Eventi, avvenimenti, manifestazioni, mostre di arte a Belluno e provincia

Adnkronos - 1) Trump dopo la sconfitta: "... elezioni truccate. L'Iran? Forse dovrò distruggerlo, presto saprete" 2) Murdoch scarica il presidente: caccia a nuovi leader

Trump - Le nostre elezioni sono truccate. L'Iran? Forse dovrò distruggerlo, presto saprete.
Rupert Murdoch e Donald Trump - Ipa/Fotogramma

1) Trump dopo la sconfitta: "Le nostre elezioni sono truccate. L'Iran? Forse dovrò distruggerlo, presto saprete" 2) Trump, Murdoch scarica il presidente dopo il flop midterm: caccia a nuovi leader

1) Trump dopo la sconfitta: "Le nostre elezioni sono truccate. L'Iran? Forse dovrò distruggerlo, presto saprete"

Il presidente Usa ha parlato con i giornalisti nello Studio Ovale: "L'Ucraina? Ci sarà accordo che coinvolgerà l'Europa"
"Le nostre elezioni sono così truccate, non avete idea". Donald Trump ha parlato dallo Studio Ovale all'indomani della sconfitta repubblicana alle elezioni di Midterm e, per la prima volta dopo il voto del 3 novembre, ha fatto riferimento generico a brogli elettorali. Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto di aver seguito il voto a Los Angeles, definendolo "un evento davvero vergognoso".

La recente sconfitta alle elezioni di metà mandato non sono stato l'unico argomento di cui ha parlato l'inquilino della Casa Bianca. Sulla guerra in Iran il presidente ha detto: "Adesso prenderemo una decisione. Dobbiamo decidere se completare l'opera, in modo che non accada mai più. Preferirei non distruggere il resto del Paese, se possibile, ma forse sarò costretto a farlo e ci vorranno 25 anni per ricostruire il paese. Lo saprete molto presto. Abbiamo perso 18 vite in questa guerra, sono troppe. Ma in Vietnam abbiamo perso migliaia e migliaia di uomini", ha aggiunto, prima di spezzare una lancia per Pete Hegseth, segretario alla Difesa nel mirino dei democratici: "Ha fatto un lavoro fantastico".

In realtà, Trump starebbe valutando la possibilità di sostituire il capo del Pentagono. Il presidente ne avrebbe parlato negli ultimi giorni con alcuni suoi alleati, chiedendo loro, prima delle elezioni di martedì, chi potrebbe prendere il suo posto. Secondo quattro persone informate sulla vicenda, alcuni dei prossimi viaggi di Hegseth - riferisce la Nbc - sono stati inoltre sospesi. Due fonti ipotizzano che la decisione possa essere legata alla possibilità di una ripresa di operazioni militari su vasta scala contro l'Iran, oppure a valutazioni politiche successive alle elezioni di midterm.

Non e mancato il commento sull'Ucraina: "Ci sarà un accordo. Sarà un grande accordo e coinvolgerà qualcosa di più dell'Ucraina... Potrei persino dire che potrebbe coinvolgere tutta l'Europa. Sarà un accordo grande e magnifico, e tutti ne saranno entusiasti", ha precisato parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Putin uccide i civili? Lo faccio notare sempre. Ma lo faccio notare anche dall'altra parte, perché" anche l'Ucraina "uccide. Muoiono 25mila persone al mese, lo faccio notare da entrambe le parti. Anche la Russia sta perdendo civili, è un bagno di sangue".

Rubio valuta dimissioni per prendere distanze da Trump e candidarsi a Casa Bianca, poi la smentita
Intanto, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha smentito le indiscrezioni su un suo possibile addio all'amministrazione Trump e ha assicurato che il suo "piano è sempre stato" quello di restare al governo fino alla fine del mandato. Lo ha riferito il New York Times dopo le indiscrezioni pubblicate dall'Independent, secondo cui Rubio starebbe considerando di prendere le distanze da Trump e dalla guerra contro l'Iran in vista della corsa presidenziale del 2028.

In realtà già prima della debacle elettorale per i Gop fonti di alto livello del partito Repubblicano negli Stati Uniti e figure di spicco del governo britannico avevano detto all'Independent che Rubio avrebbe potuto lasciare il suo incarico nell'amministrazione Trump. Le stesse fonti hanno confermato che, dopo le Midterm, le aspirazioni e le aspettative di Rubio si sono rafforzate. Una fonte interna a Washington ha dichiarato all'Independent che Rubio intende "prendere le distanze dalla guerra contro l'Iran e attribuirne la responsabilità a Trump".

"Rubio è al momento il principale candidato alla nomination'' repubblicana ed ''è decisamente in vantaggio su Vance", ha aggiunto una fonte vicina al Segretario di Stato, considerandolo favorito sul vice presidente americano, anche lui intenzionato a candidarsi alle prossime presidenziali. Rubio, però, ''non può candidarsi'' alla nomination repubblicana ''finché è ancora segretario di Stato e, in ogni caso, il suo legame con l'amministrazione non farebbe altro che danneggiare le sue prospettive", per cui ''è logico che si dimetta e che lasci l'amministrazione''.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

2) Trump, Murdoch scarica il presidente dopo il flop midterm: caccia a nuovi leader

Per trovare il colpevole della disfatta repubblicana nel voto di Midterm "si guardi allo specchio, presidente Trump". Non è una testata liberal a puntare il dito contro l'inquilino della Casa Bianca, ma il 'New York Post', il sesto giornale americano per diffusione e il più 'popolare' nella galassia di Rupert Murdoch. Toni inimmaginabili fino a due giorni fa e che indicano un cambiamento sotterraneo di grande importanza. D'altronde, mentre si susseguivano i disastrosi dati elettorali, era già cambiato il tono adottato verso la Casa Bianca anche di Fox News, il canale all news più seguito d'America e sua 'cassa di risonanza' già dalla prima discesa in campo.

E il primo a notarlo è stato lo stesso Donald Trump, che con una serie di messaggi furibondi ha attaccato la sua emittente preferita, contestando persino il tono di voce adottato dal conduttore di una trasmissione. Possono sembrare dettagli ma - come segnala il Financial Times - sullo sfondo c'è un impero mediatico che "sembra fare i conti con il dopo Trump". A urne appena chiuse il Wall Street Journal già puntava il dito contro Trump definito il “principale artefice” della sconfitta repubblicana, esortando il partito a riflettere sulla propria identità per il futuro. Il giornale economico ha attribuito a un secondo mandato, definito “erratico e autoreferenziale”, la responsabilità di aver sprecato una “rara opportunità per promuovere la causa delle riforme conservatrici”

Non va meglio su altre testate di Murdoch. Nella prima pagina di ieri sempre sul New York Post campeggiava la foto di un Trump impotente travolto da uno 'tsunami blu' (il colore dei democratici) mentre nel numero di oggi un JD Vance irritato guarda dall'alto in basso il presidente, con un gioco di parole sulla guerra in Iran (che il vice di Trump non ha sostenuto dall'inizio) uno degli elementi chiave della sconfitta repubblicana. Certo il giornale cerca di indorare la pillola scrivendo che "l’unico aspetto positivo è che l'arroganza dei democratici, quasi certamente, li porterà a esagerare" aprendo la porta a un candidato repubblicano nelle presidenziali del 2028, ma il cambio di tono nell'impero Murdoch è evidente.

Persino Sean Hannity, intervistatore prediletto da Trump, ha ammesso che "al 100%" il voto è stato condizionato dalla guerra all’Iran. Murdoch d'altronde non ama i perdenti, soprattutto in politica. Il Ft riporta le parole di un ex alto dirigente di News Corp secondo cui il miliardario ha sempre cercato di individuare tempestivamente i futuri vincitori in politica, così da poter influenzare le loro agende. "Possiede uno straordinario intuito nel capire da che parte tira il vento; si muove in anticipo per esercitare la propria influenza e fare in modo che la persona in questione si senta in debito verso di lui". "Rupert non vuole stare dalla parte di un perdente", ha spiegato il manager. "Di Trump non gli importa più nulla; ciò che gli interessa è il pubblico".

E il pubblico ha iniziato a voltare le spalle a Fox News così come ha fatto con il presidente. A ottobre, gli ascolti in prima serata del canale sono scesi del 28% su base annuae lunedì scorso, l'amministratore delegato di Fox Corp., Lachlan Murdoch, ha ammesso agli investitori di aver riscontrato segnali di "stanchezza del pubblico" nei confronti dell'emittente, sebbene quest'ultima mantenga la leadership nel settore con forte vantaggio su Cnn e Ms Now. Peraltro prendere troppo nettamente le distanze dalla Casa Bianca rischia di favorire Newsmax, il network che è cresciuto grazie a posizioni ancora più conservatrici rispetto a Fox News.

Sullo sfondo c'è anche una dimensione più strettamente personale per il magnate australiano: la sua agenda è sempre stata improntata a promuovere valori conservatrici e - ricorda il Financial Times - l’anno scorso, ha accettato di versare oltre 3 miliardi di dollari a tre dei suoi figli per garantire che, dopo la sua morte, il controllo del suo impero mediatico passi al primogenito, Lachlan, assicurandosi così che la linea editoriale rimanga orientata a destra. Con un Trump che ormai appartiene al passato, Murdoch vuole garantire che la sconfitta di Midterm non apra una fase storica a lui sgradita. Non a caso il WSJ ha scritto che i repubblicani "devono discutere su quali siano i loro valori nell’era post-Donald Trump". "Speriamo che inizino a farlo" presto, ha aggiunto. A 95 anni, il tycoon non ha davvero tempo da perdere.

articolo di Massimo Germinario

Utilizzando questo sito web, acconsenti all'utilizzo di cookie cosa sono
menu
menu