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Adnkronos - 1) Trump, midterm - bocciatura record per il presidente. 2) Iran, Trump valuta nuovi attacchi ... 3) Veltroni: "Nessuno prende Trump sul serio, è come Bombolo".

Trump, sondaggio pessimo prima delle midterm: bocciatura record per il presidente
Trump e Bombolo - (Afp/X)

1) Trump, sondaggio pessimo prima delle midterm: bocciatura record per il presidente 2) Iran, Trump valuta nuovi attacchi "ma non c'è fretta": la telefonata con Netanyahu. Teheran: "Nessuna fiducia negli Usa" 3) Veltroni: "Nessuno prende Trump sul serio, è come Bombolo. La cosa grave di Trump è che nessuno ormai lo prende più sul serio"

1) Trump, sondaggio pessimo prima delle midterm: bocciatura record per il presidente

I democratici registrano un vantaggio di sette punti sui repubblicani nella corsa per il controllo del Congresso, il tasso di disapprovazione del presidente al 60% secondo il rilevamento Nbc News
Brutte notizie per Donald Trump a due giorni dalle elezioni di midterm del 3 novembre. I democratici registrano un vantaggio di sette punti sui repubblicani nella corsa per il controllo del Congresso, mentre il tasso di disapprovazione del presidente raggiunge il livello record del 60% secondo un nuovo sondaggio nazionale di Nbc News, condotto tra il 28 e il 30 ottobre.

Il 52% degli elettori registrati preferisce un Congresso controllato dai democratici, contro il 45% favorevole ai repubblicani e il 3% di indecisi. Il vantaggio democratico è aumentato di due punti rispetto alla rilevazione di settembre e sale a 21 punti tra gli indipendenti. Il gradimento di Trump si attesta invece al 40%, mentre il 64% degli intervistati ritiene che il presidente non abbia soddisfatto le aspettative, contro il 34% di giudizi positivi. Il 70% degli elettori giudica sbagliata la direzione intrapresa dal Paese, nove punti in più rispetto a un anno fa, e circa due terzi chiedono un cambiamento rispetto alle politiche dell'amministrazione.

Il sondaggio evidenzia inoltre una diffusa insoddisfazione economica: circa tre elettori su quattro si dichiarano scontenti della situazione del Paese e, per la prima volta in trent'anni di rilevazioni Nbc, la percentuale di chi è insoddisfatto delle proprie condizioni finanziarie (51%) supera quella dei soddisfatti (49%). Inflazione e costo della vita restano le principali preoccupazioni. I democratici hanno un vantaggio di un punto sulla gestione dell'inflazione, mentre i repubblicani conservano un margine di due punti sull'economia e di cinque sulla corruzione. Nonostante il vantaggio nelle intenzioni di voto, soltanto il 29% degli intervistati esprime un giudizio positivo sul Partito democratico, contro il 38% per quello repubblicano. Elevata anche la mobilitazione elettorale: il 70% assegna un punteggio di 9 o 10 su 10 al proprio interesse per il voto, con i democratici avanti di 12 punti tra gli elettori più coinvolti. Tra i repubblicani, il gradimento di Trump raggiunge il 93% nell'area Maga, ma scende al 54% tra quanti non si riconoscono nel movimento.

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2) Iran, Trump valuta nuovi attacchi "ma non c'è fretta": la telefonata con Netanyahu. Teheran: "Nessuna fiducia negli Usa"

Il premier israeliano sta facendo pressioni sul presidente Usa per riprendere i raid dopo le elezioni di midterm del 3 novembre. Dipartimento di Stato Usa: "Mano tesa per negoziati ma pronti anche ad altre strade"
Il presidente Usa pensa a nuovi attacchi in Iran dopo le elezioni di midterm del 3 novembre anche se, allo stesso tempo, afferma di non avere fretta. Pressioni in tal senso sarebbero però arrivate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre il tycoon intende per il momento concedere più tempo alla diplomazia. Dal canto suo l'Iran afferma di non fidarsi degli Stati Uniti, sebbene proseguano i negoziati.

"Ho avuto un ottimo colloquio con Netanyahu. Abbiamo parlato di Iran", ha dichiarato Trump, parlando ai giornalisti in partenza per l'Iowa. Ma secondo Axios, che cita una fonte israeliana e una americana, i due leader avrebbero avuto una telefonata particolarmente tesa, incentrata sullo stato dei negoziati tra Washington e Teheran e sui tempi di un'eventuale ripresa delle operazioni militari. La fonte israeliana ha descritto il colloquio come "duro", mentre quella americana lo ha definito "diretto". Netanyahu sarebbe preoccupato dalla volontà di Trump di proseguire i tentativi diplomatici prima di decidere se tornare a colpire l'Iran.

"Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti, ma possiamo farlo in 10 minuti", aveva detto in precedenza Trump tornando a minacciare nuovi attacchi contro l'Iran e indicando tra i possibili obiettivi Pickaxe Mountain, il presunto complesso nucleare sotterraneo della Repubblica islamica.

"La mano per i negoziati è stata tesa e quei canali hanno continuato a essere aperti e attivi. Allo stesso tempo, siamo stati pronti anche a percorrere un'altra strada", ha dichiarato il sottosegretario di Stato americano per gli Affari del Vicino oriente, Donald Blome, intervenendo al Manama Dialogue, forum sulla sicurezza in corso in Bahrein. "Non possiamo permettere all'Iran di tenere in ostaggio questa regione e l'economia globale", ha aggiunto il funzionario americano.

Iran: "Negoziati con Usa proseguono, ma nessuna fiducia in Trump"
L'Iran in ogni caso continua a negoziare con gli Stati Uniti attraverso la mediazione del Qatar e di altri Paesi, ma resta profondamente scettico sulle intenzioni del presidente Trump, ha dichiarato una fonte della sicurezza iraniana ad Al Jazeera. "Teheran prosegue i negoziati con la parte americana attraverso i mediatori qatarioti e altri interlocutori, ma non nutre nemmeno per un istante il minimo ottimismo sulle intenzioni di Trump", ha affermato la fonte, precisando che la Repubblica islamica ha valutato positivamente il messaggio ricevuto dal vicepresidente americano Jd Vance e sta esaminando una possibile risposta. "Riteniamo che negli Stati Uniti possano esserci voci diverse, ma l'esperienza ha dimostrato che il presidente americano e la sua cerchia cedono alle tentazioni di Netanyahu e degli estremisti guerrafondai che lo sostengono - ha aggiunto la fonte - Per questo motivo siamo obbligati a mantenere la massima attenzione sulla necessità di essere pienamente preparati a una difesa decisa e punitiva contro qualsiasi aggressione e crimine da parte degli Stati Uniti e di Israele".

I colloqui tra l'Iran e i mediatori del Qatar proseguono sulla proposta in discussione da due giorni, ma non è stata ancora raggiunta una "conclusione definitiva", ha dichiarato dal canto suo il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, riferendosi alla missione in Qatar di una delegazione della Repubblica islamica. Araghchi ha precisato che la missione, a livello di vice ministro degli Esteri, ha l'obiettivo di proseguire le consultazioni con i mediatori qatarioti, già presenti a Teheran nelle scorse settimane, e non di definire i negoziati con gli Stati Uniti. Il raggiungimento di un risultato dipenderà dalle risposte della controparte alle richieste iraniane, ha spiegato il capo della diplomazia di Teheran, secondo cui "stiamo facendo del nostro meglio in questo processo e speriamo che dall'altra parte prevalga la razionalità, dando priorità alla diplomazia rispetto ad altre strade".

Esercito Iran: "Nuova guerra con Usa potrebbe essere più lunga della precedente"
Una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti potrebbe durare più a lungo del conflitto precedente e il presidente americano, Donald Trump, non sarebbe in grado di determinarne la durata né le condizioni della conclusione. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Esercito iraniano, Mohammad Akraminia, secondo quanto riferito dalla televisione di Stato. "Un eventuale futuro conflitto potrebbe durare più a lungo di quello precedente e il presidente americano non sarebbe nella posizione di dettare i tempi o le condizioni della sua conclusione", ha affermato Akraminia.

Le Forze armate iraniane sono "pronte come mai prima" a rispondere a un eventuale nuovo attacco da parte statunitense e stanno lavorando all'individuazione di nuovi obiettivi, ha dichiarato anche il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. "Nella prossima guerra non avremo più limiti geografici", ha ribadito Mohebi durante un convegno a Kerman, rilanciando le parole pronunciate ieri dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che ha ordinato ai vertici militari di rispondere a qualsiasi nuova aggressione "senza limiti geografici". "È stato definito un ampio campo d'azione per colpire il nemico e raggiungere una deterrenza completa", ha aggiunto il portavoce dei Pasdaran.

articolo di Valerio Sarsini Novak

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3) Veltroni: "Nessuno prende Trump sul serio, è come Bombolo. La cosa grave di Trump è che nessuno ormai lo prende più sul serio"

"E' come avere Bombolo presidente degli Stati Uniti". Walter Veltroni, ospite di Che tempo che fa, si esprime così su Donald Trump a poche ore dalle elezioni di midterm in programma il 3 novembre negli Stati Uniti. "La cosa grave di Trump è che nessuno ormai lo prende più sul serio. E' come avere Bombolo presidente degli Stati Uniti. Bombolo recitava ed era simpatico. Bombolo sarebbe un passo avanti", dice Veltroni conversando con Fabio Fazio. Trump, dice Veltroni, si comporta come il personaggio interpretato dal caratterista Franco Lechner, protagonista di una lunga serie di commedie negli anni '70 a

"Per i compagni della mozione Bombolo, Bombolo è morto. E quindi ne dobbiamo trovare un altro", interviene Massimo Giannini, riproponendo una battuta resa celebre da Corrado Guzzanti che, nell'occasione, interpretava proprio... Walter Veltroni in una memorabile gag nel programma Parla con me condotto da Serena Dandini.

articolo di Roberto Grossi

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