiano. Il libro prosegue il lavoro espositivo mantenendo lo stesso rigore visivo, con un’alternanza di immagini di immagini, dettagli e brevi testi, propedeutici ad una comprensione maggiore della poetica di Di Cera. Ne deriva un oggetto editoriale che conserva e amplia l’esperienza della mostra. Sfogliando le pagine, le figure appaiono come sospese in uno spazio privo di coordinate definite. I contesti scompaiono, restano il gesto e la sua forma. Questa scelta grafica e intellettuale rafforza l’impianto complessivo del progetto e permette di concentrarsi su ciò che accade nell’immagine, sul modo in cui il movimento si costruisce e si trasforma.

“Shapes / Forme – Sotto la stessa luce” si sviluppa così come un percorso coerente, in cui fotografia, spazio e progetto culturale si intrecciano. L’insieme mantiene un equilibrio costante e costruisce un’esperienza che procede per accumulo di immagini e sensazioni.  Al termine della visita ciò che rimane al visitatore è la percezione quasi tangibile gesto atletico, che continua a risuonare nella memoria visiva, come una traccia che si ripete e si trasforma. Le forme osservate dall’alto si fanno segni riconoscibili, mentre le ombre accompagnano lo sguardo e ne guidano il ritmo. In questo modo, il progetto costruisce una riflessione che si sviluppa interamente attraverso le immagini e trova nella loro essenzialità il proprio punto di forza.

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Posted by Francesco Pozzi                    in Posted in Recensioni

http://example.comnews-13399.atom Jenny Saville e la centralità della pittura: quando il corpo diviene l’immagine umana contemporanea - Da SegnoOnLine - 2026-04-12T06:50:14+02:00 2026-04-12T06:54:25+02:00 La Galleria d’Arte Moderna di Cà Pesaro apre le porte ad una grande mostra tutta dedicata a Jenny Saville (classe 1970) in occasione della 61^ Biennale di Venezia.

 

 

 

Saper vedere la grande pittura oggi significa anche saper evidenziare le grandi personalità che negli ultimi venti o trent’anni hanno saputo rivoluzionare, reinventare, evolvere o rivisitare temi e argomentazioni con nuovo piglio e originalità; tra ricerca e sperimentazione, fra tradizione e innovazione.

Jenny Saville è sicuramente un nome giustamente osannato e consacrato dalla critica come tra le artiste maggiormente influenti nel mondo della pittura contemporanea. Una collaterale, quella di Cà Pesaro, che pone al centro non solo l’arte di Saville ma a sua volta la pittura e la sua resilienza; un evento che pronuncia la storia pittorica della grande artista brittanica e ne riflette la reinvenzione che Saville è riuscita a ottenere con tenacia e assoluta padronanza tecnica.

Molte parole si sono spese per l’arte di Jenny Saville ma sicuramente e fuori di dubbio che la sua importanza storica deriva dall’essere riuscita a far rivivere e far ripalpitare di nuovo la pittura. L’arte della pittura non riusciva cioè a riemergere e a ricollocarsi al centro dell’attenzione mediatica e creativa in modo fermo e costante; dopo Alberto Giacometti, Lucian Freud e Francis Bacon sembrava essersi tutto fermato e a fatica si riuscivano a vedere vie d’uscita, se non quella della Transavangurdia, per una nuova pittura che sapesse far di nuovo parlare l’immagine figurativa e/o figurale.

Jenny Saville. Ca Pesaro Venezia, 2026. Foto Irene Fanizza

Una mostra questa di Venezia che si apre a “ventaglio” trattando la storia artistica della pittrice cogliendo già dai primissimi anni Novanta evoluzioni e trasformazioni salienti della creazione pittorica di Saville. L’entusiasmo verso l’arte di Saville è stata tanta; si è arrivati anche ad affermare che in questa operazione pittorica è possibile trovare una nuovo “umanesimo contemporaneo”. Ma in quale senso si può parlare di Umanesimo oggi in riferimento alla pittura di Saville? La matrice pittorica di Saville non nasce da visioni neorinascimentali ma da visioni esistenziali dentro la nudità del corpo. Un approccio quello di Saville tale da richiamare sia l’umanesimo che un certo antiumanesimo. Guardando le sue prime opere diventare simbolo della sua arte è facile riscontrare tracce di pittura derivate da Lucian Freud. In Saville però vi si trova una vena maggiormente surreale e un’attenzione iperrealista dei particolari e non solo: nuove valenze concettuali si compenetrano, sia nella composizione che nelle pose. I suoi dipinti sono monumentali: il colore è sovrano, ci sovrasta, ci accerchia, ci ipnotizza come pochi, dove corpi, per lo più nudi femminili, evidenziano tutta la loro presenza carnale, tutta la loro prepotente esistenza in un fremito di incertezze, solitudine e dolore interiore inespresso. Il colore abbraccia la tonalità dove i gialli e gli ocra sono protagonisti come nella pittura di Lucian Freud; il colore freme, palpita, risuona e si rapprende in alterità spaziali e compositive spesso inaspettate e monumentali. Questo periodo degli anni Novanta fa da spartiacque e apre un nuovo modo interpretare l’arte figurativa e l’immagine stessa del corpo in pittura. Il periodo artistico seguente di Saville prosegue nella monumentalità ma lascia spazio alla pittura timbrica con colori più accesi maggiormente saturi e squillanti. Qui pare emergere più l’incidenza di Francis Bacon dove i colori aprono nuovi scenari e dove la gestualità implica nuovi modi di interagire con il corpo stesso di chi realizza e di che inventa: un campo di battaglia dove il sentire l’atto pittorico e come sentire il proprio corpo risuonare nella tela e nello spazio-colore in un turbinio di accadimenti fra campiture, gocciolature, segni, sedimentazione, gestualità. È una paradossale ma attualissima visione dell’esistenza umana: figure ingrandite, ritratti spietati; magari dopo o durante un’operazione chirurgica. La padronanza tecnico-visuale di Saville è talmente alta da lasciarci senza parole e in silenzio di fronte alla tela per una riflessione interiore che sicuramente ci apre a nuovi orizzonti interpretativi di cosa può essere la grande pittura oggi.

La fase più recente della pittura di Jenny Saville e se vogliamo quella più vicina a noi in senso temporale è una fase altrettanto interessante in cui l’artista ha saputo riprendere l’arte del passato e immetterla come gradiente che crea nuova alterità e nuova spazialità. Le citazioni non mancano sia esse compositive sia esse formali; il segno a volte è quello meravigliosamente picassiano soprattutto quando la pittura interagisce con il disegno e con il non finito. Le immagini riprese da un Leonardo da Vinci e temi prettamente rinascimentali riemergono per far riconnettere ben altro contenuto. La composizione si replica, si muove e si ribadisce con spazialità alternative in una sorta di cubismo figurale. L’autrice si dipinge e si ritrae con la propria prole in pose movimentate, disagiate, frementi. Nulla di pacato quindi; l’equilibrio rinascimentale è qui perso in un labirinto esistenziale; un vortice che appare assai più vicino alla fiamma compositiva di un certo manierismo dissonante e allucinato. È quindi allora plausibile parlare di nuovo umanesimo contemporaneo? Dipende da che punto di vista vediamo questa affermazione e da che punto di vista la si vuole considerare. Se vediamo la ripresa del corpo umano come emblema di rimettere o di riconsiderare la vita umana nuovamente al centro dei nostri pensieri allora la risposta può essere affermativa. Ma ad un’analisi attenta è giusto allora considerare che in Saville non vi è nessun nuovo antropocentrismo ma una visione aperta alla libertà del corpo e dei suoi bisogni per una visione, questa sì, nuovamente umana. Se l’antiumanesimo in sostanza criticava l’idea antropocentrica dell’Uomo e la sua supremazia rispetto al suo rapporto con la Natura, Saville critica il perbenismo, la visione generalizzata e generalizzante dove la figura umana deve essere rivissuta, ripresa, riaffermata in tutte le sue sfaccettature più nascoste, intime e viscerali.

Jenny Saville. Ca Pesaro Venezia, 2026. Foto Irene Fanizza

La pittura di Saville si può allora, forse, definire umanista nel momento in cui crediamo che sia potentemente capace di trovare e ritrovare nel corpo e nella corporeità quel calore perduto e quelle vicinanze che per noi rimangono essenziali per riuscire a sopravvivere nella nostra ripetuta e stereotipata quotidianità. Nella visione strettamente legata al concetto di forma Saville ha poi saputo coniugare il racconto figurativo e l’alterità spaziale più marcatamente figurale abbracciando senza pregiudizi l’espressionismo astratto. E senza nessuna restrizione, la sua pittura ci sa portare dentro un mondo monumentale capace di stordirci fino a ripensare e riprendere le nostre più intime e necessarie libertà interiori.

http://example.comnews-13398.atom Ewa Dziarnowska | This resting, patience - Da SegnoOnLine - 2026-04-12T06:35:17+02:00 2026-04-12T06:50:10+02:00 Per il primo appuntamento di Extended, un programma di performance a cura di Ilaria Mancia, Ewa Dziarnowska presenta This resting, patience, una durational performance di tre ore che dissolve lentamente la percezione del tempo, creando una dimensione porosa e sensibile.

Una seducente coreografia dove la danza, in una dinamica di continua trasformazione, intreccia in un respiro condiviso attrazione, ripetizione e sentimento. I corpi si offrono allo sguardo come un archivio vivo di sensualità inespressa.

Venerdì 17 e sabato 18 aprile, nell’atrio di Palazzo Grassi
Ore 18.30: Apertura porte e inizio performance
Ore 21.00: Ultimo ingresso
Ore 21.30: Fine performance

Il pubblico può assistere alla performance per il tempo che desidera. Con il biglietto della performance è possibile entrare e uscire liberamente da Palazzo Grassi, fino al raggiungimento della capienza.

La struttura è aperta: si può entrare e uscire liberamente, scegliere se restare ai margini o avvicinarsi fino a cogliere un tremito del corpo, un rossore del volto. La prossimità diventa parte dell’opera, accorcia la distanza critica e immerge lo spettatore nell’energia fisica e sensuale che lo circonda.
Pensata come un’installazione fatta di corpi, la danza agisce come una scultura vivente che si trasforma fra momenti di intensità e svelamenti di fragilità. Anche l’ambiente muta continuamente, ridefinendo distanze, prospettive e atmosfere create dalla luce.
Nella lunga durata affiorano minime variazioni: ciò che conta non è tanto il cosa accade, ma il come. La nudità, stato di esposizione e fiducia, diventa un atto delicato e consapevole che genera una sensualità priva di gerarchie, sospendendo le convenzioni dello sguardo e trasformando il presente in un tempo fatto di attenzione, energia e tenerezza.

Maggiori informazioni su palazzograssi.it

http://example.comnews-13397.atom Mario Ceroli / L’ultima utopia - Da SegnoOnLine - 2026-04-12T06:32:21+02:00 2026-04-12T06:45:06+02:00 Mario Ceroli protagonista a Treviso con un’installazione totale, capace di sfidare lo sguardo del mondo con un atto di resistenza visiva.

21Art Treviso presenta, dal 16 aprile al 31 luglio 2026, Mario Ceroli: l’ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

Dedicata ad una delle figure cardine della storia dell’arte italiana del secondo Novecento, la mostra si compone di un’unica, grande installazioni site-specific in cui la materia smette di essere solo forma per farsi testimonianza storica e metafisica.
Nelle opere recenti, l’artista non si limita a ribadire il suo alfabeto iconico, orientandosi altresì verso ambiti di ricerca inediti e manifestando una rinnovata capacità inventiva.

Il nuovo lavoro di Mario Ceroli accoglie il visitatore con una distesa di pietre dorate, metafora dell’ambizione umana, resa concreta e calpestabile. Un “pavimento di luce” che rende tangibile il desiderio umano di infinito. In contrasto, inserti lignei blu lapislazzulo – evocazione diretta del linguaggio pittorico di Giotto – introducono una dimensione spirituale e contemplativa. Sul fondo, reti metalliche ossidate irrompono con forza, richiamando scenari di guerra e distruzione contemporanea. L’opera mette così in tensione aspirazione e realtà, sogno e fallimento. Ceroli non cerca nuove forme, ma le “scava” nel tempo, trasformando le macerie in visione.
«In questo ulteriore capitolo presentato a Treviso, la ricerca di Mario Ceroli scrive un nuovo, originalissimo, atto di quel suo teatro visivo debuttato settant’anni fa alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Il pavimento di pietre dorate non è lussuria visiva, ma il recupero di un’ambizione mediterranea, una “Via dell’Oro”, punto di incontro tra la fisicità della terra e l’astrazione del possibile. È il tentativo di riportare il cielo dentro la materia, di dare alla “speranza” il peso specifico di un minerale prezioso. L’ultima Utopia di Ceroli è restare umani in un mondo che ha deciso di non esserlo più, con il coraggio di continuare a pretendere e afferrare l’azzurro», dichiara il curatore Cesare Biasini Selvaggi.

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21Art Treviso (viale della Repubblica, 3, Villorba) è aperta al pubblico da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 15.00-19.00, sabato su appuntamento, chiuso 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno. Per informazioni: treviso@21art.ithttps://twentyoneart.com/. Ingresso gratuito.

http://example.comnews-13396.atom VisitFeltre - 2026-04-11T08:11:46+02:00 2026-04-11T08:41:09+02:00 Mostra "Secondo me" di Diego Bassani - Festival "You and Me: We" - Gruppo di lettura - Conferenza del prof. Sergio Claut - Mostra "Tracce francescane" - Fiera dell'Oggetto Ritrovato - Mostra Franco Losso - Seminario "Capire la coppia"

SECONDO ME - MOSTRA DI DIEGO BASSANI - DAL 12 APRILE ALL'11 GIUGNO 2026 - CASTELLO DI ALBOINO
INAUGURAZIONE SABATO 11 APRILE 2026 ORE 17:30
Un percorso in 33 opere nato da impressioni, luoghi, incontri e ricordi che cerca di raccontare un mondo personale attraverso forme e colori. Una raccolta di immagini interiori che prendono forma in modo spontaneo, come frammenti di ciò che il giovane artista ha vissuto e continua a portare con sé. La mostra sarà visitabile il sabato, la domenica e i festivi nei seguenti orari: 10:00>13:00 e 15:00>19:00.
“Secondo me” rappresenta un appuntamento introduttivo rispetto a una successiva tappa del progetto “News & Talk 2.0”, prevista per ottobre.
Il progetto “News & Talk 2.0” rientra in “Circuitazioni collettive”, il Piano triennale di intervento in materia di Politiche giovanili dell'ATS VEN_02 – Feltre, finanziato dalla Regione del Veneto attraverso il Piano Triennale di intervento in materia di Politiche giovanili “Prendo Spazio” (DGR 66/2025, DDR 36/2025).

YOU AND ME: WE - FESTIVAL DELLE PARI OPPORTUNITÀ
>   FRAMMENTI DI DONNA: L'UNIVERSO DI HANNAH HÖCH
- DOMENICA 19 APRILE 2026 - ORE 16:30_GALLERIA D'ARTE MODERNA "CARLO RIZZARDA"
Nell'ultima giornata del Festival viene proposto un laboratorio di mediazione culturale e pratica artistica basato sulla tecnica del fotomontaggio dadaista. L’attività analizza la poetica di Hannah Höch per decostruire e ricomporre l’immaginario della figura femminile contemporanea attraverso il riuso semantico di immagini di riviste. I partecipanti, nell’apprendere tecniche di collage, potranno analizzare e confrontarsi sui ruoli di genere. A cura di Aqua:lab Posti limitati con prenotazione obbligatoria tramite biglietteria museale. 
Per informazioni e prenotazioni: info.feltre@aqualab.it - 327 2562682
>   LA DONNA DEI FILI - DOMENICA 19 APRILE 2026 - ORE 20:30 - TEATRO DE LA SENA
Il Festival si chiude al Teatro de la Sena con un reading per un’attrice e un musicista, tratto dall'omonimo romanzo di Ferdinando Camon. Con Anna Zago. Chitarra e voce: Thierry Di Vietri. Produzione: Theama Teatro. Ingresso libero e gratuito fino a eaurimento dei posti disponibili. Per ulteriori informazioni: https://visitfeltre.info/evento/la-donna-dei-fili/

????????  L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo EQUALIT-À, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla parità di genere e lo sviluppo del territorio.

GRUPPO DI LETTURA - VENERDÌ 10 APRILE 2026 - ORE 16:00 - POLO BIBLIOTECARIO FELTRINO
Settimo appuntamento del Gruppo di Lettura del Polo Bibliotecario Feltrino. Un momento per incontrarsi, conoscersi, condividere emozioni e dare vita a una comunità di lettrici e lettori appassionati. L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Vera Salton.
Per ulteriori informazioni: https://visitfeltre.info/evento/gruppo-di-lettura-6/
Per eventuali altre informazioni contattare il Polo Bibliotecario Feltrino: 0439 885244 – biblioteca@comune.feltre.bl.it

FRANCESCO D'ASSISI NELL'ARTE A FELTRE E DINTORNI - VENERDÌ 17 APRILE 2026 - ORE 18:30 - PARROCCHIA DEL SACRO CUORE - REFETTORIO DEI FRATI
Conferenza del prof. Sergio Claut, già docente e preside, giornalista, ricercatore in ambito artistico e divulgatore culturale. Ingresso libero.

MOSTRA TRACCE FRANCESCANE - FINO AL 5 LUGLIO 2026 - GALLERIA D'ARTE MODERNA "CARLO RIZZARDA"
All’interno della rassegna organizzata grazie alla sinergia con la Parrocchia della Concattedrale di Feltre per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la città di Feltre dedica una mostra alla presenza francescana nei nostri territori, intrecciando arte e storia.
L’esposizione propone un percorso alla scoperta delle immagini di san Francesco e dei Francescani che ebbero un ruolo importante nella vita, nella religiosità e nella cultura feltrina, con particolare riguardo al beato Bernardino Tomitano.
Vengono illustrati i siti e i conventi francescani della città, alcuni ormai scomparsi, e ricordata anche la figura di padre Antonio Cambruzzi, autore della Storia di Feltre.
Le opere pittoriche datate dal XV al XIX secolo, alcune delle quali restaurate per l’occasione, provengono dal Museo civico e dai suoi depositi, ma anche da collezioni private. Un’occasione per riscoprire il legame tra spiritualità e vita quotidiana, in un itinerario che intreccia memoria, identità e patrimonio artistico. Per informazioni 0439 885242 - museo@comune.feltre.bl.it

MOSTRA DI PITTURA E SCULTURA DI FRANCO LOSSO - FINO AL 3 MAGGIO 2026 - FONDACO DELLE BIADE
Franco Losso, artista eclettico, che spazia dalla pittura alla scultura, espone al Fondaco delle Biade alcune delle opere realizzate nel corso della sua vita. La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

FIERA DELL'OGGETTO RITROVATO - DOMENICA 12 APRILE 2026 - DALLE 9:00 ALLE 18:00 - CENTRO STORICO
Col mese di aprile torna la mostra-mercato in cui associazioni, comitati, singoli cittadini e commercianti del settore collezionismo, antiquariato e modernariato vendono e scambiano oggetti usati e di antiquariato. Le bancarelle riempiranno Piazza Maggiore, via Mezzaterra, piazzette e vie del centro.
Per ulteriori informazioni: Associazione Feltre - Vivere il centro storico - info@fieraoggettoritrovato.org -https://www.fieraoggettoritrovato.org/

CAPIRE LA COPPIA: EMOZIONI, LEGAMI E CONFLITTI - MARTEDÌ 21 APRILE 2026 - DALLE 20:00 ALLE 22:00 - ENAC VENETO c/o ISTITUTO CANOSSIANO FELTRE
Un seminario dedicato a chi vuole comprendere meglio le dinamiche della relazione di coppia e migliorare il dialogo e la connessione emotiva. Un’occasione per fermarsi, riflettere e confrontarsi su temi fondamentali come emozioni, comunicazione e gestione dei conflitti.
Per chi è pensato? Coppie. Genitori. Chi desidera migliorare le proprie relazioni.
Per informazioni e iscrizioni: https://forms.office.com/e/BdcQ4DVaYs
Il seminario è organizzato nell'ambito del progetto "Family Meeting per ATS VEN02 FELTRE", promosso da ENAC Veneto e ATS VEN 02 di Feltre e finanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del bando "1000 Giorni", con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto e personalizzato alla genitorialità nei primi anni di vita del bambino.

GALLERIA D'ARTE MODERNA "CARLO RIZZARDA" e TEATRO DE LA SENA - ORARI FINO AL 30 SETTEMBRE 2026
>   Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" Da mercoledì a domenica e festivi 10:00 - 13:00  |  15:00 - 19:00
>   Teatro de la Sena Da giovedì a domenica e festivi 10:00 - 13:00  |  15:00 - 19:00
Ingresso con biglietto singolo o con Totem Card Musei o plus.
Per informazioni su eventuali visite guidate e ingressi: 0439 885234 o 327 2562682 - info.feltre@aqualab.it
Per maggiori informazioni https://www.visitfeltre.info/luoghi/galleria-darte-moderna-carlo-rizzarda/ - https://www.visitfeltre.info/luoghi/teatro-de-la-sena/                           Foto di Lorenzo Kleinschmidt

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http://example.comnews-13395.atom Marzo 2026 il quarto più caldo, temperature del mare quasi record - Selezione articoli da Adnkronos - 2026-04-11T08:07:52+02:00 2026-04-11T08:11:32+02:00 L'Artico registra l'estensione massima annuale di ghiaccio marino più bassa mai documentata per questo mese

Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il che riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño. E’ quanto fa sapere il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). 

In Europa – avverte C3S – si è registrato il secondo mese di marzo più caldo mai rilevato, con condizioni più secche della media in gran parte del continente. Ciò è avvenuto dopo un febbraio più freddo della media ed eccezionalmente piovoso, con inondazioni diffuse, che ha segnato per il continente il terzo mese di febbraio più freddo degli ultimi 14 anni. 

Il mese di marzo è stato caratterizzato da condizioni di forte caldo e siccità anche in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e del Messico, in cui è si è assistito a un’ondata di caldo precoce senza precedenti e condizioni di siccità superiori alla media. Come è avvenuto già a febbraio, il C3S ha registrato forti contrasti nelle anomalie di temperatura, con valori sia superiori che inferiori alla media in tutto l’emisfero settentrionale. Nell’Artico, sia l’estensione massima annuale del ghiaccio marino che la media mensile di marzo hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati

“I dati di Copernicus per il mese di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere: una temperatura di 1,48 °C superiore a quella dei livelli preindustriali, l’estensione del ghiaccio marino artico più bassa mai registrata per marzo e temperature superficiali del mare che si avvicinano anch’esse ai massimi storici – osserva Carlo Buontempo, direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l’Ecmwf – Ogni dato è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Dati affidabili, prodotti operativamente con miliardi di misurazioni effettuate da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche, che non sono più un lusso scientifico ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica e di adattamento al clima”. 

Più nel dettaglio, secondo il set di dati Era5, marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo a livello globale, con una temperatura media dell’aria superficiale di 13,94 °C, ovvero 0,53 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024. La temperatura media sulla terraferma europea nel marzo 2026 è stata la seconda più calda in assoluto, con un valore di 5,88 °C, ovvero 2,27 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2025. 

La temperatura media superficiale del mare (Sst) per marzo 2026 nell’area compresa tra i 60°S e i 60°N è stata di 20,97 °C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024, durante l’ultimo fenomeno di El Niño. Molti centri per il clima prevedono per la seconda metà dell’anno una transizione da condizioni neutre a condizioni di El Niño. La Sst giornaliera è aumentata costantemente per tutto il mese di marzo e si sta avvicinando ai valori record registrati nel 2024.

http://example.comnews-13394.atom Gas serra e inquinanti in calo dal 1990 grazie a rinnovabili ed efficienza - Selezione articoli da Adnkronos - 2026-04-11T07:52:52+02:00 2026-04-11T07:57:13+02:00 I dati Ispra

Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di Co2 equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Sono alcuni dei dati elaborati da Ispra nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece). 

Per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. 

Non tutti i settori mostrano una riduzione nel 2024: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e risultano superiori di oltre il 10% rispetto al 1990. Insieme ai trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali. 

A partire dai primi anni 2000, poi, si osserva un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di Co2: dopo una breve ripresa post-pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, rafforzando questa tendenza. 

Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici si registrano riduzioni significative tra il 1990 e il 2024, grazie a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione tecnologica, limiti emissivi più severi e combustibili più puliti, tra questi: ossidi di zolfo -96%; ossidi di azoto -75%; monossido di carbonio -77%; black carbon -67%; cadmio -64%; mercurio -65%; piombo -96%. Il settore energetico – spiega Ispra – resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti (oltre l’80%), mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Le emissioni di ammoniaca (NH3), derivano quasi esclusivamente dall’agricoltura (oltre il 90%) mentre il settore dei rifiuti, in particolare l’incenerimento, contribuisce in modo rilevante a black carbon, cadmio, esaclorobenzene e diossine. 

“I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti – spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa – È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare. Come Ispra e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo il compito di garantire dati solidi, trasparenti e tempestivi, perché è sui dati che si costruiscono decisioni efficaci e politiche credibili. Abbiamo le competenze, gli strumenti e la consapevolezza per continuare a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese. Il futuro che vogliamo costruire è già in movimento: sta a noi consolidarlo, trasformando i segnali positivi di oggi in risultati strutturali e duraturi per l’ambiente e per la salute di tutti”.

http://example.comnews-13393.atom Più controlli in montagna e informazioni: a Cortina il piano contro l’overtourism - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-11T07:46:10+02:00 2026-04-11T07:51:59+02:00 L’iniziativa di Comune, Provincia con il sostegno della Regione Veneto. Il progetto sarà operativo durante la stagione estiva

La Provincia di Belluno e il Comune di Cortina d'Ampezzo, con il sostegno della Regione Veneto, hanno avviato un percorso condiviso per la definizione di un accordo operativo volto a rafforzare il controllo del territorio extraurbano ampezzano durante la stagione estiva.

L'intesa - informa la Regione - prevede il coinvolgimento della Polizia Provinciale, che opererà grazie a risorse messe a disposizione dal Comune di Cortina, con l'obiettivo di garantire una maggiore tutela ambientale e un utilizzo più consapevole e sostenibile delle aree montane.

L'iniziativa nasce in risposta al crescente afflusso turistico atteso nei mesi estivi, anche alla luce della grande visibilità internazionale in occasione delle recenti Olimpiadi, e si inserisce in una strategia più ampia di gestione responsabile dei flussi turistici nelle aree di pregio naturalistico.

Nel dettaglio, l'accordo prevederà una presenza più capillare della Polizia Provinciale lungo i sentieri, nelle aree prative e nelle zone di alta quota, con attività che spazieranno dalla vigilanza al supporto informativo ai visitatori, fino alla prevenzione di comportamenti scorretti o dannosi per l'ambiente.

Il progetto ha ricevuto l'appoggio dell'assessore alla Montagna Dario Bond, che ha sottolineato il valore strategico dell'iniziativa: «Questo accordo va nella direzione giusta - afferma - perché dimostra come la collaborazione tra enti possa tradursi in azioni concrete a favore della sostenibilità e della tutela del territorio. Il turismo è una risorsa fondamentale per le nostre montagne e non va demonizzato, ma gestito con attenzione e responsabilità. La volontà congiunta di Provincia e Comune di Cortina rappresenta un'opportunità importante per affrontare in modo strutturato il tema dell'overtourism, valorizzando al contempo il territorio e garantendone la tutela.

La Regione Veneto guarda con grande interesse a questo progetto, che può diventare un punto di riferimento anche per altre realtà montane: la sfida è trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e conservazione ambientale".

http://example.comnews-13392.atom Link Media Festival, il programma di sabato con Boris Johnson e Cecilia Sala - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-11T07:40:55+02:00 2026-04-11T07:52:49+02:00 L’ex premier britannico dialogherà alle 12 al Politeama Rossetti con Marco Zatterin. Alle 16.30 il premio alla giornalista detenuta per tre settimane nel carcere di Evin

Entra nel vivo dell’attualità e nel cuore del momento cruciale che il mondo sta vivendo l’edizione 2026 di Link Media Festival, in corso fino a domenica a Trieste, per iniziativa di Nem, Nord Est Multimedia: domani, sabato 11 aprile, in esclusiva italiana farà tappa Boris Johnson, primo ministro britannico negli anni cruciali della Brexit e della pandemia dal 2019 al 2022, protagonista al festival di un talk che esplora i “Tempi più difficili” o, per dirla con Churchill, “L’ora più buia” (un’altra volta) che il pianeta si ritrova ad affrontare.

Appuntamento alle 12 al Politeama Rossetti di Trieste: la conversazione con Boris Johnson, condotta dall’editorialista del gruppo Nem Marco Zatterin, sarà introdotta dagli interventi del Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del giornalista Marco Varvello, consigliere scientifico Iai – Istituto Affari Internazionali, a lungo corrispondente Rai da Londra.

La disgregazione del vecchio ordine mondiale e l’analisi del contesto attuale, gli equilibri precari e l’evoluzione del conflitto in Iran che infiamma il petrolio, e crea le condizioni perché la recessione si abbatta su di noi, saranno al centro del dialogo fra Boris Johnson e Marco Zatterin: a Trieste, a tu per tu con l’uomo che ha portato il Regno Unito fuori dall’Unione Europea, mentre l’Europa cerca oggi la sua identità e un ruolo forte, per non finire schiacciata nel contesto globale.

Con Johnson – che resta un riferimento centrale nel dibattito internazionale, editorialista per il Daily Mail e commentatore per GB News, protagonista di eventi come la Conferenza sulla sicurezza di Monaco – Zatterin ha condiviso molte stagioni a Bruxelles, in veste di colleghi corrispondenti per le rispettive testate giornalistiche. La partecipazione all’evento è aperta al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’evento sarà disponibile in streaming a questo link.

Ben 16 eventi, che metteranno a confronto decine di voci internazionali nella sola giornata di sabato 11 aprile, a Link Media festival: dove la giornata inizia alle 8.30 con la rassegna stampa Link in B: caffè e notizie per aprire la giornata.

Link Media Festival, Possamai: «I giornalisti testimoni della storia»

L’attualità sarà filo rosso degli eventi in programma: alle 16.30 nella Link Arena in piazza dell’Unità d’Italia la giornalista Cecilia Sala riceve il Premio “Unicef-Link” 2026: «perché, attraverso il suo lavoro, ha saputo dare voce alle storie di tanti bambini, bambine, giovani e le loro famiglie, che ogni giorno lottano per il proprio futuro», spiega Nicola Graziano, presidente Unicef Italia.

Alla premiazione farà seguito un dibattito sui temi del Premio fra Cecilia Sala e Nicola Graziano, moderato da Giulio Gambino, direttore The Post Internazionale.

L’attenzione alle questioni internazionali rientra nella vocazione di Link Media Festival: domani uno spazio importante di riflessione sul conflitto in Ucraina si aprirà con il dialogo fra il portavoce Unicef Andrea Iacomini, autore di “La forza sia con te. Cronaca di una missione in Ucraina” (People), e il giornalista della redazione del Piccolo Francesco Codagnone (ore 11, Salone di Rappresentanza). Un talk che non potrà contare sulla partecipazione della giornalista Marta Serafini, autrice di “Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina” (Fuoriscena), proprio nelle ultime ore inviata in Libano dalla redazione del Corriere della Sera.

Del ruolo dell’Europa in una fase di profondo cambiamento e incertezza, mentre gli equilibri geopolitici sono in continuo mutamento, dialogheranno domani, alle 15.30 nella Link Arena, i giornalisti internazionali Andrew Hill, senior business writer al Financial Times e consulting editor FT Live, Eric Jozsef corrispondente di Liberation e Gabriele Segre, editorialista de La Stampa e autore del saggio “La fine della fine della storia” (Bollati Boringhieri), coordinati dalla giornalista e inviata Carlotta Macerollo.

E delle passioni che possono fiorire anche in tempo di guerra racconterà domani il giornalista Gigi Riva, a lungo inviato nell’ex Jugoslavia e autore di “C’era l’amore a Sarajevo”, da poco uscito per Mondadori, a 30 anni dalla fine dei 1425 giorni dell’assedio a Sarajevo: dialogherà con lui la giornalista del quotidiano La Stampa Francesca Paci (ore 12, Salone di Rappresentanza).

Il giornalismo d’inchiesta e il diritto ad essere informati saranno al centro domani, alle 10.30 nella Link Arena, dell’incontro con il direttore del quotidiano Domani Emiliano Fittipaldi e con Alessia Cerantola, redattrice Organized Crime and Corruption Reporting Project (CCCRP), nella conversazione condotta da Cristiano Degano, Consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Essere informati significa anche poter contare sulle Voci dal territorio: perché i media locali sono un ponte essenziale tra cittadini e contesto, intercettano bisogni e storie che sfuggono ai grandi network: ne parleranno domani alle 15.30, nel Salone di Rappresentanza, il condirettore del quotidiano Il Piccolo gruppo Nem Alberto Bollis, il fondatore London One Radio Philip Baglini Monika Bertok, caporedattore responsabile Tele Capodistria.

E di un sistema gig-economico che spazza via conquiste secolari in nome della flessibilità e dell’efficienza parlerà domani a Link l’analista Loretta Napoleoni (ore 17.30, Salone di Rappresentanza) intervistata dall’editorialista Nem Roberto Morelli: per affrontare snodi cruciali, dai dazi a Hormuz, sfogliando le pagine del suo ultimo saggio “Economia canaglia2 (Solferino).

Sempre domani la giornalista e saggista Marianna Aprile, che ritira oggi il Premio Crédit Agricole Testimoni della Storia, presenterà, alle 11.30 nella Link Arena il suo nuovo saggio appena uscito per Rizzoli, “La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta”. Dialogando con il condirettore del quotidiano Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, ripercorrerà gli 80 anni dal primo voto delle donne italiane.

Domani a Link Media Festival si leggerà l’attualità attraverso lo sguardo di artisti come Neri Marcorè: alle 17.30 nella Link Arena sarà in dialogo con la giornalista, autrice e conduttrice radiofonica Laura Piazzi. Per ricordare, cantando con Gaber, che “C’è solo la strada” e che «partecipare vuol dire non restare indifferenti, significa sentirsi vivi e non automi, rivendicando le proprie scelte al netto dei condizionamenti». Proprio in questi giorni Marcorè è tornato sulle scene italiane con il nuovo spettacolo Gaber-Mi fa male il mondo (al Politeama Rossetti fino al 12 aprile).

Declinando la politica nel linguaggio del fumetto, una nota firma Disney, Blasco Pisapia, domani spiegherà come si possano incrociare nelle “strisce” cartoon i temi storici e sociali attualissimi: lo intervisterà alle 9.30 nella Link Arena la giornalista Marinella Chirico, nel panel Giornalismo a fumetti, fra disegno live e retroscena editoriali.

Domani si parlerà anche di attualità e cinema, del documentario e della sua fortuna come “genere” oggi di tendenza: si confronteranno alle 12.30 nella Link Arena il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano, la regista e sceneggiatrice Sophie Chiarello, Nastro d'Argento Documentario 2026 e l’autrice e produttrice Simona Ercolani fondatrice Standbyme, coordinati dal giornalista e critico cinematografico Gian Paolo Polesini.

E attraverso la lente dell’Intelligenza Artificiale guarderemo in un futuro che è già fra noi con la docente Teresa Scantamburlo, a lungo impegnata fra le Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università di Bristol e l’European Centre for Living Technology: alle 10 nel Salone di Rappresentanza parlerà di AI, Effetti collaterali in dialogo con Paolo Cagnan vicedirettore Nem Nord Est Multimedia, affrontando i temi dell’impatto etico e sociale dell'intelligenza artificiale nella sua veste di membro del working group per l'elaborazione del codice di condotta IA ad uso generale degli uffici della Comunità Europea.

Sempre nel segno della divulgazione scientifica, a Link media Festival farà tappa domani Gabriella Greison, fisica e narratrice di meccanica quantistica: “Esplorazioni. il punto in cui tutto cambia” titola il talk che terrà a Trieste, sabato 11 aprile alle 18.30 nella Link Arena, realizzato in partnership con Generali. Un viaggio nelle connessioni segrete, intese come punti di esplorazione e quindi di potenziale cambiamento.

http://example.comnews-13391.atom Aeroclub Belluno - Open day sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 - 2026-04-11T07:33:54+02:00 2026-04-11T07:40:50+02:00 Aeroclub Belluno, il volo in aliante cresce e conquista nuovi appassionati: il 18 e 19 aprile l'open day dedicato

Il volo a vela sulle Dolomiti sta attirando sempre più interesse e l’Aeroclub Belluno risponde con iniziative mirate: sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 verrà organizzato un open day interamente dedicato a questa disciplina, segno concreto di una domanda in crescita e di un entusiasmo che continua ad allargarsi.
"La scelta di dedicare appuntamenti esclusivi al volo a vela nasce proprio dal successo crescente registrato attorno a questa attività, che negli ultimi anni ha saputo richiamare nuovi curiosi, appassionati e aspiranti piloti – dice il presidente dell'Aeroclub Luca Murer - . L’obiettivo dell’iniziativa è avvicinare il pubblico a un mondo affascinante e tutt’altro che scontato, dove tecnica, sensibilità, concentrazione e capacità di leggere il cielo si fondono in un’esperienza unica".

L’Aeroclub Belluno rappresenta una realtà di particolare rilievo nel panorama italiano. La sua forza sta innanzitutto nella posizione, ai piedi delle Dolomiti, in un contesto paesaggistico e operativo di eccezionale valore, capace di attrarre soci da tutto il Veneto, dal Friuli Venezia Giulia e dal Trentino. A rendere ancora più speciale il club bellunese è poi la sua struttura, rara in Italia: sotto lo stesso tetto convivono infatti aereo a motore, ultraleggero e aliante, con attività di scuola attiva in tutte e tre le specialità.

Nel volo a vela Belluno può contare anche su numeri che rendono il club particolarmente competitivo e accessibile: 7 alianti per circa 40 soci, con una disponibilità che permette prenotazioni più agevoli e tempi di attesa contenuti. Ciò si aggiunge a un'altra peculiarità, che riguarda gli aeromobili a motore: l’Aeroclub Belluno è l’unica scuola in Italia a proporre un addestramento strutturato al volo in montagna su campi in pendenza non preparati, collocandosi così tra le pochissime realtà attive in Europa in questo settore altamente specialistico.

Il fascino del volo a vela va ben oltre il semplice volare. Significa interpretare la meteorologia, capire il territorio, sfruttare le correnti ascensionali e muoversi tra le Dolomiti in modo attivo, con uno sguardo e una sensibilità che rendono ogni volo diverso dall’altro. È anche per questo che questa disciplina riesce a conquistare sempre più persone.

L’open day del 18 e 19 aprile vuole essere dunque una porta d’ingresso concreta verso questo mondo: un’occasione per conoscere da vicino il volo a vela, incontrare istruttori e soci e scoprire una delle realtà aeronautiche più interessanti del territorio. Per partecipare è necessario iscriversi in anticipo.

Con questa iniziativa l’Aeroclub Belluno conferma il proprio dinamismo e il proprio ruolo di punto di riferimento per l’aviazione sportiva e leggera nel cuore delle Dolomiti, scommettendo su una disciplina che oggi più che mai sta dimostrando di saper affascinare e coinvolgere.

Link video: https://mega.nz/folder/wdkhEB5C#7uPqOvP-LDZ1cJBH5p3FQQ

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Aeroclub Belluno - Aeroporto Arturo Dell'Oro, Via Caduti 14 Settembre '44, n°32, Belluno - Tel.: 043730667 sito internet: www.aeroclubbelluno.org - Link video: https://www.swisstransfer.com/d/48a9f448-c28d-4004-94fe-2afa21301993

Aero Club Belluno Segreteria Via Caduti 14 Settembre '44 n°32 Tel. 043730667 - Cell. 3453056101 - segreteria@aeroclubbelluno.org

http://example.comnews-13390.atom Papa Leone invitato in Veneto dal governatore Stefani. E lui dice di sì - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-10T08:33:10+02:00 2026-04-10T08:37:41+02:00 Giovedì 9 aprile a Roma l’incontro tra il presidente della Regione e il Pontefice durante l’evento dedicato ai campioni olimpici e paralimpici. Stefani ha chiesto a Prevost di venire in visita: «Lo aspettiamo con tutto il cuore nella nostra terra di solidarietà e relazioni umane»

Alberto Stefani invita Papa Leone in Veneto e lui risponde in modo affermativo. Il breve incontro a margine dell’evento, giovedì 9 aprile nelle sale Clementine in Vaticano, che ha visto protagonisti il Pontefice, gli atleti olimpici e paralimpici, la Fondazione MilanoCortina2026, i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni coinvolti, i vertici di Coni e Cip, a seguito della conclusione dei Giochi Olimpici Invernali che hanno visto l’Italia protagonista con un risultato straordinario e un numero record di medaglie.

Stefani: "Orgogliosi di attendere Papa Leone in visita in Veneto"

Durante un breve e cordiale scambio avuto con il Santo Padre, il presidente del Veneto ha espresso personalmente la propria riconoscenza, invitandolo a visitare il Veneto: «Mi ha risposto in modo affermativo, per cui lo aspettiamo con tutto il cuore. Sarebbe per noi un onore accoglierlo nella nostra terra, una comunità che crede profondamente nei valori della solidarietà e delle relazioni umane».

«Desidero rivolgere un sentito e profondo ringraziamento al Santo Padre, papa Leone XIV, che oggi in Vaticano ha voluto accogliere e abbracciare tutti i nostri campioni olimpici e paralimpici. È stato un momento di grande valore umano prima ancora che istituzionale, capace di lasciare un segno autentico nei cuori di tutti i presenti», ha aggiunto Stefani.

Il presidente del Veneto ha voluto sottolineare in particolare la forza e la profondità del messaggio rivolto dal Pontefice agli atleti: «Ho molto apprezzato le parole con cui si è rivolto a loro e a tutti noi. Ci ha ricordato che dietro ogni traguardo ci sono sacrifici condivisi, comunità, affetti, lavoro di squadra. Ma soprattutto ci ha consegnato un messaggio ancora più grande: il successo non si misura nell’accumulare trofei, bensì nella qualità delle relazioni che siamo capaci di costruire lungo il nostro cammino».

E ancora: «È un insegnamento che va oltre la competizione e che parla a ciascuno di noi. Proprio lo sport, nella sua essenza più vera, deve continuare a essere questo: un luogo di incontro, di crescita, di rispetto, una scuola di vita che insegna il valore della fatica, ma anche quello della solidarietà e dell’umanità».

Stefani ha quindi voluto rendere omaggio agli atleti italiani: «I risultati raggiunti sono motivo di orgoglio ma ciò che rende davvero grande questa Nazionale è lo spirito con cui ha affrontato ogni sfida. I nostri atleti sono esempi autentici per i giovani e per le comunità: dimostrano che il successo più vero è quello che si costruisce insieme».

http://example.comnews-13389.atom Al via Link Media Festival: Trieste per tre giorni capitale dell’attualità - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-10T08:24:59+02:00 2026-04-10T08:32:58+02:00 Dal 10 al 12 aprile nell’Arena di Piazza Unità d’Italia e nel Palazzo della Regione uno stock di voci internazionali del giornalismo, dell’inchiesta e della geopolitica. Boris Johnson al Teatro Rossetti

Con l’incontro che vedrà protagonista uno dei volti più noti dell’approfondimento giornalistico TV, Giovanni Floris, si apre venerdì 10 a Trieste la 12^ edizione di Link Media Festival, tre giorni intensi dedicati all’analisi delle sfide globali del nostro tempo, in programma per iniziativa di NEM Nord-Est Multimedia, con la partecipazione di oltre 70 voci italiane e internazionali del giornalismo, dell’inchiesta, della scienza, dell’economia, della TV e della geopolitica. Appuntamento alle 12, nella Link Arena di piazza Unità, per l’evento inaugurale: Giovanni Floris, in collegamento da Roma, interverrà su L’Italia che cambia, un excursus intorno all’italiano medio e all’italianità.

Con lui dialogheranno, dal palcoscenico di Link a Trieste, la giornalista Daiana Paoli e la direttrice artistica di Trieste Film Festival Nicoletta Romeo. Il talk seguirà il filo rosso del cinema nazionale e dei suoi personaggi-cult: sfogliando l’ultimo saggio di Floris, Asini che volano (Solferino), ritroveremo le caratteristiche dell’italiano rappresentate nelle pellicole più celebri del nostro cinema. Spesso arrivista, arruffone e un po’ vigliacco, ma anche umano, comunicativo, creativo. Magari campanilista, ma capace di viaggiare e di farsi capire.

A volte ignorante, ma con il rispetto di quella cultura che non possiede. L’incontro sarà introdotto dagli interventi della direttrice artistica di Link Media Festival Francesca Fresa, del Direttore del gruppo NEM Nord Est Multimedia Paolo Possamai e dell’editorialista NEM Marco Zatterin.

Link Media Festival 2026 - promosso con l’Ordine dei Giornalisti - Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia, con la co-organizzazione del Comune di Trieste e di PromoTurismoFVG, con il contributo di Fondazione CRTrieste, Main partner Generali, partner Mundys, supporter Crédit Agricole, media partner Rai Radio 3 e Rai FVG – si aprirà domani alle 11 nel segno delle giovani generazioni, con la Riunione di redazione del quotidiano Il Piccolo, guidata dal condirettore Alberto Bollis e aperta agli istituti Secondari superiori di Trieste: l’occasione per essere proiettati nei “backstage” di una redazione giornalistica e comprenderne le dinamiche.

A seguire, nella Link Arena: alle 16.30 il giornalista Carlo Verdelli, autore del saggio Il diavolo in tasca edito Einaudi, lancerà un grido d'allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale: una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. Converserà con l’autore la giornalista Paola Bolis. Alle 17.30 protagonista di Link Festival sarà uno dei più autorevoli esperti di innovazione e nuove tecnologie, Riccardo Luna, autore - conduttore del podcast prodotto da Mundys Fly Me to the Moon dedicato ai “futuri in arrivo”.

«Qualcosa è andato storto», ma si può ripartire dalla rete degli innovatori

Paolo Cagnan

Riccardo Luna a Link Media Festival presenta il suo libro mentre prepara la seconda stagione del podcast «Fly me to the Moon», voluto da Mundys e registrato in un posto speciale

Sfogliando il suo ultimo saggio Qualcosa è andato storto (Solferino), in dialogo con la giornalista Anna Vitaliani spiegherà come la partecipazione diretta dei cittadini possa trasformare la rete nel più insidioso strumento per picconare le democrazie, fra algoritmi fuori controllo e vent’anni di vita social che hanno trasformato la terra promessa di una “tech democracy” in un’ “agorà” dove l’eccesso di narcisismo, alimentato dalla digital economy, si mischia troppo spesso alle fake news, favorite «perché fanno più traffico».

E alle 18.30 la prima giornata di Link Media Festival culminerà nel Premio Crédit Agricole Testimoni della storia 2026, conferito quest’anno alla giornalista e saggista Marianna Aprile che ha saputo guidarci nella riflessione su un tempo di trasformazioni profonde, che mette in discussione molte certezze ma apre anche nuove opportunità: con la vincitrice dialogherà Paolo Possamai, direttore responsabile dei quotidiani NEM Nord Est Multimedia.

Marianna Aprile_Sabato mattina (ore 11.30 Link Arena) Marianna Aprile presenterà il suo nuovo saggio La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta (Rizzoli), dedicato agli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia: con l’autrice converserà il condirettore Messaggero Veneto Paolo Mosanghini.

Link Media Festival apre domani anche la sua location nel Palazzo della Regione in piazza Unità, e propone due incontri nel prestigioso Salone di Rappresentanza: alle 16.30 il talk sul Capitale umano, che vedrà protagonista la Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli intervistata da Fabrizio Brancoli, vicedirettore quotidiani Nord Est Multimedia: in un'epoca segnata dalla rivoluzione dell'intelligenza artificiale, l'essere umano rimane il vero fuoriclasse e investire su istruzione e formazione è fondamentale per valorizzare le persone come una risorsa strategica e produttiva.

A seguire, alle 17.30 con Geni su misura si ragionerà di una straordinaria scoperta scientifica: quella del team internazionale di ricercatori del MRC Laboratory of Molecular Biology e del Wellcome Sanger Institute di Cambridge, guidato dallo scienziato Gianluca Petris (Università di Udine, Fondazione Italiana Fegato Onlus). Intervistato dalla giornalista Elisabetta Zaccolo, Petris spiegherà come ha “manipolato” i cromosomi umani, aprendo la strada alle terapie genetiche avanzate: è riuscito infatti a trasferire, modificare e sostituire interi cromosomi umani, mantenendo intatta la loro struttura e schiudendo ottime prospettive terapeutiche, come ha raccontato nello studio pubblicato su Science.

Leggere il mondo, nelle settimane incandescenti che lo stanno cambiando e interpretare il nuovo (dis)ordine mondiale è la mission di Link Media Festival, dove in esclusiva nazionale farà tappa sabato 11 aprile (ore 12, Politeama Rossetti di Trieste) l’ex Primo Ministro britannico Boris Johnson con un intervento fortemente focalizzato sull’attualità, in dialogo con l’editorialista NEM Marco Zatterin: un’analisi sui Tempi più difficili, l’ora più buia che il mondo si ritrova ad affrontare nell’alba del terzo millennio. Introdurranno l’incontro il Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il giornalista Marco Varvello, consigliere scientifico IAI Istituto Affari Internazionali.

Il parterre di Link

A Link Media Festival ci saranno anche Cecilia Sala, Neri Marcorè, Emiliano Fittipaldi, Agnese Pini, Gabriella Greison, Marco Zatterin, Owen Matthews, Marco Varvello, Loretta Napoleoni, Tiziana Ferrario, Pietro Senaldi, Carlo Verdelli, Antonio Di Bella, Simona Ercolani, Gigi Riva, Francesca Paci, Giulio Gambino, David Puente, Blasco Pisapia, Sophie Chiarello.

Link Media Festival 2026 è realizzato con il patrocinio dell’Ordine Dei Giornalisti - Consiglio Nazionale, di Assostampa FVG e di Rai Documentari, con la collaborazione inoltre di Fake News Festival, partner tecnici CX Hotel, Libreria Ubik Trieste, Goccia di Carnia, illycaffè, Nonino e, per la parità di genere nel dibattito pubblico, No Women No Panel. Info e dettagli di programma: linkfestival.it. Nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 aprile il festival si aprirà a tutti dalle 9, con la rassegna stampa LINK in B: caffè e notizie per iniziare la giornata.

Info, programma e prenotazioni linkfestival.it, gli speciali con interviste di aggiornamento sul festival qui: https://www.ilnordest.it/dossier/link-media-festival

Streaming sul canale youtube https://www.youtube.com/@IlNordEst

http://example.comnews-13387.atom apre "Palazzo delle Arti e delle Culture"/COLLECTO: viaggio nella collezione / Residenza d'artista di MARTA SPAGNOLI - 2026-04-10T07:42:33+02:00 2026-04-10T08:19:02+02:00

Palazzo delle Arti e delle Culture - COLLECTO
La Fondazione Giancarlo Ligabue a Venezia, a 10 anni dalla sua istituzione,  apre nella storica sede sul Canal Grande
il “Palazzo delle Arti e delle Culture”: un centro di pensiero e conoscenza e un percorso nella Collezione Ligabue.

“Collecto” è un viaggio attraverso una selezione di oltre 400 opere e reperti, che intrecciando paleontologia, archeologia e arte, connette culture e civiltà di tutti i continenti, da 4,5 miliardi di anni fa alla contemporaneità; un percorso permanente che mostra le radici comuni dell’umanità, gli archetipi e i temi che segnano l’immaginario umano, al di là di confini temporali e geografici.
La scelta di guardare alle differenze, come parte di una storia che ci unisce.

Le origini della Terra e i primi manufatti del genere Homo;
una biblioteca mesopotamica e le antichità classiche; arte precolombiana, oceanica e africana, ma anche Leonardo, Piazzetta, Tiepolo e Guardi, fino alla creatività attuale con artisti come Nico Vascellari, Arcangelo Sassolino, Giorgio Andreotta Calò e Vera Lutter.

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In contemporanea, in collaborazione con Galleria Continua, la residenza d’artista di MARTA SPAGNOLI

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VENEZIA - Palazzo Erizzo Ligabue - Palazzo delle Arti e delle Culture  - San Marco 3319
Dal 7 al 24 maggio 2026, in occasione della Biennale d’Arte di Venezia, ingressi gratuiti su prenotazione, con vista guidata per fasce orari. Ingressi a pagamento dal 17 settembre 2026. 
Preview su accredito: 4 maggio 2026 ore 12.00

Radici comuni dell’umanità e tappe cruciali del suo sviluppo, culture e civiltà diverse che s’incrociano trovando un linguaggio comune e aprendo a nuove narrazioni, immagini, simboli e forme archetipiche che, attraverso i secoli riaffiorano continuamente nell’immaginario umano, al di là dei confini geografici: il percorso nella storia, nelle culture e nelle arti, che la Fondazione Giancarlo Ligabue s’appresta a inaugurare nella sua sede storica, è la perfetta testimonianza dell’ideale di Humanitas che sostanzia da oltre 50 anni l’impegno Ligabue nella cultura, ma anche il punto d’arrivo e la nuova sfida della Fondazione voluta da Inti Ligabue, a 10 anni dalla sua istituzione.

L’apertura al pubblico della sede sul Canal Grande della Fondazione Giancarlo Ligabue, come Palazzo delle Arti e delle Culture, luogo di esposizione della Collezione ma soprattutto centro di pensiero e punto di riferimento primario delle sue molteplici attività di ricerca e divulgazione, testimonia e consolida un percorso di crescita e maturazione che l’ha portata, dall’esperienza e dall’eredità del Centro Studi e Ricerche Ligabue, a una rinnovata azione nel contesto internazionale e in quello veneziano, ove affondano le sue radici.

In questo percorso, centrale è diventata la condivisione della conoscenza. Da qui: 12 esposizioni temporanee, in Europa, in Italia e soprattutto a Venezia, con i maggiori esperti dei diversi ambiti e con prestiti e collaborazioni dei grandi musei internazionali come il Quai Branly di Parigi, il British Museum di Londra, i Musei Archeologici Nazionali di Firenze e Napoli, la Biblioteca Ambrosiana, la Pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco di Milano, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Museo Arqueológico nacional di Madrid, il Cyprus Museum di Nicosia o la Staatliche Kunstsammlungen di Dresda ; quindi cataloghi e pubblicazioni che affiancano il “Ligabue Magazine”, la rivista scientifica e culturale semestrale in doppia lingua giunta ormai alla 88esima edizione, e più di 90 “Dialoghi della Fondazione” aperti alla città, anche nei teatri, con studiosi, ricercatori, intellettuali e divulgatori da tutto il mondo. Dialoghi che continueranno anche nel 2026.

Con l’esposizione di una selezione di oltre 400 opere e reperti della Collezione Ligabue, in un percorso che vuol essere a un tempo omaggio ai suoi valori fondanti e risposta alle istanze attuali (significativa l’apertura della collezione in questi anni anche a nuovi ambiti d’interesse come l’arte moderna e contemporanea e la fotografia), e con la residenza d’artista di Marta Spagnoli (Verona, 1994) a confermare l’attenzione e il sostegno verso le più interessanti voci dell’arte contemporanea affini per temi e pulsioni, si raggiunge una nuova tappa e s‘inaugura un’ulteriore fase per la Fondazione.

“Collecto”, neologismo scelto a indicare proprio il richiamo alle origini della collezione e al tempo stesso uno sguardo nuovo e aperto, è un viaggio tra paleontologia, archeologia ed arte, che da un lontanissimo passato di 4,5 miliardi di anni fa, a partire da un affascinante meteorite pallasite (tra i più  rari), catapultato nel nostro pianeta dopo aver percorso 160 milioni di chilometri verso il campo gravitazionale terrestre (una massa di ferro e nichel dalla forte valenza scultorea, che molto ci dice sulla storia dell’Universo), giunge all’oggi, con opere di Arcangelo Sassolino, Nico Vascellari, Giorgio Andreotta Calò e altri, passando per l’arte precolombiana, africana, oceanica, ma anche per Ambrogio Lorenzetti, Leonardo, Gian Battista Piazzetta e Giambattista Tiepolo; superando confini e connettendo civiltà e culture apparentemente distanti e diverse tra loro.

Non un percorso strettamente cronologico, ma tappe nell’evoluzione dell’umanità e grandi temi e soggetti con cui l’Uomo da sempre si confronta: “la nascita e la morte”, “la bellezza”, “il prestigio e il potere”, “gli antenati e le divinità”.

“Collecto – spiega Inti Ligabue Presidente della Fondazione - è per noi il riflesso di un percorso profondo, quello di uno spirito che si costruisce nel tempo e che, per usare un'immagine cara a Hegel, prende forma attraverso la storia stessa, nelle culture, nelle esperienze e nelle visioni che l'Umanità ha espresso e continua a esprimere. In un momento storico in cui le divisioni geografiche, culturali ed etniche sembrano definire sempre più il nostro presente, la Fondazione Ligabue sceglie di andare in una direzione diversa: mettere in relazione queste differenze e valorizzarle come parte di una storia comune.

L’esposizione che abbiamo pensato nasce da un'idea semplice ma profonda: l'origine dell'umanità è condivisa, ed è in questa radice comune che risiedono la nostra forza e la nostra identità. A “Palazzo delle Arti e delle Culture” continua Ligabue questo racconto prende forma grazie a una collezione che attraversa il tempo in modo ampio e stratificato. Si parte dalle origini della Terra, con un meteorite di 4,5 miliardi di anni, ripercorrendo oltre 20.000 anni di storia umana: dalle prime espressioni artistiche del genere Homo ai primi manufatti, dalle Veneri preistoriche – simboli della nascita e della vita – fino alle origini della scrittura e delle grandi civiltà. Un percorso che tocca mondi diversi ma interconnessi: dalla cultura greca e romana alle civiltà dell'altra parte del mondo, come quella olmeca e teotihuacan, per arrivare alle arti figurative, veneziane e non, e all'arte tribale, dove si esprimono il potere, la memoria degli antenati e il legame tra vita e morte. Il progetto si apre infine al contemporaneo, con artisti che interpretano il presente e lo mettono in dialogo con questa lunga stratificazione.”

IL VIAGGIO DI “COLLECTO”______________________
Ci sono le “origini”, che accomunano la storia di tutti, in cui vediamo anche un Crinoide fossile del Giurassico Inferiore, la cosiddetta “Amigdala Ligabue” (1.200.000 – 600.000 anni fa) – ascia in quarzite che è tra i primi manufatti realizzati dall’uomo – e le sorprendenti pitture che Domingo Milella fa riemergere, con le sue fotografie, dalle grotte preistoriche; ma anche uno dei grandi globi celesti di Vincenzo Coronelli (1698), Cosmografo della Repubblica di Venezia, il “Nido” d’uccello scomposto di Nico Vascellari e l’ “energia della luce” di Edmondo Bacci nel dipinto “Avvenimento n. 317” (1958).

C’è una sorprendente “biblioteca mesopotamica”, la via di Damasco dell’Umanità, con circa 150 tra bassorilievi, statue, tavolette in argilla e straordinari sigilli cilindrici sumeri, assiri, siriani: testimonianze di segni e simboli alle origini di quella rivoluzione epocale che fu la scrittura.

Ci sono numerose, importanti “antichità classiche”, come una pisside in terracotta policroma del IX–VIII secolo a.C. con cavalli a tutto tondo che ne ornano il coperchio, kylix e anfore attiche, manufatti etruschi, un grande scudo bronzeo con decori e incisioni di epoca tardo-villanoviana o un impressionante elmo corinzio e, accanto, la grande stampa fotografica di Mimmo Jodice con gli “Atleti della Villa dei Papiri” (opera III, 1986).

Quindi una selezione di “Idoli” commoventi e preziosissimi – dee madri, divinità, spiriti - appartenenti a culture diverse, dal 3900 al 1800 a.C., compreso un Idolo a Violino cicladico in marmo bianco (2800- 2599 a.C.) e quell’affascinante principessa con corpo e capigliatura in steatite e testa e arti in calcare bianco, che è uno dei più raffinati esempi di arte protostorica della Battriana, espressione della Civiltà dell’Oxus databile tra il 2200 e il 1800 a.C., conosciuta nel mondo scientifico internazionale come “Venere Ligabue”, riconoscimento delle scoperte e degli studi fondamentali compiuti in questo ambito da Giancarlo Ligabue .

Anche l’arte precolombiana e quella oceanica, che nella collezione veneziana presentano nuclei importanti e opere note per l’eccezionale valore scientifico, riservano sorprese e si aprono a inattesi innesti da altri mondi ed epoche.  

Così il Nuovo Mondo rivendica la sua voce con manufatti dalle culture meso e sudamericane: bellissimi vasi e sculture Maya, opere iconiche come la straordinaria “Venere” policroma della Cultura Chupícuaro (400 -100 a.C), le statuette della Cultura Mezcala o le figure maschili della Cultura Veracruz (600-900 d.C.), e la famosissima Maschera funebre della Cultura Lambayeque (Perù, 1200 d. C.), realizzata in tumbaga, una lega di oro e rame.  

Il Vecchio Mondo per parte sua ribadisce i miti della cultura classica tratti dai racconti omerici, con l’imponente tela di Jacopo Amigoni di oltre quattro metri con “Giunone, Eolo e Deiopea” (1739 – 1747), mentre la vita primordiale s’impone attraverso l’opera del tedesco Thomas Struth, star della fotografia internazionale che ci immerge con la sua visione antropocentrica nella più antica foresta pluviale tropicale del mondo,Paradise 6, Daintree Australia” (1989).

La voce degli antenati, il rapporto con il divino e gli spiriti animano la sala dell’ “arte oceanica”, dove impressionano bellissimi bastoni del comando, un imponente Slit-gong del Nord di Vanuatu del IXX secolo alto quasi 4 metri - tra gli strumenti musicali più grandi al mondo e considerati ritratti di antenati -, e i due Aripa di 178 e 192 cm di altezza, sculture rituali antropomorfe in legno dipinto, spiriti guida nella caccia, che sono tra le sculture più affascinanti della Nuova Guinea.

Accanto: la grandiosa stampa alla gelatina ai Sali d’argento di Vera Lutter con “Gruppo di figure cerimoniali III”, il dipinto “Racconto segreto” di Giuseppe Santomaso del 1961, e un disco di cemento e acciaio di Arcangelo SassolinoSenza titolo 95” del 2024, che rivela altre forze nascoste, come quella indomabile della materia strappata da una matrice, a mostrare la precarietà dell'esistenza e il rischio di un collasso imminente.

Infine l’ “arte antica occidentale” ove, in una sorta di raffinato studiolo, tornano riletti alla luce delle nostre tradizioni culturali e figurative, alcuni dei temi centrali di questo viaggio: “la nascita” e dunque la maternità, con dipinti di Madonne dal Tre al Seicento - tra cui le opere di Ambrogio Lorenzetti, Jacopo del Sellaio e Giovanni Battista Piazzetta - e “la bellezza”, con una carrellata di preziosi disegni che non solo affrontano i canoni del “bello” con studi anatomici e di figura, ma indagano il suo opposto,  il brutto, il deforme, il ridicolo,  a partire dall’emozionante Testa di vecchia” di Leonardo da Vinci e dalle indimenticabili caricature di Giambattista Tiepolo.

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Dal 7 al 24 maggio 2026, in concomitanza con l’apertura della Biennale in omaggio alla città, l’ingresso a Palazzo Erizzo Ligabue - Palazzo delle Arti e delle Culture -  con “Collecto” e l’esposizione dei lavori di Marta Spagnoli, sarà gratuito per tutti, su prenotazione per fasce orarie e con visita guidata.

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LA RESIDENZA D’ARTISTA: MARTA SPAGNOLI_______________
Questa sarà anche l’occasione per il pubblico di conoscere da vicino l’opera di un’artista sensibile e al tempo stesso potente come Marta Spagnoli, primo premio Artissima per Vinitaly e secondo premio ex aequo nella 102ma Collettiva giovani artisti Fondazione Bevilacqua La Masa e Venezia (2019) e finalista nella 21esima edizione del Premio Cairo  (2022), invitata da Inti Ligabue in residenza d’artista in collaborazione con Galleria Continua per sviluppare un progetto creativo legato proprio alla Collezione: una tela monumentale, disegni e altre tre opere di formato minore in dialogo con “Collecto”.

Anche la Spagnoli lavora alla ricerca di archetipi e segni capaci di riemergere e riaffiorare nel tempo.

L’artista intreccia elementi organici, mitologici e antropomorfi nello spazio di una tela in continua evoluzione, ove colore e materia si sovrappongono riattivando queste presenze sotto forma di segni, silhouette e movimenti, quasi riemergessero da una memoria più profonda e condivisa, che attraversa la storia dell’uomo: forme universali, come quelle appartenenti al mondo animale o vegetale, riconoscibili al di là dei limiti culturali e linguistici, che lasciano tracce e si sedimentano.

Un processo di cancellazioni e riscritture quello operato dalla Spagnoli, che rende evidente una dimensione fondamentale del suo lavoro: la stratificazione.

La pittura si costruisce attraverso sovrapposizioni successive di segni, campiture e interventi che trasformano la tela in un campo di sedimentazione visiva, in cui ogni gesto conserva la memoria di quelli precedenti.  

Allo stesso modo Marta che già aveva avviato una riflessine sul concetto di ripetitività, di reiterazione come movimento e sviluppo della coscienza, ha trovato nei segni delle opere mesopotamiche della collezione un codice narrativo, capace di riemergere.

Un’idea di sviluppo come processo cumulativo e trasformativo che trova una sorprendente risonanza nel percorso della Fondazione Giancarlo Ligabue, ove ogni passaggio ha ampliato il raggio d’azione dell’istituzione veneziana, senza interrompere il legame con le sue origini, ma piuttosto integrandole in una prospettiva più ampia.

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Palazzo delle Arti e delle Culture dopo le due settimane inaugurali, riaprirà continuativamente con visite a pagamento (sempre su prenotazione e con guida) da metà settembre a dicembre e poi ancora in primavera.

Nel mezzo continueranno i “Dialoghi della Fondazione”, le ricerche e gli incontri con il comitato scientifico internazionale che dall’inizio accompagna l’avventura della Fondazione Giancarlo Ligabue.

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Ufficio stampa Fondazione Giancarlo Ligabue - Villaggio Globale International - Antonella Lacchin - T. +39 041 5904893 - +39 3357185874 - lacchin@villaggio-globale.it
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http://example.comnews-13384.atom “Siete l’orgoglio del Paese”, Mattarella premia le medaglie di Milano Cortina - 2026-04-09T07:45:05+02:00 2026-04-09T07:56:35+02:00 La cerimonia al Quirinale, riconsegnati i tricolori. La felicità dei podi del Nord Est. Il presidente loda anche i quarti posti. E il messaggio: «E’ significativo in questa stagione così complicata che l’Italia e l’Europa siano state vetrina di amicizia e socialità»

“Siete stati ambasciatori del Paese, in un momento così difficile per l’umanità caratterizzato da guerre e contrapposizioni, avete esportato i valori dello sport, che e’ competizione ma anche il rispetto per l’altro”. Così al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattatella ha ricevuto i medagliati di Milano-Cortina, che hanno riportato un tricolore carico di 46 medaglie tra Olimpiadi e Paralimpiadi.

Brignone, Goggia, Franzoni, Lollobrigida, i medagliati del Nord Est c’erano tutti, emozionati e orgogliosi gli alfieri degli sport di neve e ghiaccio.

Arrivano i corazzieri al salone degli arazzi. Entra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, saluta gli atleti, parte l’inno di Mameli e poi scorre un filmato che è pieno di argenteria pesante. Trenta medaglie a Milano-Cortina per gli azzurri. Dieci ori, 6 argenti e 14 bronzi.

“Siamo orgogliosi di quello quello che abbiamo fatto, l’Italia è stata ricoperta dal nostro tricolore”, ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio che ha ringraziato il presidente della Repubblica per la vicinanza e il responsabile della macchina organizzativa dei Giochi, Giovanni Malagò, in odor di Federcalcio per ricostruire l’italico pallone ma relegato in terza fila nella sala degli arazzi del Quirinale.

«Lei è stato vicino agli atleti, ne ha indossato la divisa, l’abbiamo sentita uno di noi, il mondo olimpico ha capito che lei è uno di noi», ha detto il numero uno dello sport italiano al presidente della Repubblica. «Ci ha trasmesso la carica che ha reso indimenticabili le nostre Olimpiadi di casa».

Applaudono le glorie dello sport del Nord est. L’oro del biathlon, la sappadina Lisa Vittozzi, i due frombolieri del fondo, il bellunese Elia Barp e il sappadino Davide Graz oppure la cortinese Stefania Constatini bronzo nel curling assieme al portabandiera Amos Mosaner, orgoglioso col suo tricolore in prima fila accanto a Federica Brignone, Arianna Fontana e Federico Pellegrino.

«Abbiamo portato a termine le Paralimpiadi superando difficoltà enormi come la querelle della presenza dei Russi o il clima teso per l’attacco all’Iran proprio nei giorni dei Giochi paralimpici», ha detto il presidente del Comitato paralimpico, Marco Giulio De Sanctis che ha parlato di “edizione irripetibile”. C’erano anche le cosiddette medaglie di legno al Quirinale, i quarti posti, già dopo Parigi 2024 invitati da Mattarella.

Da Nord est la slalomista tarvisiana Lara Della Mea, che ha mancato l’argento per 5 centesimi nel giorno del secondo oro di Brignone e la sciatrice paralimpica monfalconese Martina Vozza con la sua guida travisata Ylenia Sabidussi.

«Le vostre vittorie, i vostri comportamenti ora siano di ispirazioni per le nuove generazioni e in genere per una società’ che spesso presenta un conto pesante». Poi la consegna dei Tricolori a Mattarella.

«Lei ci ha fatto entrare nella sua famiglia, ha seguito le nostre gare, ci ha fatto sentire ancora più uniti», ha detto Arianna Fontana, 14 medaglie olimpiche. Emozionato il fondista-portabandiera Federico Pellegrino, che ha chiuso la sua splendida carriera con due medaglie di bronzo.

«A dicembre quando ci ha consegnato la medaglia le avevo detto che lamia presenza non era scontata - ha detto al presidente Federica Brignone - invece sono riuscita a portare a casa due medaglie d’oro e spero di essere riuscita ad appassionare tanta gente assieme ai miei splendidi compleanni di squadra».

Poi le parole del presidente della Repubblica, che ha ricevuto dal presidente del Coni una copia delle tre medaglie olimpiche.

«Questi Giochi hanno scritto una pagina indimenticabile, medaglieri colmi tra le 30 medaglie delle Olimpiadi e le 16 delle paralimpiadi, ma oltre alle medaglie conquistate vanno ricordati i record raggiunti mostrando la qualità del nostro movimento. Abbiamo seguito storie di sacrifici e dedizione e’ importante che diventino di ispirazione soprattutto per il giovano. E’ stata poi un’edizione che ha trasmesso un’immagine di efficienza del nostro Paese. Contro ogni scetticismo e fiducia avete raggiunto un successo evidente. Sport e cultura sono espressione della società, abbiamo così offerto al mondo la nostra amicizia, la nostra capacità di accoglienza, il nostro desiderio di costruire reti di socialità. La cultura che lo sport trasmette ha una forza unica che stride in un periodo di guerre e di prepotenze».

Ancora il Presidente: «E’ significativo in questa stagione così complicata che siano state l’Italia e l’Europa ad essere vetrina di amicizia e socialità. Grazie a chi ha vinto medaglie, ma grazie anche ai quarti posti che rappresentano qui idealmente tutti gli atleti che hanno preso parte ai Giochi ma anche ai loro tecnici».

Poi Mattarella ha consegnato una medaglia a tutti i podi e i quarti posti. Emozionata Vittozzi, l’oro del Nord Est in quella indimenticabile domenica del Brignone show in cui anche l’altro sappadino Graz con il quartetto del fondo ha coronato il suo sogno di medaglia. Mattarella coccola gli atleti, si intrattiene qualche secondo in più con Sofia Goggia.

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articolo di Antonio Simeoli Inviato a Roma

http://example.comnews-13383.atom Cinque concerti gratuiti in mezzo alla natura: torna Dolomiti Arena - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-09T07:33:44+02:00 2026-04-09T07:44:59+02:00 La rassegna  bellunese di musica estiva è alla sua sesta edizione. Dal 18 luglio al 22 agosto ospiti Francesca Michielin, i Negrita, i Tiromancino, Omar Pedrini e Joan Thiele

Si comincia con Francesca Michielin e si prosegue con i Negrita, i Tiromancino, Omar Pedrini e Joan Thiele. Sono i cinque protagonisti della stagione 2026 (la sesta) di Dolomiti Arena, la rassegna che porta la musica d'autore in mezzo alla natura. Cinque concerti gratuiti in location suggestive della provincia di Belluno, uno straordinario festival organizzato da Scoppio Spettacoli in collaborazione con il Consorzio Dolomiti Prealpi e finanziato dal Fondo Grandi Eventi e dall'Unione Montana Feltrina.

Francesca Michielin - Si comincia sabato 18 luglio con la cantautrice bassanese Francesca Michielin che si esibirà a pochi chilometri da casa, precisamente a Malga Campon, sulle pendici del Monte Avena, in comune di Fonzaso.

Il leader dei Negrita - Una settimana dopo, sabato 25 luglio, Dolomiti Arena tornerà sulla spiaggia del lago di Santa Croce, in Alpago, con la musica dei Negrita, il gruppo musicale rock italiano, formatosi all'inizio degli anni novanta a Marcena, una frazione di Arezzo.

Domenica 2 agosto ci si sposterà a Longarone (location da definire), dove arriveranno i Tiromancino, guidati da Federico Zampaglione.

Omar Pedrini - Il 9 agosto, sempre di domenica, a Setteville (location da defiire) salirà sul palco Omar Pedrini, cantautore e chitarrista italiano, ex leader dei Timoria.

Ultimo appuntamento sabato 22 agosto a Col Cumano di Santa Giustina con Joan Thiele, la cantautrice italiana che nel 2023 ha vinto David di Donatello per la miglior canzone originale per Proiettili (ti mangio il cuore), brano da lei interpretato con Elodie e colonna sonora del film Ti mangio il cuore.

http://example.comnews-13385.atom Circolo Culturale Bellunese - due Matinée e Hoeprich con London Haydn Quartett - 2026-04-09T07:30:00+02:00 2026-04-09T08:57:08+02:00 Ci attende una bellissima settimana di musica, con ben tre appuntamenti, che vi inviamo insieme, per comodità di consultazione, con allegate le relative note di sala in PDF. Gli eventi sono due Matinée musicali, sempre di domenica, e l'atteso concerto del clarinettista Hoeprich e London Haydn Quartett., il 15 aprile.

informazioni più dettagliate nel nostro sito e nei programmi qui allegati:

Matinée Musicali:

>   Ensemble Chitarristica Steffani - Domenica 12 aprile 2026, ore 11:00  - Palazzo Crepadona (BL)
Musiche di Telemann, Scarlatti, Mertz, Sor, Tansman, Brouwer, Moreno-Torroba, Tagliamacco.

>   Eric Hoeprich clarinetto - Mercoledì 15 aprile 2026, ore 20:30 - Teatro Dino  Buzzati (BL)
London Haydn Quartet - Catherine Manson violino, Michael Gurevich violino
, John Crockatt viola, Alice Neary violoncello
In ricordo di Elisabeth Schulte Nordholt - Musiche di Mozart, Haydn, Froberger.

>   De Biasi Vettoretto Burigo - Domenica 19 aprile 2026, ore 11:00  - Palazzo Crepadona (BL)
Caro mio ben! Un viaggio tra liriche, arie e duetti d’opera.

Biglietti sempre nella sede del concerto, un'ora prima del suo inizio. Informazioni, programmi e tutti i concerti della 73a Stagione concertistica, su belcircolo.org.

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Buon ascolto! Cordiali saluti, Circolo Culturale Bellunese - www.belcircolo.org 

http://example.comnews-13382.atom Mollaro (TN), Fiorinda la festa della fioritura – 11/12 aprile - da FuoriPorta - 2026-04-09T07:12:40+02:00 2026-04-09T07:20:07+02:00 C’è un momento preciso, in Val di Non, in cui tutto rallenta e fiorisce insieme. I meleti si vestono di bianco, l’aria profuma di primavera e i paesi tornano a raccontarsi.

È in questo istante che nasce Fiorinda, la festa che celebra la fioritura dei meli e trasforma Mollaro in un grande palcoscenico a cielo aperto fatto di natura, cultura, sapori ed emozioni.

Fiorinda è una festa “a colori”, un percorso diffuso dove ogni zona racconta una sfumatura diversa della primavera: il verde della natura e del benessere, il viola della storia e della fantasia, l’azzurro della creatività e dell’artigianato, l’arancio dell’energia dei bambini e delle famiglie. Laboratori, giochi, passeggiate tra i meleti in fiore, attività sensoriali, degustazioni di prodotti tipici e momenti di relax trasformano la fioritura in un’esperienza da vivere con tutti i sensi. L’enogastronomia racconta la valle attraverso vini, mele, formaggi e specialità locali, mentre la cultura prende forma tra chiesette aperte, racconti del passato e luoghi simbolo.

Mollaro, oggi frazione del comune di Predaia, custodisce una storia antica e affascinante. Il Castel Mollaro, costruito attorno a una torre del XIII secolo, apre eccezionalmente le sue porte proprio in occasione della festa dei meli in fiore, diventando uno dei luoghi più suggestivi dell’evento. Poco distante, Castel Valer incanta per la sua eleganza senza tempo: immerso tra i meleti, è un raro esempio di castello ancora abitato, con oltre mille anni di storia racchiusi tra mura, torri e affreschi. Castel Coredo, più raccolto e austero, sorprende per i suoi interni ricchi di arredi e ritratti di famiglia, mentre Castel Thun, imponente e scenografico, domina la valle dall’alto con bastioni, camminamenti di ronda e panorami che raccontano secoli di storia trentina.

Accanto ai castelli, Fiorinda invita a esplorare il territorio con visite guidate ed esperienze speciali: dalla centrale idroelettrica di Taio, dove l’acqua diventa energia, alle spettacolari Celle Ipogee di Melinda, la “casa sotterranea delle mele”, fino alle passeggiate nel Parco Fluviale Novella, tra canyon, fioriture spontanee e sapori locali. Non mancano le camminate tra i filari insieme ai contadini, per conoscere il lavoro, la passione e la cura che rendono la mela della Val di Non un’eccellenza.

Fiorinda è più di una festa: è un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi emozionare, nel momento più delicato e spettacolare dell’anno, quando la Val di Non fiorisce.

Info:
Data – 11/12 aprile - Località: Mollaro (Trento) - whatsapp 3408505381 - info@fuoriporta.org - www.fuoriporta.org - www.facebook.com/fuoriportaweb - www.instagram.com/fuoriportafortravel

http://example.comnews-13386.atom Recuperata coppia di escursionisti in zona Forcella Marcuoira - 2026-04-09T07:08:00+02:00 2026-04-10T07:13:20+02:00 Cortina d'Ampezzo (BL), 09 - 04 - 26

Passate le 17 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato nella zona di Forcella Marcuoria, versante ovest, dove, nel tentativo di scendere dal lago del Sorapis, verso il Passo Tre Croci lungo il sentiero 216, una coppia di turisti malesi era rimasta bloccata nella neve, stremata dalla fatica. Dopo aver fatto campo base al Passo, l’elicottero è salito e ha individuato il punto a circa 2.250 metri di quota. Con un verricello di 20 metri è stato calato il tecnico di elisoccorso, che ha raggiunto il ragazzo e la ragazza, entrambi 22enni. Uno alla volta, i due escursionisti sono stati issati a bordo e trasportati a valle

http://example.comnews-13381.atom ISBREC - Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto: appello alla cittadinanza - 2026-04-09T07:05:13+02:00 2026-04-09T07:12:15+02:00 A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, cinque docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona.

Il loro numero non era mai stato messo in discussione, ma in questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.

La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto, che in poche ore hanno sottoscritto con oltre 1.200 firme – e le adesioni continuano a crescere – un appello a sostegno del mantenimento degli attuali distacchi.

I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.

La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività.

Si è chiesto pertanto all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte, e si invitano tutti i cittadini che intendano sostenere la richiesta a sottoscrivere l’appello al seguente link.

http://example.comnews-13379.atom Sole e caldo con picchi estivi, ma non dura: il meteo dei prossimi giorni - Selezione articoli da Adnkronos - 2026-04-08T07:46:55+02:00 2026-04-08T07:53:27+02:00 L'Italia sotto l'anticiclone africano fino a giovedì, attesa aria più fredda e instabilità primaverile dal 10 aprile

Quasi estate ma non dura. L'Italia continua a vivere una fase meteorologica caratterizzata dal dominio incontrastato di un robusto anticiclone di matrice subtropicale, con sole, caldo e temperature alte per il periodo. Questa bolla di alta pressione, che ha già caratterizzato le festività pasquali, non sembra intenzionata a cedere terreno facilmente e continuerà a proteggere la Penisola per gran parte della settimana in corso.

Le previsioni
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la stabilità atmosferica ci accompagnerà almeno fino alla giornata di giovedì. Le temperature si manterranno costantemente e abbondantemente sopra la media stagionale su tutto il territorio nazionale. Al Centro-Nord si potranno toccare picchi notevoli per il periodo, con valori compresi tra i 25°C e i 27°C. Città come Trento, grazie alla conformazione orografica, vivranno giornate tipicamente estive con massime decisamente fuori scala per l'inizio di aprile. Il panorama meteorologico sarà caratterizzato da cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutta l’Italia. Gli unici, modesti disturbi saranno rappresentati da temporanei annuvolamenti lungo le aree costiere, sia dell'alto Adriatico che dell'alto Tirreno, a causa di infiltrazioni umide marittime nei bassi strati. Secondo le ultime emissioni dei modelli matematici, un cambiamento dello scacchiere europeo è atteso a partire da venerdì 10.
Una discesa di aria più fredda proveniente dai quadranti nord-orientali riuscirà a scalzare la cupola anticiclonica, provocando un sensibile calo termico. Oltre alla flessione delle temperature, l'ingresso di questa massa d'aria darà potrebbe dare il via a una fase tipica primaverile, con importanti sbalzi termici e locale instabilità, anche temporalesca sulle aree del medio-basso Adriatico. Il Nord Italia invece sembrerebbe poter restare a guardare ancora una volta. Quello che si prospetta dal prossimo weekend appare anche come un vero cambio di marcia a livello sinottico generale. L'Europa passerebbe da una fase di stasi atmosferica forzata a una situazione molto più dinamica. La protezione dell'anticiclone africano potrebbe lasciare il posto a correnti più vivaci e fresche, riportando la primavera sui binari della variabilità e mettendo fine a questa parentesi quasi “estiva” precoce.

Nel dettaglio
>   Martedì 7. Al Nord: soleggiato, a tratti nuvoloso in Liguria, caldo per il periodo. Al Centro: bel tempo ovunque. Al Sud: sole prevalente, nubi sparse nelle zone interne della Campania.
>   Mercoledì 8. Al Nord: nuvoloso al mattino sull’alto Adriatico, sereno altrove. Al Centro: soleggiato, a tratti nuvoloso sulle Marche. Al Sud: poco nuvoloso e mite.
>   Giovedì 9. Al Nord: coperto su Lombardia orientale, Triveneto e Romagna al mattino, per il resto sereno e mite. Al Centro: nuvoloso sulle Marche, sole altrove. Al Sud: nuvoloso in Puglia, sereno sul resto del settore.
>   Tendenza: da venerdì possibile ingresso di aria fredda con instabilità sulle adriatiche.

http://example.comnews-13378.atom Parigi, la città che ha detto (quasi) addio alle auto: ecco come è cambiata la vita dei cittadini - Selezione articoli da Adnkronos - 2026-04-08T07:38:21+02:00 2026-04-08T07:46:51+02:00 La capitale francese ha ridotto l'inquinamento dell'aria e migliorato la salute dei cittadini

Parigi non è più quella di una volta. In soli dodici anni, la capitale della Francia ha vissuto una trasformazione così profonda da diventare un esempio per tutto il mondo. Sotto la guida della sindaca Anne Hidalgo, che ha concluso il suo mandato a fine marzo 2026, la città ha deciso di togliere spazio alle macchine per restituirlo alle persone, ai bambini e alla natura.

Dalla paura alla libertà
Per capire cosa è successo, basta ascoltare chi a Parigi ci vive. Dieci anni fa, Corentin Roudaut, un giovane esperto di informatica, aveva paura di usare la bicicletta perché le auto dominavano ogni incrocio e i ciclisti non avevano protezione. Oggi, grazie a nuove piste ciclabili separate dal traffico (come quella sul Boulevard Voltaire), Corentin racconta al Guardian che si sposta solo su due ruote in una rete che definisce “sicura e quasi completa”.

I numeri della rivoluzione
Non si è trattato di piccoli cambiamenti, ma di un piano imponente che ha toccato ogni angolo della città:

  • 155.000 nuovi alberi: Parigi è diventata molto più verde per combattere il caldo estivo.
  • 300 “strade scolastiche”: molte strade davanti alle scuole sono state chiuse alle auto, così i genitori non devono più temere che i propri figli vengano investiti mentre vanno a lezione.
  • Addio parcheggi: migliaia di posti auto lungo le strade sono stati eliminati per far posto a giardinetti, tavolini all’aperto di bar e caffè o parcheggi per le bici.
  • Le rive della Senna: quello che un tempo era un “muro” di auto che sfrecciavano lungo il fiume, oggi è una passeggiata pedonale. La sindaca Hidalgo ricorda che è stata una “battaglia dura”, ma ora i cittadini non tornerebbero mai indietro.

Una città dove si respira meglio
Questa scelta ha portato benefici enormi alla salute. Parigi fa parte di un gruppo selezionato di 19 città nel mondo (insieme a Londra, Amsterdam e Varsavia) che sono riuscite a ridurre drasticamente l’inquinamento dell’aria tra il 2010 e il 2024.
In particolare, i gas tossici prodotti dai motori (come il biossido di azoto) e le polveri sottili sono diminuiti di oltre il 20%. Questo è fondamentale perché l’aria inquinata causa problemi gravissimi, dall’asma nei bambini fino a malattie del cuore e declino mentale negli anziani. L’obiettivo finale è la “città dei 15 minuti”: un modello dove ogni abitante può trovare tutto ciò che serve, come lavoro, negozi, scuole, a soli 15 minuti a piedi o in bici da casa.

Le difficoltà e le sfide aperte
Naturalmente, un cambiamento così radicale ha creato anche malumori. Molti automobilisti si sono opposti con forza, lamentando il traffico e la mancanza di parcheggi. Inoltre, se il centro di Parigi brilla, le periferie (le “banlieue”) sono ancora molto dipendenti dalle auto e separate dal cuore della città dal Boulevard Périphérique, una grande autostrada circolare lunga 35 km che agisce come un vero e proprio “muro”.

Una lezione per tutti
Il segreto di Parigi, secondo gli esperti, non è stato un miracolo economico, ma il coraggio politico. Molti sindaci hanno paura di prendere decisioni che scontentano chi guida l’auto, ma Parigi ha dimostrato che essere ambiziosi paga. Il nuovo sindaco, Emmanuel Grégoire, ha simbolicamente iniziato il suo mandato arrivando in municipio proprio in bicicletta. Il messaggio per le altre città, comprese quelle italiane, è chiaro: con la giusta visione, è possibile trasformare una metropoli caotica in un luogo più sano e felice dove vivere.

http://example.comnews-13377.atom Cortina, prevenzione dell’Arma sulle piste: crollano gli scontri tra sciatori, esplodono le sanzioni - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 2026-04-08T07:30:50+02:00 2026-04-08T07:37:16+02:00 L’attività dei carabinieri nella stagione: ad Arabba multe in aumento del 156%. Crescono gli incidenti autonomi: attrezzature più evolute ma utenti impreparati

Crollano gli incidenti in pista grazie all’aumento della prevenzione da parte dei carabinieri: quest’anno il comprensorio di Cortina può vantare solo 9 scontri tra  sciatori durante la stagione. Un bilancio positivo quello dell’Arma di Cortina quanto ad attività di vigilanza, prevenzione e soccorso  nei comprensori di competenza, cioè Cortina (Faloria-Cristallo), Arabba, Alleghe e Padola. L'analisi statistica dell'anno 2025/2026 conferma una correlazione diretta tra l’intensificazione dei controlli e l'aumento della sicurezza, pur evidenziando come la condotta del singolo sciatore rimanga la variabile critica su cui intervenire in termini di consapevolezza. Molto efficace quest’anno la prevenzione dove si registra una correlazione diretta sanzioni-scontri: nel senso che l'Arma ha cercato di ricondurre la condotta degli utenti in criteri di  liceità e prudenza. E questo ha fatto sì che oggi i numeri dimostrano che l'aumento delle sanzioni amministrative (elevate per velocità eccessiva, precedenze, mancanza di assicurazione o casco) ha generato una diminuzione degli scontri tra sciatori.

Nel comprensorio di Cortina (Faloria-Cristallo), le sanzioni sono aumentate del 133% e di pari passo gli interventi sono diminuiti del 15% e gli scontri tra utenti sono scesi del 25%, riducendosi a solo 9 scontri. In quello di Arabba è andata ancora meglio con un aumento delle sanzioni del 156%, e un crollo del volume complessivo degli incidenti del 22,5%, con una diminuzione significativa degli scontri.  Infine, ad  Alleghe le sanzioni sono  aumentate del 266% a fronte di una stagione ad alta affluenza per la quale sono stati contenuti i rischi legati alla velocità. Con la riduzione di incidenti fra sciatori, si  sono invece registrati incidenti autonomi e malori: la stragrande maggioranza degli interventi è dovuta a incidenti autonomi o malori: il 93,2% del totale interventi a Cortina, l’86,6% ad Arabba e l’85% ad Alleghe.«Dati che  evidenziano che, se la prevenzione dei carabinieri mette in sicurezza l'utente rispetto alla condotta altrui, lo sciatore deve oggi farsi carico della propria auto-protezione» spiega l’Arma in una nota.

Il Comando Carabinieri di Cortina sottolinea poi un fenomeno crescente: le attrezzature odierne offrono una sensazione di controllo e un livello sciistico apparentemente superiore alle reali capacità tecniche dell'utente. "L'evoluzione tecnologica dei materiali dà l'illusione di poter gestire velocità elevate con facilità, ma non sostituisce la preparazione atletica né la padronanza tecnica", osserva il maggiore. Alessandro Bui "La maggior parte degli incidenti autonomi è figlia di questa sopravvalutazione. Solo attraverso una valutazione oggettiva dei propri limiti e commisurando l'attività alle proprie reali capacità si può invertire la tendenza degli infortuni singoli."

L'impegno quotidiano dei militari si è articolato in vigilanza dinamica con presidi dei punti a maggiore incidentalità e pattugliamento delle piste; controllo normativo con le verifiche su assicurazione obbligatoria, uso del casco per i minori,  velocità e osservanza delle norme dei gestori.E il monitoraggio delle fasi di imbarco e sbarco degli impianti di risalita. «Il bilancio finale della stagione 2025/2026 consegna un messaggio chiaro: la prevenzione e le sanzioni sono strumenti indispensabili per garantire la convivenza civile sulle piste e ridurre gli scontri, ma la sicurezza integrale può essere raggiunta solo se lo sciatore adotta un atteggiamento orientato alla massima prudenza e all'auto-consapevolezza».

http://example.comnews-13380.atom Valanga di grandi dimensioni sul Mulaz, esclusa la presenza di coinvolti - da Cnsas e da Corriere delle Alpi - 2026-04-08T06:53:00+02:00 2026-04-09T07:04:43+02:00 Falcade (BL), 08 - 04 - 26

Dal CNSAS:

A seguito della bonifica di una vasta valanga caduta lungo il versante est del Monte Mulaz, non sono stati riscontrati segnali che indichila presenza di persone coinvolte. Attorno alle 11.30 uno sciatore arrivato sul posto ha contattato la Centrale del 118, trovandosi di fronte all'importante distacco. 

Dopo aver imbarcato un'unità cinofila da valanga, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è portato sul luogo indicato dalle coordinate ricevute. Sbarcati il tecnico di elisoccorso, il conduttore e il cane, che hanno iniziato da terra la bonifica con Artva e Recco, l'eliambulanza ha provveduto al sorvolo della superficie interessata e alla ricerca con la strumentazione di bordo. Attivati nel contempo il Soccorso alpino della Val Biois e della Guardia di finanza. 

Chiusa la verifica verso le 13.30, permanendo inoltre il rischio di ulteriori distacchi, è stato escluso il coinvolgimento di persone. Il Soccorso alpino della Val Biois si è recato ai parcheggi, dove partono i diversi sentieri, per un'ulteriore accertamento sull'eventuale presenza di macchine.

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Dal Corriere delle Alpi:

Enorme valanga sul Monte Mulaz, nessuna persona coinvolta
Allarme per una vasta valanga sul Monte Mulaz: dopo le verifiche con elicottero, unità cinofila e Soccorso alpino è stato escluso il coinvolgimento di persone

Non risultano persone coinvolte nella vasta valanga caduta lungo il versante est del Monte Mulaz. È quanto emerso dalle operazioni di bonifica avviate dopo la segnalazione di uno sciatore.

L’allarme è scattato attorno alle 11.30, quando lo sciatore, giunto sul posto, ha contattato la Centrale del 118 dopo essersi trovato di fronte all’importante distacco nevoso.

L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver imbarcato un’unità cinofila da valanga, ha raggiunto l’area indicata. Sbarcati il tecnico di elisoccorso, il conduttore e il cane, sono iniziate le operazioni di bonifica da terra con Artva e sistema Recco, mentre l’eliambulanza ha effettuato il sorvolo della superficie interessata con la strumentazione di bordo.

Sono stati attivati anche il Soccorso alpino della Val Biois e la Guardia di finanza. Le verifiche si sono concluse attorno alle 13.30 senza riscontrare segnali della presenza di persone coinvolte.

Considerato il rischio di ulteriori distacchi, il Soccorso alpino della Val Biois ha effettuato controlli anche nei parcheggi da cui partono i sentieri, per verificare l’eventuale presenza di auto.

http://example.comnews-13376.atom Allevamenti intensivi, incontro a Belluno - di Lipu Belluno - 2026-04-07T09:06:47+02:00 2026-04-07T09:25:08+02:00 Un dialogo sugli allevamenti intensivi

Incontro “La vita non è merce. Salviamo il pianeta un gesto alla volta.” organizzato da SPI CGIL Belluno con LAV, Greenpeace e Lipu Belluno. Giovedì 09 aprile 2026 alle ore 16:00Sala riunioni “Albertina Brogliati”, viale Fantuzzi, 13 – Belluno.

Un dialogo sugli allevamenti intensivi
Lo SPI CGIL Belluno, in collaborazione con LAV, Greenpeace e la Delegazione Lipu di Belluno propone un incontro sul tema degli allevamenti intensivi dal titolo “La vita non è merce. Salviamo il pianeta un gesto alla volta“.
Vi aspettiamo giovedì 09 aprile 2026 alle ore 16:00 presso la sala riunioni “Albertina Brogliati” in viale Fantuzzi, 13 – Belluno.
A condurre il dialogo saranno la Responsabile Area Animali negli Allevamenti Lorenza Bianchi (LAV), il Delegato Lipu di Belluno Niccolò Sovilla, la Responsabile campagne sull’Agricoltura per Greenpeace Italia Simona Savini e il philanthropy manager Giorgio Taglioli. Introdurrà l’incontro Danila Franchini (SPI CGIL Belluno).

L’intervento della Delegazione Lipu di Belluno
La conservazione dell’ambiente, la difesa del benessere animale e la salvaguardia della salute umana sono concetti strettamente connessi tra loro. Gli allevamenti intensivi e le monocolture mettono in grave pericolo tutto ciò.
Parlando di avifauna, l’effetto è diretto ed evidente. Le nostre campagne, infatti, sono sempre più silenziose. Lo dice il Farmland Bird Index 2025: negli ultimi 26 anni il 33,5% degli uccelli di campagna è scomparso.
Durante l’incontro di giovedì 09 aprile a Belluno, la nostra Delegazione porterà all’attenzione del pubblico anche un altro tema altrettanto allarmante: la massiccia dispersione di piombo nell’ambiente ad opera dell’attività venatoria.
Un problema tanto ambientale quanto di salute pubblica al quale possiamo opporci, oltre che spingendo i governi a prendere le giuste decisioni, anche facendo determinate scelte alimentari.